Visita la Costiera amalfitana come un local. Segui i nostri consigli e scopri cosa fare per trarre il massimo dalla tua vacanza in paradiso. 

Visita la Costiera amalfitana come un local seguendo queste 10 mosse. 

Di guide turistiche e consigli su come muoversi attraverso i borghi marinari della meravigliosa costa campana ne è pieno l’internet. 

Noi vogliamo darti qualche piccola dritta per aggiustare il tiro, uscire dagli schemi del solito turismo di massa, e godere appieno dell’immenso patrimonio storico e culturale della Costiera amalfitana.

Qualche consiglio te lo aspetti già, ma ci è sembrato giusto rimarcare il concetto. 

C’è tantissimo da fare, fotografare, bere e mangiare. Lascia l’auto a casa (nell’articolo scoprirai perché), prenditela comoda, assapora l’aria che sa di mare e agrumi e preparati a lunghe scarpinate dense di bellezza. 

Ecco cosa, secondo noi, devi assolutamente fare in Costiera… come un local. 

10. Mangiare una delizia al limone

I limoni d’Amalfi. Non c’è immagine più iconica per descrivere la Costiera amalfitana. Grandi, succosi, dalla forma allungata e la buccia liscia. Giallissimi. Lo sfusato amalfitano è talmente fotogenico che a vederlo ti verrà voglia di fare scatti a raffica. 

Protagonista anche in cucina di tante ricette, dai primi piatti al digestivo, non sarà affatto complicato trovare sul menù di un qualunque ristorane della Costiera pietanze a base di limone.

Noi partiamo dal dessert. Hai mai assaggiato una delizia al limone? No? È giunto il momento di correre ai ripari. 

Questa torta a base di pan di Spagna bagnato al limoncello, crema pasticciera e crema al limone ti guarderà ammiccante dal bancone delle pasticcerie amalfitane sussurrandoti “mangiami”. Vuoi non dare ascolto ad un dolce parlante?

Spesso la si trova in monoporzioni che ricordano proprio la forma di un limone. Assaggiala a fine pasto e rimangiala come spuntino, dopo cena, colazione…

9. Auto? No, grazie

Costiera amalfitana come un local. Meglio niente auto.

Questo consiglio lo troverai su qualunque guida turistica e blog di settore e ci è sembrato opportuno ribadirlo: lascia perdere l’auto in Costiera amalfitana. 

A meno che tu non sia abituato a guidare per curve e tornanti da capogiro lungo strade strette e a picco sul mare, fai un favore ai tuoi nervi e opta per il servizio di trasposto pubblico. 

I punti di riferimento sono i bus SITA e i traghetti veloci Travelmar. Viaggiare via mare oltre ad essere un’opzione comoda e veloce ti permetterà di godere appieno della bellezza della Costiera da una prospettiva privilegiata. 

Qualora preferissi comunque il fai da te e la massima autonomia, prendi spunto dai local e opta per un motorino o, meglio ancora, una romantica Vespa: ti sentirai come in un film degli anni Sessanta. 

Se poi proprio non puoi fare a meno di viaggiare ultra comodo, considera un servizio di noleggio auto con conducente

8. Visitare Scala

Cerchi relax e tranquillità? A 400 metri sul livello del mare, nel cuore dei Monti Lattari e circondato dal verde della Riserva Naturale Statale della Valle delle Ferriere (ve ne abbiamo parlato nel nostro articolo sulle escursioni da fare in Campania) c’è un piccolo borgo che è il più antico della Costiera Amalfitana. Si chiama Scala e te ne innamorerai.

Fondata da un manipolo di famiglie romane qui approdate a seguito di un naufragio e ribattezzata la “leonessa di Amalfi”, la cittadina vantava ai tempi d’oro abitazioni da mille e una notte, chiese e monasteri di grande pregio, due castelli e possenti mura di cui oggi non resta che qualche rudere. 

Scala non rientra nei classici itinerari turistici, una ragione in più per andarci e vivere la Costiera amalfitana come un vero local. Come molti borghi della zona si sviluppa tutto in salita, quindi preparati a faticose scarpinate, ma ne varrà la pena.

Vedrai i resti di un antico bagno arabo, l’imponente basilica di Sant’Eustachio, il Duomo di San Lorenzo e panorami — ça va sans dire — straordinari. 

7. Entrare in una grotta leggendaria

Atrani è un piccolissimo comune color pastello che si tuffa nell’azzurro del Tirreno. Chi desidera visitare la Costiera amalfitana come un local non può evitare di farci un salto.

Punta alla piazzetta, così piccola e raccolta sotto l’orologio della chiesa di San Salvatore de’ Birecto, dove venivano incoronati i duchi d’Amalfi. Siedi al tavolino di un bar e gusta una granita o un limoncello mentre ti affacci sulla costa. Meglio se al tramonto. 

Dalla piazza, fatti indicare il sentiero per la grotta di Masaniello. O meglio, i gradini. Ce ne sono 750 e conducono a una straordinaria cavità rocciosa dove la leggenda narra che il rivoluzionario napoletano trovò rifugio. Mito o realtà, la storia attesta che la casa nelle vicinanze appartenesse proprio alla famiglia di Masaniello. 

Il tragitto è da pelle d’oca e se decidi di incamminarti all’alba vedrai il sole sorgere in uno spettacolo di luci e colori che ti faranno dimenticare la fatica fatta per arrivarci. 

6. Tuffarsi in una spiaggia segreta

Costiera amalfitana come un local. Tuffarsi in una spiaggia segreta

Cetara è una delle tappe che non possono assolutamente mancare, se non altro per provare la tipica colatura di alici. Visitare la Costiera amalfitana come un local impone un assaggio di questo strepitoso presidio Slow Food. 

Cibo a parte, il bel borgo marinaro è un luogo velato da un particolare, verace romanticismo. Se sei in vacanza con la tua dolce metà, puoi decidere di sorprenderla portandola in un luogo segreto… ma non troppo. I più fortunati godranno di un piccolo paradiso davvero esclusivo.

Noleggia un pedalò dalla spiaggetta ai piedi del paese, proprio accanto al porticciolo. Poco distante, a circa 150 metri, c’è una microscopica striscia di sabbia e ciottoli lunga appena 6 metri. Si chiama spiaggia degli Innamorati e vedendola non faticherete a capire il motivo di tale nome. 

Date le dimensioni tanto ridotte, in pochi riescono ad accaparrarsi un posto in questa baia paradisiaca, che è così intima e riparata da essere perfetta per una fuga a due. Tentar non nuoce. 

5. Assistere ad una gara di tuffi nel paese che non c’è

Sul fatto che i (700) abitanti di Furore siano provetti tuffatori non ci mettiamo la mano sul fuoco. Quel che è certo è che uno degli eventi più entusiasmanti della zona sia proprio una spettacolare gara di tuffi

Sullo sfondo, l’incantevole insenatura stretta e lunga di acqua e roccia che ha fatto la fama di questo “paese che non c’è”. 

Sì, perché Furore, pur essendo uno dei Borghi più belli d’Italia è un (non) paese. Gruppetti di case sparpagliati qua e là tra la rigogliosa vegetazione della Costiera — vigneti terrazzati, limoni, ulivi e fiori coloratissimi — che lo hanno reso tra gli angoli più suggestivi della costa. 

Alla (piccolissima) spiaggia ci si arriva percorrendo una serie interminabile di ripidi gradini dal ponte sul fiordo

È da qui che ogni anno atleti provenienti da tutto il mondo si lanciano — è proprio il caso di dirlo — in acrobazie vertiginose da oltre 20 metri d’altezza, rendendo Furore l’Acapulco d’Europa

L’appuntamento è per l’annuale Marmeeting, il campionato mondiale di tuffi da grandi altezze. Il modo migliore per assistere? Dal mare, a bordo di un’imbarcazione. 

4. Andare a caccia di streghe

Conca dei Marini è famosa per la spiaggia di Marina di Conca, la meravigliosa grotta dello Smeraldo, e la sfogliatella di Santa Rosa, una delizia della Costiera che non puoi non assaggiare per una completa esperienza sorrentina.

E poi, le streghe. Anzi, le janare, come le chiamano da queste parti. Una vacanza da local in Costiera amalfitana ti metterà dinanzi a miti e leggende di cui una terra antica come questa non può che grondare. Comincia a farne la conoscenza già da ora.

Le janare, dicevamo. Donne bellissime che giravano nell’oscurità della natura verdeggiante di Conca dei Marini in abiti succinti, pronte a tutto pur di attirare l’attenzione dei marinai in prossimità della costa: canzoni, parole d’amore, filtri magici. Una volta tratti in trappola e sedotti, gli sfortunati finivano offerti in sacrificio. 

Pare che nel XVI secolo la zona prediletta dalle streghe per i loro raduni si trovasse nei dintorni della chiesa di San Pancrazio. Facci un salto, è un luogo di straordinaria bellezza circondato da palme e ulivi. E se ti capiterà di ascoltare delle voci melodiose trasportate dal vento, beh, sai già a chi appartengono.

3. Imparare a fare il limoncello

Costiera amalfitana come un local. Imparare a fare il limoncello.

Visitare la Costiera amalfitana come un local vuol dire anche, naturalmente, mangiare (e bere) come un local. Il limoncello, non ha bisogno di presentazioni, perché è tra i liquori più famosi al mondo. 

La storia del drink costiero per eccellenza è nebulosa e si perde nella notte dei tempi. La versione più diffusa parla di Capri come luogo da cui nel primo Novecento si diffuse la ricetta moderna, ma anche Sorrento e Amalfi sono finite al centro degli “intrighi” sulle origini della bevanda.

Ciò che a noi interessa, però, è che in Costiera il limoncello sia una vera istituzione. Prepararlo è un affare di famiglia: i locali sono soliti farlo in casa con lo sfusato amalfitano, il limone di Amalfi. 

Imparare tutti i trucchi del mestiere per replicarlo da sé non solo è possibile ma è anche un’esperienza unica da vivere durante una vacanza, ad Amalfi come a Positano. Come? Basta individuare il laboratorio giusto.

Ci sono botteghe e aziende agricole che organizzano abitualmente mini corsi che ti faranno scoprire tutti i segreti del limoncello perfetto in un ambiente cordiale e familiare. 

2. Arrampicarsi con gli dei

Costiera amalfitana come un local. Arrampicarsi con gli dei

Tra i sentieri più incredibili della Costiera amalfitana (e probabilmente d’Italia), questo trekking a picco sul mare è vertiginosamente bello. D’altronde, secondo la leggenda, furono gli dei dell'Olimpo a crearlo.

Il Sentiero degli Dei percorre i Monti Lattari da Agerola a Positano. Si va su in alto fino a 600 metri su un mare che abbraccia Capri, Punta Penna e l’arcipelago Li Galli.

Le strette mulattiere che si attraversano sono ancora oggi battute dalla gente del posto, per lo più contadini che si prendono cura dei terreni nelle vicinanze, certo non semplicissimi da raggiungere. 

Non ti sarà difficile imbatterti in uno di loro, magari accompagnato da un mulo carico di ceste ricolme di frutta e ortaggi. “Eroi” moderni che sembrano venire da un mondo antichissimo. 

Tra misteriosi villaggi rupestri, sorgenti, profumi di erbe selvatiche, guglie di roccia dove potrai anche fare climbing e panchine affacciate sull’infinito, godrai di momenti di (non) trascurabile felicità. 

1. Passeggiare nei giardini più belli della Costiera

Sì, i giardini di Ravello sono davvero così belli come si dice. Ma per capire quanto davvero lo siano, devi proprio andarci di persona, perché le foto su Google rendono solo parzialmente l’idea di ciò che troverai.

I locali vanno molto orgogliosi del loro fiore all’occhiello, e a ragione. I giardinieri di Ravello hanno realizzato autentici gioielli. Furono i lord d’oltremanica dei grand tour ottocenteschi a innamorarsi di questo luogo e a progettare spazi esterni da mille e una notte.

Villa Rufolo e il suo “giardino dell’anima” uscito dall’immaginazione di Sir Francis Nevile Reid stupirono persino Richard Wagner, che ebbe l’impressione di aver trovato il vero “giardino incantato di Klingsor”, il negromante del suo Parsifal. 

Non perderti neanche Villa Cimbrone. L’edificio appartenuto a Ernest William Beckett è oggi un hotel di lusso, ma gli esterni sono accessibili ai visitatori e noi ti consigliamo caldamente di andarci, perché è davvero uni dei luoghi più incantevoli della Costiera amalfitana. 

Diverse strutture private di Ravello vantano giardini da sogno. Chissà che non ne troverai uno anche nell’hotel dove hai scelto di soggiornare. 

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