Alessandro Savino

Alessandro Savino

Un autunno magico sulla Via Francigena: percorri 12 tappe da Pontremoli a San Quirico d'Orcia tra le colline dorate e i panorami unici della Toscana.

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🥇 Questo contenuto include collaborazioni commerciali.

Strade bianche che attraversano scenari spettacolari, borghi antichi e vigneti che si perdono tra le dolci e verdi colline. La Toscana è proprio questo, un equilibrio continuo tra natura e storia, e in autunno si trasforma ulteriormente: si riempie di colore e si svuota di rumore.

Cosa c’è di meglio che scoprirla in questo momento dell’anno se non percorrendo a piedi la Via Francigena, lo storico cammino europeo che proprio in Italia, e in Toscana in particolare, trova uno dei suoi tratti più completi e suggestivi?

Per questo abbiamo costruito un itinerario di 12 tappe, da Pontremoli a San Quirico d’Orcia: un percorso che ti porta in alcune delle zone più iconiche della regione, dove puoi vivere l’esperienza della Francigena e, al tempo stesso, scoprire il territorio nel suo momento più magico, tra atmosfere autentiche e colori autunnali.

Via Francigena in Toscana: il nostro itinerario d'autunno

🥇 Visit Italy brand partnership

Lungo la Via Francigena toscana, tra settembre e novembre, le temperature sono miti, ideali per percorrere tappe giornaliere tra 17 e 37 km

Il punto di partenza è Pontremoli, nel nord della regione. La Via Francigena arriva qui dopo avere attraversato l’Appennino e il Passo della Cisa, uno dei punti più spettacolari dell’intero cammino. 

Poi, la strada che seguiremo prosegue verso il Mar Tirreno, prima di addentrarsi tra le colline dell’interno, nella magnifica Val d’Elsa e fino alla Val d’Orcia, ugualmente straordinaria con i suoi borghi e paesaggi iconici. 

Il nostro viaggio si svolge interamente a piedi, con soste per il pernottamento nelle numerose infrastrutture utilizzate dai pellegrini. Così scopriremo l’anima più vera del territorio e potremo ammirare, passo dopo passo, i colori della campagna toscana, che in autunno mostra il suo volto più vario e indimenticabile.

Ecco quali aree della Toscana attraverseremo:

- Lunigiana;

- Versilia;

- Val d’Elsa;

- Crete senesi;

- Val d’Orcia.

Scopri di più sulla Via Francigena

Tappa 1. Pontremoli → Aulla: Lunigiana d’autunno

Siamo in Lunigiana, nel punto in cui la Via Francigena entra in Toscana dopo aver superato il Passo della Cisa, uno dei valichi storici dell’Appennino e confine naturale tra Nord e Centro Italia. Pontremoli è il primo borgo importante dopo il valico, un piccolo centro raccolto sulle sponde del fiume Magra, con un castello e un’atmosfera medievale perfetta per prendere il ritmo del cammino.

La prima tappa del nostro itinerario autunnale sulla Via Francigena toscana ci porta verso Aulla. È un percorso di circa 32 chilometri su strade secondarie e sentieri sterrati che attraversano una Lunigiana ancora selvaggia, fatta di vallate profonde e boschi fitti.

In autunno, questo territorio regala il contesto giusto per questo genere di viaggio: ci invita a camminare con più calma, a respirare a pieni polmoni l’aria più fresca, a dedicare brevi soste nei borghi lungo la strada, che diventano parte stessa dell’esperienza.

Cosa vedere e fare:

- Centro storico di Pontremoli;

- Fiume Magra e boschi della Lunigiana.

Tappa 2. Aulla → Sarzana: parentesi in Liguria

La seconda giornata è la più breve dell’intero itinerario, circa 17 km per raggiungere Sarzana, con un breve sconfinamento in Liguria, a Sarzana, provincia di La Spezia. 

Essendo una tappa breve e con molta discesa, prima di lasciare Aulla possiamo fermarci nel centro storico per ammirare il complesso di San Caprasio, luogo simbolico legato alla Via Francigena in Lunigiana. È una chiesa di origine medievale, oggi inserita nel tessuto urbano, che conserva testimonianze del passaggio dei pellegrini e ospita un piccolo museo dedicato al cammino.

Usciti dal paese, proseguiamo tra boschi e antichi borghi come Bibola, con le sue incantevoli case in pietra arroccate sulle alture e perfettamente inserite nello scenario appenninico.

L’arrivo a Sarzana cambia l’atmosfera e ci avvicina molto al mare, che dista solo pochi chilometri. La Chiesa di Santa Maria Assunta domina il cuore del centro storico, mentre l’imponente Fortezza Firmafede racconta il ruolo strategico di questo antico confine tra Toscana e Liguria.

In autunno, Sarzana si anima di eventi enogastronomici come Sarzana Senza Tempo e Sarzana Doc, con vini e sapori tipici da assaggiare per rendere ancora più interessante la conclusione della tappa.

Cosa vedere e fare:

- Complesso di San Capriasio ad Aulla;

- Sconfinamento in Liguria;

- Centro storico ed eventi a Sarzana.

Tappa 3. Sarzana → Massa: dalla Val di Magra alla costa apuana

Dopo la parentesi ligure, ripartiamo da Sarzana con una tappa di circa 28 km che scorre tra aree agricole e piccoli insediamenti che accompagnano l’uscita dalla Val di Magra e il rientro in Toscana.

È una giornata di transizione: ci troviamo su un percorso prevalentemente pianeggiante, tra campi coltivati, strade secondarie e tratti di campagna abitata che diventano sempre più frequenti man mano che ci avviciniamo alla costa.

Non ci sono i paesaggi scenografici dell’Appennino o delle colline che incontreremo nelle tappe successive, ma è comunque una fase interessante perché segna il passaggio verso la costa apuana, dove il territorio si fa più aperto e urbanizzato. Il mare non è protagonista costante del cammino, ma l’aria fresca e salmastra fa percepire la sua presenza poco lontano.

Massa è una città storica legata ai Malaspina, raccolta tra mare ed entroterra, con un centro compatto e il Castello che la domina dall’alto. È da qui che la Via Francigena si prepara a entrare nel tratto versiliese.

Cosa vedere e fare:

- Campagna e tratti pianeggianti della Val di Magra; 

- Transizione verso la costa apuana;

- Centro storico di Massa e Castello Malaspina.

Tappa 4. Massa → Camaiore: lungo la Versilia tra mare e colline

Lasciamo Massa e percorriamo i 25 km che ci portano a Camaiore, attraversando la Versilia in un mix di colline, borghi e scorci di mare. Il cammino si addossa alle colline, con saliscendi e scorci che ricordano una Toscana rurale più che una Versilia da vacanza estiva.

Subito dopo la partenza, saliamo verso il Castello Aghinolfi di Montignoso, antica fortezza malaspiniana che domina la valle e il golfo. In autunno, la vista da qui è particolarmente nitida, con il mare che si intravede tra le colline.

Lungo il cammino incontriamo anche lo splendido borgo di Pietrasanta, “la piccola Atene d’Italia”, ricca di botteghe d’arte legate alla lavorazione del marmo, solitamente meta privilegiata per chi cerca una giornata fuori porta da Firenze.

Dopo l’estate, questo tratto acquista un’atmosfera diversa: le spiagge si svuotano, il traffico diminuisce e il litorale torna più silenzioso e vivibile.

L’arrivo a Camaiore ci mostra un borgo con un centro storico elegante e un punto simbolico della Via Francigena: la Badia di San Pietro, antica abbazia del VII secolo, oggi luogo di sosta contemplativa e accoglienza, con l’Ostello del Pellegrino addossato al monastero, perfetto per chiudere la tappa con un caffè caldo e il silenzio della sera.

Cosa vedere e fare:

- Castello Aghinolfi di Montignoso;

- Borgo di Pietrasanta;

- Badia di San Pietro e Ostello del Pellegrino a Camaiore.

Tappa 5. Camaiore → Lucca: dal bosco alla città delle mura

Lasciamo Camaiore e affrontiamo una delle tappe più varie della Via Francigena toscana, circa 26 km che ci portano dalla Versilia interna fino a Lucca, attraversando colline boscose, piccoli borghi e la valle del Serchio.

La prima parte del percorso è anche la più impegnativa. Il cammino sale verso Montemagno, un piccolo borgo che domina la Valle della Freddana e conserva i resti dell’antico ospedale di San Michele e di un castello medievale. 

In autunno questo tratto è particolarmente suggestivo, con i sentieri si coprono di foglie, i boschi cambiano colore e l’aria diventa più fresca man mano che si guadagna quota.

Dopo la salita, la strada scende progressivamente verso la pianura lucchese, seguendo vallate più aperte e attraversando il torrente Contesora prima di raggiungere il fiume Serchio e arrivare in breve nella magnifica città di Lucca

Lucca accoglie i pellegrini con le sue mura rinascimentali perfettamente conservate, un anello verde che racchiude un centro storico fatto di piazze, torri medievali, chiese romaniche e il Duomo di San Martino, con il celebre Volto Santo, crocifisso ligneo venerato da secoli dai pellegrini.

Cosa vedere e fare:

- Borgo di Montemagno e vista sulla Valle della Freddana;

- Mura di Lucca, centro storico e Duomo di San Martino.

Tappa 6: Lucca → Altopascio: tra pianura e antichi ospitali

Uscendo da Lucca, riprendiamo il cammino lungo la pianura su strade che si allungano tra campi coltivati, canali e poderi sparsi. Per raggiungere Altopascio occorrono circa 18 km, in una tappa quasi interamente pianeggiante che si sviluppa tra piccoli nuclei abitati, pievi rurali e tratti agricoli.

Quasi alle porte di Altopascio, nel mezzo di una campagna toscana che d’autunno ci offre campi lavorati, filari che si diradano e colori più caldi e terrosi, sorge la piccola e suggestiva chiesa romanica di Badia Pozzeveri, un complesso isolato e un punto di riferimento storico per i pellegrini.

All’interno, possiamo scoprire tracce della lunga storia del luogo, legata alla funzione di ospitale lungo la Via Francigena. Lì vicino, ancora oggi, è presente un punto di accoglienza fedele allo spirito originario del cammino, dove l’ospitalità è semplice e basata sulla condivisione. 

Concludiamo la nostra giornata ad Altopascio, un borgo antico con un centro storico che ruota attorno a piazza Ospitalieri, dove si trovava il vecchio ospedale medievale gestito dai Cavalieri del Tau. Accanto, svetta la chiesa di San Jacopo Maggiore, il cui campanile del 1280 ospitava la celebre campana detta “Smarrita”, che in passato guidava i viandanti.

Cosa vedere e fare:

- Campagna tra Lucca e Altopascio;

- Complesso romanico a Badia Pozzeveri;

- Altopascio, Piazza Ospitalieri.

Tappa 7. Altopascio → San Miniato: verso la città del tartufo

Tappa di circa 29 km con un dislivello dolce e un ritmo lento. Procediamo alternando tratti sterrati e viottoli pavimentati, attraverso la zona naturale delle Cerbaie, tra boschi, oliveti e campi che all’inizio dell’autunno profumano ancora di terra asciutta, foglie leggere e legno riscaldato dal sole.

Passiamo per il piccolo centro di Galleno e raggiungiamo Ponte a Cappiano, dove l’antico ponte mediceo sul Canaletto di Laterina un tempo serviva come via fortificata e oggi ospita un ostello. In stagione, il fiume scorre tranquillo, incorniciato da alberi che iniziano lentamente a spogliarsi. 

Poi, seguiamo il corso del Padule di Fucecchio e poi dell’Arno, con le colline che si fanno sempre più vicine finché non ci appare il profilo di San Miniato. La città, situata sulla cima di un colle, si riconosce subito per la sua posizione strategica e per i suoi simboli storici, la Rocca di Federico II e la Torre di Matilde.

Il centro conserva uno splendido impianto medievale, e in autunno diventa anche uno dei luoghi più vivi della zona grazie alla stagione del tartufo bianco e alla Mostra Mercato Nazionale.

Cosa vedere e fare:

- Zona naturale delle Cerbaie e ponte mediceo a Ponte a Cappiano;

- San Miniato: Rocca di Federico II, Torre di Matilde, centro storico e mercato del tartufo.

Tappa 8. San Miniato → San Giminiano: le torri della Val d’Elsa

La giornata più lunga e una delle più suggestive del nostro itinerario autunnale, ottenuta dall’unione di due segmenti ufficiali della Via Francigena, per un totale di 37 km

Lasciamoci alle spalle San Miniato scendendo verso la Val d’Elsa, e immergiamoci in un territorio fatto di vigneti, oliveti e dolci colline, dove le strade bianche serpeggiano tra i filari e il paesaggio sembra disegnato apposta per la luce bassa dell’autunno.

Dopo Gambassi Terme, i crinali si fanno più definiti, le aree coltivate si alternano a piccoli boschi di querce e roveri, con il foliage che in autunno tinge il paesaggio di toni rossicci e bruni.

Nella seconda parte della tappa, il paesaggio si apre e appare per la prima volta San Gimignano, con le sue torri che si innalzano sull’orizzonte, come un gioiello incastonato tra verdi colline. La visione delle torri, che dapprima appaiono sfumate all’orizzonte e poi sempre più nitide a ogni chilometro, è il premio per una camminata lunga nel cuore di uno scenario magnifico.

Chiudiamo il percorso di oggi entrando in paese, in un centro storico che conserva intatto il suo carattere e che rappresenta uno degli arrivi più iconici della Via Francigena.

Cosa vedere e fare:

- Tappa di 37 km, unione di due segmenti ufficiali del cammino;

- Boschi autunnali tra le colline intorno a Gambassi Terme;

- San Gimignano.

Tappa 9. San Gimignano → Monteriggioni: dalle torri alle mura

Questa tappa di circa 30 km collega due dei borghi più riconoscibili della Via Francigena toscana: le torri di San Gimignano e la cinta muraria di Monteriggioni.

Seguiamo un percorso tra le colline, con tratti aperti e zone più raccolte, passando tra poderi isolati e piccoli paesi nel silenzio della campagna. In autunno i campi assumono tonalità più calde e le foglie si accumulano lungo i sentieri sterrati.

Questa parte della Toscana è anche terra di vigneti e olio. Lungo il nostro itinerario non mancano cantine, frantoi e piccoli agriturismi dove fermarsi per assaggiare vino locale e piatti della tradizione locale.

Quando arriviamo a Monteriggioni, le mura medievali diventano subito protagoniste. Attraversare le antiche porte e camminare tra le strade in pietra del centro storico ci porta indietro nel tempo, in luogo unico e speciale, ancora oggi raccolto e perfettamente conservato.

Cosa vedere e fare:

- Campagna della Val d’Elsa;

- Vigneti, frantoi e agriturismi lungo il percorso;

- Monteriggioni: mura medievali e centro storico.

Tappa 10. Monteriggioni → Siena: l’arrivo in Piazza del Campo

Scendiamo dalla fortezza di Monteriggioni e affrontiamo circa 20 km che ci accompagnano lentamente verso Siena.

L’arrivo ha qualcosa di speciale soprattutto in autunno, quando le giornate si accorciano e la luce del tardo pomeriggio accende i mattoni e la pietra del centro storico. 

Significa anche rientrare in una città vera e propria, una delle più belle di tutta la Toscana, dopo giorni di tappe nei borghi della campagna. Ritroviamo alloggi comodi, negozi, servizi, e possiamo rilassarci e rallentare un po’.

E poi c’è Piazza del Campo, che diventa il punto naturale in cui trascorrere una serata magica, per vivere uno di quei momenti che trasformano una semplice tappa in un ricordo di viaggio autentico e indimenticabile.

Cosa vedere e fare:

- Arrivo a Siena;

- Serata in Piazza del Campo.

Tappa 11. Siena → Ponte d’Arbia: le Crete Senesi

Usciamo da Siena attraversando Porta Romana e, nel giro di pochi chilometri, ci lasciamo alle spalle strade e palazzi del centro storico per entrare in uno scenario fatto strade bianche, colline e grandi spazi aperti nel cuore delle Crete Senesi.

È un territorio che in autunno diventa ancora più incantevole, dai campi lavorati che alternano sfumature chiare e terrose alle vigne che si tingono di rosso e oro, fino alla luce del pomeriggio che mette in risalto ogni curva delle colline.

Seguiamo il cammino che ci porta dapprima a Isola d’Arbia, un piccolo insediamento nella campagna con una chiesa e alcune case di pietra che emergono come isole in mezzo a un mare di terra battuta, e poi vicino a Grancia di Cuna, un’antica fattoria fortificata. 

La nostra tappa si conclude dopo circa 25 kmPonte d’Arbia, un piccolo borgo situato lungo il fiume omonimo, citato da Sigerico nell’itinerario dell’anno 990. Il fiume che scorre sotto il ponte antico e le colline che circondano il paese ti offrono un’atmosfera davvero idilliaca, un punto di incontro tra passato e il presente.

Cosa vedere e fare:

- Strade bianche e Crete Senesi;

- Isola d’Arbia, Grancia di Cuna;

- Arrivo nella quiete di Ponte d’Arbia.

Tappa 12. Ponte d'Arbia → San Quirico d’Orcia: conclusione in Val d’Orcia

Dopo Ponte d’Arbia entriamo in Val d’Orcia nei pressi del piccolo borgo fortificato di Buonconvento. Il paesaggio di quest’ultima tappa (26 km fino a San Quirico d’Orcia) sembra fatto apposta per chiudere in bellezza il nostro cammino autunnale sulla Via Francigena. 

Tutto in Val d’Orcia sembra avere una geometria unica, quasi teatrale. Questa è davvero la “Toscana‑icona", quella che si vede in foto e nei film, e noi possiamo viverla a passo lento, senza folla, ammirando i vigneti e le foglie che iniziano ad arrossare, e i cipressi allineati lungo la strada come punti fermi in uno scenario mozzafiato.

San Quirico d’Orcia è il primo, vero borgo della valle, e ci accoglie con le sue mura, la collegiata, la piazza e, poco fuori, gli Horti Leonini, un giardino rinascimentale aperto verso la campagna. 

È il luogo ideale per terminare sia la giornata, che il nostro itinerario, perché ci regala una sorta di equilibrio tra viaggio e territorio, e la sensazione di avere raggiunto davvero il cuore più riconoscibile e scenografico della Francigena. L’immagine finale è quella di San Quirico come cornice, e le splendide colline toscane alle nostre spalle, una chiusura silenziosa e magica per il nostro percorso.

Cosa vedere e fare:

- Paesaggi della Val d’Orcia;

- San Quirico d’Orcia.

Dentro la Francigena: dal percorso ufficiale al nostro cammino

Le tappe ufficiali della Via Francigena tra Pontremoli e San Quirico d’Orcia seguono in gran parte il tracciato del nostro itinerario. 

Abbiamo infatti mantenuto la struttura originale del cammino, intervenendo solo in un caso in cui abbiamo accorpato due distanze piuttosto brevi per dare continuità alle giornate di viaggio: la tratta tra San Miniato e Gambassi Terme (23,9 km) e quella tra Gambassi Terme e San Gimignano (13,4 km), che nel nostro racconto diventano un’unica giornata più lunga.

Inoltre, anche se San Quirico d’Orcia è un perfetto punto di arrivo, c’è un’ultima tappa in terra toscana, prima di sconfinare nel Lazio, cioè quella tra San Quirico e Radicofani. Ecco il percorso ufficiale di questa sezione della Via Francigena:

TAPPA → KM

1Pontremoli → Aulla 32,3

2 Aulla → Sarzana 17,4

3 Sarzana → Massa 28,6

4 Massa → Camaiore 25,9

5 Camaiore → Lucca 26,1

6 Lucca → Altopascio 18,5

7 Altopascio → San Miniato 29,0

8 San Miniato → Gambassi Terme 23,9

9 Gambassi Terme → San Gimignano 13,4

10 San Gimignano → Monteriggioni 30,5

11 Monteriggioni → Siena 20,6

12 Siena → Ponte d'Arbia 25,7

13 Ponte d'Arbia → San Quirico d'Orcia 26,2

14 San Quirico d'Orcia → Radicofani 32,5

L'autore

Scritto il 03/06/2026