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Vuoi visitare Palermo come un local? Allora leggi le 7 cose da fare per vivere la città come un vero palermitano.

Palermo è una città eclettica, complessa e semplicemente splendida.

Baciata dal sole di Sicilia e con un clima invidiabile tutto l'anno, Palermo attira turisti da tutto il mondo e li sorprende con la sua mescolanza di culture, eredità di anni di dominazione di popoli diversi: fenici, greci, normanni, arabi e spagnoli.

Oltre ai classici siti storici e culturali per cui è nota, Palermo offre piccole tradizioni da non perdere e luoghi da esplorare fuori dalle rotte turistiche.

Questa che segue è quindi la lista con i nostri suggerimenti per farvi vivere la città come un palermitano doc, per scoprire quelle piccole chicche che rendono speciale una visita.

Ecco le 7 cose da fare a Palermo per viversi la città come un local: scoprite i mercati storici dove fare spesa, il migliore street food ed anche il miglior punto panoramico della città.

7. Fare colazione con granita e brioche

La Sicilia è terra di dolci prelibatezze quasi inimitabili.

Tra le preferite dai locali c’è sicuramente la granita con la brioche.

I sapori genuini e rinfrescanti della granita, con la sua consistenza cremosa, fanno il paio con la fragranza calda e morbida delle brioche: un contrasto incredibile.

Se passeggiate per Palermo le mattine d’estate, troverete i locali che assaporano questa delizia magari seduti nei tavolini dei bar.

Unitevi a loro e provate tutti i gusti, ma ricordatevi di non perdere i grandi classici: le granite al pistacchio, alla mandorla, ai gelsi o al limone.

La granita siciliana è più densa delle classiche granite e non presenta cristalli di ghiaccio: ​​si accompagna sempre con il maritozzo con la coppola, un morso ciascuno e regalerete l’estasi alle vostre papille gustative.

Alcuni locali famosi che servono la granita con brioche sono "La Caffetteria del Corso" oppure "Yoghi", ma girovagando per la città aguzzate la vista e entrate nei bar con più movimento e tavolini all’aperto.

6. Vedere l’opera a teatro

Il Teatro Massimo è uno dei simboli più rappresentativi di Palermo.

Possente ma non privo di eleganza, questo capolavoro di architettura classica offre un’acustica apprezzatissima e una spettacolare sala a ferro di cavallo da 1387 posti.

Forse l'avete già visto nelle scene finali de "Il padrino - Parte III" di Francis Ford Coppola, quando Al Pacino piange la morte di sua figlia proprio sulle scale del teatro, dopo aver visto la Cavalleria Rusticana.

Inaugurato nel 1897, il Teatro Massimo è il teatro lirico più grande d’Italia e il terzo più grande d’Europa, costruito con pietre del posto.

Unitevi ai palermitani che vogliono assistere ad uno dei numerosi spettacoli che animano il programma del teatro e godetevi una serata all’insegna dell’opera e della cultura. Spesso nelle agenzie cittadine e al box office si trovano biglietti ad ottimi prezzi e sconti per i giovani.

È anche possibile fare un tour guidato del teatro di giorno per vedere il fantastico soffitto dipinto da Rocco Lentini ed esplorare in pace la sua Sala Grande, il loggione e la Sala Pompeiana (con un particolare gioco di acustica che affascina i visitatori).

5. Gustare lo street food locale

Il cibo, si sa, è un modo per avvicinarsi ad una cultura che non si conosce.

Questo è particolarmente vero a Palermo, una città che vive di street food ed è orgogliosa della sua varietà di prelibatezze da strada. 

Cercate i chioschi, i venditori ambulanti o i banchi nei mercati rionali che vi ispirano di più, oppure addentratevi nelle strette vie del centro storico e fidatevi del vostro olfatto (e degli occhi!). 

I paragrafi che seguono faranno salivare anche il meno goloso di voi.

Per un tour dello street food da palermitano doc, dovete assolutamente iniziare con un grande classico della cucina siciliana, le arancine (le iconiche palle di riso fritta con ragù, piselli e caciocavallo).

Altri piatti da strada quintessenziali sono i panini con le panelle (frittelle di farina di ceci) e i panini con le crocchè di patate, ma non va dimenticato lo stigghiola (uno spiedino di budella d’agnello insaporito con erbe e grigliato).

Se amate i prodotti da forno, cercate lo sfincione (un soffice pane pizza ricoperto da una salsa al pomodoro, acciughe, origano e formaggio) o le ravazzate (simil-brioche con ragù di carne e piselli).

A Palermo il mare ha un’importanza capitale ed è per questo che troverete vari chioschetti che vendono coppo di pesce fritto, oppure “pulpari” che servono il polpo in diversi modi (non ne abbiamo ancora trovato uno che non ci soddisfi).

Una storia a parte merita il pane cà meusa (panino con la milza) che oggi spopola sui social. Si crede che il pane cà meusa venne introdotto dagli immigrati ebrei che venivano pagati con gli scarti del macello della carne, e che quindi rivendessero la milza insieme a pane e formaggio. Provate quello della "Antica Focacceria San Francesco" e godetevi l’esplosione di gusto.

4. Festeggiare Santa Rosalia a luglio

Ogni luglio Palermo si riempie di turisti e locali per festeggiare Santa Rosalia, protettrice della città.

Tra il 10 e il 15 luglio i devotissimi palermitani animano la città con eventi, processioni e cortei che - nonostante il caldo - attirano migliaia di curiosi.

Sacro e profano si mischiano per le vie della città: da un lato c’è la sfilata del massiccio carro che rappresenta la vittoria della santa contro la peste, dall’altro ci sono le bancarelle, i concerti e i fuochi d’artificio.

Il “festino” è quindi un evento popolare e religioso che raggiunge il suo apice la notte del 14 luglio con la processione che segue il carro a forma di vascello. Il tutto parte dalla Cattedrale e arriva fino a Porta Felice, sul mare, dove si svolgono i fuochi d’artificio. Canti e coreografie accompagnano il carro lungo il tragitto.

Ad ogni angolo del percorso, oltre a due ali di folla festante, troverete bancarelle che vendono cibi tradizionali da strada e souvenir religiosi della santa. 

Visitare Palermo in questi giorni e partecipare alle festa è un modo perfetto per conoscere la città e i suoi abitanti, e vivere sulla propria pelle uno degli eventi folkloristici più intensi d’Italia.

I costi degli alberghi sono leggermente più alti del solito ed è quindi ideale prenotare con largo anticipo per accaparrarsi le offerte migliori.

Una nota importante: la vera festa liturgica si svolge il 4 settembre presso il santuario sul monte Pellegrino dove la santa morì nel 1170.

3. Andare al mare a Mondello

Mondello è un piccolo borghetto di mare, incastonato tra il monte Pellegrino e Capo Gallo a circa 10 km da Palermo.

Andare al mare a Mondello è un rito sacro per i palermitani DOC, specialmente durante i weekend estivi.

Se riuscite ad arrivare presto la mattina potete nuotare e godervi la spiaggia con meno confusione, un’esperienza davvero rilassante.

Per confondersi al meglio con i locali, dovete assolutamente provare il delizioso panino con le panelle per pranzo, da ordinare in uno dei numerosi chioschi vicino alla spiaggia.

La spiaggia è di sabbia bianca e alterna tratti liberi a stabilimenti che offrono i classici servizi come ombrellone, lettino, affitto di pedalò e di cabine color pastello. Se volete sfidare il vento del golfo, provate l’esperienza del kite surf.

Se restate a Mondello per la sera, gustate un fritto misto in uno dei numerosi ristoranti di pesce oppure dirigetevi al Charleston, il locale più famoso di Mondello con la sua architettura Liberty e la posizione dominante al centro della spiaggia.

La spiaggia di Mondello è raggiungibile col bus 406 (in circa 40 minuti) oppure percorrendo in bicicletta la ciclabile che corre lungo Via della Favorita (11 km di tragitto). Non lontano dalla spiaggia c’è anche un parcheggio per le auto che offre un servizio di navetta fino alla spiaggia.

2. Scalare il Monte Pellegrino

“Il promontorio più bello del mondo”.

Questo scrisse Goethe del Monte Pellegrino durante la sua visita a Palermo.

Il poeta tedesco restò estasiato dalla ruvida bellezza di questa collina di circa 600 metri che separa Palermo da Mondello e la sua spiaggia.

Il Monte Pellegrino è un luogo sacro e di divertimento.

I palermitani infatti si recano in visita al santuario di Santa Rosalia, la patrona della città, della quale sono molto devoti. Ma allo stesso tempo, la collina verde viene sfruttata per fare jogging, passeggiare, andare in mountain bike o per godersi un momento romantico guardando lo spettacolare panorama della città dall’alto.

Scalare il monte fino al belvedere e visitare il santuario vi faranno conquistare il rispetto dei palermitani.

Il sentiero non è lungo, si tratta di una scalata di circa 5 km per arrivare dalla base del Monte Pellegrino fino al belvedere. Si può arrivare in cima in circa un’ora e mezza a passo medio.

Prima di arrivare al belvedere per lo scatto fotografico dell'anno, fermatevi presso il santuario di Santa Rosalia. Entrando scoprirete che la sua caratteristica particolare è che è scavato in una grotta, sembra veramente di entrare in un altro mondo. Date un occhio anche al piccolo museo con anche i resti della santa.

Una volta arrivati in cima troverete anche le postazioni di cannoni antiaerei costruiti prima della Seconda Guerra Mondiale.

1. Esplorare i mercati storici

I mercati di Palermo sono l’anima della città.

Un caleidoscopio di colori, odori e sapori che offre prodotti tipici siciliani, con un'atmosfera da souk arabo.

I nomi dei mercati storici sono ormai sulla bocca di tutti, come la Vucciria, Ballarò, Capo e Lattarini.

Ma nonostante i turisti arrivino a frotte, questi luoghi d’incontro e commercio sono ancora popolati da tantissimi palermitani che fanno la spesa. Sono quindi i luoghi migliori per entrare in contatto con i locali e passeggiare per comprare souvenir culinari.

Il mercato più famoso è sicuramente la Vucciria: caotico e pieno di vita, la Vucciria è ormai uno dei luoghi della movida, non solo degli acquisti. Nel complesso intreccio di stradine e piazzette potete acquistare pesce fresco e tanti prodotti siciliani, come limoni, capperi, lupini, olive e pomodori essiccati. In estate sono esposte enormi angurie e frutta di stagione. Potete anche assaporare lo street food locale, dalle panelle alle stigghiole, per finire con gli involtini di pesce spada e tanto altro. 

Quello di Ballarò è invece il più antico dei mercati cittadini, ed è più focalizzato sui prodotti della campagna siciliana: è il luogo ideale per acquistare carni, frutta e ortaggi tra i chiassosi richiami dei venditori. 

Altri mercati in cui curiosare sono quello di Lattarini, che deriva il suo nome dall’arabo Suq el-attarin, (che significa “mercato delle spezie”) e che si trova nel cuore del quartiere della Kalsa, e quello de Il Capo, coloratissimo e frequentato da molti locali perché considerato il miglior mercato di pesce della città.

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