Il centro storico di San Gimignano con una serie di capolavori dell'arte italiana del XIV e XV secolo conservati nel loro contesto architettonico ed urbanistico originale, è dal 1990 Patrimonio Mondiale Unesco

“[…] In un posto come questo ci si sente veramente nel cuore delle cose, e lontano dalla pista battuta. Affacciandomi ogni mattina ad una finestra gotica, mi sembra impossibile che il Medioevo sia tramontato.”

E.M. Forster, La città
Il centro storico della città San Gimignano (detta delle belle torri), è stato dichiarato Patrimonio Mondiale Unesco nel Dicembre 1990 a Banff, Alberta (Canada), perché ha preservato la sua autentica struttura medievale sia dal punto di vista architettonico che urbanistico. 

Storia e luogo

Il comune di San Gimignano si trova in Toscana, 56 km a sud di Firenze, nella punta settentrionale della provincia di Siena. 

Il soprannome "delle belle torri" è legato alle torri gentilizie, che anticamente erano 72, alte (alcune di esse fino a 40 metri) e fitte, delle quali oggi ne rimangono 14. Esse appartenevano alle famiglie aristocratiche dell'alta borghesia che controllava la città come simbolo di ricchezza e potere. Nonostante ne siamo rimaste poche, le torri hanno conservato la loro autenticità, innalzandosi in un contesto urbano di bei palazzi, con grandi sculture e affreschi, beni culturali risalenti ai secoli XIV e XV. 

San Gimignano fu un'importante tappa per i pellegrini che viaggiavano da e per Roma lungo la via Francigena (soprattutto per coloro che partivano dalla Francia). Il piccolo comune fu conteso fra Guelfi e Ghibellini e rimase città libera fino al 1354 quando passò sotto il controllo di Firenze, vivendo di fatto, nell'ombra della potente repubblica. Carestie e pestilenze ridussero il numero della popolazione trasformando San Gimignano in una semplice terra rurale del Granducato mediceo. 

I criteri della scelta

Il centro storico di San Gimignano è stato dichiarato Patrimonio Mondiale e bene culturale di eccezionale valore entrando nella lista dell'Unesco nel 1990 perché:

Criterio I : rappresenta un capolavoro del genio creativo dell'uomo. Oltre alla struttura urbanistica originale rimasta per lo più intatta, si trovano opere d'arte d'immenso valore come l' affresco con il Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo (1393) nella Collegiata, il Martirio di San Sebastiano di Benozzo Gozzoli (1465) e soprattutto i magnifici affreschi di Domenico Ghirlandaio (il ciclo di Santa Fina, 1475). 

Criterio III: San Gimignano è testimone del modus vivendi della civiltà medievale poiché racchiude in un'area limitata, tutte le tipiche strutture della vita urbana, ovvero piazze, case-torri, fonti e pozzi. Ci sono gli affreschi di Memmo di Filippuccio presso le stanze del Podestà nel Palazzo del Popolo che descrivono la sfera domestica della vita nel XIV secolo.

Criterio IV: San Gimignano costituisce un esempio straordinario di una tipologia edilizia e di un paesaggio che illustra uno o più fasi della storia umana; a San Gimignano le 14 torri rimaste, che inizialmente erano ben 72 (il cui incastellamento risalirebbe al 998) conservano e celebrano quell'aspetto di città feudale toscana, controllata da fazioni rivali sempre pronte al conflitto. Tale peculiarità è assente in altre città simili e vicine come Siena, Firenze e Bologna nonostante i loro straordinari monumenti.  

Le torri

Le torri, simbolo della città, preservano il loro aspetto originale e raccontano storie e momenti di vita della città stessa. La Torre Grossa è la più alta della città, misura 54 metri, sorge in piazza del Duomo, accanto al Palazzo Comunale, ed è una delle poche visitabili. I lavori iniziarono nel 1300, nel periodo che il Borgo ospitò Dante Alighieri, e si conclusero undici anni dopo. Ancora oggi è tra le torri meglio conservate.
La Torre Rognosa è anche detta Torre dell’Orologio è una delle più alte torri del borgo. È tra le meglio conservate e sorge in piazza del Duomo. Nel 1255 fu emanato un regolamento che impediva alle famiglie della città di erigere torri che superassero in altezza la più alta dell’epoca che era proprio questa. Costruita nel 1200, ha base quadrata e fu di proprietà prima della famiglia Gregori e poi degli Oti.
La Torre del Diavolo è forse una delle torri più famose del borgo. È parte del Palazzo dei Cortesi e la leggenda narra che il proprietario trovò, dopo essere tornato da un lungo viaggio, la torre più alta di quando era partito. Da qui la torre venne vista come opera del Diavolo e prese tale nome. L’architettura della torre le dona un aspetto sinistro ed esoterico e si distingue dalle strutture attigue per l’uso della pietra bianca calcarea.
Le altre sono Torre Chigi, Torre dei Becci, Torre Cugnanesi, Torri degli Ardinghelli e Torri dei Salvucci. Queste ultime sono due torri gemelle appartenute alla più importante famiglia guelfa della città. I Salvucci erano nemici degli Ardinghelli, una famiglia ghibellina che aveva fatto costruire due torri gemelle a imitazione di quelle dei Salvucci dalla parte opposta della piazza.
Le torri sfioravano quasi cinquantadue metri di altezza. Per volere delle autorità del borgo, furono però abbassate e oggi risultano alte la metà.

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