Vi affascinano i misteri? In questo articolo vi portiamo alla scoperta dei segreti di Narni sotterranea, uno dei luoghi più straordinari dell'Umbria.

L’Umbria è famosa per le sue città d’arte e per la ricchezza del suo patrimonio storico e culturale. In provincia di Terni, a pochi chilometri dal confine con il Lazio, si trova Narni, incantevole borgo noto per essere il centro geografico dell’Italia, per l’imponente Rocca Albornoziana che lo sovrasta e per aver ispirato C.S. Lewis nella creazione delle sue Cronache di Narnia.

Alla scoperta di Narni

Le origini di Narni si perdono nella notte dei tempi: la zona su cui sorge il borgo infatti è abitata fin dai tempi del Neolitico; conquistata dai Romani intorno al 300 a.C., prese il nome di Narnia, in seguito divenuto Narni.

Situata su un altopiano sopra le gole del fiume Nera, Narni è uno dei paesi più belli del centro Italia e, nonostante sia di dimensioni contenute, è un luogo ricco di attrazioni: potrete passeggiare tra i vicoli e le scalinate del borgo di impianto medievale, ammirare la bella piazza dei Priori e la cattedrale romanica di San Giovenale, e infine godervi un ottimo pasto in uno numerosi ristoranti del centro storico. Vicinissima a Terni e distante appena 80 chilometri da Roma, Narni rappresenta la meta ideale per una gita di una giornata.

Ma Narni è anche lo scrigno che racchiude uno dei misteri più affascinanti degli ultimi 40 anni, e la storia che vi stiamo per raccontare è quasi incredibile...

Narni sotterranea riemerge

Siamo nel 1979, quando sei ragazzi, speleologi per gioco e per passione, si calano con una corda nella proprietà di un contadino e, entrando attraverso uno stretto passaggio, scoprono sottoterra una chiesa del XII secolo, decorata con pregevoli affreschi a tema religioso, che sono tra i più antichi di Narni.

La prima cosa che vidi appena sceso sottoterra furono gli occhi di un angelo che mi guardavano…”: queste le parole di Roberto Nini, uno di quei coraggiosi giovani speleologi, oggi presidente dell'Associazione Culturale Subterranea.

Ma questa scoperta rappresenta solo l’inizio di un viaggio tra segreti inimmaginabili nascosti sotto strati di terra. Infatti, continuando a esplorare, i ragazzi scoprono una grande sala con una cella adiacente, sulle cui pareti sono incisi simboli indecifrabili e frasi misteriose.

Cosa avveniva in quella stanza, e chi veniva tenuto prigioniero in quella cella?

L'Inquisizione a Narni

Grazie a una serie di colpi di scena, e a delle coincidenze tanto incredibili da risultare quasi inverosimili, nel corso degli anni Roberto Nini riesce a mettere insieme i pezzi di un puzzle intricatissimo e a portare alla luce dei fatti storici di cui ben pochi conoscevano l’esistenza.Infatti, in quella sala sotterranea avevano luogo gli interrogatori del Tribunale dell’Inquisizione. Nella cella adiacente venivano tenuti prigionieri gli inquisiti, che documentavano le loro sofferenze con segni e frasi sulle pareti.

Testimonianze trovate negli archivi vaticani, al Trinity College di Dublino e in altre località, hanno permesso di ricostruire le storie avvincenti e terribili di ciò che avveniva in quei sotterranei e le vicende di alcuni di quei prigionieri. Tra di loro anche un massone vissuto nel XVIII secolo, Giuseppe Andrea Lombardini, autore dei segni ancora parzialmente non decifrati incisi sulle pareti.

Oggi una parte di questi ipogei è aperta al pubblico e visitabile con un’escursione guidata che è anche e soprattutto un viaggio nel tempo, un percorso suggestivo e magico all’interno di uno scenario dai mille misteri.

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