La città di Trapani si è sempre contraddistinta per la pesca del corallo ma anche per gli artigiani che, quotidianamente, lavoravano il corallo rendendolo un prezioso gioiello. Le origini della lavorazione del corallo a Trapani risalirebbero al XII secolo, secondo quanto riportato dal geografo Al-Idrisi, che elogiava la pregiata qualità del rosso corallo trapanese. 

La tradizione del corallo di Trapani

Spetta ai Trapanesi la gloria di avere iniziato per primi a lavorare il corallo, e fu proprio un trapanese, Antonio Ciminello, vissuto nel '500, l'inventore dello strumento, che servi per intagliare e scolpire il corallo: il cosiddetto bulino. Con questo strumento fioriscono le opere d’arte poi acquistate da tutta Europa ( il Prado di Madrid, il Vaticano, a Monaco di Baviera, Firenze, Palermo) come la montagna di corallo, presepe composto di 80 personaggi e 120 animali, commesso a maestri corallai trapanesi dal Senato di Palermo e offerto a Filippo II di Spagna e un tempietto greco, ordinato dallo stesso Senato e offerto ad Urbano VIII nel 1631, con al centro le sante di Sicilia. Dalla metà del 1500 molte famiglie di “corallari” decisero di emigrare fuori dal territorio trapanese per commerciare il prezioso prodotto traendone maggiori profitti e così rimasero nel luogo d’origine di questa tradizione pochissime botteghe (nel 1800 se ne contavano solo otto rispetto alle trentasei del XVII secolo).

L'innovazione: la Baguette per Fendi

Oggi, l’ultimo artigiano del corallo rimasto a Trapani è Platimiro Fiorenza. Figlio di un artigiano orafo e corallaio, a soli sette anni iniziò a lavorare l’argento, l’oro e il corallo e, pian piano, ha fatto in modo che le sue opere raggiungessero la popolarità; egli infatti è stato scelto per il progetto Hand in Hand. Si tratta di un’idea della casa di moda Fendi che prevede la realizzazione di venti baguette (la storica borsa disegnata da Silvia Venturini Fendi nel 1997) da parte di venti artigiani, uno per regione, che rappresentano le eccellenze italiane. Per la Sicilia, il maestro Platimiro ha creato una baguette in argento e corallo con il tipico retroincastro, tecnica trapanese risalente al Seicento.
il maestro del corallo è stato riconosciuto dall’Unesco come Tesoro Umano Vivente. Ha poi ricevuto il Premio “100 Eccellenze Italiane” al Campidoglio di Roma e il riconoscimento MAM – Maestro d’Arte e Mestiere.

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