Alessandro  Zoppo

Alessandro Zoppo

Da Modugno ai Måneskin, ecco 10 cantanti italiani da ascoltare per comprendere a pieno storia, lingua e cultura del Belpaese.

Un viaggio in Italia è un'avventura emozionante e impegnativa. Un modo valido e appassionante per cominciare a scoprire la cultura, la storia e la lingua del Belpaese è certamente conoscere i cantanti italiani più famosi. Il motivo? Ascoltare le loro canzoni e leggere i loro testi fornisce una maniera divertente e creativa per comprendere l'Italia e migliorare le proprie competenze linguistiche. Ma non solo.

Oltre ad affinare la comprensione, la pronuncia, l'accento e la fluidità nella conversazione e ad espandere il vocabolario con un linguaggio informale, capire la cultura musicale italiana permette di cogliere le emozioni, la gestualità e soprattutto i valori italiani. I testi dei brani offrono spunti davvero interessanti per esplorare le trasformazioni storiche dell'Italia, il bagaglio culturale, i cambiamenti di abitudini e stati d'animo delle generazioni.

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Conoscere l'Italia con la musica: i cantanti italiani da ascoltare

La celebrazione della canzone italiana è il Festival di Sanremo, che si tiene ogni anno dal 1951 nel mese di febbraio ed è visibile all'estero in streaming su RaiPlay. Il vincitore rappresenta l'Italia all'Eurovision Song Contest, davanti a un pubblico televisivo globale. A Sanremo non si ascolta solo musica: il festival ha una lunga tradizione nel celebrare molti aspetti della vita italiana.

È per questo motivo che conoscere le canzoni delle voci più importanti della musica tricolore è importante per capire l'Italia, in particolare attraverso i cantautori più raffinati e gli interpreti di classe diventati popolari presso il grande pubblico. Ecco i 10 cantanti italiani da conoscere assolutamente, non prima di aver analizzato perché è di così grande interesse studiare la musica italiana.

Perché la musica è fondamentale per capire l'Italia

Le ragioni sono storiche, sociali e culturali. Ascoltare i cantanti italiani permette di avere una mappa emotiva del Belpaese: l'opera, la musica leggera, il pop e la canzone d'autore hanno raccontato le trasformazioni sociali dell'Italia, l'identità e i modi di vivere degli italiani nel corso del tempo. La musica leggera è un riflesso dell'immagine nazionale e della lingua italiana in tutte le sue sfumature.

L'opera lirica di Verdi, Puccini e Rossini è un simbolo dell'Italia risorgimentale: la lirica patriottica che rivendica l'unità nazionale. Il melodramma, la rivista e il jazz italianizzato hanno accompagnato l'inizio del Novecento, il fascismo e il dopoguerra. Le canzoni popolari, le "canzonette" di Sanremo, i cantautori, il beat e il progressive rock hanno commentato il boom economico, gli ideali e le tensioni della società.

La musica italiana spiegata facile

Il popolo italiano esprime i sentimenti, dall'amore e la felicità al dolore e la rabbia, con forte trasporto, in maniera emotiva e teatrale. Nelle canzoni italiane, frutto della tradizione della musica classica e del folk, si rispecchia questo modo di vivere, pensare e relazionarsi. La musica italiana fa sentire le emozioni e racconta la realtà e la bellezza con ironia e ritornelli facili e orecchiabili.

Il mix musicale italiano è fatto di dramma e romanticismo, passione ed esuberanza, poesia e sensualità. È una musica molto cantabile perché espressa in una lingua dolce: i testi hanno tante vocali, i suoni sono chiari, i ritmi si accoppiano perfettamente al canto. I brani più famosi hanno colori emotivi intensi: conoscere questa musica significa visualizzare l'Italia con gli occhi e il cuore degli italiani.

Le epoche della musica italiana

L'Italia ha un patrimonio operistico e classico unico al mondo: la lirica dell'Ottocento, la musica melodica di compositori del calibro di Verdi, Puccini, Rossini. Arie come Va, pensiero, Nessun dorma e Largo al factotum della città sono immortali. Al suo fianco ci sono le tradizioni popolari legate alle identità regionali: la canzone napoletana, la tarantella, gli stornelli, le canzoni da osteria e da balera.

Il Novecento si apre con l'Italia liberale e l'epoca giolittiana spazzate via dalla Prima guerra mondiale e dal ventennio fascista. In quegli anni, dominano la musica leggera e lo swing italiano, fatto di ritmi jazz e melodie orecchiabili. Soltanto con la fine della Seconda guerra mondiale, la "prima" repubblica e il miracolo economico, la musica italiana intercetta il bisogno di benessere e leggerezza.

Dagli anni Cinquanta, quelli della canzone melodica e di Sanremo, la musica italiana cambia insieme alla società e comincia a parlare di politica. È l'epoca dei cantautori, della contestazione giovanile che passa per il beat, il pop e il progressive rock. Alla fine degli anni Sessanta viene spazzato via il pesante clima ideologico degli anni di piombo e il disimpegno arriva anche in musica.

La disco music proveniente dall'Italia è così distintiva grazie ad artisti come Moroder, i La Bionda e i Righeira da essere ribattezzata Italodisco. Prima del mix di oggi, gli anni Ottanta e Novanta esprimono un punk tutto italiano, il rock alternativo e l'indie che sbarca nei Duemila. Ora le sonorità dominanti sono quelle globali espresse con l'hip-hop e l'urban, il rap e la trap.

I 10 cantanti italiani da conoscere assolutamente

La lista dei 10 cantanti italiani imprescindibili è inevitabilmente parziale. Il criterio è soprattutto legato alla personalità degli artisti, alla loro italianità e alla eco internazionale che hanno avuto. Per esempio, non trovano posto Lucio Battisti (il genio assoluto della canzone italiana), Francesco De Gregori (un autentico poeta del cantautorato) e Umberto Tozzi, uno dei musicisti italiani di maggior successo di sempre con la sua Gloria.

Allo stesso modo, rimangono fuori fenomeni contemporanei come Salmo (con il suo disco Flop è arrivato al primo posto della Top 10 Global Album di Spotify) e Il Volo, trio tenorile che piace al pubblico statunitense perché ripropone uno stereotipo di canzone italiana adattato agli stilemi del pop internazionale. Quelli che seguono sono artisti che hanno generato davvero un patrimonio linguistico e un immaginario condivisi.

10. Domenico Modugno

Nato a Polignano a Mare nel 1928, Domenico Modugno è stato attivo dal 1953 al 1994 ed è a tutti gli effetti il padre della musica leggera italiana. Il mito pugliese della musica d'autore conta culturalmente perché è stato un poeta dell'identità nazionale: la sua voce ha fatto conoscere l'Italia nel mondo raccontando il fenomeno dell'emigrazione e la nostalgia per la terra abbandonata.

Mimì, il cantastorie venuto dal mare, ha vinto quattro volte il Festival di Sanremo. Il primo trionfo fu quello del 1958 con Nel blu, dipinto di blu, famosa in tutto il mondo semplicemente come Volare: è la canzone italiana più conosciuta di sempre nonché una specie di secondo inno nazionale. Un brano così iconico che Modugno negli Stati Uniti venne ribattezzato Mister Volare.

9. Mina

Pseudonimo di Mina Anna Mazzini, la Tigre di Cremona è una delle più grandi cantanti nella storia della musica italiana: attiva ancora oggi dal 1958, anche se dalla fine degli anni Settanta ha scelto di non mostrarsi più in pubblico, è un'icona di eleganza senza tempo e di una femminilità coraggiosa. La sua ugola duttile e potente ha interpretato più di 1.500 brani.

Conduttrice televisiva, attrice e produttrice oltre che cantante, Mina si è sempre confrontata con generi molto diversi tra loro grazie alla sua voce leggendaria e inimitabile. Autentica diva italica entrata nell'immaginario collettivo per la sua bellezza e i suoi look distintivi, è stata la pioniera della canzone sofisticata con pezzi come Se telefonando, Amor mio e Grande, grande, grande. Seppur invisibile, è sempre amatissima.

8. Adriano Celentano

Mina è amica da più di mezzo secolo di Adriano Celentano, cantautore, attore e autentico showman in attività dal lontano 1956. Conoscere le canzoni del Molleggiato (chiamato così per il suo peculiare stile di ballo) significa capire la cultura pop nazionale e l'umorismo italiano, una caratteristica distintiva delle italiane e degli italiani quando sono chiamati a fronteggiare situazioni gravi, stressanti e preoccupanti.

Tra i primi artisti ad aver introdotto il rock'n'roll nel panorama musicale nazionale, Celentano è anche un influente opinionista e una voce fuori dal coro per le sue posizioni politiche controcorrente. Su tutto, però, dominano la leggerezza e l'ironia dei suoi brani, da 24 mila baci e Il ragazzo della via Gluck ad Azzurro, la sua canzone più famosa e amata a livello globale.

7. Fabrizio De André

Attivo dal 1961 al 1998, quando è scomparso per un carcinoma polmonare, Fabrizio De André ha una fondamentale rilevanza culturale perché ha trasformato la poesia in musica. Faber, come l'aveva soprannominato l'amico Paolo Villaggio, ha affrontato questioni sociali controverse in modo unico, raccontando per primo storie crude e toccanti di emarginati e ribelli, criminali e prostitute, denunciando le ingiustizie e la corruzione del potere.

Il suo stile, influenzato da Georges Brassens e Jacques Brel, da Bob Dylan e Leonard Cohen, unisce la ballata alle sonorità mediterranee, il folk della tradizione popolare alla sperimentazione. L'artista genovese si è sempre distinto dalla classica musica leggera italiana per la raffinatezza dei suoi testi e la profondità delle sue parole, caratteristiche che l'hanno reso l'autentico padre della moderna canzone d'autore.

6. Lucio Dalla

Nato a Bologna il 4 marzo 1943, autentico talento istrionico, Lucio Dalla è stato attivo dal 1962 al 2012, anno della sua morte improvvisa a causa di un infarto durante il Montreux Jazz Festival, tre giorni prima di compiere 69 anni. Dalla è stato uno dei cantanti italiani più innovativi ed influenti perché capace di esprimere le emozioni e l'ironia con un'intimità tipicamente italiana.

La sua produzione è passata per il beat, il jazz e la sperimentazione prima di approdare alla canzone d'autore, con duetti memorabili da Francesco De Gregori a Sting. Tradotte in numerose lingue, le sue canzoni fanno sorridere, piangere e battere il cuore. Grazie a quasi 20 milioni di copie vendute, la sua Caruso è diventata una delle canzoni italiane più famose nel mondo.

5. Vasco Rossi

Classe 1952, nato e cresciuto a Zocca in provincia di Modena, Vasco Rossi è attivo dal 1977 e rappresenta lo spirito di ribellione e di libertà del rock italiano. Figlio degli anni Settanta, il provocautore emiliano si è fatto amare (ed odiare) per la sua vita spericolata, caratterizzata da alcol e droghe. Vizi e dipendenze che nel 1984 l'hanno fanno finire anche in prigione.

Il successo non l'ha mai strappato alla provincia, da dove parte per i lunghi tour di concerti che riempiono gli stadi di tutta Italia. Per tanti anni, Blasco ha detenuto un record mondiale: quello degli spettatori paganti in un concerto solista, pari a 225.173 al Modena Park nel 2017. Un affetto unico per il live con il quale ha festeggiato i 40 anni di musica.

4. Laura Pausini

Nata a Faenza nel 1974, Laura Pausini ha iniziato la sua carriera nel 1993 vincendo la sezione Nuove proposte di Sanremo con la canzone La solitudine e da allora è la cantante italiana più famosa al mondo. Simbolo di un'Italia globale, artista dalla voce familiare dotata di estrema versatilità, Pausini non ha mai perso di vista le radici, la leggerezza e l'ironia.

In oltre trent'anni di carriera, la carismatica cantante romagnola ha sfondato in America Latina (un mercato che la venera come un'icona) e negli Stati Uniti, dove ha vinto un Grammy e un Golden Globe ed è stata candidata all'Oscar per il brano Io sì (Seen). Quelle di Laura Pausini sono struggenti canzoni d'amore, sempre cariche di energia e di speranza per il futuro.

3. Andrea Bocelli

Voce tenorile, ipovedente fin dalla nascita, Andrea Bocelli è in attività dal 1982, ma soltanto nel 1993 ha conquistato il pubblico globale grazie al duetto di Miserere con Zucchero e alla vittoria nelle Nuove proposte di Sanremo con Il mare calmo della sera. Da allora, Bocelli rappresenta l'eccellenza musicale italiana: quell'unione di lirica e pop che l'ha portato a calcare i palchi più prestigiosi del pianeta.

Il tenore più famoso del mondo è partito da Lajatico, paese della Toscana di poco più di mille abitanti dov'è nato e cresciuto, ed è arrivato a esibirsi alla Casa Bianca e a Buckingham Palace. Merito delle melodie uniche che intona, capaci di suonare come già note al pubblico. È il caso di Con te partirò, uno dei maggiori successi internazionali della musica italiana.

2. Mahmood

Nome d'arte di Alessandro Mahmoud, nato a Milano nel 1992 da madre sarda e padre egiziano, Mahmood è attivo dal 2012, ma ha raggiunto il successo nel 2019 con la canzone Soldi, vincitrice a sorpresa del Festival di Sanremo. Lui è l'immagine dell'Italia multiculturale di oggi: i cosiddetti italiani di seconda generazione, ossia figli di immigrati che sono nati e cresciuti nel Paese.

Il cantante di Gratosoglio ha uno stile riconoscibile: fonde pop italiano, urban e influenze mediorientali. Le sue performance carismatiche stregano il pubblico: il contesto in cui Mahmood è cresciuto, quello difficile della periferia di Milano, rivive in maniera autentica nei suoi brani. A Sanremo è tornato altre due volte: nel 2022 con Blanco, vincendo di nuovo con Brividi, e nel 2024 con Tuta gold.

1. Måneskin

Romani, giovanissimi, attivi dal 2016, i Måneskin rappresentano la nuova attitudine globale italiana. Grazie ad un rock semplice che si ispira a quello anglo-americano degli anni Settanta e ad un'immagine provocatoria e audace, il quartetto ha vinto Sanremo e l'Eurovision Song Contest nel 2021 con Zitti e buoni e ha scalato le classifiche internazionali con Beggin' e I Wanna Be Your Slave.

Rappresentanti di un esotismo latino tipicamente italiano, i Måneskin sono figli del nuovo mondo discografico legato all'ascolto via streaming: una modalità di fruizione della musica che fa conoscere ovunque mercati fino a ieri periferici come quello italiano. In totale, tra album e singoli, la band domina lo streaming globale con 10 miliardi di ascolti totali, entrando nel club dei miliardari di Spotify.

Gli outsider: le band italiane star nel mondo e sconosciute in patria

Esiste un'altra Italia lontana dai sentieri battuti e dai luoghi comuni, popolata da musicisti eccezionali che fanno a pezzi la narrazione stereotipata dell'italianità. Questi artisti lavorano in silenzio e con dedizione: alla passione e al talento uniscono la professionalità e il sacrificio, la forza mentale e la sobrietà. Caratteristiche che li rendono richiesti e acclamati più all'estero che in casa.

In aggiunta, non cantano necessariamente in italiano. Anzi: la maggior parte di loro canta in inglese. È il caso dei Lacuna Coil, una delle band metal italiane più famose all'estero, in particolare negli Stati Uniti e nel nord Europa. In passato è toccato agli Uzeda, la più internazionale delle band siciliane, e ai Cut, gruppo punk noise bolognese che intrattiene intensi rapporti con l'estero.

Oggi è il turno dei romani Zu, trio jazz-core che gode di una notevole fama internazionale, e Lili Refrain, polistrumentista che si è affermata grazie a intensi tour europei; dei piemontesi Ufomammut, apprezzati nel mondo per il loro doom psichedelico, e dei veneti Messa, protagonisti di concerti in Europa e altrove. Senza dimenticare i piemontesi Cripple Bastards, gli umbri Fleshgod Apocalypse e i casertani Fulci.

Ci sono tante storie di musicisti italiani che fanno fortuna in terra straniera: Benny Benassi, ad esempio, è un dj di Reggio Emilia famoso in tutto il mondo, vincitore di un Grammy, unico italiano invitato al celebre festival Coachella nel 2013 e finito in testa alla classifica dance di iTunes Usa. Il suo segreto è semplice: bravura e un'italianità diversa, tenace e alla mano.

La musica italiana è importante per capire l'Italia?

Sì, la musica italiana fa capire l'Italia perché è lo specchio della storia e della cultura del Paese: è un archivio vivente della lingua e della sua evoluzione, ma soprattutto svela il carattere e le caratteristiche emotive degli italiani, comunicando il loro amore per la vita, il senso della nostalgia, la sensualità, il culto della semplicità, del piacere e della bellezza. Conoscere i cantanti più famosi e le loro canzoni permette di avere accesso ad un codice culturale per decifrare l'Italia, la sua storia, la sua anima e il suo modo di vivere.

Chi è il cantante italiano più famoso e influente?

Non c'è una sola cantante italiana o un solo cantante italiano più famosi e influenti degli altri. Ce ne sono tantissimi e tutti da ascoltare e scoprire. I più importanti e amati, in Italia e all'estero e per diverse ragioni che vanno dal genio compositivo e la personalità alla riconoscibilità universale, sono Domenico Modugno, Mina, Adriano Celentano, Lucio Battisti, Fabrizio De André, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Francesco Guccini, Paolo Conte, PFM, Franco Battiato, Pino Daniele, Ornella Vanoni, Mia Martini, Vasco Rossi, Umberto Tozzi, Giorgio Moroder, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Luciano Ligabue, Andrea Bocelli, Il Volo, Mahmood e i Måneskin.

È meglio la musica italiana tradizionale o moderna?

Non c'è una risposta giusta a questa domanda perché ogni fase storica della musica italiana ha i suoi pregi, punti di forza e caratteristiche peculiari. La musica italiana tradizionale è amata perché restituisce alla perfezione le radici e l'identità italiane, si basa sul senso della melodia e su testi elaborati, ha una notevole profondità poetica e narrativa, restituisce un'esperienza collettiva di ascolto e resiste al passare del tempo; quella moderna piace perché affronta temi attuali, parla la lingua di oggi, sperimenta le sonorità contemporanee, porta ibridazioni culturali, dialoga maggiormente con le tendenze internazionali, è diretta e adatta a modalità di ascolto individuali come lo streaming. Preferire l'una o l'altra dipende dai gusti personali e da cosa si cerca nella musica.

L'autore

Scritto il 23/02/2026