La Via Francigena nel Nord Italia attraversa un mosaico di paesaggi che si susseguono uno dopo l’altro. Le vette innevate del Gran San Bernardo lasciano spazio alle valli silenziose della Valle d’Aosta, poi alle colline intorno a Ivrea, fino alle risaie della Pianura Padana e ai primi crinali dell’Appennino.
A ogni chilometro puoi esplorare un territorio plasmato dal lavoro dell’uomo e dal ritmo delle stagioni, con i borghi medievali, i placidi fiumi e le campagne che custodiscono un’anima agricola d’altri tempi.
In uno scenario così bucolico e suggestivo, le tradizioni culinarie locali ti fanno scoprire un’Italia profondamente legata alla propria terra. Parti da qui per vivere 10 tappe lungo la Via Francigena che si trasformano in un assaggio dopo l’altro, dalle Alpi alla pianura, per assaggiare la sua identità enogastronomica più autentica.
Via Francigena del gusto: il Nord Italia tra montagne, risaie e sapori della tradizione
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La parte settentrionale della Via Francigena attraversa territori dal forte patrimonio enogastronomico, spesso meno raccontati rispetto ad altre destinazioni italiane più note. Seguire questo percorso significa entrare in contatto diretto con una cultura del cibo costruita nei secoli tra agricoltura, allevamento e passaggi dei pellegrini.
Il nostro viaggio si sviluppa come un filo continuo che unisce montagne, pianure e colline, ma è nella tavola che ogni territorio trova la sua voce più riconoscibile: dai formaggi d’alpeggio ai salumi, dai piatti della cucina rurale alle paste fresche, fino ai prodotti DOP e alle specialità riconosciute a livello internazionale.
È un itinerario che si presta perfettamente anche a essere vissuto in bici, per chi è allenato, oppure in e-bike: pedalate giornaliere tra i 40 e gli 80 km permettono di procedere a un ritmo rilassato, con uno sguardo sui territori e sulle loro eccellenze gastronomiche.
Ecco i territori del Nord Italia che attraverseremo in 10 tappe:
- Valle d’Aosta, dal Gran San Bernardo a Pont-Saint-Martin;
- Piemonte, da Ivrea a Vercelli;
- Lombardia, da Robbio a Orio Litta;
- Emilia Romagna, da Piacenza al Passo della Cisa;
- Toscana, arrivo a Pontremoli.
Scopri di più sulla Via FrancigenaTappa 1. Gran San Bernardo → Aosta: sapori d’alta quota della tradizione valdostana
La nostra Via Francigena del gusto inizia tra le montagne della Valle d’Aosta, in particolare dal Gran San Bernardo, uno dei passi alpini più iconici dell’intero itinerario europeo.
Il punto di partenza è lo storico Ospizio del Gran San Bernardo, fondato nel Medioevo per accogliere i pellegrini in transito tra Svizzera e Italia. A 2.473 metri di quota, tra laghi alpini incastonati in uno scenario spettacolare, questo luogo unico conserva ancora oggi il senso più autentico dell’ospitalità di montagna.
Per accompagnare l’inizio del nostro viaggio, assaporiamo prodotti come la Fonduta San Bernardo, i formaggi d’alpeggio, i salumi e i vini di montagna, e i dessert tradizionali, tra cui il séracline del Grand Entremont, dolce locale preparato con sérac, il tipico formaggio fresco alpino.
Una volta lasciato l’Ospizio, per la prima tappa affrontiamo, in bici o e-bike, quasi 30 km in discesa lungo la valle, attraversando paesaggi dominati da pascoli, boschi e piccoli villaggi di montagna, fino all’arrivo nell’incantevole capoluogo di Aosta, dove entriamo ufficialmente nel cuore della regione.
I prodotti tipici:
- Fonduta San Bernardo;
- Formaggi d’alpeggio;
- Salumi e vini di montagna;
- Séracline del Grand Entremont.
Tappa 2. Aosta → Verrès: i vigneti terrazzati della bassa Valle
Proseguiamo l’itinerario pedalando per circa 46 km verso la bassa Valle d’Aosta. Il paesaggio cambia progressivamente: le montagne restano protagoniste, ma lungo i versanti iniziano a comparire terrazzamenti coltivati a vite, castelli medievali e piccoli borghi attraversati per secoli da mercanti e pellegrini.
In questa tappa puoi ammirare l’identità legata alla viticoltura alpina. Nei dintorni di Donnas, uno dei luoghi simbolo della Via Francigena valdostana, la strada passa accanto ai celebri vigneti terrazzati dove nasce il Vallée d’Aoste DOC Donnas, una delle denominazioni DOC storiche della regione, prodotto principalmente con uve Nebbiolo locali.
Poco più avanti attraversiamo Arnad, borgo noto per il celebre Lardo di Arnad DOP, stagionato con erbe aromatiche e spezie di montagna secondo una tradizione secolare.
Tra tratti della antica strada romana delle Gallie, ponti medievali e il Forte di Bard che domina la valle, arriviamo infine a Verrès, porta d’accesso alla parte meridionale della regione.
I prodotti tipici:
- Vallée d’Aoste DOC Donnas;
- Lardo di Arnad DOP.
Tappa 3. Verrès → Ivrea: il Canavese e i balmetti scavati nella roccia
Rimettiamoci in viaggio con una tappa di quasi 40 km che ci porta dalla Valle d’Aosta a Ivrea, in Piemonte. Lungo il tragitto, le vallate alpine si aprono in un territorio fatto di colline moreniche, strade tranquille e piccoli borghi.
Appena superato il confine regionale, nei dintorni di Carema, la vite torna protagonista del paesaggio. I vigneti si arrampicano sui versanti sostenuti da pergole e terrazzamenti in pietra, in uno degli scenari vitivinicoli più caratteristici del Canavese, nella parte settentrionale della provincia di Torino. È qui che nasce il Carema DOC, vino simbolo di questa zona.
Prima di arrivare a destinazione, fermiamoci a Borgofranco d’Ivrea per scoprire i caratteristici balmetti: antiche cantine naturali costruite accanto alla montagna e raffreddate da correnti d’aria sotterranee, utilizzati ancora oggi per conservare vino e prodotti locali. In alcuni periodi dell’anno, durante eventi e manifestazioni locali, vengono aperti al pubblico e si possono visitare.
I prodotti tipici:
- Carema DOC;
- Balmetti canavesani.
Tappa 4. Ivrea → Santhià: ingresso nella Pianura Padana
La quarta tappa è lunga circa 37 km e ci introduce nello scenario della Pianura Padana, con i suoi campi coltivati, i canali di irrigazione e i lunghi rettilinei che caratterizzano il nostro viaggio verso Santhià.
È uno dei tratti più tranquilli dell’intero percorso della Via Francigena del Nord. Possiamo pedalare in modo lento e rilassato, il dislivello è quasi inesistente e il territorio mostra la sua anima agricola più autentica.
Attraversiamo piccoli centri rurali e campagne modellate dall’acqua, elemento fondamentale per le coltivazioni che caratterizzano quest’area. Inizia a delinearsi la cucina della pianura: piatti semplici della tradizione contadina, come zuppe rustiche e preparazioni a base di cereali e legumi, insieme ai salumi locali e alle prime ricette legate alla coltivazione del riso, che diventerà protagonista assoluto nella tappa successiva.
Arriviamo infine a Santhià, storico punto di passaggio della Via Francigena fin dal Medioevo, per entrare definitivamente nel cuore della pianura.
I prodotti tipici:
- Cucina contadina a base di cereali e legumi;
- Prodotti agricoli della tradizione rurale.
Tappa 5. Santhià → Robbio: la distesa delle risaie
L’itinerario della quinta tappa si distende per quasi 50 km nella pianura tra Piemonte e Lombardia. È un tragitto più lungo rispetto ai giorni precedenti, ma lo scenario è ampio e regolare, ideale da affrontare in bicicletta, anche perché il dislivello è in pratica inesistente.
È il paesaggio delle risaie, elemento caratteristico di questo tratto della Francigena, che alterna tratti sterrati, argini e strade agricole che ci portano attraverso cascine isolate e piccoli nuclei rurali che sembrano provenire dal passato.
La cucina segue questo stesso ritmo essenziale. Nel Vercellese e, una volta entrati in Lombardia, in Lomellina, la cultura del riso è quella prevalente nelle tavole quotidiane, con risotti preparati in modo semplice, ma anche zuppe di riso e piatti come riso e fagioli, espressione povera ma saporita della campagna.
I prodotti tipici:
- Riso della pianura tra Piemonte e Lombardia (Lomellina e Vercellese);
- Zuppe di riso, riso e fagioli.
Tappa 6. Robbio → Pavia: prodotti tipici dalla Lomellina a Pavia
Rimettiamoci in sella per una giornata lunga e ricca, oltre 50 km che trasformano la pianura in una successione di scorci e soste memorabili.
La prima tappa è Mortara, nel cuore della Lomellina, dove puoi assaporare il Salame d’oca di Mortara IGP. È un prodotto che racconta alla perfezione la storia del territorio, ottenuto dall’incontro tra carne d’oca e suino, secondo una tradizione che affonda le radici nella cultura medievale della città.
La cipolla è un altro prodotto d’eccellenza di questa parte di pianura. Ad alcuni chilometri di distanza da Mortara, e dal percorso ufficiale della Via Francigena, si trova Breme, piccolo centro agricolo celebre per la Cipolla Rossa di Breme, Presidio Slow Food, una delle espressioni più autentiche della coltivazione locale. Cresce in terreni sabbiosi e leggeri, in un ambiente modellato dall’acqua e dalle risaie.
Infine, raggiungendo Pavia entriamo in un’area in cui la cultura del riso si intreccia con i prodotti del vicino Oltrepò Pavese, come i vini da Pinot Nero e Croatina delle colline oltre il Po, e il Salame di Varzi DOP, icona di questa terra di confine tra pianura e Appennino.
I prodotti tipici:
- Salame d’oca di Mortara;
- Cipolla Rossa di Breme;
- Salame di Varzi DOP e vini dell’Oltrepò Pavese.
Tappa 7. Pavia → Piacenza: il Po, i salumi e lo gnocco fritto
Nei 70 km tra Pavia e Piacenza la pianura si distende senza interruzioni fino a seguire il respiro lento del fiume Po. Pedaliamo dolcemente e pigramente lungo strade diritte, fiancheggiate da cascine che accompagnano il passaggio dalla Lombardia all’Emilia.
Oltre il Po, il nostro viaggio cambia nuovamente sapore. Verso Piacenza iniziano a comparire le prime espressioni della grande tradizione salumiera emiliana: la coppa, la pancetta e il salame piacentino, frutto di una cultura norcina che ha trasformato la conservazione della carne in una vera forma d’artigianato.
E, per accompagnare questi salumi così saporiti, cosa c’è di più classico dello gnocco fritto? Caldo, leggero e delizioso, rappresenta il modo perfetto per raccontare l’idea di relax e convivialità della pianura che stiamo attraversando.
I prodotti tipici:
- Salumi piacentini (coppa, pancetta, salame piacentino);
- Gnocco fritto.
Tappa 8. Piacenza → Fornovo di Taro: l’Emilia dei grandi sapori
Questa è una delle tappe più lunghe del nostro itinerario, quasi 90 km in bicicletta attraverso il cuore dell’Emilia. Eppure la pianura rende il viaggio sorprendentemente regolare. Pedaliamo tra campagne ordinate, filari e piccoli centri che vivono ancora secondo il ritmo agricolo della Food Valley emiliana.
Entriamo in un territorio in cui la cultura gastronomica è parte integrante dell’identità locale. Tra Fidenza e le campagne del Parmense iniziano ad apparire alcune delle eccellenze più celebri d’Italia: il Parmigiano Reggiano, stagionato nelle province emiliane secondo metodi secolari, e il Prosciutto di Parma, conosciuto per la lunga maturazione che gli dona un sapore delicato e leggermente dolce.
E non dimentichiamoci della pasta fresca, da assaporare con una sosta nelle trattorie dei borghi da attraversare lungo il percorso, tra Fidenza e Fornovo di Taro. Assaggiamo i tortelli, gli anolini e le ricette della cucina parmense che raccontano l’animo più speciale di una terra straordinaria.
I prodotti tipici:
- Parmigiano Reggiano;
- Prosciutto di Parma;
- Pasta fresca emiliana.
Tappa 9. Fornovo di Taro → Passo della Cisa: sull’Appennino tra Emilia e Toscana
Tappa di soli 40 km, quest’oggi, ma con dislivello più impegnativo rispetto al percorso lungo la Pianura Padana.
La strada entra nella Val di Taro e si arrampica progressivamente verso Berceto, ultimo grande borgo emiliano prima del valico della Cisa. Castagneti, faggete e piccoli paesi in pietra accompagnano uno dei tratti storicamente più impegnativi e spettacolari dell’intera Via Francigena.
Anche la cucina cambia volto, perché prende piede la tradizione appenninica tosco-emiliana, fatta di ingredienti legati al bosco, come funghi porcini e castagne, e piatti tipici tra cui i tortelli di patate, caratteristici dell’Appennino parmense e serviti con burro, o le zuppe e le ricette contadine nate per sostenere pellegrini e viaggiatori durante l’attraversamento del passo, oltre i 1.000 metri di altitudine.
I prodotti tipici:
- Funghi porcini;
- Castagne;
- Tortelli di patate;
- Zuppe e ricette contadine.
Tappa 10. Passo della Cisa → Pontremoli: ingresso in Lunigiana
Per l’ultima tappa del nostro itinerario gastronomico lungo la Via Francigena del Nord, superiamo le montagne dell’Appennino e, dopo circa 20 chilometri di discesa tra boschi e crinali, arriviamo a Pontremoli, porta d’ingresso alla Lunigiana.
La Toscana, e la Lunigiana in particolare, è il punto di arrivo ideale, perché è qui che la cultura culinaria del Nord Italia “si scioglie” nella cucina toscana.
È la terra dei testaroli, cotti nei testi di pietra e ancora oggi serviti con pesto o olio, dei panigacci di Podenzana, da farcire con salumi locali, e delle torte d’erbi, ricette antiche che raccontano l’uso delle erbe spontanee dell’Appennino.
In questo senso, Pontremoli rappresenta un luogo di passaggio simbolico, un crocevia antico dove ogni ricetta sembra ancora pensata per chi arriva da lontano, per rifocillarsi dopo tanti chilometri di cammino.
I prodotti tipici:
- Testaroli;
- Panigacci di Podenzana;
- Torte d’erbi;
- Salumi locali;
- Vini della Lunigiana.
L’elenco completo delle tappe della Via Francigena in Nord Italia
La Via Francigena prosegue naturalmente anche oltre Pontremoli, attraversando la Toscana, il Lazio e, dopo Roma, continuando fino all’estremo sud della Puglia.
Noi abbiamo selezionato 10 tappe da percorrere in bici, dalla Valle d’Aosta all’ingresso in Lunigiana. Ma, in questo itinerario, le tappe ufficiali sono molte di più. Ecco l’elenco completo:
TAPPA → KM
1 Gran San Bernardo → Echevennoz 14,9
2 Echevennoz → Aosta 13,9
3 Aosta → Châtillon 27,7
4 Chatillon → Verres 19,2
5 Verrès → Pont-Saint-Martin 14,8
6 Pont-Saint-Martin → Ivrea 22,9
7 Ivrea → Viverone 20,2
8 Viverone → Santhia 16,7
9 Santhia → Vercelli 29,2
10 Vercelli → Robbio 18,6
11 Robbio → Mortara 14,2
12 Mortara → Garlasco 20,7
13 Garlasco → Pavia 24,6
14 Pavia → Santa Cristina e Bissone 28,0
15 Santa Cristina e Bissone → Orio Litta 16,1
16 Orio Litta → Piacenza 23,9
17 Piacenza → Fiorenzuola d'Arda 31,7
18 Fiorenzuola d'Arda → Fidenza 22,4
19 Fidenza → Fornovo di Taro 34,0
20 Fornovo di Taro → Cassio 20,9
21 Cassio → Passo della Cisa 19,2
22 Passo della Cisa → Pontremoli 19,3
L'autore
Scritto il 28/05/2026

Alessandro Savino
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