Dietro la bandiera italiana c'è una storia lunga, affascinante e complessa, figlia dell'idea risorgimentale di indipendenza e patria unita. Il "sacro" tricolore – da sinistra a destra: verde, bianco e rosso a bande verticali – è simbolo di speranza, fede e amore: un drappo che invita alla libertà, all'unità e alla lotta per una nazione che supera le divisioni e rappresenta un intero popolo.
"È bella la bandiera tricolore e sboccia al sole come sboccia un fiore", scriveva Gianni Rodari nella poesia Bandiere. "Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò", era invece l'auspicio di Goffredo Mameli nel Canto degli Italiani, l'inno nazionale composto nel settembre del 1847 e adottato de facto nel 1946.
Tutto quello che c'è da sapere sulla bandiera italiana
"Il tricolore non è una semplice insegna di Stato, è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia, nei valori della propria storia e della propria civiltà", ha dichiarato Carlo Azeglio Ciampi. Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006, Ciampi ha fatto della diffusione del patriottismo la sua missione.
Ma perché la bandiera italiana, patrimonio di quel sentimento nazionale nato dal Risorgimento e passato dalla Resistenza, ha il tricolore verde, bianco e rosso? Com'è nato questo simbolo, chi c'è dietro la sua ideazione, qual è stata la sua evoluzione nel corso del tempo e perché spesso non è considerata un valore condiviso? Ecco la vera storia dell'insegna e delle persone che hanno contribuito a costruirla fuori da ogni retorica.
Quando e com'è nata la bandiera italiana
La bandiera italiana è nata ufficialmente il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia. All'epoca l'Italia per come la conosciamo oggi non esisteva ancora. Una delle prime Repubbliche sorelle dell'Italia settentrionale, nata sulla spinta della Rivoluzione francese, era la Repubblica Cispadana, costituita nell'ottobre del 1796 dall'unione dei territori di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Garfagnana, Massa e Carrara. Soltanto formalmente uno Stato indipendente, riuscì però a darsi un Parlamento, una Costituzione e un esercito.
Fu il 7 gennaio 1797 che il Congresso della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni poi ribattezzato il "padre del tricolore", votò per l'adozione di una bandiera nazionale verde, bianca e rossa. "Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità", recitava il verbale della riunione.
Il decreto di adozione indicava quel tricolore perché si ispirava al modello francese del 1790: in quel periodo, infatti, l'Italia era attraversata dalle armate del generale Napoleone Bonaparte e le repubbliche di ispirazione giacobina che avevano preso il posto degli antichi Stati assoluti, nati tra il XIV e il XV secolo, adottarono quasi tutte bandiere con tre fasce di dimensioni uguali e colori diversi.
In particolare, il tricolore verde, bianco e rosso era un retaggio dei vessilli reggimentali della Legione Lombarda, un'unità militare napoleonica costituita durante la campagna d'Italia per proteggere le repubbliche sorelle della Francia rivoluzionaria dalle potenze monarchiche dell'Ancien Régime. Oltre al loro senso politico, verde, bianco e rosso avevano un forte significato simbolico legato al contesto: il verde della natura, il bianco delle nevi, il rosso del sangue dei martiri.
La Legione Lombarda, al servizio dell'Armée d'Italie, aveva una bandiera verde, bianca e rossa con lo stendardo dei cacciatori a cavallo nel mezzo. Questi tre colori erano fortemente legati alla Lombardia: il bianco e il rosso comparivano già nell'antico stemma comunale di Milano (la croce rossa su campo bianco), mentre le uniformi della Guardia civica milanese erano verdi dal 1782.
La Repubblica Cispadana confermò il tricolore nella propria bandiera perché verde, bianco e rosso erano adottati negli stendardi della Legione Italiana, il gruppo militare che raccoglieva i soldati dell'Emilia e della Romagna. La decisione del Parlamento Cispadano di adottare la bandiera tricolore venne salutata da applausi e consensi: da allora la sala del congresso di Reggio Emilia è nota come Sala del Tricolore.
Il significato del tricolore italiano e la sua evoluzione
Inizialmente la bandiera italiana aveva al centro della fascia bianca un elemento distintivo: lo stemma della Repubblica Cispadana, ovvero una faretra con quattro frecce, circondata da una corona d'alloro e ornata da un trofeo di armi. Le quattro frecce nel turcasso rappresentavano i territori repubblicani (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia), il vessillo incarnava la voglia di libertà e la volontà di autonomia dall'invasore straniero.
Il tricolore sopravvisse per anni alle vicissitudini storiche pre-unitarie: la prima campagna d'Italia, la nascita delle repubbliche giacobine (la Repubblica Ligure, la Repubblica Romana, la Repubblica Partenopea, la Repubblica Anconitana), la campagna russo-austriaca di Suvorov che liberò i territori occupati dai francesi, la seconda campagna d'Italia e la nascita del Regno d'Italia, fondato da Napoleone nel 1805 e durato fino al 1814.
Nonostante lo sgretolamento successivo alla caduta di Bonaparte, la bandiera restò in vita con tenacia e passione e fu un'icona per il futuro Stato unitario italiano che si costituì nel 1861. Per la prima volta, città di Stati ducali per secoli nemiche si identificavano in un unico simbolo: l'emblema delle libertà conquistate, il drappo di un popolo unito e di una nazione intera.
Durante la Restaurazione successiva al congresso di Vienna, il tricolore perdurò resistendo all'idea reazionaria post-napoleonica. Nel corso del Risorgimento venne issato e sventolato nei moti rivoluzionari del 1831, nelle rivolte mazziniane della Giovine Italia, nella coraggiosa spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria nel 1844, nelle sollevazioni negli Stati della Chiesa e nella Presa di Roma. Fino al fatidico 17 marzo 1861, data culmine del Risorgimento.
Nel proclama del 23 marzo 1848 ai popoli della Lombardia e del Veneto, che annunciava l'inizio della prima guerra d'indipendenza italiana contro l'Austria, il re Carlo Alberto di Savoia dichiarò che "per viemeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana, vogliamo che le Nostre truppe entrando sul territorio della Lombardia e della Venezia portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana".
Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, il tricolore rappresentò definitivamente il desiderio di tutte le italiane e di tutti gli italiani per una speranza comune e una patria. Fu allora che la bandiera si aggiornò inserendo una bordatura di azzurro allo stemma dinastico dei sovrani, per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo.
Dall'Unità d'Italia alla nascita della Repubblica
Dopo l'Unità, il tricolore italiano ottenne una apposita norma soltanto nel 1925, con la legge n. 2264 del 24 dicembre che convertì il regio decreto 2072 del 24 settembre 1923 definendo i modelli delle bandiere: nazionale senza corona, di Stato con la corona reale. Quest'ultima si usava esclusivamente nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche.
Con la fine del fascismo e l'arrivo della Repubblica, nata il 2 giugno 1946 sulle macerie della Seconda guerra mondiale, la nuova Italia democratica istituzionalizzò il tricolore con un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 che definiva l'assetto dell'attuale bandiera senza corona reale né scudo sabaudo. Enrico De Nicola, il primo presidente della Repubblica, andò di persona a Reggio Emilia il 7 gennaio 1947 per festeggiare il 150° anniversario del tricolore.
La bandiera nazionale venne confermata dall'Assemblea Costituente presieduta da Meuccio Ruini nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della Costituzione, che recita: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni". "L'Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi", declamava il verbale di quella storica seduta.
Nello specifico, i codici pantone della bandiera italiana sono verde 17-6153, bianco 11-0601 e rosso 18-1662. Oggi il tricolore è celebrato il 4 novembre di ogni anno, in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, la ricorrenza che ricorda l'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti del 1918, evento chiave con cui finì la Prima guerra mondiale sul fronte italo-austro-ungarico. Sempre il 4 novembre ma del 1921, venne tumulato all'Altare della Patria di Roma, al Vittoriano, il Milite Ignoto, simbolo di tutti i soldati italiani che sacrificarono la propria vita per la patria.
La bandiera italiana sventola fiera e orgogliosa anche ogni 2 giugno, quando si celebra la Festa della Repubblica in memoria del referendum istituzionale che si svolse tra il 2 e il 3 giugno 1946: quei giorni gli italiani e le italiane accorsero alle urne scegliendo la repubblica come forma di Stato da dare al Paese. Fu una data storica pure per un'altra ragione: fu la prima tornata elettorale nazionale cui parteciparono le donne. Un evento epocale per il ritorno alla democrazia.
Esplora Roma con il Visit Rome PassCome è stata creata la bandiera italiana?
La bandiera italiana, con il tricolore verde, bianco e rosso in bande verticali, ha una genesi storica complessa: è stata creata sotto l'influenza della Rivoluzione francese durante gli anni della Repubblica Cispadana, per appartenere al mondo delle repubbliche e non a quello delle monarchie assolute e per rappresentare un popolo nel suo insieme, il suo desiderio di libertà e indipendenza.
Che aspetto ha la bandiera italiana?
La bandiera italiana è un tricolore verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di uguali dimensioni. I colori specifici sono verde prato brillante (pantone 17-6153 TC), bianco latte (pantone 11-0601 TC) e rosso pomodoro (pantone 18-1662 TC). Simbolicamente, i patrioti bolognesi consideravano il verde come il colore della speranza, delle praterie e delle pianure; il bianco come quello della fede e delle nevi delle Alpi; il rosso come il colore del sangue versato per la patria.
Quando è stata creata la bandiera italiana?
La nascita della bandiera italiana ha una data precisa: il 7 gennaio 1797. Quel giorno, a Reggio Emilia, l'assemblea della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decretò l'adozione del tricolore verde, bianco e rosso come emblema nazionale. Dopo l'Unità d'Italia, la fine del fascismo e la Seconda guerra mondiale, la seconda data fondamentale è il 19 giugno 1946, quando un decreto del Presidente del Consiglio, confermato successivamente dall'Assemblea Costituente, stabilì il tricolore come bandiera ufficiale della Repubblica.
Chi ha creato la bandiera italiana?
La bandiera italiana non ha un unico creatore, ma è il risultato di un'evoluzione storica collettiva. Alcune personalità significative associate direttamente al tricolore sono gli studenti bolognesi Luigi Zamboni e Giovanni Battista De Rolandis, che usarono una coccarda verde, bianca e rossa durante le loro proteste in nome dell'Unità d'Italia, e il deputato Giuseppe Compagnoni, che il 7 gennaio 1797, durante il congresso della Repubblica Cispadana a Reggio Emilia, presentò una mozione per adottare ufficialmente il tricolore come bandiera. Da allora Compagnoni è ricordato come il "padre del tricolore". Il consacratore della bandiera fu invece Carlo Alberto di Savoia, che il 23 marzo 1848, alla vigilia della prima guerra d'indipendenza, annunciò il tricolore con al centro lo scudo sabaudo come simbolo delle sue truppe.
L'autore
Scritto il 07/01/2026

Alessandro Zoppo
Tutto quello che c'è da sapere sulla bandiera italiana e il suo significato: dalla sua nascita all'evoluzione nel corso del tempo.