Un itinerario gastronomico che ti farà innamorare dell'isola. Scommettiamo non conosci almeno 3 di queste specialità sarde? Scopri dove gustarle.

Quando si esplora un posto nuovo, qual è uno dei modi migliori per viverlo come i locals?

Mangiare, ovviamente. 

Parte della magia di un viaggio in Sardegna è perdersi tra profumi e sapori che animano i centri storici e le feste paesane.

L’isola sarda, tra mare e montagna, pianura e boschi, caccia e pesca, è particolarmente ricca di bellezze quanto è generosa a tavola.

Innamorati allora della Sardegna, con questo gustoso itinerario pensato per te.

Pronto a partire ? 



Prima tappa: l’oro nero di Olbia

Iniziamo il nostro viaggio. Sei atterrato ad Olbia e hai in programma di divertirti al Figari Short Film Festival nella vicina Golfo Aranci, ma nessuna idea di cosa assaggiare?

Le cozze più buone le abbiamo trovate proprio nella zona di Olbia, che ne è oggi una delle maggiori produttrici d’Italia e del Mediterraneo.

Grazie alle perfette condizioni climatiche e ambientali del Golfo, ricco di plancton, le cozze di Olbia sono un'eccellenza dell’allevamento ittico in Sardegna e costituiscono un pilastro fondamentale dell'economia della città gallurese da oltre un secolo.

Se avete perso la Sagra delle Cozze di San Simplicio, non disperate! I deliziosi mitili saranno sulle tavole sarde per tutta l’estate e oltre.

Consigliate anche crude, le cozze a Olbia si possono gustare in tantissime varianti, una più sfiziosa dell’altra, ma sicuramente degna di nota è la zuppa di cozze in rosso, con quel bel tocco piccante.

Ora che hai assaggiato a pieno il sapore intenso di questo piatto, possiamo riprendere il nostro viaggio. 

Seconda tappa: Luras, per il piatto che non ti aspetti

Il nostro viaggio nella gastronomia sarda prosegue con Luras. Con le Domos Abbeltas, dal 17 al 19 giugno, questo paesino dell’Alta Gallura famoso per i suoi dolmen e gli olivi millenari si veste a festa. Se pensi sia folle gustare un bel brodo di carne e formaggio sciolto, con le attuali temperature record, aspetta di conoscere la zuppa lurese!

Questo è il genere di piatto che non trovi facilmente nei ristoranti turistici, perché preparato con amore e sapienza, tramandata da generazioni di tradizione agropastorale sarda.

Un piatto semplice della cucina povera, antispreco e dal sapore deciso.

Si parte dal pane raffermo a fette, adagiate a strati (un po’ come si fa con le lasagne) in un ricco brodo di carne e intervallate da tanto formaggio, sale e pepe. Soltanto che la zuppa è arricchita da prezzemolo e mentuccia tritati a mano.

Sostanziosa e profumata, goduriosa con il suo bel brodo, lascia intiepidire e dicci se non è la cosa più squisita che mai avresti pensato di provare in estate. 

Terza tappa: Ozieri, l'ora di una pausa dolcissima

A questo punto del viaggio potresti avere voglia di un dolce... Prenditi una pausa e fermati per un caffè ad Ozieri. Il paese ha dato i natali ai famosissimi sospiri, le zuccherose palline di pasta di mandorle e miele, che con le loro carte colorate non possono mancare tra i dolci delle feste in tutta l’isola.

Proprio le mandorle la fanno da padrone in questa cittadina del Logudoro, e sono impiegate in moltissime preparazioni dolciarie.

Ma la più richiesta, sia da turisti che dagli ozieresi, è la sublime copuletta ozierese!
Un morbido dolcino con la base di Pan di Spagna, farina di mandorle e una copertura liscia di zucchero che la fa sembrare un grazioso merletto.

Sono talmente rinomate che addirittura gli sposi le inviano in dono a suoceri, genitori e testimoni di nozze, a fine cerimonia nuziale.

Perciò, se passate di qui ricordatevi di riservare un vassoietto, vanno a ruba. 

La pausa dolce è finita, ripartiamo! 

Quarta tappa: Castelsardo, il borgo medievale delle delizie di pesce

È quasi sera e prima di cena facciamo tappa a Castelsardo

Arrampicato su un promontorio dominante lo splendido Golfo dell’Asinara, Castelsardo offre una vista speciale e un panorama notturno ideale per una cenetta romantica.

L’occasione giusta per prenotare Sa Cassola, la caratteristica zuppa di pesce alla castellanese, una vera delizia. Ad un trito di cipolla, aglio, prezzemolo e peperoncino, vengono aggiunti gamberi, cozze, vongole e tocchetti del pescato del giorno, dal pesce più grande a quelli più piccoli. I pesci più piccoli finiscono per sciogliersi nel brodo caldo, conferendo alla zuppa quell'inconfondibile ricchezza e aroma di mare. Il brodo viene lasciato abbondante, per gustarlo con il pane abbrustolito all’aglio.

Assolutamente da provare a lume di candela, accompagnata da un buon Vermentino.

Quinta tappa: Sennori e lo spuntino che profuma d’estate

La nostra prossima tappa è un incantevole paese collinare affacciato sul mare. Se ti trovi a passare per Sennori, magari in occasione del Festival Cavart del 19 Giugno, assaggia Su Fossu: lo spuntino che per un sennorese profuma d’infanzia, d’estate e di case delle nonne.

Si tratta di una pietanza semplicissima, con protagonista su pane tundu, il pane tipico della Romangia, alto e dalla crosta spessa, cui viene tagliata la sommità. Viene poi svuotato per fare posto ad un ripieno di pomodorini freschi e olio extra vergine di oliva, ovviamente di produzione locale, molto rinomata.
Anche noto come Lu Cuggoni nella vicina Sorso, per renderlo ancora più sfizioso puoi arricchire il ripieno con aglio grattugiato, basilico e acciughe.

Delizioso, fresco, perfetto per le temperature estive.

Sesta tappa: Sassari, da leccarsi le dita

La sagra della Ciogghitta d’Oro del prossimo 28 e 29 luglio riporta uno dei momenti più attesi e folcloristici della città: la degustazione collettiva dei tanto amati gasteropodi. Raccogliere e cucinare lumache è un momento conviviale della tradizione sassarese. Per gli amanti della succiadura, le lumachine con il loro intingolo di aglio e prezzemolo sono un’assoluta leccornia.

Da non dimenticare però le melanzane al forno, specialità protagonista addirittura della canzone popolare del capoluogo. Anch'esse condite da aglio e prezzemolo, questa verdura stagionale amatissima forma con le ciogghitte un’accoppiata vincente.

Settima tappa: Alghero e la regina dei crostacei

Chi dice Alghero dice aragosta, e quale stagione migliore di questa per gustare il prelibato crostaceo?

Nella cittadina di estrazione catalana, famosa per il suo corallo e per la grande varietà di bellezze naturalistiche, non mancano la movida e i grandi eventi, da Jazz Alguer al Festival Mediterraneo, sino agli appuntamenti di Naturalmente in Riviera.

Ma non dimenticarti del buon cibo!

Qui l’aragosta è la regina della tavola, nella sua versione conosciuta appunto come alla catalana.

Si inizia dal giorno prima mettendo in acqua le cipolle tagliate fini, per addolcirle.

Il crostaceo va invece bollito in acqua con gli aromi.

A parte, si prepara un condimento di pomodorini e ottimo olio evo della zona, emulsionato con succo di limone, sale e pepe. In ultimo si uniscono le cipolle private dell’acqua di riposo, e infine l’aragosta, sfilacciata in pezzi grossolani e lasciata riposare anche mezza giornata.

Servita fresca, non fredda, è una delizia rara e da assaporare con dedizione. Da non perdere prima di risalire sull’aereo e salutare l’isola. 

Se ancora non sei soddisfatto e vuoi sapere (e assaggiare) ancora di più, consulta tutto il programma di Salude&Trigu, la kermesse di eventi dedicata alle tradizioni del Nord Sardegna.

Ti aspettano mille altri piatti, mille altre feste… e un fiume di vino.

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