Uri e i suoi antichissimi complessi nuragici riportano il visitatore alle origini del territorio della Sardegna settentrionale. Esplorare i dintorni, passeggiare nella storia e partecipare alla sagra del carciofo è il modo migliore per entrare nel vivo del folklore e della tradizione di questo paese.

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Situato fra Alghero e Sassari, nella parte Nord-Ovest della Sardegna, Uri si presenta come un piccolo borgo fra le colline nei pressi del lago Cuga.

Questo paese si distingue nel territorio per il buonissimo vino, l’ottimo olio e soprattutto per i carciofi, prodotto d’eccellenza, cui è dedicata la sagra del carciofo, uno dei principali eventi della zona. Ci sono forti tradizioni gastronomiche e come in molti borghi della Sardegna c'è un abito tipico. L'abito tradizionale femminile è caratterizzato da una gonna nera (sa munnedda) con una balza in terziopelo, un grembiule in murè e da un copricapo (su mancaloru), di tulle o in seta, mantenuto da una cuffia in raso bianco o in broccato.
L'abito è anche molto ricco di gioielli: i bottoni che chiudono la camicia (sos buttones de pettorra), i bottoni in filigrana che chiudono su corittu, quattro in un braccio e quattro nell'altro, il medaglione d'oro, una collana di corallo e le orecchine (sas Pendinas) anch'esse in corallo.

Ma la bellezza di questo posto e dei suoi dintorni, è anche nella sua storia che fa capolino dai Nuraghi e dai bellissimi monumenti che decorano il centro storico. Un borgo e un territorio da scoprire e da vivere!

Uri

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Il curioso nome di questo sito deriva dal termine latino Urium ad indicare la zona paludosa in cui sorgeva l’antica città.

Uri vanta un passato decisamente antico: le prime tracce umane risalgono all'età nuragica (datata fra il 1700 a.C. e il II secolo d.C.); successivamente cadde sotto il dominio dell’impero romano ma il borgo continuò ad essere abitato anche dopo la caduta di quest’ultimo.

Testimonianza della sua importante storia è il Complesso nuragico di Santa Caterina (Cadrina in logudorese) situato proprio al centro del paese e costituito da un nuraghe con due torri secondarie circondato dai resti dell’antico villaggio con pozzo e vestigia di capanne.

Al passato nuragico della città si accompagna quello medievale: la chiesa di Santa Croce (XI secolo) è una delle più importanti della zona con il suo campanile ottagonale e la sua particolare pavimentazione in marmo grigio.

A una decina di chilometri dall’abitato, lungo il tracciato di una antica strada romana, meritano una visita anche le rovine di Nostra Signora di Paulis, detta “s’istrada de sos padres” perché collegava l’abbazia di Paulis a quella di santa Maria di Corte di Sindia.

Anche Il lago Cuga presenta una particolarità. Esso prende nome da un villaggio scomparso i cui resti sono tuttora visibili nel periodo di secca. In prossimità della sua riva si trovano quasi dieci ruderi di nuraghi, databili a partire dal Bronzo antico.


I dintorni di Uri

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Se si visita Uri non si può non passare da S'Incantu, la Necropoli di Monte Siseri, un complesso di quattro domus di cinquemila anni fa fra le quali spicca la tomba dell’architettura dipinta, unica visitabile, con i suoi particolari scultorei e la raffinata pittura. Altra Necropoli di rilievo è quella di sa Figu dove è possibile visitare i resti di un recinto megalitico di età preistorica (secondo alcune teorie destinato ad esporre i cadaveri affinché fossero scarnificati dagli avvoltoi) e le antiche tombe della stessa epoca.
In rappresentanza degli insediamenti prenuragici della zona, non lontano da Uri, si incontra la Fortezza di Monte Baranta con la sua cinta alta quasi tre metri e le sue torri difensive costituite da maestose pietre.
Per gli amanti del Medioevo, una tappa d’obbligo è il monastero di San Pietro di Silki: un complesso datato tra XI e XIII secolo ma che ha subito numerosi rimaneggiamenti nei secoli. Bellezze artistiche e architettoniche si sono avvicendate in questo luogo fino al diciassettesimo secolo e sono tuttora visitabili.
Fra i paesi che circondano Uri, meritano sicuramente una visita il borgo di Usini, centro agricolo di origine medioevale del Sassarese famoso per i suoi siti archeologici e la tradizione vinicola; Tissi con le sue testimonianze preistoriche; Olmedo la cui tradizionale attività di panificazione scandisce eventi e quotidianità; Putifigari dove è possibile visitare la la ‘domu de s’incantu o ‘tomba dell’architettura dipinta’, una delle più spettacolari dell’Isola, con decorazioni protosarde di III millennio a.C.; Ittiri con i suoi monumenti e sculture in trachite rossa (pietra locale) ed Ossi con le sue spettacolari necropoli Neolitiche.

La sagra del carciofo

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La sagra si svolgerà fra il 6 e 7 agosto 2021. Si tratta di uno degli eventi più importanti dell’intero territorio che attrae moltissimi turisti e visitatori.

In questa manifestazione è conservata tutta l’identità e il folklore del paese. Fra convegni tecnico-scientifici, mostre, e percorsi guidati, il calendario dell’evento è particolarmente ricco: un itinerario conduce i visitatori a scoprire le antiche abitazioni, a comprendere il ciclo della vita legato al calendario agricolo-pastorale e esplorare i siti archeologici uresi; particolare attenzione è data anche alle arti nel tessere e nell'artigianato.

Nel secondo giorno di festa prende il via anche la “corri Uri” che porta gli atleti a gareggiare nelle vie del centro storico. La cena finale prevede un menù preparato sul posto unito al vino locale e ai dolci tipici, il tutto accompagnato dalla caratteristica musica dell’organetto, suonata dai gruppi folk di Uri e dai balli e canti della tradizione sarda.

La festa, la cui prima edizione risale al 1990, incentiva lo sviluppo agricolo del territorio e al contempo contribuisce a creare un legame unico fra tradizione, gastronomia, storia e turismo della zona.

Questa sagra si tiene tutti gli anni nello stesso periodo. 

Salude & Trigu

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Il modo migliore per esplorare questo territorio è sicuramente quello di affidarsi a chi lo vive ogni giorno. “Salude & Trigu” è un programma intrapreso dalla Camera di Commercio di Sassari e che comprende attualmente i territori delle due province del Nord Sardegna, Sassari e Olbia-Tempio. Il programma non solo si occupa di ricerca e studio del territorio, ma aiuta turisti e non solo ad entrare nel vivo delle tradizioni e del folklore di questa suggestiva porzione di isola.

I luoghi e la cultura del Nord della Sardegna sono davvero infiniti, “Salude & Trigu” rilancia gli eventi del territorio più significativi nella cultura locale come la Sagra del Carciofo di Uri e tantissime altre iniziative che attirano il turismo e gli abitanti del luogo. L’obiettivo è dare un valore all’immenso patrimonio della Sardegna settentrionale non soltanto limitandosi a mostrare le bellezze, ma anche e soprattutto permettendoci di viverle dall’interno e assaporarne odori, suoni e sapori.

L’importanza di questa iniziativa si evince persino dal nome: “Salude & Trigu” (salute e pane) è un augurio della tradizione sarda davvero genuino, dove c’è salute e pane, c’è tutto! Il modo perfetto per riassumere lo spirito autentico di questa cultura.

Come tutto il Nord della Sardegna, Uri ed i suoi dintorni sono una meta da scoprire per gli eventi, le eccellenze agroalimentari e per la sua storia le cui tracce si respirano in ogni angolo e monumento del paese.

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