Matteo Berrettini è stato il primo italiano in una finale del torneo di tennis più prestigioso del mondo: Wimbledon a Londra. Il tennista italiano vince addirittura il primo set poi cede al predominio del numero uno al mondo Novak Djokovic.

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Matteo Berrettini è stato il primo italiano a giocarsi una finale del torneo di tennis più famoso al mondo: Wimbledon. Un traguardo insperato ma tanto agognato, costruito con duro lavoro e sacrificio. In finale il tennista romano ha dovuto affrontare il meglio che c'è, il tennista numero uno al mondo, Novak Djokovic. Nel più classico scontro epico tra Davide e Golia, stavolta, Golia è davvero troppo più forte del nostro Davide. Nulla da recriminare per Matteo che si è dovuto inchinare allo strapotere fisico e atletico di Nole dopo aver vinto addirittura il primo set al tie break. 


La partita

Il match è durato poco meno di tre ore e mezza. Berrettini, in una mossa guidata dal talento e dall'orgoglio, è riuscito a vincere al tie break il primo set, mandando in visibilio il pubblico londinese che notoriamente patteggia per il contendente sfavorito ai nastri di partenza secondo i bookmakers. 

Matteo ci ha provato, ha messo tutto sè stesso nella partita, rispondendo con classe e bravura, alle offensive incalzanti del serbo Djokovic (che di Wimbledon ne ha vinti sei). 

Non c'è niente di scontato in questo ingresso del nostro Matteo nell'Olimpo del tennis, anche se lui non ci è arrivata con l'aria di chi sta realizzando un'impresa ma con l'aria di chi meritava di essere lì. Una partita in cui ha mostrato tutta la sua potenza che ha spesso intimorito e innervosito il serbo Djokovic che più di una volta ha mostrato un vistoso nervosismo, mitigato solo dal suo incredibile talento.

Il resto della partita è stata una lotta anche se non è mai stato in dubbio il vincitore finale. Infatti il match si è concluso 3-1 per il serbo. 

L'ascesa di Berrettini

Berrettini è nato e cresciuto con il mito di Federer, ma sin dagli albori della sua giovane carriera si è notato qualcosa di speciale in Matteo. Quasi 1.90 metri di ragazzo con i servizi estremamente potenti che intimoriscono gli avversari e che spesso non cede mai il servizio.

Ha mostrato sempre grande potenza ma anche un grande rispetto per l'avversario anche quando ha incontrato il suo mito da bambino, Federer,  proprio a Wimbledon qualche anno fa, gli sono tremate le gambe ma è riuscito a rialzarsi e ad andare ancora più avanti nel massimo torneo tennistico, dove si è arreso solo al migliore del mondo. 

Berrettini è attualmente al settimo posto nel ranking mondiale e non vede l'ora di scalare ancora qualche posizione per avvicinarsi sempre di più ai suoi miti.


È un sogno aver giocato la finale contro Djokovic, mi ha fatto sudare parecchio. Spero di poter tornare qui con un trofeo ancora più importante e rendervi tutti ancora più orgogliosi

Matteo Berrettini

Queste sono una parte delle parole di Matteo al Quirinale davanti alla Nazionale italiana, neocampione d'Europa, e alle massime cariche dello stato. Gli italiani sono già orgogliosi di lui, ma la stella del tennista romano ha appena iniziato a brillare. Ad maiora.

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