Alessandro Savino

Alessandro Savino

Le torri medievali, un’università storica e un’atmosfera magica: un weekend a Pavia ti porta nel cuore della Lombardia più autentica e speciale.  

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Quando si pensa a un viaggio in Lombardia, l'attenzione si concentra spesso su Milano, il Lago di Como o le città d'arte più conosciute della regione. Eppure, a meno di un'ora dal capoluogo lombardo, possiamo trovare una città storica e incantevole, con un importante patrimonio spirituale e un'atmosfera autentica e speciale. 

È Pavia, “la Città delle 100 Torri”, uno di quei luoghi che ti sanno sorprendere perché sfuggono ai circuiti turistici più battuti, pur custodendo un'eredità culturale antica e straordinaria. 

Trascorrere un weekend a Pavia significa aprire le porte di una città che racconta il proprio passato attraverso monumenti, piazze e scorci incantevoli rimasti assolutamente fedeli alla sua identità.

Pavia: il weekend che non ti aspetti a due passi da Milano

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Nell’antica capitale del Regno Longobardo, sede di una delle università storiche più rinomate d'Europa, possiamo scoprire un patrimonio che va ben oltre quello che ti aspetteresti da una semplice gita fuori porta. A Pavia, infatti, convivono insieme l'eredità dei re longobardi, uno dei più importanti luoghi dedicati a Sant'Agostino, e un carattere distintivo e vivace che sfugge alle logiche del turismo di massa.

Negli ultimi anni la città, piccola, compatta e molto facile da esplorare a piedi, ha visto crescere la propria rilevanza anche sul piano culturale e spirituale. 

La visita papale di giugno 2026, rappresenta un ulteriore riconoscimento dell'importanza che Pavia continua a rivestire nel panorama religioso europeo, rafforzando il legame tra il suo straordinario patrimonio storico e la sua attualità culturale.

In tre giorni possiamo esplorare le sue torri medievali, passeggiare tra piazze e palazzi storici, visitare basiliche che custodiscono secoli di fede e spiritualità, e raggiungere la suggestiva Certosa di Pavia, uno dei complessi monastici più importanti d'Italia. 

Ecco come organizzare un weekend alla scoperta della città.

- Venerdì: primo contatto con il centro storico, passeggiata tra le antiche strade della città e tramonto sul Ticino.

- Sabato: immersione nel cuore storico e spirituale di Pavia, tra la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, il Duomo, San Michele Maggiore e il Castello Visconteo.

- Domenica: visita alla Certosa di Pavia e ultimi scorci del centro.

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Weekend a Pavia, Venerdì mattina: ingresso nel centro storico

Pavia è una delle destinazioni più facili da raggiungere per un fine settimana nel cuore della Lombardia. Da Milano bastano circa 30 minuti di treno per arrivare direttamente alla stazione ferroviaria, porta d'accesso ideale per entrare in città.

Dalla stazione, seguiamo il breve percorso che conduce verso Piazza della Minerva, dominata dalla celebre statua della dea romana che da decenni accoglie studenti, viaggiatori e visitatori all'ingresso del centro storico. Da qui imbocchiamo Corso Cavour, una via pedonale incantevole, animata da negozi, caffè e locali che raccontano il volto più contemporaneo di Pavia.

Passeggiando tra i palazzi storici raggiungiamo Piazza della Vittoria, cuore pulsante della città. Circondata da eleganti edifici porticati e frequentata a ogni ora da studenti universitari e residenti, la piazza è il luogo perfetto per fermarci in uno dei locali all’aperto e fare un piccolo spuntino mentre osserviamo la vita locale.

Venerdì pomeriggio e sera: l’Università e il tramonto sul fiume

Proseguiamo la nostra camminata nel centro storico raggiungendo Strada Nuova, un’altra via importante e perpendicolare rispetto a Corso Cavour. La incrociamo poco dopo Piazza della Vittoria, e lì svoltiamo a sinistra per arrivare dopo pochi metri all’ingresso principale dell’Università di Pavia.

È una delle più antiche università d’Europa, fondata nel 1361, e qui hanno studiato e vissuto alcune delle figure più importanti della cultura scientifica e umanistica italiana, da Alessandro Volta a Camillo Golgi, fino a generazioni di studiosi che hanno contribuito a costruire la reputazione internazionale dell’ateneo. 

Camminare lungo gli storici cortili è un’esperienza da non perdere, perché ci catapulta in un’atmosfera d’altri tempi. E se usciamo dal retro, nel Cortile Teresiano, ci ritroviamo improvvisamente sotto alcune delle magnifiche torri di Pavia, quelle che nel Medioevo definivano il profilo della città e ne disegnavano lo spettacolare skyline verticale.

Torniamo su Strada Nuova e seguiamola nella direzione opposta a dove siamo venuti, scendendo fino a raggiungere le rive del Ticino, dove, al tramonto, troveremo uno scenario davvero magico, con la sagoma del leggendario Ponte Coperto che si riflette sulle acque placide del fiume. È lo scorcio più bello per concludere la prima giornata del nostro weekend a Pavia.

Tappe di Venerdì:

- Arrivo alla stazione di Pavia;

- Passeggiata lungo Corso Cavour e sosta in Piazza della Vittoria;

- Università di Pavia e Torri medievali;

- Ponte Coperto e tramonto sul Ticino.

Sabato mattina: sulle tracce di Sant’Agostino

La seconda giornata del nostro weekend a Pavia inizia seguendo le tracce di una delle figure più influenti della storia del cristianesimo. Filosofo, teologo e autore delle celebri Confessioni, Sant’Agostino ha esercitato un'influenza enorme sul pensiero religioso e filosofico occidentale, tanto da essere considerato uno dei Padri della Chiesa più importanti di tutti i tempi.

E proprio a Pavia si trova uno dei luoghi più significativi legati alla sua memoria. Dopo una breve passeggiata nel centro storico, raggiungiamo la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, un’edificio dalle eleganti forme romaniche che custodisce l'Arca di Sant'Agostino, il monumentale sepolcro marmoreo che conserva le reliquie del santo. 

Giunte a Pavia nel Medioevo, le reliquie hanno trasformato la basilica in un’importantissima meta di pellegrinaggio. Non dimentichiamo infatti che, da secoli, la città è una tappa imprescindibile della storica Via Francigena, l’antico cammino che attraversa l’Italia e che nel medioevo veniva percorso da fedeli e viaggiatori provenienti da tutta Europa diretti verso Roma.

Sabato pomeriggio e sera: tra castelli, cupole e re Longobardi

Dopo San Pietro in Ciel d’Oro, raggiungiamo il vicino Castello Visconteo. Costruito nel XIV secolo per volere di Galeazzo II Visconti, conserva solo parte della struttura originaria, ma i suoi cortili e le architetture rinascimentali ospitano i Musei Civici, dove ripercorriamo la storia di Pavia dall’epoca romana all’età moderna.

Finita la visita, attraversiamo Piazza Castello e proseguiamo lungo Strada Nuova. Superiamo il celebre Teatro Fraschini e ripercorriamo i luoghi esplorati ieri, oltrepassando l’Università e voltando a destra dopo poche centinaia di metri per arrivare in Piazza Duomo.

Il Duomo colpisce per le sue dimensioni imponenti e per la sua cupola, tra le più grandi d’Italia. Anche l’interno è molto affascinante e, attraverso affreschi e opere d'arte, racconta la storia di una città che ha sempre cercato di affermare il proprio ruolo nel panorama lombardo e italiano.

Ultima tappa della giornata: sempre a ridosso di Strada Nuova, ma quasi nascosta tra i vicoli adiacenti, troviamo la suggestiva Basilica di San Michele Maggiore, dove anticamente venivano incoronati i re longobardi. L’edificio conserva ancora oggi un fascino unico grazie alla splendida facciata e alla fusione di stili architettonici.

Chiudiamo la serata con un’apericena in Piazza della Vittoria, dove tra locali, studenti e viaggiatori, prende forma la vivace vita notturna di Pavia.

Tappe di sabato:

- Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro;

- Castello Visconteo;

- Duomo;

- Basilica di San Michele Maggiore e apericena in centro.

Domenica mattina: la Certosa di Pavia, un luogo fuori dal tempo

Per l’ultima mattinata del nostro weekend, spostiamoci pochi chilometri fuori città, verso la Certosa di Pavia, uno dei complessi monastici più scenografici d’Italia. Facilmente raggiungibile dal centro storico sia in auto che in bicicletta e con i mezzi pubblici (treno e collegamenti locali), è una tappa che completa il nostro viaggio tra storia, arte e spiritualità del territorio.

Immersa nella quiete della campagna lombarda, la Certosa ci appare come un luogo di rara bellezza. Davanti a noi, la facciata gotico-rinascimentale della chiesa ci lascia a bocca aperta per l’incredibile ricchezza dei dettagli, un intreccio minuzioso di decorazioni che sembra quasi un ricamo scolpito nella pietra.

All’interno ammiriamo gli affreschi, le sculture e i giochi di luce, prima di andare alla scoperta del resto del complesso attraversando i suggestivi chiostri, dove pace e silenzio scandiscono il ritmo del monastero. Possiamo anche osservare alcune celle dei monaci, essenziali e raccolte, in netto contrasto con la bellezza sfarzosa degli ambienti principali.

Domenica pomeriggio e sera: l’ultimo tramonto su Borgo Ticino

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Rientriamo a Pavia per l’ora di pranzo e rifocilliamoci in uno dei ristoranti del centro storico dove possiamo assaporare alcune delle più gustose ricette locali

La cucina pavese racconta un territorio di confine e contaminazioni, con i sapori della pianura che si intrecciano con quelli del vicino Oltrepò Pavese: salumi stagionati, risotti ricchi e piatti rustici che trovano nella semplicità la loro forza più vera.

Dopo il meritato pasto, concediamoci una passeggiata lenta e rilassante sul Lungoticino, uno dei luoghi più adatti dove chiudere il nostro weekend. 

Guardando oltre il fiume, di fronte a noi, ecco il quartiere di Borgo Ticino, con le sue case dalle facciate pittoresche e colorate che si specchiano sull’acqua nella luce del tardo pomeriggio e restituiscono un’immagine sorprendentemente poetica della città.

È l’ultimo, romantico sguardo su Pavia, che prima di salutarci si concede ancora una volta nel suo lato più autentico e magico.

Tappe di Domenica:

- Certosa di Pavia;

- Pranzo tipico nel centro storico;

- Lungofiume e Borgo Ticino.

L'autore

Scritto il 17/06/2026