La Mostra del Cinema di Venezia è la manifestazione cinematografica più antica e prestigiosa al mondo. La magia di un festival leggendario non poteva che accendersi in una delle città più belle e suggestive che si possano visitare. La Serenissima è la capitale mondiale della settima arte, il luogo dove sbarcano le star, si vedono i film più attesi e interessanti dell'anno e si assegnano i riconoscimenti che aprono la stagione dei premi.
Al Lido arrivano il cinema d'autore e il glamour, le nuove tendenze estetiche ed espressive e i beauty look che anticipano le mode. Ogni anno in Laguna sono presenti i protagonisti del cinema, da attori e maestri già affermati ai talenti più giovani e innovativi. Ma quando è nata la Mostra? Perché è così importante? E il pubblico comune, dagli appassionati ai turisti in viaggio a Venezia, può accedere al festival?
L'impatto della Mostra del Cinema di Venezia
La Mostra d'arte cinematografica è una piattaforma fondamentale per la diffusione e la promozione del cinema d'autore. Sin dalle sue prime edizioni, il festival ha legittimato il cinema come forma d'arte e non soltanto come intrattenimento industriale. Nel corso degli anni, la Mostra ha contribuito a lanciare movimenti chiave come il Neorealismo italiano, la Nouvelle vague francese, il Free cinema inglese, il Nuovo cinema tedesco e la New Hollywood.
Il massimo riconoscimento assegnato dal festival veneziano è il Leone d'oro, ispirato al Leone di San Marco e uno dei premi più prestigiosi del cinema mondiale. Ogni anno i film in concorso si sfidano per il Leone e tutti gli altri primi (il Leone d'argento per la migliore regia, il Premio speciale della giuria, la Coppa Volpi per le interpretazioni e così via), ma Venezia è così influente che per molti autori e autrici la selezione è già una vittoria.
La Mostra ha infatti la capacità di fotografare lo stato di salute del cinema mondiale e orientare il suo futuro, anticipando linguaggi e stili che verranno.
La nascita di un mito: le origini del festival
Il festival è nato nel 1932 come sezione della XVIII Biennale d'arte, con la denominazione di Esposizione internazionale d'arte cinematografica. L'inventore dell'iniziativa fu il conte Giuseppe Volpi di Misurata, nobile e imprenditore veneziano all'epoca ministro plenipotenziario fascista. Volpi era l'animatore delle iniziative culturali della Fabbriceria della Basilica di San Marco e fu il principale promotore della prima Esposizione d'arte cinematografica.
Il conte di Misurata non fu l'unico artefice della Mostra. Un contributo fondamentale per la sua ideazione fu quello dello scultore Antonio Maraini e soprattutto del critico cinematografico Luciano De Feo, fondatore dell'Unione cinematografica educativa e direttore dell'Istituto internazionale per la cinematografia educativa. Furono queste tre personalità di spicco della cultura veneziana del tempo a organizzare l'edizione numero zero della Mostra dal 6 al 21 agosto 1932 alla terrazza dell'Hotel Excelsior.
La prima edizione, aperta da Il dottor Jekyll di Rouben Mamoulian, non era ancora competitiva – la premiazione avveniva tramite referendum tra il pubblico – ma richiamò oltre 25mila persone, un numero di presenze straordinario per l'epoca. L'esordio del concorso risale alla seconda edizione del 1934: a vincere la Coppa Mussolini (non ancora Leone d'oro) per miglior film italiano fu Teresa Confalonieri di Guido Brignone, mentre quella per il miglior film straniero andò a L'uomo di Aran di Robert J. Flaherty. Dal 1935, la Mostra diventa un appuntamento annuale.
Perché la Biennale ha cambiato il cinema
La Mostra ha ideato il rito pubblico del festival come evento. Venezia ha inventato il format del festival di cinema: la presentazione in anteprima delle opere al pubblico e alla critica, il concorso con le giurie e i premi, l'incontro tra artisti, spettatori e addetti ai lavori. Un modello che è stato replicato da Cannes, Berlino, Locarno, Toronto e tutti gli altri grandi festival internazionali.
Il festival di cinema più antico al mondo è pure il motore dell'industria stagionale dei premi. Venezia ha lanciato e consolidato il collegamento tra il circuito dei festival e i premi cinematografici come gli Oscar, i César e i David.
Questa attitudine all'influenza e all'autorevolezza si deve alla capacità trasformativa del festival. Venezia si è reinventata di continuo, allargando il suo ecosistema (il concorso sperimentale di Orizzonti, le sezioni parallele e autonome come la Settimana internazionale della critica e le Giornate degli autori) e superando con successo non pochi momenti difficili.
Un viaggio attraverso i momenti storici
Il 1934 è l'anno dello scandaloso Estasi di Gustav Machatý, passato alla storia per aver mostrato il primo nudo integrale della storia del cinema: quello della giovanissima attrice Hedy Lamarr. Censurato in Germania ma sponsorizzato in Italia da Mussolini in persona, il film suscitò uno scalpore tale che il Papa in persona, Pio XI, condannò fermamente la pellicola. Nonostante la censura, Estasi vinse come miglior film straniero e Machatý come miglior regista.
Il 1958 fu l'anno dello “scontro” tra dive: Brigitte Bardot, la star più attesa del festival per La ragazza del peccato di Claude Autant-Lara, e Sophia Loren, vincitrice a sorpresa della Coppa Volpi grazie alla sua performance in Orchidea nera di Martin Ritt. Convinta di aver già vinto, BB ci rimase così male che lasciò la Laguna in segno di protesta.
Nel 1960 un'altra diva lasciò un segno indelebile sulla Mostra: Shirley MacLaine. L'attrice arrivò a Venezia con occhiali da sole tempestati di strass e guanti in pelle. Oltre il glamour, vinse la Coppa Volpi per la sua interpretazione nel cult L'appartamento di Billy Wilder.
Ma Venezia significa anche film discussi e contestati. Il 1961 fu l'anno di Accattone, l'esordio alla regia di Pier Paolo Pasolini. Presentato a Venezia 22, ricevette durissime critiche per i suoi contenuti scabrosi, ritenuti oltraggiosi per la morale borghese dell'epoca.
Pasolini è stato il regista più polarizzante e discusso nella storia di Venezia: Mamma Roma nel 1962 fu sommerso da fischi, insulti e violente proteste; Teorema nel 1968 fece infuriare la critica cattolica e venne addirittura accusato di oscenità dal Tribunale di Venezia. Da allora, Pasolini non presentò mai più i suoi film al Lido.
Nel 1968, sull'onda della contestazione, successe qualcosa di incredibile: vennero aboliti i premi per un intero decennio. Nel 1971 e nel 1972, vennero invece assegnati i primi Leoni d'oro alla carriera. A riceverli furono due giganti assoluti della storia del cinema mondiale: John Ford e Charlie Chaplin.
Il concorso con l'assegnazione del Leone d'oro venne ripristinato nel 1980. La direzione artistica assegnata a Carlo Lizzani (in carica dal 1979 al 1982) aprì a sezioni innovative e spettacolari che rilanciarono la ricerca e il glamour del Lido. La competizione di quell'anno segnò un'altra grossa novità: per la prima volta due film – Atlantic City di Louis Malle e Gloria di John Cassavetes – furono premiati ex-aequo.
Nel 1981 Margarethe von Trotta divenne la prima donna a conquistare il Leone d'oro con Anni di piombo. Come Pasolini, Ken Russell con I diavoli nel 1971 e Carmelo Bene con Salomè nel 1972, nel 1982 Rainer Werner Fassbinder fu travolto da critiche, fischi e insulti per i contenuti espliciti di Querelle de Brest. Il presidente di giuria, Marcel Carné, fu l'unico a difenderlo, ma non bastò: il Leone d'oro venne assegnato a Lo stato delle cose di Wim Wenders.
Un'altra piccola rivoluzione avvenne nel 1983: il direttore artistico Gian Luigi Rondi mise in piedi una giuria internazionale composta esclusivamente da autori, a partire da Bernardo Bertolucci. Il festival si trasformò in una “mostra degli autori, per gli autori”.
Il 1999 è ricordato per Tom Cruise e Nicole Kidman, coppia nella vita e sullo schermo per Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, scomparso sei mesi prima. A proposito di film scabrosi, un vero tumulto successe l'anno successivo.
Nel 2000 il regista sudcoreano Kim Ki-duk, scomparso nel 2020 a soli 59 anni, portò al Lido il bellissimo Seom - L'isola, storia d'amore tra una giovane prostituta e uno dei suoi clienti, un uomo in fuga da un crimine. Alcune scene estreme e disturbanti procurarono svenimenti e malori tra il pubblico in sala.
Nel 2005 furono lacrime grazie a Heath Ledger, che conquistò il record di attore più proiettato di quell'edizione. Il divo australiano arrivò al Lido per presentare addirittura tre film: I fratelli Grimm e l'incantevole strega di Terry Gilliam, Casanova di Lasse Hallström e I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, vincitore del Leone d'oro. Il film ottenne il consenso di critica e pubblico e rimarrà per sempre nella memoria: Ledger morì tre anni dopo ad appena 28 anni.
Una delle edizioni più controverse fu quella del 2019. Il comitato di selezione scelse di far tornare in concorso Roman Polanski (reo confesso per lo stupro di una ragazza di tredici anni avvenuto nel 1977) con L'ufficiale e la spia, ma in competizione c'erano pochissime registe: appena due su ventuno. Andrà ancora peggio nell'edizione 2026: una sola donna (la danese-egiziana May el-Toukhy) su venti titoli in programma.
I consigli pratici per partecipare
La Mostra si svolge ogni anno al Lido di Venezia, dove le proiezioni hanno percorsi differenti. Il pubblico ha un accesso specifico, con la vendita di biglietti e abbonamenti esclusivamente online, mentre gli accreditati (giornalisti, critici cinematografici, inviati radiofonici e televisivi) hanno un accesso privilegiato a proiezioni riservate. Gli attori e i registi sono presenti nelle proiezioni pomeridiane e serali in Sala Grande, una delle sedi insieme a Palabiennale, Sala Darsena, Sala Giardino, Sala Corinto, Sala Casinò, Sala Perla, Sala Volpi e Sala Astra.
Chi vuole vivere il festival da spettatore, senza accredito, deve organizzare spostamenti e pernottamento con largo anticipo (nei giorni della Mostra il Lido si riempie rapidamente) e acquistare i biglietti online sul sito ufficiale della Biennale non appena si apre la vendita, specie se si punta a vedere film in Sala Grande. Le cerimonie di apertura e chiusura sono off-limits per il pubblico, mentre è possibile assistere al passaggio di star e delegazioni sul red carpet ma soltanto dall'area pedonale.
Il programma dettagliato con tutti gli orari e le sale definitive viene pubblicato solo ad agosto, poco prima dell'inizio del festival, quindi è consigliabile non pianificare troppo rigidamente quello che si vuole vedere. Le attività si concentrano al Lido, in particolare nell'area del Lungomare Marconi, quindi conviene alloggiare in zona o verificare i collegamenti in vaporetto da Venezia centro. Infine, non bisogna dimenticare il look: per accedere alle proiezioni di prima serata in Sala Grande, è consigliato un abbigliamento formale.
Scopri Venezia con il Venice PassL'autore
Scritto il 27/08/2026

Alessandro Zoppo
Qual è l'impatto storico e culturale della Mostra del Cinema di Venezia? Perché è un festival così importante e com'è nato? Un viaggio nel mito.