Visitare il Museo Nazionale d’Abruzzo (o MunDA) significa immergersi della storia millenaria di una delle regioni più quiete, riservate e allo stesso tempo ospitali d’Italia. Una regione caratterizzata dalle meraviglie della natura e dal buon cibo non poteva che avere radici culturali profondissime, esplicitamente visibili nelle diverse sale di questo museo.

Il Museo Nazionale d’Abruzzo: storia di una regione

Visitare il Museo Nazionale d’Abruzzo (o MunDA) significa immergersi della storia millenaria di una delle regioni più quiete, riservate e allo stesso tempo ospitali d’Italia. Una regione caratterizzata dalle meraviglie della natura e dal buon cibo non poteva che avere radici culturali profondissime, esplicitamente visibili nelle diverse sale di questo museo.

Oggi il MunDA è ospitato nelle sale restaurate dell’ex mattatoio comunale de l’Aquila, che dal 2015 ha dato nuova luce alla ricca collezione permanente, conservata in precedenza nello storico “Forte Spagnolo“ gravemente danneggiato durante il terribile sisma del 2009.

Gli anni che hanno visto la chiusura forzata del museo fortunatamente sono stati pochi - la città ha avuto un’enorme volontà di rialzarsi e ripartire - dopo una fase di messa in sicurezza delle opere e dei reperti, ecco la nuova esistenza di un museo che “visse due volte“, in un ampio spazio nei pressi dell’antica fontana delle 99 cannelle. Nell’attesa del restauro del maestoso forte, la collezione del museo e completamente accesibile al pubblico che può così innamorarsi della storia di un pezzo d’Italia così incantevole.

La collezione

Molto interessante è la collezione archeologica che mette in risalto gli eccezionali ritrovamenti del territorio, riguardanti soprattutto l’epoca pre-romana e l’eta sannitica (antico popolo italico stanziato in tutta l’area centrale d’Italia).

Caso a sè stante l’incredibile ritrovamento di uno scheletro di mammuth, a metà Novecento, nella piccola località di Scoppito, in provincia dell’Aquila. Oggi lo scheletro, perfettamente conservato è un po‘ il simbolo del museo ed è nuovamente visitabile anche nei nuovi spazi del MunDA.

Grande spazio è dedicato alla pittura e alla scultura di epoca medievale, con lavori di grandi artisti che hanno abitato il territorio abbruzzese, finemente levigato dagli influssi romanici e bizantini provenienti da altre zone d’Italia. L’allestimento cronologico chiarisce e ordina

A rappresentare il Cinquecento la grande e raffinata opera di Giovanni Paolo Cardone che dipinge uno straordinario gonfalone, a rappresentanza della città tutta su una seta dal colore rosso intenso. Incredibilmente eccezionale!

E‘ la pittura barocca a chiudere il percorso espositivo del museo, con grandi artisti protagonisti di questo genere pittorico soprattutto nel sud-Italia: Mattia Preti, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro, Massimo Stanzione e tanti altri.

Ogni museo come istituzione ha il compito di conservare, studiare, esporre ed educare cittadini e turisti sulla storia dell’arte e sulla storia del territorio. Il grande patrimonio del Museo Nazionale d’Abruzzo riesce perfettamente in questa impresa. Correte a visitarlo!

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