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L’Italia conta nella sua lista Unesco ben 58 patrimoni: regina indiscussa e padrona del record di nazione con il maggior numero di riconoscimenti Unesco, che si distinguono per cultura e bellezza naturale. Qui su Visit Italy proviamo ogni volta a raccontarvene uno, ma oggi vogliamo farvi una veloce carrellata di alcuni non ancora trattati e che sono sconosciuti ai più. 

10. Dal 1997 – Scavi archeologici di Oplonti a Torre Annunziata (Campania)

Sconosciuto fra i più conosciuti, gli scavi archeologici delle ville di Oplonti a Torre Annunziata fanno parte del meraviglioso complesso degli scavi di Pompei ed Ercolano, entrati tutti assieme a far parte dell’UNESCO nel 1997.

Passata spesso inosservata dai visitatori e turisti che si accingono alla visita degli scavi, l’antica Oplontis sorge nell’attuale centro della città di Torre Annunziata. Si tratta della zona suburbana pompeiana, dove i ricchi patrizi romani andavano a riposarsi, una sorta di luogo di villeggiatura.

Gli scavi comprendono due ville: una d’otium, attribuita a Poppea (le seconda moglie di Nerone) ed una seconda più rustica, conosciuta col nome di villa B (da quest’anno finalmente visitabile), che sembra essere appartenuta ad un certo Lucius Crassius Tertius, dal nome ritrovato su un sigillo in bronzo rinvenuto nell’area della costruzione.

9. Dal 1997 – Orto Botanico di Padova (Veneto)

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Costruito nel 1545, l’Orto Botanico di Padova è divenuto Patrimonio dell’Umanità a partire dal 1997 e con una motivazione molto valida: secondo gli esperti, si tratterebbe del primo orto botanico al mondo. Vista la quantità notevole di studi che vengono effettuali a livello internazionale dal centro di studi botanici padovani, si tratta di una vera e propria eccellenza.

Qui vengono effettuati alcuni dei più importanti studi inerenti piante e qualsiasi tipo di specie vegetale. Proprio per questo, è considerato un riferimento autentico per la cultura, poiché grazie ai suoi studi ha permesso un enorme progresso nelle più svariate discipline scientifiche. Non solo botanica, ma anche chimica, biologia, biochimica e medicina, con piante medicinali utili in tutto il pianeta.


Dal 1998 – Centro Storico d’Urbino (Marche)

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Il centro storico d’Urbino, considerato Patrimonio dell’Umanità a partire dal 1998, fu uno dei più importanti centri del Rinascimento italiano. A testimoniarlo è la sua architettura che si è conservata intatta nel tempo.

Data la sua importanza, la città viene ricordata per la serie di sculture del Vittoriano, dedicata alle quattordici città nobili dell’Italia unita. Il Palazzo Ducale, oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche, rappresenta uno dei capolavori più insigni dell’arte rinascimentale: all’interno si trova un dipinto noto in tutto il mondo, La Città Ideale, che è considerato il simbolo del Rinascimento.


Dal 1998 - Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia (Friuli-Venzia Giulia)

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Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C., fu una delle città più importanti dell’Impero Romano. È l’esempio più completo di città dell’Antica Roma nella zona del Mediterraneo, perfettamente conservata e, in gran parte, non ancora portata interamente alla luce.

Con l’avvento del Cristianesimo, divenne centro di organizzazione ecclesiastica, con la costruzione della Basilica Patriarcale. Terminato nel 1031, giocò un ruolo decisivo nella diffusione del cristianesimo nell’Europa centrale.

Aquileia è considerata Patrimonio dell’Umanità dal 1998 per l’importanza storica, archeologica, culturale ed antropologica che hanno questi due siti.


Dal 2003 – Sacri Monti (Piemonte e Lombardia)

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I Sacri Monti sono nove: Varallo, Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga. Essi si trovano nelle montagne del Nord Italia e sono costituiti da nove distinti complessi di cappelle e architetture sacre del XVI e XVII sec.

Considerati Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2003, essi “rappresentano riuscita integrazione tra architettura e belle arti in un paesaggio di notevole bellezza realizzati per ragioni religiose in un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica”.

Alla loro realizzazione parteciparono i migliori artisti della tradizione artistica lombarda tardo-rinascimentale e barocca, nacquero come luoghi di preghiera in Europa in alternativa alla Terra Santa, in cui per i pellegrini era sempre più difficile arrivare a causa dell’espansione della cultura islamica, e come risposta alla Riforma Protestante.


Dal 2005 – Necropoli Rupestri di Pantalica e Siracusa (Sicilia)

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Considerate Patrimonio dell’Umanità dal 2005, le necropoli rupestri di Pantalica e Siracusa destano grande suggestione ed emozione alla vista. Ammirate ogni anno da milioni di turisti da ogni parte del mondo.

«L’area Siracusa-Pantalica offre, attraverso la sua straordinaria diversità culturale, una eccezionale testimonianza dello sviluppo della civilizzazione di oltre 3 millenni», imponendosi come un’importante testimonianza delle culture del Mediterraneo nel corso dei secoli. È un’area ricca di storia e di diversità culturale: grazie ad esse, sono giunte a noi tante testimonianze che ci hanno permesso di effettuare studi e ricerche storiche.

Interessantissime dal punto di vista cultura e archeologico-architettonico. Basti pensare al fatto che Siracusa fu definita dal grande Cicerone come la città più bella della Magna Grecia e queste tracce ne sono la prova.


Dal 2008 - Ferrovia Retica nel paesaggio dell'Albula e del Bernina (Lombardia)

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A cavallo fra Italia e Svizzera, la Ferrovia Retica parte da Tirano (Italia) ed arriva in Svizzera, in località St. Moritz, attraversando le Alpi Svizzere. Conosciuto comunemente come il Trenino Rosso della Bernina, è una meta fissa per i turisti e un importante mezzo di trasporto per gli spostamenti locali.

È divenuto bene Patrimonio Mondiale Unesco nel 2008 per due sue tratte ferroviarie storiche:

- la ferrovia dell’Albula, aperta nel 1904 collega Thusis e St. Moritz, è lunga 67 km in cui si incontrano 42 tunnel e gallerie coperte e 144 viadotti e ponti;

- la linea del valico del Bernina, aperta nel 1910 collega St. Moritz a Tirano, misura 61 km e comprende 13 gallerie coperte e tunnel e 52 viadotti e ponti.

La Ferrovia Retica è un esempio eccezionale di tecnologia, ingegneria e architettura, in cui l’intervento umano è riuscito ad integrarsi in maniera armonica e spettacolare in un paesaggio di alta montagna ed ha contribuito a sbloccare l’isolamento delle comunità montane, favorendo la circolazione di idee, culture e persone.


Dal 2010 – Monte San Giorgio (Lombardia)

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Monte San Giorgio, con i suoi 1097 metri sul livello del mare, sorge al confine tra Svizzera e Lombardia. Proprio per questa ragione, il riconoscimento UNESCO è arrivato in due tempi: nel 2003 per la parte svizzera e nel 2010 per la parte italiana.

È una montagna a forma di piramide, considerata la migliore area geografica per lo studio della vita marina nel Triassico Medio (245-230 milioni di anni fa), grazie alle migliaia di fossili rinvenuti. Famoso durante il Medioevo per l’ittiolo, estratto da materiale organico fossile oleoso e usato come farmaco per la pelle. Nell’Ottocento, iniziarono scavi nella zona alla ricerca di combustibili fossili, che si prestavano a diversi utilizzi industriali. Nel 1863, l’abate Antonio Stoppani, considerato il padre della Geologia italiana, attuò la prima campagna di scavo paleontologico nella zona.


Dal 2011 - Siti palafitticoli preistorici delle Alpi

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I siti Unesco in questione fanno parte di un’area transnazionale che comprende 111 siti archeologici palafitticoli e che abbraccia anche Svizzera, Francia, Slovenia, Germania ed Austria. Di questi in Italia se ne trovano 19, in particolare attorno al Lago di Garda e a quello di Varese, e sono dislocati in 5 regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Selezionati nel 2011, i siti rappresentano una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. Tramite questi, ci viene data una visione straordinariamente dettagliata di quello che era l’assetto insediativo e territoriale delle comunità preistoriche.


Dal 2014 –Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato (Piemonte)

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Selezionato Patrimonio dell’Umanità nel 2014, comprende i paesaggi vitivinicoli del Basso Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato. Essi sono costituiti da 5 aree vitivinicole e un castello: la Langa del Barolo, le colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante, il Monferrato degli Infernot, il Castello di Grinzane Cavour.

Il Sito comprende colline ricoperte di vigneti a perdita d’occhio, borghi, casali e cantine secolari, torri e castelli d’origine medioevale che svettano nel panorama, che si distingue per armonia ed equilibrio per la qualità estetica del paesaggio e le diversità architettoniche e storiche associati alle attività di produzione di vini, riconosciuti a livello internazionale tra i più importanti prodotti enologici al mondo.

Il distretto era già noto nel V sec. a.C., quando il Piemonte era luogo di contatto e scambio fra Etruschi e Celti. Durante l’Impero Romano, Plinio il Vecchio parla del Piemonte come una delle regioni più favorevoli per la coltivazione di vigneti. È in questi territori che nel 1865 venne prodotto il primo spumante italiano, Fratelli Gancia.


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