I vini del Lazio e le sue caratteristiche

In Vino Veritas! Nel vino c´é veritá! Bisogna stare attenti a non bere tanto vino!

20210710190617uva3 mod..jpg

Oggi nel Lazio ci sono più di 25000 ettari di vigneti, tutti con la loro storia che hanno dato posto alla cultura del vino in un importante panorama enologico italiano.

La coltivazione di vini nel Lazio, è già conosciuta dal tempo degli Etruschi che coltivavano già varietà di vino autoctone, poi con l'Impero Romano il vino divenne diffuso in Europa.

Nella storia si dice che l'Imperatore Marco Aurelio Probo comandava alle legioni di portare un vitigno con sé, perché quando un territorio veniva conquistato, loro dovevano piantare la vite e così divenne il simbolo del potere di Roma.

Il territorio del Lazio è un misto tra mare, pianure, colline e da vulcani spenti come li troviamo nelle vicinanze di Roma nella zona dei Castelli Romani dove ci sono i laghi di Castelgandolfo, Nemi, e Bracciano , poi Monte Porzio Catone e Grottaferrata ed è la zona dove ci sono vigneti di Malvasia del Lazio o Malvasia puntinata, Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo e sono anche le uve che si utilizzano per il Frascati DOC (Denominazione Origine Controllata) e il Cannellino di Frascati DOCG (Denominazione Origine Controllata Garantita)

Nel territorio della Ciociaria che comprende la provincia di Frosinone, c'è una parte della Via del Cesanese che comprendono i comuni di Anagni, Paliano, Piglio, Serrone ed Acuto. Il Cesanese del Piglio DOCG è un vino molto antico ed è un tesoro del Lazio. In questi territori viene coltivata anche la Passerina del Frusinate IGT (Indicazione Geografica Tipica)

Andando nella provincia di Latina, troviamo il Nero Buono di Cori è un vino che si coltiva solo nel comune di Cori. Poi c'è il Moscato di Terracina di cui la sua uva è anche un'uva da tavola.

In provincia di Viterbo nei territori di Gradoli, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo e Latera, si coltivano l'Aleatico di Gradoli, ché fatto solo di uva Aleatico 100%. In queste zone vengono coltivate anche La Malvasia Bianca, il Trebbiano Bianco e Trebbiano Bianco di cui si produce il famoso vino Est! Est!! Est!!! di Montefalcone.

Poi c'è Rieti che si trova nel territorio della Sabina che fu nel passato un territorio suddiviso tra l'Umbria, il Lazio e l'Abbruzzo. In questo territorio troviamo un vino DOC “Colli della Sabina” che si differenzia tra bianchi, rossi, frizzante ed anche spumante.


Vediamo le caratteristiche di questi vini

20210710194155frascati.jpg

Il nome del vino Frascati DOC deriva dalla città di Frascati. La leggenda narra che il Dio Saturno fu cacciato dall'olimpo da suo padre Giove e si rifugiò nel Lazio nella zona dei Castelli Romani e dette insegnamento per la coltivazione dei vitigni. I Romani fecero presto ad imparare la coltivazione dei vigneti e ne fecero un tesoro. Con la cadenza dell'Impero Romano, tanti vigneti vennero abbandonati e il vino veniva fatto solo nelle Abbazie e monasteri, e il vino veniva usato per la messa o per fare farmaci. Verso il 1515 il Signore e Vicario del papa Giulio II della Rovere, scrisse uno Statuto alla città di Frascati dove c'erano scritte le zone da coltivare i vigneti e le regole per quanto riguardava la vendemmia. Nel Rinascimento le famiglie ricche di Roma, ricostruirono delle ville e palazzi nelle vicinanze di Frascati e così dettero vita anche a nuovi vitigni e il vino Frascati divenne di largo consumo e veniva bevuto in tutte le osterie di quei tempi fino ad oggi.

Le uve bianche contenute nel Frascati DOC sono: un 70% di Malvasia del Lazio o Malvasia di Candia e un 30% di Bombino bianco, o Bellone, o Malvasia Candita, o Trebbiano Toscano o quello giallo.

É un vino che va bevuto a temperature tra i 10 e 12 C. è di colore giallo paglierino e al palato è secco, amabile, morbido e sapido, ha un profumo delicato con note floreali. Ha una gradazione alcolica di 11% o il 11,5% vol.

Il Frascati DOC si abbina con antipasti, minestre, primi e secondi piatti specialmente a base di pesce, e può essere bevuto anche per un aperitivo.


CANNELLINO DI GRASCATI DOCG

20210710200024cannellino.jpg

Il Cannellino di Frascati è anche un vino antico che veniva chiamato l'ORA perché veniva bevuto a tutte le ore perché serviva a dare una carica energetica alle persone che lavoravano durante la vendemmia. Successivamente prende il nome di Cannellino perché questo vino ha un livello concentrato zuccherino, ma non è un passito. La vinificazione avveniva dentro un serbatoio, questo serbatoio veniva messo all'interno delle vasche che erano nei comuni dei Castelli Romani, le persone prendevano il vino dalla cannella che era il rubinetto della vasca e da lì praticamente è nato il nome Cannellino che si prendeva sfuso.

Le uve bianche contenute nel Cannellino di Frascati DOCG e del 70% di Malvasia di Candia o Malvasia del Lazio e il resto 30% di uve laziali.

Il Cannellino di Frascati DOCG va bevuto dai 10-12 C. si abbina con antipasti, piatti a base di pesce, dolci fritti, formaggi a pasta molle.


CESANESE DEL PIGLIO DOCG

20210710201734cesanese mod.jpg

Il Cesanese del Piglio DOCG è anche un vino a bacca rossa molto antico, ha millenni di storia. I primi vigneti furono coltivati da uomini di successo e che avevano l'amore per la propria terra. Troviamo delle notizie nei libri “Naturalis Historia “che scrisse Plinio il Vecchio uno scrittore e filosofo naturalista Romano.

Nel Medioevo il Cesanese del Piglio  è stato un prelibato vino per i Papi che sono stati ad Anagni, le loro famiglie avevano tanti ettari di vitigni che dopo si sono tramandati di generazione in generazione.

Nel 1973 è stato riconosciuto il DOC poi nel 2008 è stato riconosciuto il DOCG, per cui è un'eccellenza del Centro Lazio che viene esportato anche all'estero.

Il Cesanese del Piglio DOCG a due vitigni il Cesanese Comune che ha degli acini grandi e il Cesanese d´ Affile che ha acini più piccoli. Il Cesanese del Piglio DOCG è costituito dal 90% di Cesanese d'Affile o Cesanese Comune e il 10% di un altro vitigno a bacca rossa laziale. È di un colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso è esaltante. Al palato è morbido con una bella acidità, ha sentori di mora, mirtillo e ribes nero. Ha una spaziatura molto gradevole al palato. Ha una gradazione alcolica del 12,0% vol. Si abbina con piatti di pasta, arrosti e altre carni con salse forti.


PASSERINA DEL FRUSINATE ITG

20210710203039passerina mod..jpg

Ecco un altro vino della provincia di Frosinone a bacca bianca. La Passerina del Frusinate IGT è un vitigno autoctono che insieme al Cesanese del Piglio prevale nella zona della Ciociaria, ha una struttura ben definita e ha delle proprietà organolettiche. Il nome Passerina viene dal fatto che i passeri mangiano gli acini del vitigno perché sono dolci. Il grappolo della Passerina del Frusinate IGT ha i grappoli di dimensione medie e gli acini sono di un giallo-oro, le bacche sono dolci ma con un'acidità residua che si trasmette quando il mosto diventa vino. La Passerina del Frusinate IGT ha una profumazione fruttata ha sentori di melone, pesca e mela. É un vino che al palato è morbido e sapido, è di color giallo paglierino con irriflessi dorati. Ha una gradazione alcolica del 12% vol. La Passerina del Frusinate IGT si abbina con antipasti, piatti di pesce, carne bianca, risotti, formaggi a pasta molle, mentre la versione spumantizzata, si abbina alla pasticceria.

NERO BUONO DI CORI DOC

20210710204140grappolo uva rossa 1.jpg

La leggenda narra che Lucio Quinzio Cincinnato che era un politico Romano che visse nell'epoca avanti cristo, si ritirò a Cori in provincia di Latina verso il 400 a.C. perché si era stancato delle lotte per il potere di Roma. Il Nero Buono di Cori DOC viene coltivato solo nei terreni di Cori infatti nel 1971, con i nuovi vigneti è diventata la zona DOC. É un vitigno a bacca nera autoctono, ha una presenza di tannini e polifenoli, che danno al vino un carattere decisivo. Il Nero di Cori DOC ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, ha un odore delicato e ha sentori di frutta di bosco, al palato è secco ed armonico. Ha una gradazione alcolica di 12% e 13,5% vol. Si abbina con i primi piatti della cucina romana e con carni arrosto.

MOSCATO DI TERRACINA

20210710205048moscato.jpg

 Terracina è una città in provincia di Latina che si trova sulla Riviera di Ulisse, dove ci sono terreni argillosi- sabbiosi perché distano dai 3-8 Km. dal mare. Il Moscato di Terracina è un vino a bacca bianca dolce, si produce “dolce, secco, passito, amabile o spumante”. L'uva del Moscato di Terracina è anche un'uva da tavola che era prelibata anche dagli Antichi Romani. Il nome Moscato deriva dalla parola latina “muscum” (muschio) perché ha un profumo intenso e un dolce aroma, ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, al palato è sapido e asciutto. Ha sentori di frutta esotica e di agrumi. Il Moscato di Terracina secco, è un ottimo aperitivo mentre la versione amabile si abbina a dolci lievitati, il passito con biscotti secchi e dolci che contengono frutta candita e frutta secca come il Panpepato di Anagni.

Il Moscato di Terracina ha una gradazione alcolica dai 12-14% vol. Va bevuto tra gli 8-10 C.


ALEATICO di GRADOLI DOC

20210710212830uva rossa mod.jpg

L'Aleatico di Gradoli DOC è un grande vino italiano e si coltiva nella provincia di Viterbo. Nei terreni che si trovano nei pressi del Lago di Bolsena. I vitigni dell'Aleatico di Gradoli in questa zona già c'erano ai tempi degli Etruschi e poi tramandati ai Romani. La leggenda narra che in una Grotta di Gradoli viveva un demonio che terrorizzava gli abitanti. Gli abitanti tentarono di sconfiggerlo ma senza risultati. Un giorno il demonio usci dalla grotta e al suo ritorno nella grotta c'era un leone. Il demonio cercò di scacciare il leone, ma il leone vinse e il demonio se ne andò senza il suo bastone che era conficcato nel terreno, il leone dormì sul bastone e la mattina dopo sul bastone era cresciuta una vite, la vite dell'Aleatico e cosi gli abitanti di Gradoli disegnarono nel loro stemma, il leone e il bastone con la vite.

L'Aleatico di Gradoli DOC è un vitigno a bacca rossa che è di base, poi c'è il Liquoroso, il Passito e Riserva. L'Aleatico di Gradoli DOC ha una buona struttura, è di color rosso granato con tonalità viola, ha sentori di frutta fresca e ha un odore finemente aromatico e dolce. Ha una gradazione alcolica del 12% vol. Si abbina con biscotti secchi e crostate a base di frutta o ricotta. L'Aleatico Liquoroso il Riserva si e il Passito si abbinano meglio con la pasticceria a base di creme o a base di cioccolato.


Est! Est!! Est!!! di MONTEFIASCONE

20210710214328uva filo b..jpg

Un altro vino della provincia di Viterbo è EST! EST!! EST!!! di Montefiascone. La storia narra che nel 1111 Enrico V di Germania stava venendo in Italia per andare dal Papa Pasquale II per ricevere la corona del Sacro Romano Impero. Con Enrico V viaggiava il Vescovo Johannes Defunk che era un intenditore di vini, e aveva un servo che si chiamava Martino, a cui dette il compito di assaggiare i vini durante il viaggio. Quando Martino trovava un buon vino, doveva scrivere sulla porta della cantina “est” (c'è) e arrivando a Montefiascone provò un vino in una cantina e tanto che gli piacque, scrisse sulla porta EST! EST!! EST!!!

Il vescovo si fermò a Montefiascone per un paio di giorni ma poi dopo la fine del tempo imperiale tornò a Montefiascone e lì morì, e così in sua memoria si dette al vino il nome EST! EST!! EST!! Di Montefiascone. Il vitigno è bacca bianca di color paglierino brillante, in sapore è sapido, armonico e asciutto. Ha sentori di frutta gialla e agrumi, ha note floreali e toni erbacei. Ha una gradazione alcolica del 10,5% vol. Sia abbina con piatti a base di carne bianche, pesce e formaggi freschi.


COLLI DELLA SABINA DOC

I Colli della Sabina DOC si trovano a Rieti nel centro dell'Italia. La Sabina nel passato era un territorio suddivido tra l'Umbria, il Lazio e l'Abbruzzo. I vini Colli della Sabina di suddividono in bianco e rosso.

Il bianco viene fatto da uve Malvasia del Lazio e Trebbiano Toscano, mentre quello rosso è di uve Sangiovese e Montepulciano. Ha una gradazione del 11% vol.

I Colli della Sabina Bianco DOC è di color giallo paglierino, ha un profumo delicato e fruttato, al palato risulta delicato e armonico. Si abbina con piatti di pesce, minestroni, zuppe e formaggi non stagionati.

I Colli della Sabina Rosso DOC è di color rosso rubino, al palato risulta secco e morbido, ha sentori fruttati e floreali, ha un sapore secco o amabile. Ha una gradazione alcolica del 11% vol. Si abbina con primi piatti a base di sughi con carne, sughi di funghi, e con carni rosse.


Piaciuto l'articolo? Faccelo sapere

Potrebbe interessarti

Unisciti alla Community più Esclusiva di Amanti dell'Italia nel Mondo