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Ogni Paese del mondo ha le sue usanze per Capodanno. Anche l’Italia ha i suoi rituali scaramantici di buon auspicio. Siete curiosi di conoscere quali sono e vedere se portano davvero fortuna?

Tra cenoni, balli e festeggiamenti, in tutto il mondo si attende l’arrivo del nuovo anno con il conto alla rovescia per salutare quello vecchio. Attendiamo con ansia l’arrivo della mezzanotte, in compagnia di amici e familiari nella speranza di avere fortuna, soldi, successo o di trovare l’amore. Pieni di buoni propositi, aspettative e sogni, anche in Italia cerchiamo di aiutare la sorte con delle usanze propiziatorie. Siete pronti a festeggiare il Capodanno all'insegna della nostra top ten?

10. Fuochi d’artificio

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Usanza diffusa in tutto il mondo, in Italia, i fuochi di artificio sono chiamati anche botti. Inizialmente, vennero usati per la prima volta intorno al XIII secolo per celebrare le vittorie militari. Solo verso la metà del XVII secolo, prese piede questa tradizione dei fuochi in occasioni di eventi o festività. Si credeva che essi fossero in grado di scacciare via gli spiriti maligni, spaventandoli con il forte rumore.

I primi fuochi d’artificio erano, per così dire, “sbiaditi” ma, con l’aggiunta di determinate sostanze chimiche, assistiamo oggi a colorati e suggestivi spettacoli che illuminano il cielo. Da non sottovalutare l’aspetto sonoro, altrettanto emozionante, con il suo ritmo scandito come fosse musica. Non appena scocca la mezzanotte, tutte le città si trasformano in una vera e propria “trincea” dove si fa a gara e spararne in abbondanza, soprattutto al centro-sud. 

9. Brindisi con lo spumante

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Spumante e bollicine a Capodanno sono un must! Il brindisi avviene a cavallo tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, a mezzanotte in punto. Che lo preferiate dolce o secco, l’importante è che stappando la bottiglia si faccia un bel botto. Altrimenti, secondo la tradizione, non è di buon auspicio. Altra usanza benaugurante è quella di inumidirsi le dita con lo spumante schizzato ovunque e passarselo dietro le orecchie. Con l’enorme varietà e qualità che l’Italia vanta, quale principale produttore vinicolo al mondo, non avrete che l’imbarazzo della scelta per dare il benvenuto al nuovo anno.

8. Bacio sotto il vischio

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Baciarsi sotto il vischio è un atto irrinunciabile se vogliamo iniziare l’anno sotto i giusti auspici. Il vischio, con le sue foglie rigogliose, simboleggia la fertilità, la vitalità e l’antitesi della morte. Presente in quasi in tutti gli addobbi delle nostre case, questa decorazione crea proprio l’atmosfera, calda e romantica, per baciare la persona amata. Si dice che un bacio sotto un rametto di vischio abbia il potere di proteggere il sentimento e l’amore della coppia in generale e che la pianta in sé sia di buon augurio.

7. Candela accesa

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Tradizione poco conosciuta, ma diffusa in diverse regioni italiane, è quella di accendere delle candele da mettere in casa poco prima della mezzanotte e lasciarle consumare. È una sorta di passaggio di testimone dal vecchio al nuovo anno. Non dimentichiamo che il fuoco, da sempre, è simbolo di purificazione e rinnovamento che allontana la negatività e la sfortuna. Ma non è tutto, c’è un codice ben preciso da seguire. Accendiamo una candela verde se disideriamo diventare più ricchi, mentre una bianca e rossa se siamo più romantici e puntiamo tutto sull’amore.

6. Finestra aperta prima della mezzanotte

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Anche questa usanza non è molto popolare. Tuttavia, è molto semplice da mettere in pratica poiché consiste nell’aprire la finestra di una stanza buia tassativamente prima dell’arrivo della mezzanotte. Ciò permetterebbe di scacciare gli spiriti maligni e le energie negative presenti in casa. Areando il locale e purificando l’aria, in qualche modo creiamo la giusta condizione per iniziare bene l’anno. Senza dubbio, è un rituale scaramantico davvero singolare ma… tentar non nuoce!

5. Lenticchie e melagrana

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Tra i riti che caratterizzano la notte di San Silvestro, non possono mancare quelli legati al cibo. A mezzanotte, in ogni cenone di fine anno, lenticchie con cotechino o zampone -a seconda dei gusti- sono d’obbligo. La carne di maiale del cotechino o dello zampone, essendo grassa, rappresenta l’abbondanza. Le lenticchie simboleggiano il denaro poiché, a causa della loro forma, ricordano delle piccole monete. Prelibati legumi, sono un’autentica eccellenza della regione Umbria.

Pianta sacra a Giunone e Venere, il melograno è simbolo di longevità, fertilità e ricchezza. Pertanto, la sua sola presenza sulla tavola imbandita a festa sembrerebbe portare fortuna ai commensali. Non è importante se aggiunti ad un’insalata o ad una ricetta più elaborata: mangiare i chicchi color rubino attira la buona sorte

4. Intimo rosso

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Fin dai tempi dell’Antica Roma, il rosso è sempre stato associato al potere, alla salute e alla fertilità. Dunque, è considerato una sorta di portafortuna: non a caso, il peperoncino e la melagrana sono ritenuti di buon auspicio. Secondo la tradizione, durante l’ultima notte dell’anno, bisogna indossare qualcosa di rosso. Generalmente, si tratta di indumenti intimi, ma è sufficiente anche un maglione. Per ingraziarsi la Dea Bendata, persino i più scettici si lasciano convincere da queste insolite superstizioni.  

3. Falò

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Il fuoco è la forza profonda che, con la sua luce ed il suo calore, consente una rigenerazione della Natura. Bruciando, esso purifica e rinnova, allontanando il maligno e la negatività. È per questo che, soprattutto nelle regioni del Nord-Est d’Italia, vi è l’usanza di accendere dei falò propiziatori forieri di prosperità, fecondità e fortuna.

Consolidata tradizione di Bologna – ma anche dei comuni limitrofi e del modenese- il Falò del Vecchione è un evento da non perdere, arricchito da spettacoli musicali e pirotecnici. Il Vecchione consiste in un fantoccio dalle sembianze di un uomo anziano che viene bruciato alla mezzanotte del 31 dicembre, nella suggestiva di Piazza Maggiore. Il Vecchione simboleggia l'anno vecchio che, scaramanticamente, viene dato in pasto alle fiamme per cancellare le brutture del passato, sperando in un anno migliore. Bizzarra usanza, negli anni bisestili, viene utilizzato un fantoccio con sembianze di donna,  denominato la vecchia

2. Lancio degli oggetti vecchi

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Gettare oggetti vecchi è un gesto simbolico che si ricollega, in un certo senso, al distacco dal passato e da tutto ciò che ha caratterizzato l’anno vecchio. Certamente, soprattutto le cose brutte e che ci hanno fatto soffrire. Dunque, sbarazzandosi del “vecchio”, facciamo spazio al nuovo, all’avvenire. In Italia, soprattutto nei centri più piccoli, permane questa particolare usanza di lanciare gli oggetti inutilizzati o vecchi come, ad esempio, i piatti. Tuttavia, può capitare di veder volare anche suppellettili della casa di maggiori dimensioni... Prestate attenzione, perciò, se passate sotto le finestre o i balconi la notte di Capodanno.

1. Tuffo nel fiume Tevere

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A Roma, vi è il rito tradizionale di salutare il nuovo anno con un tuffo nel fiume Tevere, impresa non semplice. L’origine di questa usanza risale al 1946 quando Rick de Sonay, coraggioso italo-belga, si lanciò nel fiume in costume e con cappello a cilindro. Al termine della sua esibizione, era solito fare segno con la mano per indicare che era andato tutto bene. Da qui, nacque l’appellativo di Mr. Ok. Sembrerebbe cosa da poco ma, in realtà, si tratta di un salto a volo d’angelo nelle gelide e turbinose acque del fiume. Il tutto, avviene ad un’altezza di 18 metri, dalla balaustra in marmo di Ponte Cavour.

Dopo un brevissimo lasso di tempo con il fiato sospeso in attesa che il temerario riemerga, il pubblico si abbandona ad un caldo e fragoroso applauso. Questo insolito rituale, da allora, è un appuntamento imperdibile per i romani.  La performance ha luogo nei pressi dello storico ponte novecentesco tra il Rione Campo Marzio e l’omonima Piazza Cavour. Non perdetevi questo spettacolo, puntuale ed immancabile ogni anno, il 1° gennaio alle ore 12:00, subito dopo lo sparo del cannone del Gianicolo.

Questa tradizione, tuttavia, viene onorata e rispettata anche ad Ischia con il classico tuffo “a mare”. Non ci si lascia spaventare dalle temperature non proprio miti. In presenza degli abitanti dell'isola incuriositi dall'evento, i più coraggiosi si lanciano, a mezzogiorno in punto, nelle acque della spiaggia della Mandra, nei pressi di Ischia Porto. Inoltre, si sfida il freddo anche a Pozzuoli e in diverse località della Sicilia, dove si saluta il nuovo anno in modo memorabile.

Non facciamoci cogliere impreparati. Siete pronti a festeggiare? 3, 2, 1... Buon Anno

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