L’Italia è una destination che, già sul finire dell’Ottocento, ha sempre attratto il turismo arcobaleno. Ma quali sono le città più gay-friendly d’Italia? Visit Italy ve lo racconta e vi svela la Top 5!

Come si è sviluppato il turismo LGBTQ+ in Italia?

Siamo alla fine dell’Ottocento e l’Italia risulta essere una di quelle nazioni in cui non sono state istituite leggi antiomosessuali. Attratti da questa libertà e tolleranza, molti omosessuali maschi cominciarono a recarsi in mete come Capri, Taormina e Venezia. Tra le altre destinazioni poi nei diari dei viaggiatori omosessuali dell’epoca troviamo anche Firenze, Roma e Napoli.

Col dopoguerra, questo tipo di turismo in Italia viene meno, lasciando spazio a un turismo più “per famiglie”.

Oggi è il turismo LGBTQ+ è un turismo prettamente urbano, che si concentra principalmente nei mesi di giugno e luglio, periodi durante il quale tutte le città più importanti festeggiano il Pride, dedicato all’orgoglio gay e alla comunità LGBTQI+, alla parità verso i diritti di genere e all’apertura verso ogni forma d’amore.

5. Roma: la Gay Street e il Gay Village

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Roma non ha bisogno di presentazioni…nella Città Eterna tutto è possibile! Epicentro della cultura omosessuale nell’antichità e poi nel Rinascimento, fino ad arrivare ai fasti della Dolce Vita.

Roma ha una sua Gay Street e si trova giusto difronte al Colosseo. Stiamo parlando di via San Giovanni in Laterano, luogo di ritrovo per la comunità gay fin dagli anni ’60. Qui troverete tutti i locali gay più famosi della Capitale.

L’evento LGBT più importante a Roma, oltre al Pride, è sicuramente il Gay Village, che si tiene ogni anno dal 2001. Si tratta di una serie di eventi che si svolgono in tutta la città, finalizzati alla lotta contro l’omofobia e la violenza in generale.

Arte Gay in Vaticano

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Ma oltre il divertimento, Roma offre anche tanta cultura. Da non perdere quindi una visita ai musei Vaticani, magari guardandoli con un’ottica inedita. Ebbene sì, proprio qui sono “nascoste” tantissime cose mai raccontate su Michelangelo e l’arte gay.

Fra le sale dei musei potrai ripercorrere la storia d’amore fra l’imperatore Adriano e Antinoo: dalle loro statue fino alla ricostruzione del Serapeo del Canopo di Villa Adriana a Tivoli, luogo che l’imperatore fece costruire in un onore del suo amante.

Michelangelo nella Cappella Sistina esprime tutta la sua sessualità. Per il volto di Gesù Cristo si ispirò a Tommaso de’ Cavalieri, di cui era follemente innamorato e dal quale fu rifiutato. Inoltre, sempre nell’affresco del Giudizio Universale, tra la disperazione, ci sono ben tre coppie di uomini che si baciano.

4. Catania: la città più gay-friandly della Sicilia

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Prima abbiamo parlato di Taormina in quanto meta del turismo omosessuale di fine Ottocento. Ad oggi le spiagge di Taormina rimangono tra le più frequentate, ma in Sicilia al battersi il primato di destinazione più LGBT è sopraggiunta Catania.

A Catania ferve una dinamica comunità LGBTQIA+ che si aggira sostanzialmente ovunque, dal mare alla periferia. La sua Gay Street si trova a pochi passi da Piazza Università, tra i locali che si trovano nella scalinata Alessi.

Catania ha anche una forte presenza di realtà associative che si battono per i diritti della comunità LGBT. Oltre all’Arcigay Catania, che organizza spesso eventi e attività nella sua sede di Via Sant’Elena, esistono anche altre meno note con un ricco calendario di incontri e attività. Tra queste Queer as Unict, un’associazione studentesca dell’ateneo di Catania, volta a sensibilizzare la società sulle differenze di genere e a contrastare gli stereotipi.

Inoltre, da vent’anni, tra fine giugno e inizio luglio, la città è inondata dai colori dell’arcobaleno con una serie di iniziative che si concludono nella tradizionale parata del Catania Gay Pride.

L’Albero Rosso

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Se decidi di visitare Catania, non puoi perdere una visita in uno dei luoghi storici simbolo della comunità LGBT. Subito dopo la stazione dei pullman, oltre gli archi e prima di entrare nel cuore della città, c’è l’Albero Rosso o in dialetto Arvulu Russu. Qui negli anni ’30, c’era una delle comunità gay più grandi d’Italia.

L’albero era un luogo d’incontro per arrusi, come venivano chiamati gli omosessuali catanesi. La loro storia è stata raccontata nel libro La città e l’isola di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti. In cui si rievocano le sale da ballo per soli uomini e gli amori furtivi vissuti in spiaggia. Questo fino a quando la repressione fascista e l’orrore della guerra non cancellarono ogni cosa.

Quell’albero esiste ancora ed ha una profonda frattura al suo interno. Quasi a testimoniare la ferita inferta alla città e a una parte di essa.

Credits photo: gaypost.it

3. Bologna Rossa quanto Arcobaleno

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Bologna è spesso definita Città Rossa ma considerata la sua fervida vita giovanile e universitaria e i numerosissimi ritrovi e locali LGBTQIA+, la si può definire a tutti gli effetti anche Città Arcobaleno.

È tra le prime città italiane a ad aprire un centro per tutelare i diritti degli omosessuali. Una realtà molto attiva è quella del Cassero LGBT Center (via Don Minzoni) che dal 1978 promuove molte iniziative, tra cui il Gay Pride, laboratori, convegni, feste e momenti di aggregazione in generale.

Luoghi di incontro e simbolici per la città LGBT+ nella città di Bologna ce ne sono innumerevoli, questo anche perché la città ha dato i natali a due icone simbolo della comunità LGBTQ+ italiana: Pier Paolo Pasolini, celebre regista e intellettuale italiano, e Lucio Dalla, cantautore di cui si è resa pubblica l’appartenenza alla comunità LGBT solo dopo la morte.

Bologna LGBT+: ecco i luoghi più rappresentativi

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Palazzo D’Accursio: è la sede del Comune di Bologna e dei suoi organi istituzionali. Nel 1995, Marcella di Folco fu eletta Consigliere Comunale di Bologna: è stata la prima transessuale al mondo a ricoprire una carica pubblica.

La casa natale di Pier Paolo Pasolini (via Borgonuovo 4):Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna nel 1922. Non operò tantissimo in città, tuttavia la sua presenza ha “segnato”: frequentò il Liceo Galvani di via Castiglione e fondò la rivista Officina. Nella Biblioteca Renzi della Fondazione Cineteca di Bologna ha sede il Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini che conserva documenti dell’artista, riviste e monografie, nonché più di mille audiovisivi coi suoi film.

Giardino Stefano Casagrande: Inaugurato nel 2012, è situato tra le mura medievali, ed è dedicato ad uno dei più noti artisti e attivisti del movimento gay bolognese, Stefano Casagrande.

Porta Saragozza e i Giardini di Villa Cassarini: Luogo che più di tutti incarna la memoria storica della comunità LGBT+, qui ebbero luogo numerose iniziative ed eventi e nel 2012 Porta Saragozza fu scelta come punto d’inizio del Pride Nazionale. Poco distante si trovano i Giardini, dove si trova il primo monumento italiano dedicato alla persecuzione nazista nei confronti di gay, lesbiche e transessuali.

Villa Aldini: L’edificio nel quale Pier Paolo Pasolini ambientò le riprese esterne del suo ultimo film Salò o 120 giornate di Sodoma. Il film creò non pochi scandali per i numerosi rimandi all’omoerotismo, all’epoca considerati molto forti.

Piazza Cavour: Non tutti sanno che quando Lucio Dalla cantava “Piazza Grande” non si riferiva a Piazza Maggiore (la più famosa della città), ma bensì a Piazza Cavour, caratterizzata da un giardino realizzato intorno all’Ottocento, circondata da eleganti edifici porticati che la rendono oggi uno degli scorci più caratteristici di Bologna.

2. Firenze: storicamente Gay-friendly

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Seconda sul podio è Firenze, in quanto storicamente una delle città più inclusive d’Italia.  È stata per molti secoli considerata la città “perfetta” per la vita omosessuale, in parte grazie alla relativa tolleranza culturale. Già in epoca rinascimentale, i fiorentini ridevano di situazioni per le quali i contemporanei di altre città mandavano al rogo.

È stata la prima città ad abolire la pena di morte nel 1786 e nel 1853 ad abolire le pene per l’omosessualità. Ancora prima, la dinastia de’ Medici, che governò la città dal XV al XVIII sec., promuovendo arte, cultura e tolleranza, comprende tra i suoi rappresentati, membri che erano di certo omosessuali: Papa Leone III (Giovanni de’ Medici), Ferdinando II e Giovanni Gastone de’ Medici.

Inoltre, già nel ‘400 –‘500, esistevano a Firenze delle “mappe” dei luoghi dove si potevano avere incontri omosessuali. E sempre a Firenze, viene aperto il primo locale gay d’Italia (attualmente in attivo nei pressi di Piazza Signoria).

Oggi a Firenze, il viaggiatore LGBT può trovare un valido supporto nell’ AITGL – Associazione Italiana del Turismo Gay & Lesbian. Associazione senza scopo di lucro nata nel 2009, che tra i suoi obiettivi primari ha quello di rendere l’Italia un paese sempre più accogliente, fornendo informazioni di tipo turistico, assistenza (anche legale) e servizi dedicati.

Arte LGBTQ+ agli Uffizi

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La Galleria degli Uffizi è una delle pinacoteche più famose al mondo, con all’interno opere di Giotto, Botticelli, Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio e tanti altri. Non tutti sanno che al suo interno sono custodite opere d’arte attraverso le quali è possibile scoprire un po’ di cultura della comunità LGBTQ+, soprattutto di epoca rinascimentale.

A rappresentazione del mito greco troviamo ad esempio: l’Ermafrodito Dormiente, Ganimede con l’aquila, Pan e Dafni. La Nascita di Venere ha diversi significati, uno tra questi l’idea della conchiglia come vulva.

All’interno è anche pieno di dipinti di Caravaggio, artista che si è contrassegnato per il forte contrasto luce e oscurità. Alcuni storici dell’arte affermano che fosse apertamente gay. Durante la sua vita incontrò il pittore siciliano Mario Minniti, identificato come modello sensuale per diversi suoi dipinti, fra cui il Bacco esposto in museo.

1. Milano: Capitale Arcobaleno d’Italia

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Ed è senza dubbio Milano a vincere il primato di capitale arcobaleno d’Italia.

Milano è un centro globale della moda e la capitale finanziaria d’Italia. Queste industrie hanno fatto da vera calamita gay per tanti ragazzi italiani e non, che ora vivono la loro vita con orgoglio e alla luce del sole. Segni d’affetto come il tenersi per mano, baciarsi, sono diventati la routine.

Milano è ricca di attrazioni e locali e movida Arcobaleno non mancano assolutamente! Piena di proposte per la comunità gay, la città ha tanto da offrire, sia che tu decida di visitarla col tuo partner o da single.

Porta Venezia e la sua Gay Street

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Storicamente, il centro della Milano LGBT si trovava vicino alla Stazione Centrale, in via Sammartini, dove si può trovare ancora qualche serata e gay club. Negli ultimi anni però la comunità LGBT è cambiata e cresciuta: oggi il nuovo punto di ritrovo è il quartiere Porta Venezia.

Il cuore del quartiere LGBT è via Lecco: durante la Pride Week l’intera strada è piena di stand e diventa la Pride Square della città. Le bandiere sono ovunque per celebrare questo evento che è importante non solo per la comunità LGBT ma per tutta la città. Ogni giorno in questa strada i ragazzi si incontrano con gli amici per trascorrere la notte e chiacchierare e sorseggiare cocktail.

Iniziare la serata da Porta Venezia ti permetterà di conoscere nuovi amici e sapere delle migliori feste che accenderanno la notte milanese. È qui dove inizia la notte e si scoprono i migliori club e discoteche di Milano!

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