Una città che si fa in due. Scopri cosa fare a Bergamo come un local e vivi la magia di una bellezza che sorprende. 

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La città che non ti aspetti. Bergamo è una continua sorpresa, un susseguirsi di piccole e grandi rivelazioni che parlano d’arte, musica e buon cibo.

Hermann Hesse la catalogava come uno dei motivi per cui “vale la pena viaggiare”.  Meta per veri cultori della bellezza e del saper vivere, visitarla è un’esperienza per palati fini. Farlo con lo spirito dei local è ciò che serve per rendere il tuo viaggio perfetto.

Vista da lontano appare riservata e a tratti brusca, proprio come i bergamaschi. Vivendola scoprirai una città gentile, colta, facile da girare e a misura d’uomo.

Ecco cosa fare a Bergamo per andare oltre i luoghi comuni. 

Cosa fare a Bergamo come un local

Cosa fare a Bergamo come un local

Capitale italiana della Cultura 2023 insieme a Brescia, Bergamo è una destinazione ideale per un viaggio fuori dall’ordinario. Sebbene con tutte le carte in regola per essere inclusa nel grand tour d'Italia 2.0, è ben distante dal canto delle vicine sirene (leggasi Milano e Venezia).

Della città d’arte ha sia l’indole che la stoffa, espressi in un bel centro storico che abbraccia quartieri eleganti e vivaci, ricchissime collezioni museali, un monumentale Patrimonio UNESCO, tanti punti d’interesse culturale e la briosa vita sociale dei locali del centro.  

Scopri cosa fare a Bergamo e le mosse local per visitarla al meglio. 

10. Cosa fare a Bergamo come un local: prendi la funicolare del 1887...

Cosa fare a Bergamo come un local: prendi la funicolare del 1887

...E raggiungi la parte alta della città. Bergamo ha un’anima doppia: un po’ lombarda e un po’ veneta, antica eppure nuova, bassa e alta.

Mentre lungo Bergamo Bassa si spalmano le aree più moderne e movimentate, il centro storico medievale (così come molte delle attrazioni principali) è condensato nella propaggine alta, al di là di quello spettacolo di ingegneria civile che rappresentano le Mura Veneziane, un patrimonio Unesco che ti abbiamo già raccontato nel dettaglio

La funicolare è regolarmente frequentata dai bergamaschi, che a distanza di oltre un secolo dalla sua inaugurazione continuano a servirsene per spostarsi comodamente e in breve tempo tra le varie aree della città. Godendosi pure un panorama niente male. 

È un vero pezzo di storia cittadina e, in più, un’alternativa green per muoversi senza prendere l’autobus o l’auto. La raggiungi a piedi dalla stazione camminando lungo viale Vittorio Emanuele.

9. Mangiare come i bergamaschi

Cosa fare a Bergamo come un local: mangiare come i bergamaschi

Assaggiando la polenta e il gelato gusto stracciatella proprio là dove è stato ideato. Se ti stai chiedendo cosa fare a Bergamo come un local, beh, allora comincia con l’entrare in una trattoria. Di quelle semplici, senza fronzoli e un po’ spartane, vere roccaforti della cucina tradizionale. 

Non pensarci neppure a tenere un calcolo delle calorie assunte. Parola d’ordine: spassarsela a tavola. E cosa non può mancare sulle tavole bergamasche? Ovviamente, la polenta.

Piatto simbolo della tradizione lombarda (e non solo), a Bergamo diventa “la taragna”, preparata con farina di mais e grano saraceno, burro e formaggio (meglio se Branzi e Formai de Mut). 

Una sinfonia di sapori che prosegue con le gustose paste ripiene, come i classici casoncelli e gli scarpinocc; i capù, ricetta povera a base di verza; e con i dolci: polenta e osei e torta Donizetti, omaggio ad un certo illustre concittadino...

Se ti piace il gelato, allora non puoi proprio sottrarti dal visitare la pasticceria che ha inventato la stracciatella nel 1961. Quale? La Marianna, in largo Colle Aperto.   

8. Scoprire Borgo Pignolo

 Cosa fare a Bergamo come un local: scoprire Borgo Pignolo

Nel Cinquecento, quando Bergamo era un avamposto della Serenissima, via Pignolo divenne uno spettacolare ingresso di rappresentanza per quanti entravano in città da Venezia.

Rivestita com’è di palazzi rinascimentali equipaggiati con raffinate facciate e bei portoni che si aprono su corti decorate e inattesi giardini sontuosissimi, è insieme a via Tasso uno degli angoli più interessanti da scoprire. Passeggiare in questo quartiere è tra le cose da fare a Bergamo come un local: guardati intorno e lasciati stupire. Ecco alcuni highlights. 

Anzitutto, la chiesa di Santo Spirito. È una piccola delizia adorna di opere di illustri artisti dell’epoca, come Andrea Previtali e Lorenzo Lotto. Di quest’ultimo, inoltre, si conserva una grande pala d’altare nella vicina chiesa di San Bernardino

Il parco Caprotti è una romantica gemma nascosta. Anche segreta? No di certo: lo trovi varcando l’ingresso al civico 109 di via Tasso. All’interno, tanto verde, alberi secolari, grotte artificiali, un bel laghetto e un suggestivo tempietto neorinascimentale. 

Prosegui fino a incontrare la piazzetta del Delfino, con la sua famosa fontana e la casa a graticcio all’incrocio con via San Tommaso, antica dimora dalle caratteristiche architettoniche del tutto singolari. La piazza stregò lo scenografo russo Léon Bakst, che la utilizzò come sfondo per uno dei balletti del leggendario Sergej Diaghilev

7. Passeggiare lungo le mura Patrimonio Unesco

Nel XVI secolo, la Repubblica di Venezia volle costruire una poderosa cinta muraria a protezione della parte collinare di Bergamo. 

Si tratta di oltre 6 chilometri di sotterranei, cannonerie, bocche di fuoco e passaggi militari. Il tutto è oggi parte del sito seriale Unesco che riunisce le opere di difesa veneziane disseminate tra Italia, Croazia e Montenegro. 

Una struttura mastodontica ( e che tuttavia non dovette mai affrontare assedi o tentativi di assalto) per la cui costruzione fu necessario abbattere ben 250 edifici tra abitazioni, botteghe e luoghi di culto. 

Passeggiare lungo le antiche mura è una piacevole consuetudine che i local si concedono a qualunque ora del giorno. Anche se è al tramonto che il percorso si fa particolarmente scenografico. La vista è davvero bella ed elargisce sorprese se provi a guardare da uno dei cannocchiali lungo il tragitto: nelle giornate terse si riesce a scorgere persino Milano. 

6. Ascoltare un’opera di Donizetti

Cosa fare a Bergamo come un local: ascoltare un’opera di Donizetti

Nella casa natale del grande compositore rivive lo spirito di un’epoca e si riscopre l’amore per l’arte e la musica. L’edificio di via Borgo Canale dove Gaetano Donizetti nacque nel 1797 è un monumento nazionale dal 1926. Ma il museo, adibito nella palazzina di cinque piani risalente al XIV secolo, è solo uno dei tanti luoghi cittadini in cui risuona il nome dell’illustre bergamasco.

Passeggiando lungo il Sentierone noterai ad esempio un omaggio originale che ti farà camminare con sguardo basso: la nuova pavimentazione del lungo viale che attraversa la Città Bassa presenta in più punti frasi e citazioni tratte dalle arie più famose dell’operista. 

Ad ogni modo, se vuoi fare le cose per bene, entrare nel giusto mood e vivere un’esperienza per veri intenditori, allora ti consigliamo di assistere a una delle rappresentazioni messe in scena al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale, dove ogni anno, nel mese di novembre, si tiene il festival internazionale Donizetti Opera.

Coinvolgente e tutta da vivere è poi la Donizetti Night di giugno: tanti spettacoli tra le strade del centro per ribadire come e quanto l’opera sia un bene di tutta la comunità e una parte significativa dell’identità di Bergamo. 

5. Cosa fare a Bergamo come un local: su e giù per le scale

Come ti abbiamo accennato, Bergamo si compone di una parte basse e di una alta. Data questa peculiare morfologia, è naturale attendersi una marea di scale e scalette che collegano le varie zone della città e i suoi colli. 

C’è anche una manifestazione, la Millegradini, che (come si intuisce già dal nome) te le fa salire tutte e in un solo giorno. Un’occasione d’oro per sgranchire le gambe e contemporaneamente ammirare i monumenti e le bellezze naturali e architettoniche bergamasche. 

Passeggiare tra sentieri e passaggi in pendenza è uno dei modi migliori per conoscere al meglio Bergamo. Alcuni sono davvero caratteristici e attraversano aree verdi, boschi e terrazzamenti. Affrontarli, a piedi o in bicicletta, ti permetterà di scoprire la città da una prospettiva insolita e in tutta tranquillità. 

4. Fare un rito portafortuna

Attenzione perché se questa cosa funziona potresti ingraziarti la buona sorte per i giorni a venire. Per incontrare la dea bendata non devi fare altro che recarti in Piazza Vecchia, il salotto di Bergamo Alta, pieno zeppo di affascinanti architetture storiche. 

Qui ogni palazzo cela un aneddoto, un racconto, una curiosità. Tra tutti, a spiccare è un particolare — piccolo, lucido e “beffardo” — sulla cancellata della cappella Colleoni

Proprio dietro al Palazzo della Ragione, tra i più antichi palazzi comunali in Italia, si trova il mausoleo rinascimentale voluto da Bartolomeo, fiero condottiero sul cui stemma di famiglia campeggiano non uno, non due, ma ben tre paia di testicoli.

Le nonne bergamasche non hanno dubbi: sfregarli è un gesto benaugurante. Un po’ come per gli attributi del toro in Galleria Vittorio Emanuele a Milano (in quel caso occorre girarci su per tre volte con il piede destro), anche accarezzare il blasone dei Colleoni vuol dire assicurarsi una buona dose di fortuna. Tentar non nuoce. 

3. Visitare una dimora storica

Nell’area bergamasca sorgono pregiatissime dimore storiche, alcune delle quali visitabili durante le giornate dedicate all’iniziativa Domeniche per Ville, Palazzi e Castelli

In passato, i nobili locali risiedevano in alte torri che caratterizzavano lo skyline medievale di Bergamo. Queste vennero gradualmente abbandonate in favore di sfarzose residenze di rappresentanza, spesso edificate in zone panoramiche in cui poter allestire grandiosi giardini. 

Nacquero quindi una sfilza di palazzi distribuiti tra il colle e le principali vie di accesso cittadino, come Borgo Pignolo. 

Tra i più belli che ti consigliamo di visitare durante il tuo soggiorno a Bergamo, spicca il palazzo Moroni in via Porta Dipinta, nel cuore della città alta. L’edificio conserva ancora affreschi e decori originali e una serie corposa di opere, dal Quattrocento all’Ottocento, a firma dei più brillanti artisti lombardi dell’epoca, come Giovan Batista Moroni e Cesare Tallone.  

2. Fare una gita sul lago di Iseo

Cosa fare a Bergamo come un local: fare una gita sul lago di iseo

In poco più di mezz’ora da Bergamo si raggiunge una delle destinazioni più amate dai lombardi per trascorrere le vacanze o una gita fuori porta. È il lago di Iseo: panorami splendidi, tante attività da fare all’aria aperta durante tutto l’anno, una pista ciclabile tra le più belle d’Europa e borghi meravigliosi come Sarnico, Lovere o Pisogne.  

Proprio da uno di essi puoi imbarcati su un traghetto diretto a Monte Isola, l’isola lacustre (più grande d’Italia) al centro del lago d’Iseo, dove non ci sono auto e i turisti si muovono a piedi, in motorino o in bicicletta. Dal porto di Sulzano c’è una partenza ogni 20 minuti. 

Gli sportivi apprezzeranno la pista ciclabile Vello Toline, un serpentone che corre lungo la riva del lago passando per gallerie nella roccia e diverse aree sosta e picnic. Prima di metterti in volata, assicurati che il tragitto sia regolarmente percorribile e non interrotto da lavori di messa in sicurezza.  

La vista più bella? Una passeggiata tra i boschi ti porta a Riva di Solto. In località Dor, troverai una panchina gigante verde e blu realizzata da Chris Bangle nell’ambito del progetto artistico Big Bench Community Project. Da qui, l’affaccio sul lago e sulle Corna Trentapassi è mozzafiato.

1. Conoscere la storia della Casa Minima

A prima vista potrebbe quasi passare inosservato, ma questo edificio in piazzale Goisis, piccolo e dalla forma un po’ strana, è un progetto innovato nato dall’estro di Pino Pizzigoni, architetto simbolo di Bergamo, città alla quale dedicò la maggior parte della sua quarantennale carriera. 

La Casa Minima, questo il nome della casetta in zona Stadio, è il prototipo di una abitazione unifamiliare economica vincitore di un concorso nel 1946. Il modello avrebbe dovuto servire da base per l’edificazione di un vero e proprio quartiere, che però non vide mai la luce. 

Mentre la costruzione prevedeva l'impiego di materiali “poveri” e fondamentalmente economici, ispirati all'edilizia contadina delle campagne, la complessità del progetto sta tutta nei suoi interni, perfettamente proporzionati alla figura umana e concepiti per permettere un agevole svolgimento delle funzioni domestiche. 

Altri lavori di Pizzigoni si incontrano passeggiando tra le strade di Bergamo: la chiesa di Longuello, Casa del Padre in viale Vittorio Emanuele, Casa Traversi in via Borgo Palazzo, la Casa Cubo di Monte Ortigara. 

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