Come altre città siciliane, Erice è passata da un invasore all'altro, che hanno lasciato diverse impronte culturali e testimonianze architettoniche. Spesso ricoperta da nubi, Erice è un paese medievale posto sopra Trapani. Offre vedute spettacolari e un ambiente dove natura e uomo hanno saputo conservare una pace monastica e la sua storia secolare. Ecco cinque luoghi imperdibili di Erice.

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Il Castello di Venere e il Balio

Il castello è di fattura normanna del XII secolo e sorge su una rupe isolata nell'angolo sud-orientale della vetta del Monte Erice, costruito sulle rovine di un tempio elimo-fenicio-romano. Con l’edificazione del Castello furono costruite delle mura e le Torri del Balio, un tempo collegate al castello tramite un ponte levatoio, oggi sostituito da una scalinata, e edificato come difesa avanzata. Il tempo ha cancellato l’imponente costruzione del santuario, ma la rocca proietterà nel corso dei secoli il fascino di bellezza e di potenza che sopravvive alle vicende umane, affidando il suo eterno durare e la sua custodia alla natura stessa. Quando il Conte Agostino Pepoli ne ebbe la proprietà le contornò dei giardini pubblici in stile inglese chiamati "del balio", a memoria del Bajuolo, magistrato normanno. 

La Torretta Pepoli

La piccola torre, che ha l’aspetto di un castello in miniatura, vista dal Giardino del Balio, si presenta immersa nella lussureggiante vegetazione della pineta che la circonda. Il Conte Agostino Pepoli, studioso ed archeologo volle riservarsi un posto privilegiato dove potersi rifugiare per i suoi studi. Per questo ideò e costruì nel 1870 sopra un picco roccioso sotto il castello, questa casina in stile moresco oggi di appartenenza comunale. In quegli anni il conte, nel suo rifugio silenzioso, ospitò vari uomini di cultura tra cui il letterato Ugo Antonio Amico, l'artista Alberto Favara, l'archeologo Antonio Salinas e il ministro Nunzio Nasi. La torretta, articolata su 4 livelli, è realizzata in stile liberty. Nell'aprile del 2013 sono stati avviati i lavori di restauro per poter portare all'antico splendore la costruzione e adibirla a Osservatorio per la pace.

Il Quartiere spagnolo

Sorge su una sporgenza che si affaccia a nord della montagna e, nella pianura sottostante, si estende per intero tutto l’agro ericino. Si tratta di una costruzione di carattere militare, nata dalla necessità di ospitare i soldati spagnoli di presidio ad Erice, ma non venne mai ultimata. Sembra che furono gli stessi abitanti ericini a chiederne l’edificazione, finanziandone addirittura la realizzazione. Di recente sono state attuate diverse opere di consolidamento e restauro per ospitare il Museo di arte contadina.

Real Chiesa Madrice Insigne Collegiata

La chiesa è meglio conosciuta come Real Duomo o Duomo di Erice, principale luogo di culto cattolico e chiesa madre di Erice, ubicato in piazza Matrice, nei pressi di Porta Trapani. È dedicato a Maria Assunta.
La Madrice fu edificata nel 1312, su una cappella preesistente dedicata alla Vergine Assunta e con materiali provenienti dal tempio di Venere, da Federico III d’Aragona che risiedette ad Erice per un breve periodo durante la Guerra del Vespro.
Nel corso dei secoli, la chiesa è stata più volte restaurata e modificata.
Nella Cappella di Tutti i Santi, oggi dedicata alla Madonna di Custonaci, patrona di Erice, vi è il Tesoro della chiesa con manufatti in oro e argento.

Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana

Fino alla metà del XIX secolo, i locali ospitarono una comunità di monache clarisse. Successivamente, nel 1866, con l’annullamento delle corporazioni religiose, il comune utilizzo l’edificio come orfanotrofio.
Nel 1963 il fisico trapanese Antonio Zichichi vi fondò il Centro Internazionale di Cultura Scientifica intitolandolo ad Ettore Majorana che era scomparso misteriosamente lo stesso anno. Ogni anno il Centro accoglie scienziati a livello internazionale, per discutere varie problematiche che stanno mettendo a rischio la vita del globo terrestre

Erice, il “Monte”. I secoli qui hanno dato appuntamento a dei e semidei, a eroi e ninfee, a santi ed eremiti, alla fede e all’arte. Ed essi vi si sono incontrati e ancora vi convivono mirabilmente, dopo guerre, splendori e miserie, quando la vista, dal sommo del Monte, spazia verso azzurri orizzonti e si muove, fecondata da antiche memorie, verso dimensioni sconosciute gravide di infinito per raggiungere Erice senza tempo

P. Messana, Erice senza tempo-Timeless

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