Étroubles, incastonata nel profondo Nord della Valle d'Aosta, traccia e custodisce la storia e le tradizioni di un passato segnato dal passaggio di numerosi popoli. À Étroubles, avant toi sont passés…

A circa 20 km da Aosta, nel cuore della Valle del Gran San Bernardo, sorge un piccolissimo borgo incastonato come una gemma nelle vette alpine. Situato a quasi 3000 metri d’altitudine, Étroubles è testimone di un antichissimo passato e custode di luoghi incantevoli che lo rappresentano. Inoltre è sede di una installazione artistica permanente che lo rende un vero e proprio museo a cielo aperto. Grazie a queste sue caratteristiche, lo scenografico paesino valdostano abitato da meno di 500 anime entra a pieno titolo nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

Il centro storico

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Il nome del borgo deriva probabilmente da un termine del patois valdostano (un dialetto francoprovenzale) che serve ad indicare un luogo ricco di campi coperti di paglia. In effetti, fino agli anni ’60, vaste distese di frumento e segale ricoprivano l’intero borgo. Ad ogni modo, la bellezza di Étroubles risiede essenzialmente nel suo fiabesco centro storico. Incorniciato dall’affascinante paesaggio montano circostante, la struttura urbanistica del centro storico di Étroubles è dominata da costruzioni in legno e pietra e si snoda in caratteristiche viuzze fatte di ciottoli. Tra una bottega tipica e graziose casette dai balconi fioriti, ci si immerge in un’atmosfera accogliente e quasi onirica.

Architettura religiosa

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Tra gli edifici religiosi, segnaliamo la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta e le cosiddette cinque cappelle. La prima fu riedificata agli inizi del XIX secolo sui resti di una chiesa preesistente e risalente al XII secolo. Le cappelle, invece, sono la testimonianza della devozione e della fede degli abitanti dei principali villaggi della Valle. In particolare, la più antica è quella di Echevennoz, fondata nel XV secolo e caratterizzata da spettacolari pitture murali.  

Gli antichi mestieri

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Lungo la strada verso la frazione di Vachéry, incontrerete la prima latteria della Valle D’Aosta, risalente alla metà dell’800. Oggi, è stata trasformata in un museo dove è possibile osservare tutte le varie fasi di lavorazione dei formaggi utilizzando gli attrezzi dell’epoca. Ad Eternod, un’altra delle frazioni di Étroubles, potrete vedere l’ultimo degli antichi forni usato anticamente per la cottura del pane nero che, come vedremo, è una preparazione tipica di questa zona valdostana. Insomma, un vero e proprio tuffo nel passato!

L’arte nel borgo

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À Étroubles, avant toi sont passés… è il titolo scelto per il percorso artistico permanente allestito in collaborazione con la Fondation Gianadda di Martigny nel vecchio borgo. Sculture, installazioni e opere pittoriche contemporanee firmate da artisti di fama internazionale costellano le strade del paese, donandogli una favolosa esplosione di vita e rendendolo un museo a cielo aperto.

Un antico cammino

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La posizione del grazioso borgo era già nota in epoche antiche come un punto strategico della valle. I romani la conoscevano con il nome di Restopolis, via di transito per l’Alpis Poenina, ossia l’attuale Colle del Gran San Bernardo. Successivamente, su questo stesso percorso si sviluppò anche la Via Francigena, la più importante strada di collegamento per Roma e Gerusalemme con le isole britanniche. Ancora oggi, la strada è percorribile e frequentata da numerosi pellegrini.

Cosa fare a Étroubles

Non solo arte e vita rurale: Étroubles è la meta perfetta se siete appassionati di sport invernali e attività all’aria aperta. Per quanto riguarda i primi, vi segnaliamo l’attrezzatissimo comprensorio sciistico del Gran San Bernardo, dove è possibile praticare sci alpino, sci nordico, alpinismo e snowboard. Se, invece, siete amanti della natura e delle lunghe passeggiate immersi nel verde, vi consigliamo di visitare le valli circostanti al borgo: durante i mesi estivi, le temperature miti permettono di affrontare percorsi di trekking, escursioni, lunghe traversate in valloni incontaminati, nonché il già citato percorso della Via Francigena.

Tra le feste popolari del borgo, di seguito vi segnaliamo le più curiose e caratteristiche.

Il Carnevale della Coumba Freida

Il Carnevale della Coumba Freida (Valle Fredda) è un evento alquanto stravagante. Ogni anno, infatti, si rievoca il passaggio delle truppe napoleoniche al colle del Gran San Bernardo, un terribile evento che terrorizzò le popolazioni del luogo. Con gli anni, è nata la tradizione di elaborare una pittoresca parodia dell’evento per esorcizzarne la paura: le cosiddette landzette, inquietanti maschere che indossano costumi che richiamano i colori delle uniformi militari napoleoniche, sfilano per il paese in questi giorni di festa.

La Veillà

In estate, a Étroubles rivivono i vecchi mestieri di una volta grazie a La Veillà: questo evento è l’occasione per recuperare le antiche radici culturali del paese, come la battitura del grano e la lavorazione della fontina, il prodotto di punta locale. Non mancano vino, buon cibo e musica dal vivo.

Prodotti e piatti tipici

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Senza dubbio, non potete lasciare Étroubles senza aver provato il suo prodotto di punta: la fontina d’alpeggio Dop. Il formaggio tipico locale è tra i piatti forti della tradizione insieme al pane nero. Viene prodotto con latte intero di mucche rigorosamente di origine e allevamento valdostani. Il pane di segale e frumento, invece, proviene dalle antiche usanze delle famiglie contadine, in quanto era alla base della loro alimentazione. Ancora oggi, si conserva la tradizione della sua cottura nel forno a legna comunitario una volta l’anno. Non a caso, tra i piatti più gustosi vi segnaliamo proprio la zuppa con fontina e pane nero. Tuttavia, non mancano piatti a base di carne e pesce, come la famosa trota alla valdostana, un secondo agrodolce ricco di odori e sapori intensi.


Cosa visitare vicino Étroubles

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Étroubles vi dà la possibilità di visitare un altro centro di grande interesse storico e culturale che si trova nelle sue immediate vicinanze. Ad appena 20 km di distanza, incontrerete Aosta, il capoluogo valdostano situato nel cuore della regione, a metà strada tra il confine svizzero e quello francese. Sapevate che, dopo Roma, è la seconda città con il maggior numero di resti romani? 

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