La città di Aosta, capoluogo della regione autonoma della Valle d’Aosta, rappresenta un’importante testimonianza dell’antica civiltà romana. Infatti, Aosta è la seconda città, dopo Roma, con il maggior numero di resti romani ancora visibili, motivo per cui viene anche definita come “la Roma delle Alpi”.

Ero così felice di ammirare questi bei paesaggi e l'arco di trionfo di Aosta che avevo un unico desiderio da esprimere: che la vita durasse per sempre.

Stendhal

Aosta: tra rovine romane e maestose montagne

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La città di Aosta è situata al centro della Valle d’Aosta, 583 metri di altezza sul livello del mare. Essa sorge tra numerose rovine romane e maestose montagne; la Becca di Nona, il Monte Emilius, la Pointe de Chaligne e la Becca di Viou sono le vette che la circondano. Fondata dai Romani nel 25 a.C., nel punto in cui la Dora Baltea incontra il torrente Buthier, Aosta era denominata “Augusta Praetoria Salassorum” e rappresenta un modello esemplare di urbanistica romana, tuttora ancora riconoscibile nella struttura urbana attuale.

La storia di Aosta

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Secondo la leggenda, nel 1158 a.C. Cordelo, capostipite dei Salassi, discendente di Saturno e compagno di spedizione di Ercole, fondò la città di Cordelia, l’attuale Aosta. Sebbene si tratti solo di una leggenda, la tribù celtica dei Salassi s’insediò veramente, in epoca preromana, nell’area in cui oggi sorge la città. Nel 25 a.C., dopo ripetute spedizioni militari, i Salassi furono sconfitti dalle truppe del luogotenente di Cesare Augusto, Aulo Terenzio Varrone, e fu fondata la città fortificata di Augusta Praetoria Salassorum.

In epoca romana, da Aosta passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia, motivo per cui il controllo su tale territorio era divenuto, con la progressiva conquista della Gallia, di vitale importanza. Qui i romani costruirono una cittadella fortificata che garantisse loro il transito nelle vie consolari che collegavano l'Italia settentrionale con l'Europa nord occidentale. Un'imponente cinta muraria proteggeva un territorio di 414.128 m², mentre quattro porte davano accesso alla città costruita sul modello ortogonale cardo-decumanico. All'interno delle mura sorgevano i quartieri residenziali, il teatro, le terme, il foro e l'anfiteatro, mentre a sud si stendevano i quartieri popolari divisi secondo un modello classico a scacchiera.

Durante il medioevo, dopo il plurisecolare dominio dell'impero romano, la Valle d’Aosta fu teatro di contese tra Goti e Burgundi, poi tra Longobardi e Franchi. Alla caduta dell’Impero Carolingio fu inglobata nel Regno di Borgogna, fino al 1032; con la nascita della Contea di Savoia la città ne seguì le sorti fino all'unità d'Italia. 

Cosa vedere ad Aosta

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Il centro di Aosta offre differenti testimonianze storiche, artistiche e culturali; non solo imponenti rovine romane, ma anche monumenti più recenti come il romanico Complesso di Sant'Orso e la Cattedrale, fatta costruire durante l’XI secolo, simbolo della devozione religiosa della città.

Tra i monumenti di origine romana troviamo in primo luogo, appena al di fuori delle antiche mura cittadine, l’Arco di Augusto, edificato nel 25 a.C. per coronare la vittoria dei Romani sui Salassi; un arco a un solo fornice considerato il simbolo della città. Le antiche mura romane rimangono tuttora quasi intatte e sono percorribili quasi interamente con una passeggiata di circa tre km; esse erano scandite dalla presenza di venti torri, alcune delle quali visibili anche oggi, tra cui la Torre del Lebbroso, la Tour Fromage, la Torre Bramafam e la Torre del Pailleron. Una delle torri che meglio ha conservato le proprie caratteristiche originarie in stile architettonico romano è la Torre del Pailleron, torre a pianta quadrata, aperta su ciascuno dei quattro lati da sei grandi finestre, tre per ogni piano, che fu denominata così perché fu a lungo utilizzata come pagliaio. Oltre che alle torri, le mura romane presentano anche quattro porte d’ingresso, tra cui l’antica Porta Pretoria, la porta d’ingresso orientale della città romana di Augusta Praetoria Salassorum, oggi Aosta. Costruita nel 25 a.C., la porta si trova tuttora in eccellente stato di conservazione ed è formata da due serie di archi, uno maggiore centrale e due minori laterali, che racchiudono una piazza d'armi. Opera romana degna di nota è sicuramente il Teatro Romano; edificato a poca distanza dalla Porta Praetoria, qualche decennio dopo la fondazione della città, occupava un intero isolato con le sue imponenti strutture, di cui rimane parte della facciata principale, alta ventidue metri, della cavea, della scena e dei corpi laterali porticati. L'Anfiteatro, anch’esso risalente all’epoca dell’imperatore Claudio, metà del I secolo d.C., fu inserito all’interno della cinta muraria ma oggi le sue rovine sono inglobate in una costruzione di epoca medievale, il monastero delle suore di Santa Caterina. L’anfiteatro misurava 86 metri in lunghezza e 76 metri in larghezza e poteva ospitare fino a 15.000 persone, cioè più della popolazione della città all’epoca. Dell’antico Foro oggi rimangono solo poche tracce, tra cui il Criptoportico forense, che anticamente circondava l’area sacra del foro.

Risalenti all’epoca medievale, troviamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista e la Collegiata di Sant'Orso, le due testimonianze di maggior rilievo della storia d’arte sacra in Valle d'Aosta. La Cattedrale sorge là dove in epoca romana era presente l’area sacra del Foro romano; essa conserva sostanzialmente tuttora l’aspetto romanico dell’XI secolo. La facciata della Cattedrale, invece, si compone di due parti distinte: un atrio cinquecentesco in stile rinascimentale e una fronte neoclassica aggiunta nel 1848; dall’interno della chiesa si accede al Museo del tesoro della cattedrale di Aosta, che custodisce alcuni pezzi di valore, un tempo presenti nella cattedrale, e altre opere d’arte provenienti da diverse parrocchie della Valle. Della chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Orso sono di particolare importanza gli affreschi ottoniani conservati tra il tetto e la copertura della navata centrale e il chiostro, gioiello del complesso monumentale, con i suoi capitelli istoriati medievali, una magnifica testimonianza di arte romanica.

D’epoca contemporanea troviamo la piazza principale della città: Piazza Émile Chanoux. Essa è dedicata al martire della Resistenza valdostana, Émile Chanoux, trucidato dai nazifascisti nel 1944. Sulla piazza si affacciano diversi edifici, tra cui il municipio in stile neoclassico, l’Hôtel des États, noto per aver ospitato l'assemblea degli Stati Generali e il Conseil des Commis, e il Caffè Nazionale, risalente alla metà del 1800, di cui si conserva la sala circolare in stile gotico.

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