Che ne dite di scoprire insieme uno scrigno di tesori antichi custodito nel Museo Archeologico di Taranto?

Conosciuta come la “città dei due mari” per la sua posizione, bagnata dal Mar Piccolo e dal Mar Grande, Taranto è un luogo che brulica di meraviglie, di arte e soprattutto di storia. Sin dall’antichità, il capoluogo della Puglia Jonica ha ricoperto un ruolo di grande importanza. A testimoniarlo è l’interessante Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), ad oggi uno dei musei più importanti d’Italia, un luogo che custodisce ancora i segni dell’antico e glorioso passato della città tarantina. Scopriamolo insieme in 5 tappe.

5. La collezione di Mons. Giuseppe Ricciardi

L’arte non cessa mai di affascinare. Monsignor Ricciardi, di origine tarantina, è stato un uomo con una forte e ammirevole personalità. Nel corso del suo apostolato e del suo periodo come Vescovo di Nardò, Mons. Ricciardi compì opere di encomiabile valore religioso e di carità verso il prossimo, guadagnandosi l’ammirazione di tutti i suoi concittadini e non. Tuttavia, si occupò con grande interesse dei beni culturali della zona, sostenendo attività di restauro e salvaguardia. Nel suo testamento, mise per iscritto la sua volontà di donare al museo di Taranto la sua collezione di dipinti.
Tra questi ricordiamo il bellissimo dipinto “Addolorata tra i santi Barbara e Nicola” del pugliese Antonio Olivieri di Martina Franca, l’icona della Vergine Odegitria, l’Addolorata piangente dipinta ad olio su una lastra in zinco, il dipinto “Maddalena con il teschio” e altre opere d'arte meravigliose, tutte a tema religioso e datate tra il XVII e XVIII secolo. La maggior parte appartengono alla scuola napoletana di Vaccaro, Luca Giordano, Francesco Solimena e Paolo de Matteis.

4. Una Taranto tardoantica e altomedievale

Autore: Livioandronico2013 - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Com’era Taranto in epoca tardoantica e altomedievale? Sebbene gran parte della struttura della città risalente a questo periodo storico sia andata persa a causa di lavori di edilizia, non mancano alcuni dati e reperti archeologici che danno una chiara idea di come la città tarantina risultava nell’Alto Medioevo. Ad esempio, alcuni scavi realizzati nel 1931 hanno rivelato la via decumana, utilizzata altresì dai Bizantini. Tuttavia, da non perdere sono i meravigliosi mosaici tra cui il mosaico pavimentale policromo, risalente al V secolo d.C.
In epoca tardoantica l'economia di Taranto era solida e produttiva e alcuni reperti reperti ne sono la testimonianza. Fondamentale fu l’importazione di ceramiche dall’Africa e dall’Oriente e tra queste ricordiamo la lucerna tripolitana, IV-VI secolo d.C, così come anfore, oggetti da cucina e vasellame in terra sigillata. Inoltre, ritrovamenti come stele funerarie con iscrizioni greche, ebraiche e latine attestano, quindi, la multiculturalità di Taranto. Manufatti di grande interesse e valore storico.

3. La conquista dei Romani

Il Museo Archeologico di Taranto ospita una sezione interamente dedicata alla storia della città in epoca romana. Dal 280 al 275 a.C. Taranto combatté una guerra contro Roma; chiese aiuto a Pirro, re dell'Epiro (regione dell'Albany), e approdò a Taranto con 25.000 soldati e 20 elefanti. Dopo molte battaglie, i Romani alla fine conquistarono il territorio tarantino.
Nel corso del Novecento, sono state rinvenute numerose rovine di domus, aree insediative, ville e terme di epoca romana. Il Museo di Taranto offre la possibilità di osservare con i propri occhi una collezione di decorazioni scultoree, affreschi e pavimenti in tessellato appartenenti a questi spazi abitativi. Oltre ad ospitare tre affascinanti pavimenti ritrovati nei pressi dell’Istituto Maria Immacolata, dove vi era una grande domus, importanti sono anche le sculture in marmo come la Statua di giovane togato e la Statua di Venere, risalenti al I secolo a.C. e ancora, la Statua acefala di divinità femminile e la Kore del 500 a.C.
Impossibile non menzionare, infine, oggetti archeologici relativi all’ambito funerario dell’era romana come corredi e lapidi in marmo. Interessante è il letto funerario in carparo, risalente alla seconda metà del II secolo a.C.

2. Storia di una Taras arcaica

Autore: Francesco Giusto photography - Flickr, CC BY-SA 2.0

La città di Taras, così originariamente chiamata, vanta origini molto antiche e di grande importanza. Fondata dagli Spartani nel 706 a.C., divenne subito una delle colonie più ricche e potenti della Magna Grecia, grazie ai suoi commerci, alla sua cultura e alla sua forza militare.
La sezione arcaica e magno-greca del museo è ricca di reperti risalenti a questo interessante e importante periodo storico. Sono presenti corredi funerari di ceramica, oggetti di uso quotidiano, epigrafi e magnifiche statue in marmo di Paro. Bellissimi anche i mosaici, perfettamente conservati, e le monete su cui è rappresentato il simbolo della città, l’eroe Taras a cavallo di un delfino.
Tuttavia, la sezione più mozzafiato è quella dedicata agli Ori di Taranto, una grande tradizione orafa del luogo. Attraverso questi gioielli, tra cui tiare, orecchini, anelli, collane ecc., è possibile ammirare la raffinatezza degli oggetti e le distinte tecniche di lavorazione dell’oro. Tra questi ricordiamo gli splendidi Orecchini a Navicella e lo Schiaccianoci.

1. Una storia ancora più antica

Taranto affonda le sue radici in un periodo ancora più antico, il Paleolitico. La selezione di reperti risalenti a quest’epoca testimoniano l’evoluzione del territorio di questa città a partire da 1,6 milioni di anni fa. Interessanti sono le Veneri di Parabita, datate circa 18.000 a.C. Tuttavia, anche l’era neolitica è di grande rilievo nella storia di questa regione. Nella sezione dedicata al Neolitico sono presenti oggetti in ceramica, tra cui quelli realizzati in stile “Serra d’Alto”, che risaltano per i motivi geometrici e spiralici dipinti su di essi o lo stile “Diana-Bellavista” caratterizzato da elementi decorativi semplici.
Il Museo offre la possibilità di ammirare anche manufatti e reperti legati alla pratica funeraria del popolo neolitico così come l’arte di lavorare la pietra trasformandola in utensili come lame, raschietti o frecce. Delle vere e proprie tracce di storia legate ad un posto così affascinante come Taranto.

Informazioni

Autore: Fabien Bièvre-Perrin - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Il MArTA si trova nell’ex Convento di San Pasquale di Babylon, nei pressi dei Giardini di piazza Garibaldi. È aperto tutti i giorni dalle 8 alle 19.
Per ulteriori informazioni sugli orari, chiamare il numero 099-4538639.

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