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Perché in Italia si vive più a lungo? Ecco le mosse da copiare da chi di lunga vita se ne intende.

L’Italia è tra i paesi più longevi d’Europa, con un’aspettativa di vita superiore alla media dell’Unione. Il segreto? Anzitutto la genetica, ma non solo.

Ci sono tanti fattori che, come i tasselli di un puzzle, combinati tra loro hanno portato al costante aumento dell’aspettativa di vita degli italiani, che sempre più spesso superano gli 85 anni d’età e, in alcuni casi, il secolo di vita.

Ci siamo ispirati ai luoghi italiani in cui si vive di più e abbiamo scoperto che alcune sane abitudini sono facilmente replicabili da tutti. Ecco quali. 

5. Legami familiari

Perché gli italiani vivono più a lungo: legami familiari

Vogliamo cominciare il nostro piccolo decalogo sulla longevità portandovi in Sardegna, per l’esattezza in quella porzione dell’isola che gli scienziati identificano come Zona Blu, un territorio cioè dove si registra un altissimo numero di centenari. 

Okinawa (Giappone), Nicoya (Costa Rica), Icaria (Grecia) e Loma Linda (California) sono tutte comunità longeve identificate come Zona Blu. In rappresentanza dell’Italia, sono i paesi sardi dell’Ogliastra e della Barbagia a contare un alto numero di persone che hanno già soffiato sulle cento candeline. 

Gli studiosi ritengono che tale fenomeno sia dovuto ad una costellazione di fattori, non soltanto genetici. Ecco che entra in gioco lo stile di vita, inteso come insieme di pratiche volte ad un’esistenza felice, attiva e inclusiva. Anche le relazioni sociali paiono essere sorprendentemente determinanti quando si tratta di longevità. 

Qui gli anziani, anche quando in età molto avanzata, continuano ad essere parte integrante della comunità e a partecipare alla vita sociale. I legami familiari in particolare sono assolutamente solidi, non c’è spazio per la solitudine e nemmeno per il riposo assoluto.

Prendersi cura dell’orto, fare giardinaggio, accudire i nipoti, dedicarsi alla cucina sono tutte attività prese molto seriamente dai “nonni” sardi che continuano ad avere un peso notevole nelle dinamiche familiari al pari di figli e nipoti. Stare insieme e rendersi utili a tutte le età. Che sia questo uno dei segreti per vivere a lungo? 

4. Mindfulness all'italiana

C’è un’immagine che più di altre sintetizza lo stile di vita all’italiana: una tavola imbandita circondata da persone. È un po’ un cliché, ma di quelli buoni: un pasto in compagnia è senza dubbio uno dei cardini della socialità made in Italy e a ben vedere è uno dei tanti aspetti da tenere maggiormente in considerazione quando si parla di longevità.

Lo stile di vita italiano è praticamente un marchio d’esportazione. Non è facile essere precisi quando se ne parla perché l’Italia è una realtà complessa, che da nord a sud passando per il centro e le isole prende forme e caratteri diversissimi. Ma ci sono delle costanti.

Gli italiani sono famosi per celebrare ogni aspetto della vita, dal tempo trascorso in famiglia o con gli amici, al buon cibo. Un calice di vino condiviso con chi si ama è come una medicina contro la tristezza e la bellezza, anche se non plateale e sfacciata come in una città d’arte, è sempre a portata di mano ovunque vi troviate, basta saperla cercare. 

Il ritmo di vita italiano impone un passo lento, o almeno, non sempre frenetico. Il tempo libero va assaporato e valorizzato, che si tratti di una pausa pranzo o di un weekend romantico. Gli italiani cercano di godere al massimo dei piccoli piaceri della vita e di stare nel momento presente. Una forma di mindfulness dolce e inebriante indispensabile per tenere lontano lo stress. 

Questa forma di relativa lentezza si rivela anche salutare e sebbene i tempi siano cambiati e specie in città i ritmi classici siano gli stessi delle metropoli di mezzo mondo, le abitudini più radicate, in particolare quelle buone, sono dure a morire. Parola d’ordine: prendersela comoda. 

3. Dieta mediterranea

Perché gli italiani vivono più a lungo: dieta mediterranea

Come evidenziato dalla nota rivista medica Lancet, quando si parla di italiani e longevità le abitudini alimentari giocano un ruolo fondamentale. Gran parte della popolazione riesce facilmente a portare in tavola cibi freschi e sani, e questo indipendentemente dallo status sociale e dal reddito. Ecco cosa fa la differenza. 

Lo stile di vita virtuoso da copiare è quello dettato dalla dieta mediterranea, il fiore all’occhiello della cultura alimentare non soltanto italiana ma dei popoli dell’area, accomunati da pratiche e abitudini conviviali, sociali e tradizionali molto simili tra loro.

Tutti possono approcciarsi al mangiare mediterraneo proprio per la sua semplicità: è un sistema alla portata di tutte le tasche, con un menu che vede la prevalenza di frutta e verdura fresche di stagione, cereali preferibilmente integrali, legumi e olio extravergine d’oliva. 

Seguire tale regime alimentare, unitamente a uno stile di vita sano, vuol dire mettersi al riparo dall’insorgenza di malattie insidiose, come diabete di tipo II, obesità e problemi cardiovascolari. Benefici comprovati da decenni di studi e che hanno portato al riconoscimento della dieta mediterranea quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO nel 2010. 

Il luogo simbolo in Italia, quello che più di altri ha legato ad essa la propria identità, è il Cilento, che custodisce i segreti per una lunga vita. È qui che negli anni Cinquanta lo scienziato statunitense Ancel Keys cominciò a studiare il legame tra longevità e bontà delle consuetudini dei locali in fatto di cibo. 

Il suo “studio dei sette Paesi” metteva a confronto Stati Uniti, Italia, Finlandia, Grecia, Yugoslavia, Paesi Bassi e Giappone sul piano delle rispettive diete per indagare quali eventuali ripercussioni avessero sulla salute. Keys arrivò alla conclusione che le abitudini mediterranee erano — e restano — le più favorevoli per contrastare l’incidenza di malattie cardiovascolari. 

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni si fa portavoce del modello di vita che la dieta mediterranea rappresenta e che da queste parti è anzitutto un forte simbolo dell’identità territoriale e culturale prima che un formidabile strumento di prevenzione. 

2. Alcol? Sì, ma con stile

Perché gli italiani vivono più a lungo. Alcol? Sì, ma con stile

Secondo le statistiche, l’Italia è tra i paesi europei in cui si consuma meno alcol in assoluto nonché uno dei luoghi dove si registrano meno problemi legati all’alcolismo.

La bevanda preferita in assoluto? Il vino, e non potrebbe essere altrimenti. Il “drink” per eccellenza che accompagna pranzi, aperitivi e cene degli italiani si porta dietro un fascino millenario. Il vino è storia, cultura e piacere da sempre.

In quantità moderate ha effetti favorevoli sulla prevenzione di malattie cardiovascolari, specie nelle persone anziane. Un bicchiere per le donne, due per gli uomini sono le quantità giornaliere da non superare e, in genere, normalmente integrate nella dieta della popolazione.

Torniamo un momento in Sardegna. Il locale Cannonau è particolarmente ricco di polifenoli. I leggendari centenari della regione sembra non ne facciano a meno. Si produce a partire dal vitigno grenache e contiene una quantità di antiossidanti ben superiore rispetto agli altri vini rossi.

Nei bar di paese lo riconoscete perché conservato in bottiglie senza etichetta, prodotto in vigneti vicini dai contadini del posto, e servito in bicchieri non molto grandi, quasi come fosse un caffè da offrire ad un amico. 

1. Passeggiare

Perché gli italiani vivono più a lungo: passeggiare

Le città italiane invogliano a camminare. Un po’ per la conformazione urbanistica, un po’ per abitudine e un po’ per il clima, sta di fatto che passeggiare è l’attività fisica preferita degli italiani che, alle volte per necessità e altre per piacere, passano una buona parte della loro giornata all’aperto.

In alcune zone è praticamente inevitabile farlo. Pensate ai tanti piccoli paesi peni di scale e vicoletti larghi giusto lo spazio di far passare una persona alla volta.

Tenersi allenati al di là della palestra è un vero toccasana. Molti italiani raggiungono il posto di lavoro a piedi, magari facendo sosta per un caffè e una brioche al bancone di un bar prima di raggiungere l’ufficio. Chi risiede in una delle città più bike friendly, preferisce optare per la bicicletta o il monopattino, alternative ecologiche e decisamente più salutari alla macchina.

Fare movimento è una parte importante della giornata e del tempo libero. Uscire a fare una passeggiata è di per sé un’attività di svago. Si va in centro a fare shopping oppure a mangiare un gelato e si incontrano amici e conoscenti con cui fermarsi per una chiacchierata mentre si percorre insieme un altro tratto di strada. Il movimento come stile di vita.

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