Scopri 5 curiosità sulla tradizione veneziana della Festa del Bocolo, un simbolo d'amore e cultura della Serenissima.

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Il 25 aprile a Venezia si respira un'atmosfera unica. Festa di San Marco, patrono della città, e Festa del Bocolo si intrecciano in un connubio di storia, romanticismo e tradizione. In questa giornata, la città si tinge di rosso. Viene donato un bocciolo di rosa, simbolo d'amore eterno e fedeltà, dagli innamorati alle loro compagne.

Ma da dove nasce questa usanza così suggestiva? Scopriamo insieme le leggende, le curiosità e gli eventi che rendono la Festa del Bocolo un'esperienza imperdibile per chi visita Venezia in primavera.

5 curiosità sulla Festa del Bocolo di Venezia

5 curiosità sulla Festa del Bocolo di Venezia

Sapevi che dietro dietro questa romantica tradizione si celano più di una leggenda? Entriamo nell’anima della festa e scopriamo cinque fatti sorprendenti sulla Festa de Bocolo.

Ogni particolare di questa celebrazione nasconde storie e simboli: dalla leggenda di Maria e Tancredi che rivive nel dono di un bocciolo rosso, al misterioso roseto dell'amore legato a Basilio, dalla solenne processione in Piazza San Marco ai moderni bocoli umani, fino ai sapori autentici della tradizione veneziana. Questi dettagli tessono la trama di una festa che è essenza pura della cultura e dell'identità di Venezia.

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5. La leggenda di Maria e Tancredi

Festa del Bocolo leggenda di Maria e Tancredi

La prima leggenda da cui si ritiene abbia origine la tradizione del bòcolo narra dell'amore tra Tancredi e la giovane Vulcana, soprannome di Maria Partecipazio, figlia del patrono veneziano Orso Partecipazio.

Vulcana, una ragazza dai capelli biondi e di nobile famiglia, era chiamata così per i suoi occhi neri e ardenti. Quegli stessi occhi avevano conquistato il giovane Tancredi, un trovatore di una casta completamente diversa dalla sua.

Per convincere suo padre ad accettare il matrimonio con Tancredi, Vulcana spinse il giovane a partire per la guerra con l'imperatore Carlo Magno contro i Mori di Spagna. Tancredi, innamorato di Vulcana, accettò senza esitazione e si distinse per le sue imprese e il suo valore in battaglia, ottenendo così il permesso di sposare una giovane donna patrizia come Vulcana.

Un giorno, però, durante una battaglia, Tancredi fu ferito e morì. La tradizione popolare narra che il giovane trascorse gli ultimi istanti della sua vita in un roseto: lì, prima di morire, colse una rosa sporca del suo sangue e chiese al suo compagno Orlando (lo stesso della Chanson De Roland) di portarla a Venezia per consegnarla alla sua amata come ultimo segno del suo amore.

Orlando mantenne la promessa e arrivò a Venezia proprio alla vigilia della festa di San Marco, consegnando la rosa a Vulcana, che la accettò congelata dal dolore per la perdita del suo futuro sposo. La mattina successiva, il 25 aprile, festa di San Marco, le ancelle di Vulcana la trovarono morta sul suo letto con la rosa rossa di Tancredi sul petto. Da quel giorno, in memoria di questo amore sfortunato, gli uomini hanno l'usanza di regalare il bocciolo di una rosa rossa alle loro amate.

4. Basilio e il roseto dell’amore

Festa del Bocolo Basilio e il roseto dell’amore

Un’altra leggenda, invece, racconta di un certo Basilio, un servo che aveva aiutato Rustico da Torcello e Bono o Tribuno da Malamocco a rubare le reliquie di San Marco da Alessandria d'Egitto. Come ricompensa, Basilio aveva portato con sé anche una parte del roseto che era cresciuto sulla tomba dell'Evangelista.

Una volta tornato a Venezia, nella sua casa alla Giudecca, Basilio piantò subito le rose nel suo orto, le quali continuarono a fiorire anche dopo la sua morte, ma solo finché vi era armonia tra i suoi discendenti. Quando iniziarono le discordie tra i membri della famiglia di Basilio, la pianta smise di fiorire, nonostante continuasse a crescere.

Tutto cambiò il 25 aprile di un anno non ben specificato, quando una ragazza della famiglia dei discendenti di Basilio notò un giovane della famiglia rivale che la guardava con interesse. Tra i due nacque subito un amore. Da quel momento, il roseto tornò a fiorire e il ragazzo lanciò un bocciolo di rosa alla ragazza come segno d'amore.

In ricordo di questo evento, i veneziani iniziarono a regalare un bocciolo di rosa rossa nel giorno di San Marco.

3. La Processione in piazza San Marco

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Il 25 aprile, il giorno della Festa del Bocolo, si festeggia anche San Marco. La tradizione di celebrare San Marco in modo sontuoso ogni 25 aprile risale all'epoca della Serenissima. Un famoso dipinto di Gentile Bellini della fine del XV secolo, conservato nelle Gallerie dell'Accademia rappresenta questa tradizione.

Nel dipinto si può vedere una lunga processione con il Doge in testa. Egli è preceduto solo dai portatori di bandiere, dai trombettieri e dai simboli della Serenissima.

Seguono poi personaggi vestiti di bianco, che portano candele e un baldacchino, e sono i membri della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, per cui il dipinto era originariamente destinato. Al centro della scena, in una posizione leggermente più bassa, si può vedere la cassa che contiene la reliquia del Santo.

Oggi, la Festa di San Marco è meno sontuosa di un tempo e ha soprattutto un carattere religioso. Comprende una messa solenne nella Basilica di San Marco e i Vespri nel tardo pomeriggio.

Il 25 aprile si tiene anche la cerimonia di consegna del premio San Marco per valorizzare le eccellenze di Venezia. I vincitori vengono premiati nella Sala del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale, alla presenza del Sindaco.

Un'emozionante performance artistica ha reso omaggio alla Festa del Bocolo nel 2014. In Piazza San Marco, l'opera "Una Rosa per Venezia" di Elena Tagliapietra ha preso vita.

Centinaia di persone, vestite di rosso, si sono disposte a formare un immenso bocciolo di rosa, visibile solo dall'alto. Un'immagine suggestiva che ha immortalato l'amore per la città e la tradizione del Bòcolo.

L'opera, simbolo di unione e passione, ha avuto un tale successo che è stata replicata negli anni successivi, diventando un'icona della Festa del Bocolo.

Durante la Festa del Bocolo a Venezia, oltre a regalare il bocciolo di rosa, si gustava un piatto tipico: i "risi e bisi", ovvero riso con piselli. Secondo la tradizione, questa zuppa fu introdotta a Venezia durante l'epoca bizantina e veniva servita ai Dogi il 25 aprile.

Approfitta dell'occasione per assaporare anche altre specialità della cucina veneziana come il baccalà mantecato, le lasagnette al nero di seppia e le sarde in saor. Durante una passeggiata nel centro, non dimenticate di provare le deliziose fritoe, gustose frittelle all'uva sultanina ricoperte di zucchero.

Cosa fare durante la Festa del Bocolo 2024

Festa del bocolo 2024

Durante la Festa del Bocolo 2024, il tessuto culturale di Venezia si arricchisce di eventi imperdibili. Anche quest’anno sarà possibile vedere in Piazza San Marco il Bocolo umano. L’evento è previsto per le 12:00. Poi, nel pomeriggio, alle 16:00 le campane di tutte le chiese di Venezia suoneranno a festa, un’occasione per immergersi nell’atmosfera solenne della città in festa. Ma lo spettacolo tradizionale della Festa di San Marco avrà luogo tutto il giorno, culminando alle 17:00 con la consegna del Premio San Marco nel prestigioso Palazzo Ducale.

Venezia ha molto da offrire, girando tra le sue strade e canali è quasi impossibile non rimanere ammaliati da cotanta bellezza. Per rendere più ricca e interessante la tua visita considera di affidarti a una guida esperta per conosce Venezia come un local e non solo.

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