In Italia ci sono alcuni borghi davvero unici al mondo. Alcuni famosi per la loro storia ed altri molto particolari per il loro “profilo”. Centuripe possiede entrambe queste caratteristiche. Quello che però balza all’occhio è la sua sagoma, che richiama subito qualche somiglianza con alcune forme. A te cosa sembra?

Il borgo

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Centuripe è un piccolo borgo siciliano di 5000 abitanti, in provincia di Enna. Osservandone un’immagine ripresa dall’alto è impossibile non notare una somiglianza con la sagoma di una persona distesa sulla schiena, con braccia e gambe divaricate. Date anche le piccole dimensioni, è il caso di dire che si tratta proprio di un borgo a misura d’uomo! Le percezioni sono comunque sempre molto soggettive. Infatti c’è anche chi associa l’immagine alla forma di una stella marina. In gergo tecnico si dice che la sua planimetria è “polilobata”, ovvero che dal centro dell’abitato si sviluppano varie ramificazioni in più direzioni; 5 in questo caso. In realtà il motivo di questa conformazione è legato all’orografia del territorio. Vale a dire che l’andamento delle costruzioni segue, quasi obbligatoriamente, la morfologia naturale dei rilievi.

Storia

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L’essere umano frequenta quest’area fin dalla Preistoria, ma la fondazione del sito, col nome di Kentoripa, si deve agli antichi greci. La città, come tutta la Sicilia, subì poi molte dominazioni: romani, arabi, normanni ed infine angioini, che la distrussero completamente. Venne rifondata nel XVI secolo col nome di Centorbi, mantenendo grossomodo la stessa planimetria d’epoca medievale. Nell’800, il Consiglio Comunale emanò un decreto con cui si adottava ufficialmente l’attuale nome di Centuripe. Oggi, non solo il borgo, ma tutta l’area circostante è una felice meta turistica, per quanti amano scoprirne l’intensa storia stratificata nella sua forma.

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Cosa vedere

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Data la sua lunga e travagliata storia, questo borgo è una vera perla archeologica. Molte delle attrazioni sono nascoste nell’abitato, ma il luogo che meglio di ogni altro ne racconta il passato è il Museo Archeologico Regionale. I reperti ed i capolavori d’arte antica che conserva sono davvero spettacolari. Anche i dintorni celano tesori davvero da scoprire. Ad esempio a pochi chilometri dal centro si trovano due antichi ponti: quello romano e quello saraceno, più vicino al comune di Adrano. E poi ancora le Terme Romane, in Contrada Bagni. Pochi chilometri più in là, c’è il Castello di Corradino, che a dispetto del nome è in realtà un monumento funerario d’epoca imperiale. Dal sito, che si può visitare gratuitamente, si può anche godere di una splendida vista che il panorama della piana catanese offre.   

Curiosità: il gemellaggio più antico della storia

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Negli anni ’60, in un sito in Contrada Crocefisso, è stato ritrovato un reperto archeologico molto particolare. Un’epigrafe, cioè una lastra in pietra con incisa un’iscrizione in Dorico (un dialetto greco). Il contenuto tratta del rinnovo del rapporto di “parentela” avvenuto nel II secolo a.c. tra la città di Centuripe e quella di Lanuvio, nel Lazio. Secondo una leggenda infatti i Siculi ed i Latini, antichi popoli preromani, vantavano la stessa origine mitica. Discendevano cioè direttamente da Enea, l’eroe leggendario che fuggendo da Troia diede avvio alla storia romana. Con questo documento si ribadiva quindi una specie di “fratellanza” tra i due popoli, denominata per la precisione cognatio. Ad oggi questa risulta essere la più antica testimonianza di ciò che oggi definiremmo un gemellaggio.

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