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Nel cuore del Lazio, sorge Anagni, antica ‘città saturnia’ divenuta famosa come ‘città dei Papi’ e fiore all’occhiello del medioevo. Scoprila con noi. 

A circa due ore di viaggio da Roma, nella provincia di Frosinone - e in quel territorio noto come Ciociaria nel Lazio - sorge l’affascinante cittadina di Anagni, fiore all’occhiello dell’Italia medievale e simbolo di prosperità politica, economica e culturale del tempo.

Conosciuta come ‘città dei Papi’ e per il famoso episodio dello schiaffo subito da Bonifacio VIII, evento che ha cambiato il corso della storia italiana ed europea, non tutti sanno invece che oggi Anagni è una meta turistica davvero interessante e ricca di bellezze architettoniche, tradizioni folkloristiche e sapori della buona tavola. Vuoi saperne di più? Continua a leggere!

Le origini di Anagni

La ricca storia di Anagni passa anche attraverso la gloria dell'Impero Romano

Secondo la leggenda, Anagni è una delle celebri Saturnie fondate dal dio Saturno durante l’età dell’oro ed è stato a lungo luogo sacro degli Ernici, l’antico popolo italico che abitava queste terre. La sua origine mitica sarebbe confermata anche dal complesso di mura ciclopiche, caratteristiche anche di altre località vicine, un’architettura megalitica nella regione del Latium vetus.

Passata sotto il controllo di Roma e con la crescente egemonia dell’Urbe e del suo impero, questa cittadina laziale ha mantenuto la sua rilevanza religiosa divenendo ambiente ideale per la costruzione di templi e luoghi di culto, prima pagani (tra cui anche un mitreo, legato al culto di Mitra) e successivamente cristiani. Il passaggio dei Romani nel territorio è testimoniato ancora oggi dai ruderi delle ville rustiche, in particolare Villa Magna presso la valle del Sacco.

Insomma, il carattere divino di Anagni è innegabile fin dalle sue origini. Se per molti secoli nell’era post-romana la città ha vissuto in sostanziale anonimato, l’epoca del suo massimo prestigio sarebbe giunta dopo l’anno Mille nel cuore del medioevo, divenendo l’effettiva sede papale nonché luogo di nascita dei pontefici del tempo - in particolare Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII. Da qui nasce la celebre denominazione di ‘città dei Papi’.

La prosperità medievale di Anagni

Visuale della cattedrale di Santa Maria Annunziata ad Anagni

Appartenente allo Stato Pontificio, fu dapprima libero comune sotto l’influenza della famiglia Conti di Segni e nel corso del Duecento la signoria della città passò alla famiglia Caetani, raggiungendo l’apice del suo splendore. Anagni divenne uno dei massimi centri urbani del medioevo, contando circa 50.000 abitanti (più del doppio della popolazione odierna) e accentrando tra le sue mura un grande potere politico, religioso, economico, culturale e artistico.

La città fu il principale teatro dello scontro per l’egemonia del potere temporale della Chiesa rispetto a quello dei sovrani europei, nonché della rivalità locale tra i Caetani e i Colonna. Questi ultimi fiancheggiarono Filippo il Bello nella disputa sempre più accesa tra la Francia e il Papato, rendendosi protagonisti del famoso schiaffo di Anagni ai danni di Bonifacio VIII il 7 settembre 1303 prima dell’emanazione di una vera e propria scomunica ai danni del re d'oltralpe: un evento che ha fatto la storia, portando rapidamente alla morte del Papa reggente, al trasferimento della sede pontificia presso Avignone e al decadimento della città.

Oggi Anagni si gode il proprio passato glorioso e la sua nuova veste: è una delle mete turistiche più suggestive del Lazio con un pacchetto di esperienze da scoprire, da vivere e da gustare.

Anagni da scoprire: le bellezze architettoniche

Nei luoghi in cui viene fatta la storia è sempre possibile trovare testimonianze tangibili del suo passaggio. Uno di questi è certamente Anagni, dove gli splendidi edifici medievali ancora oggi impreziosiscono il paesaggio cittadino.

La Cattedrale di Santa Maria Annunziata

La maestosa cattedrale di Santa Maria Annunziata, costruita in circa trent’anni sui resti dell’antica acropoli e completata nel 1104, spicca come simbolo della città e sede della diocesi locale.

L’estetica della cattedrale è da sempre il suo punto di forza e, sia all’esterno sia all’interno, l’incontro tra lo stile romanico e lo stile gotico producono un effetto di meraviglia nello sguardo dei visitatori. Il suo campanile, alto circa 30 metri, domina il centro storico dall’alto e conferisce solennità alla struttura. L’ambiente interno si compone di tre navate ed è arricchito dall’incantevole pavimento in stile cosmatesco - una particolare forma di mosaico in marmo - realizzata nel 1231.

Ma il gioiello più prezioso è anche quello più nascosto: la cripta di San Magno, conosciuta anche come la ‘Cappella Sistina del medioevo’, uno spazio di oltre 500m2 con pavimento cosmatesco e completamente affrescato con immagini che narrano della genesi del mondo, della creazione degli uomini e della loro salvezza, nonché delle vite e dei miracoli del Santo protettore e di altri martiri.

Di fianco alla cripta, infine, in concomitanza con l’antico mitreo si trova un ambiente molto suggestivo e anch’esso affrescato: il reliquiario di San Tommaso Becket, martire di origine inglese caratterizzato come difensore delle prerogative papali rispetto al potere temporale dei sovrani.

Scopri come visitare la Cattedrale di Anagni

I palazzi storici anagnini

Il Palazzo della Ragione, costruito a metà del XII secolo con la supervisione di Jacopo d’Iseo, è da sempre il cuore dell’attività politica e amministrativa di Anagni. Sulla facciata esterna del muro settentrionale, ancora oggi si distinguono gli stemmi della città e delle famiglie Caetani e Orsini. All’interno del Palazzo fu costruita anche la Sala della Ragione, un ambiente monumentale che, oggi come allora, ospita eventi culturali e congressi.

Il tour tra l’architettura anagnina si compone di altre due tappe fondamentali. La prima è il Palazzo di Bonifacio VIII, ritenuto il luogo esatto dove si consumò il famoso schiaffo, presumibilmente edificato all’inizio del Duecento e oggi sede di un museo ricchissimo di collezioni, pezzi d’arte e reperti di epoca protostorica, romana e medievale; sono visitabili anche le tre grandi sale - delle Oche, del Giubileo e delle Scacchiere - arricchite da affreschi e decorazioni d’epoca. La seconda è Casa Barnekow, palazzo edificato nel XIII secolo che prende il nome dal nobile svedese che lo acquistò a metà Ottocento e, secondo la tradizione, ospitò Dante Alighieri durante il suo soggiorno in città. 

Una città così ricca di storia non poteva non essere un importante centro culturale e folkloristico. In particolare, il mese da segnare sul calendario è agosto. Il motivo? La festa di San Magno.

La data precisa della celebrazione è il 19 agosto, ma per gli anagnini essa rappresenta solamente il momento più solenne della festività dal punto di vista religioso. Infatti, la tradizione prevede anche numerosi eventi di grande suggestione e rievocazione storica, come le sfilate delle contrade cittadine da Porta Cerere alla cattedrale, la benedizione e gli attesissimi palii.

La sfida tra le contrade è sicuramente il momento che accende maggiormente i cuori dei cittadini. Il Palio di Santa Chiara segna l’inizio del periodo di festa di Anagni e si caratterizza per la classica gara di tiro con l’arco. Le celebrazioni si chiudono, invece, con il Palio di San Magno: dopo la tradizionale processione e la benedizione dei cavalli e dei fantini in gara, prende il via la competizione della giostra all’anello dove il cavaliere lanciato al galoppo deve colpire con una lancia un anello collocato su un fantoccio. Un vero e proprio tuffo nella cultura dei giochi medievali.

Anagni da gustare: Panpepato e Cesanese del Piglio

Arrivati al termine del nostro viaggio ad Anagni è proprio ora di mettere qualcosa sotto i denti. Sì, se te lo stai domandando, questa città sa come deliziare il palato dei propri turisti!

Uno dei più famosi piatti anagnini è il Panpepato. Si tratta di un panetto natalizio tipicamente a base di farina, frutta secca (soprattutto noci, nocciole, mandorle e pinoli) e mosto di uva cotto o miele. L’origine di questo dolce risale agli anni del massimo splendore della città e questo fattore fa sorgere il dubbio sull’effettivo significato del suo nome: alcuni ritengono che indichi effettivamente il suo sapore speziato, ipotesi avvalorata nei secoli successivi dall’aggiunta di ingredienti - come il cacao, la cannella e il pepe - a questa lavorazione; altri ritengono che si tratti banalmente di un rimando alla parola ‘papato’, che di certo da queste parti suona familiare.

Ad Anagni viene prodotto il vino rosso Cesanese del Piglio

E se volessimo sorseggiare dell’ottimo vino assaggiando queste specialità, allora non c’è alcun dubbio: il Cesanese del Piglio DOCG. Viene prodotto in tutta la zona del frusinate compresa tra i Monti Ernici e la valle del Sacco e la sua gradazione alcolica oscilla tra il 12% e il 14% a seconda della lavorazione - base, superiore e riserva. Questa qualità di vino rosso è considerata un’eccellenza a livello nazionale e ha ottenuto importanti riconoscimenti al Concorso Nazionale Vini DOC e DOCG di Asti e il Salon International des Vins et Spiritueux di Montréal.

Stai pensando di viaggiare nel Lazio? Non perdere l’occasione di lasciarti meravigliare dal fascino e dalla grande storia racchiusa tra le mura della città dei Papi!

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