Siete pronti a iniziare questo itinerario in una Roma a misura di bambino? Ecco le nostre idee per rendere indimenticabile il loro viaggio.

Roma è la città più estesa d’Italia e, con la sua vasta superficie, offre 1.285 kmq di opportunità e possibilità per ogni tipo di visitatore: dagli itinerari storico-culturali o enogastronomici passando per il turismo religioso e quello balneare, montano, lacustre, naturalistico o termale. Tra Roma, la provincia ed il resto del Lazio, avrete tutto ciò che potete desiderare a pochi chilometri dalla Città Eterna ed in qualsiasi momento dell’anno.

Chi viaggia con i bimbi al seguito, poi, sicuramente ha qualche esigenza in più rispetto agli altri. Indubbiamente, sarà necessario intrattenerli senza stancarli ma soprattutto farli divertire senza farli annoiare. La Capitale non delude nemmeno da questo punto di vista tra parchi ed aree verdi, parchi a tema e tante attrazioni capaci di incantare i più piccini. Qui, tuttavia, proporremo una nostra selezione di punti di interesse, quasi tutti a ridosso del centro storico, più o meno conosciuti ai turisti ma anche agli stessi romani. Ogni angolo della Caput Mundi cela e custodisce segreti, curiosità e peculiarità tutte da scoprire: una continua ed infinita scoperta. Siamo certi che i vostri bambini apprezzeranno e ricorderanno per sempre queste esperienze semplici ma speciali. Cominciamo?

Aguzzate la vista con le Chiese Gemelle di Piazza del Popolo

Le Chiese Gemelle

Se volete mettere alla prova l’abilità dei vostri bambini, non vi resta che recarvi in Piazza del Popolo e sfidarvi a chi trova più differenze tra Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli. Le due chiese, dette gemelle per un effetto ottico che le rende apparentemente indistinguibili, vennero edificate per volontà di Papa Alessandro VII, l'una nel 1675 e l'altra nel 1678 nella porzione nota come Tridente (ovvero Via RipettaVia del Babuino Via del Corso). Entrambi dedicati alla Madonna, gli edifici di culto rappresentavano una sorta di protezione da parte della Vergine per i pellegrini che entravano dalla Porta Flaminia. Inizialmente progettate da Carlo Rainaldi e completate dal Bernini coadiuvato da Carlo Fontana, sono l’espressione più autentica dello stile barocco.

Ma come mai sono dette chiese gemelle se in realtà non lo sono? La risposta va ricercata in un semplice problema di natura pratica. Originariamente previste per essere simmetriche, l’architetto Rainaldi si trovò a disposizione uno spazio inferiore nella parte sinistra della piazza rispetto alla porzione di destra. La questione si risolse realizzando una cupola ottagonale per Santa Maria dei Miracoli e una dodecagonale per Santa Maria in Montesanto. Inoltre, per la stessa ragione, la chiesa di sinistra ha una pianta ellittica e quella di destra una pianta circolare. A prima vista, però, se ammirate dal centro della piazza le due strutture sembrano perfettamente identiche. In tempi recenti, tuttavia, si è aggiunta un’altra differenza. Se non riuscite a vederla, ve la suggeriamo noi: la discromia tra le rispettive coperture. A seguito di un recente restauro, le tegole di Santa Maria dei Miracoli tendono ad un color grigio-blu carta da zucchero, mentre quelle di Santa Maria in Montesanto sono dell'originaria tonalità giallo crema. Se non ve lo avessimo detto, lo avreste notato?

Scoprite se siete sinceri con la Bocca della Verità

La Bocca della Verità

Nel Rione Ripa, a pochi passi dal Circo Massimo, la Bocca della Verità è un particolare monumento che sicuramente attirerà l’attenzione dei più piccoli. Dalla strada, la sua presenza passa quasi inosservata. Le numerose persone in fila e in attesa sono il segno che, nei pressi, c’è qualcosa di interessante. Un tombino! Ebbene sì, l’elemento ornamentale in marmo, in realtà, altro non è che la copertura di un tombino come spesso avveniva nell’Antica Roma. Dal 1630 circa, esso è murato in una parete del pronao della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin.

Col volto maschile barbuto e con occhi, naso e bocca cavi, probabilmente rappresenta una divinità fluviale, o forse Giove Ammone, che ingurgita l’acqua. Interpretato da altri come un oracolo, un fauno o il dio Oceano, certo è che questa decorazione suscita un senso di magia e mistero. Di chiunque si tratti, secondo la leggenda la mano di chi mente resterà incastrata inesorabilmente nella spietata bocca marmorea. Vi ricordate la scena del famoso film Vacanze Romane? Ecco, evitate di spaventare i bambini come Gregory Peck fece con Audrey Hepbrurn fingendo che la sua mano fosse rimasta intrappolata nelle fauci del celebre mascherone in marmo. L’attrice si spaventò sul serio durante le riprese e, in effetti, la scena risultò molto realistica. Perciò, fate in modo che sia un’esperienza divertente e non traumatica.

Stupitevi con la magia di Via Piccolomini

La Cupola di San Pietro da Via Piccolomini

Via Piccolomini, caratteristica e pittoresca stradina del quartiere Aurelio (tra via Aurelia Antica e via Gregorio VII), è un balcone che si affaccia sulla Cupola di San Pietro. Per i romani è un ritrovo per celebrare diversi eventi importanti tra cui il diciottesimo, il diploma o la laurea. I colori e le luci del tramonto rendono il romantico panorama il luogo ideale per una proposta di matrimonio. Resterete davvero a bocca aperta per l’impatto unico e suggestivo, nonché per il singolare effetto ottico a cui assisterete. Il Cupolone appare ancora più imponente e maestoso da questo angolo della città.

Percorrendo la via a piedi, in auto o in moto, sarete protagonisti di un’autentica magia. Più vi avvicinate verso la Cupola, più essa si rimpicciolisce. Al contrario, allontanandovi, sembra ingrandirsi e quasi inseguirvi man mano che vi spostate. Un trucco misterioso che, senza ombra di dubbio, incuriosirà e stupirà i bambini, ma non solo… Ma da cosa dipende? Si tratta di un “semplicissimo” gioco di prospettive che inganna i nostri occhi. Nella prima porzione di strada, circa 50 metri, il nostro sguardo è attirato in toto dalla Cupola, autentica protagonista che risulta incastonata dai palazzi presenti sia a destra che a sinistra. Continuando sulla via, il nostro sguardo tende ad avere una percezione diversa dello spazio che, a causa di un’illusione ottica, “rimpicciolisce” il monumento della cristianità per antonomasia. 

Assistete allo sparo del Cannone del Gianicolo

Con un autentico tuffo nella storia nel suggestivo quartiere di Trastevere, il cannone del Gianicolo è un'attrazione veramente entusiasmante. Il colle, che è stato scenario del Risorgimento e del processo che ha portato all’Unità d’Italia, è ancora oggi testimone di un antico rito che, puntuale, si ripete quotidianamente. Ogni giorno, alle ore 12.00 in punto, il cannone scandisce l’ora esatta per i romani e continua a stupire i turisti tanto incuriositi quanto affascinati. Un colpo a salve sincronizza, per così dire, le campane di tutte le chiese di Roma che suonano simultaneamente e in maniera coordinata l’ora esatta a mezzogiorno. Questa usanza, che ebbe origine il 1 dicembre 1847 per volere di Pio IX , si interruppe solamente durante la Seconda Guerra Mondiale per continuare fino ai giorni nostri, dal 21 aprile 1959.

Sembrerebbe che il cannone, trasferito qui nel 1904, fosse inizialmente collocato a Castel Sant’Angelo e successivamente sulle pendici di Monte Mario. Una volta sul Gianicolo, oltre alla spettacolare passeggiata e alla terrazza su un panorama mozzafiato della Capitale, potrete ammirare i busti di numerosi personaggi storici e le statue di Garibaldi e Anita a cavallo. Un viaggio nel tempo per ripercorrere le orme di chi ha combattuto per la nascita dell’Italia, un’emozione unica per voi e per i vostri bambini. Infine, se vi trovate qui il sabato e/o la domenica, tra le 10.30 e le 13.00, non perdete il tradizionale Teatrino dei Burattini del Gianicolo con spettacoli pensati proprio per le famiglie. 

Guardate il cielo dall'Oculus del Pantheon

L'oculo del Pantheon

Se volete osservare uno spicchio di cielo da una prospettiva del tutto singolare, il Pantheon è il posto giusto per voi e i vostri bambini. La grandiosa struttura viene fatta risalire al 27 a.C. quando Marco Vipsanio Agrippa (genero e collaboratore di Augusto) ne avviò la realizzazione. Un fulmine causò la distruzione dell'edificio nel 110. Si dice che venne restaurato da Adriano, mentre secondo altri fu restaurato più volte da Apollodoro per volere di Traiano, poi demolito e ricostruito da Adriano. Il tempio romano, dal termine greco pántheon “di tutti gli dei” è dedicato a tutte le divinità. Esso è un esempio unico al mondo sia per l’eccellente stato di conservazione che per le sue maestose proporzioni, nonché per l’imponente cupola. Per via della forma della struttura centrale, il Pantheon è conosciuto anche come rotonda, appellativo che dà il nome alla piazza stessa.

La protagonista indiscussa è la cupola, con i suoi 43,44 metri di diametro interno, la più grande mai realizzata in calcestruzzo non armato. Internamente è costituita da 28 cassettoni, detti lacunari, disposti su 5 ordini orizzontali. Al centro della cupola, l’unica fonte di illuminazione naturale è l’Oculus ovvero un’apertura circolare di 9 m di diametro. Oltre a consentire l’ampliamento dello spazio interno, il particolare fascio di luce che penetra da questo foro ha permesso di effettuare studi di astronomia e di osservare particolari fenomeni a seconda del periodo dell’anno. Scoprirete, con non poca meraviglia, che il Pantheon, come numerosi monumenti antichi, non era orientato solo geograficamente ma anche astronomicamente in base ai punti cardinali in cui sorge o tramonta il sole, ai solstizi e agli equinozi. Esso è la testimonianza del genio dell’architettura dei Romani: l’edificio, nel corso dei secoli, ci è giunto praticamente intatto.

Scoprite un piede gigante in Via del Pie' di Marmo

A pochi passi dal Pantheon, vi imbatterete in qualcosa di davvero inusuale e che, sicuramente, catturerà l'attenzione di grandi e piccini. Un enorme piede di marmo collocato su un piedistallo darà vita alle più fantasiose storie. Esso è situato proprio in Via del Pie' di Marmo dando il nome a questa caratteristica stradina del Rione Pigna. Reperto dalle sembianze apparentemente egizie, questo frammento è ciò che resta di una colossale statua proveniente da un tempio dedicato alle divinità egizie Iside e Serapide (questo di campo Marzio, da sempre è considerato il luogo di culto isiaco principale a Roma, nonché il più fastoso). Difficile stabilire cosa rappresentasse la scultura, se fosse di un una figura maschile o femminile. Con una lunghezza di ben 123 centimetri, si ipotizza con molta probabilità che il piede appartenesse ad una statua di oltre 8 metri di altezza. Viste le dimensioni, è quasi logico credere che si tratti dei resti una statua di culto.

Era una divinità, un sacerdote o sacerdotessa? Il personaggio era in piedi o seduto? Stando alle ipotesi di alcuni studiosi, probabilmente, si trattava proprio della dea Iside. Il piede risulta scolpito a partire da un unico blocco marmoreo comprensivo di base. Lo stato di conservazione non è dei migliori, anzi, al contrario il piede risulta molto deteriorato a causa del trascorrere del tempo, per le vicissitudini storiche e, ovviamente, per l’esposizione prolungata agli agenti atmosferici. Tuttavia, sarà divertente inventare delle storie con i bambini per scatenare la loro creatività tra storia, leggenda e immaginazione.

Esplorate il Museo Storico dei Vigili del Fuoco

Quasi tutti i bambini sognano di fare il pompiere e di domare un incendio. Quale miglior luogo se non il Museo Storico dei Vigili del Fuoco? A due passi dalla Piramide Cestia, il museo consente di conoscere da vicino il corpo dei Vigili del Fuoco. Situato nel retro della caserma De Jacobis (distaccamento Ostiense) nel Rione Testaccio, è visitabile solo su prenotazione (tranne la domenica e i giorni festivi). Sarà un viaggio entusiasmante per capire cosa fanno i pompieri che ogni giorno sono impegnati nella tutela delle persone. Da 20 anni, esattamente dal 18 aprile 2002, mediante raffigurazioni a tema e scenografie si ripercorre l’evoluzione di come erano organizzati i soccorsi, sin dai tempi degli Antichi Romani, quando si chiamavano Militia Vigilum.

Durante la visita, si entrerà a contatto con personaggi, papi, imperatori e ci si immergerà in suggestive ricostruzioni scenografiche che riproducono gli eventi più tragici che hanno colpito la città di Roma: l’incendio di Nerone nel 64 d.C., quello dell’847 che rischiò di distruggere la Basilica di San Pietro e il bombardamento del 19 luglio 1943. Interessante la sezione adibita ai sistemi antincendio, con spazi espositivi dedicati alle diverse specializzazioni (sommozzatori, elicotteristi, soccorso speleo-alpino-fluviale). Inoltre, una sala multimediale proietta filmati per educare alla prevenzione degli incendi soprattutto in ambito domestico. Un percorso affascinante da cui uscirete sicuramente entusiasti e con qualche nozione in più.

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