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La magnificenza architettonica e la copiosità di tesori presenti nella Certosa di San Lorenzo a Padula lo rendono uno dei complessi monastici di maggior interesse architettonico a livello europeo.

Il Parco Nazionale del Cilento è un immenso complesso culturale, storico e ambientale che racchiude talmente tanti tesori da farne una rubrica a parte nella nostra sezione Unesco Campania. Il primo articolo lo abbiamo dedicato al borgo fantasma di Roscigno, che nasconde una storia incredibile. Oltre al suggestivo paesino, nel suddetto articolo troverete le informazioni sui criteri che hanno permesso l’iscrizione ufficiale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula nella lista dei siti Unesco nel 1998. Di seguito, invece, vi raccontiamo del bellissimo e antico monastero di Padula, il cui nome originale è Certosa di San Lorenzo.

Il borgo di Padula e la sua Certosa

Immerso nella splendida natura del Vallo di Diano, Padula è un piccolo borgo in provincia di Salerno, il cui antichissimo passato ha visto il passaggio di numerosi popoli. Abitata fin dal XII a.C., Padula fu preda di Enotri, Lucani, Romani e anche di incursioni di popolazioni barbariche. Verso la fine del 1200, l’importante famiglia nobile dei Sanseverino assunse il comando della città. Fu proprio uno dei suoi membri che, agli inizi del 1300, finanziò la costruzione di quello che poi sarebbe diventato il più celebre complesso monastico della città, una delle principali mete del turismo religioso in Campania e uno dei monumenti più suggestivi del patrimonio artistico italiano. Ad oggi, la Certosa di San Lorenzo è riconosciuta tra le più vaste d’Europa.

Storia

Primo monastero certosino a essere eretto in Campania, la Certosa di Padula fu realizzata su commissione di Tommaso di San Severino nel 1306 e dedicata a San Lorenzo. Nonostante la sua costruzione risalga al medioevo, la struttura odierna presenta uno stile principalmente barocco. Questo perché i lavori continuarono fino al XIX secolo, con moltissimi rifacimenti, restauri e ampliamenti, di cui i più rilevanti ebbero luogo proprio durante la metà del Cinquecento. Dell'impianto originale restano lo splendido portone della chiesa (seconda metà del XIV secolo) e le volte a crociera della chiesa stessa. 

La ristrutturazione

L’influente conte di San Severino cedette la Certosa all’ordine dei certosini, i quali lasciarono Padula agli inizi del 1800. Durante gli anni del dominio francese del Regno di Napoli, infatti, i monaci furono privati dei loro possedimenti e la Certosa soppressa. La struttura restò a lungo in uno stato di precarietà, a causa del quale buona parte del patrimonio artistico e bibliografico contenuto al suo interno andò disperso. Verso la fine dell’800, poi, la Certosa fu dichiarata monumento nazionale, ma bisognò aspettare altri cento anni prima che i lavori di restauro della struttura cominciassero: all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso, la Soprintendenza per i Beni architettonici di Salerno prese in consegna la Certosa e cominciò l’opera di ristrutturazione.  

La struttura

L’affascinante monastero barocco si estende su di un’area di oltre 50.000 m² ed è composto principalmente da un cortile di ingresso con gli ambienti di lavoro, dalla chiesa, quattro chiostri e un giardino all’italiana. L’'impianto architettonico si divide in due grandi aree funzionali, tipica ripartizione delle strutture certosine che seguono la rigida regola della vita basata su lavoro e contemplazione. Nella cosiddetta “casa bassa” rientrano i luoghi di lavoro (granai, stalle, lavanderie e campi da coltivare). Collocata a contatto con il mondo esterno, quest’area era destinata alle attività di sostentamento della comunità certosina. La cosiddetta “casa alta”, invece, rappresenta la zona di residenza dei monaci e racchiude gli spazi dove questi ultimi praticavano il silenzio e la meditazione.

Gli ambienti della Certosa

All’ingresso vi è il cortile, circondato da stalle, lavanderie e altri luoghi di lavoro. Ci si addentra, poi, nel Chiostro della Foresteria. Procedendo dal lato orientale, si erge la bellissima Chiesa. Lungo il percorso, si ha accesso al Chiostro del cimitero antico, al Refettorio e alla cucina. Sul lato occidentale, invece, si apre il Chiostro dei Procuratori che porta verso l'appartamento del Priore, le cui sale conservano alcune testimonianze settecentesche della Certosa e ospitano il museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, ove si conservano i numerosi reperti archeologici rinvenuti in quella zona geografica. Una magnifica scala elicoidale porta alla Biblioteca, mentre su numerosi porticati si susseguono le celle dei certosini. Proseguendo oltre, nel cuore del complesso, si apre il maestoso Chiostro grande. In fondo, uno splendido scalone ellittico (chiuso all'esterno da una torre ottagonale) conduce al primo piano del chiostro stesso. Infine, a chiudere l’intero complesso, si apre il meraviglioso giardino all’italiana.

Il Cortile

L'ingresso alla Certosa si apre in un ampio cortile a forma rettangolare. Qui, vi erano le officine, le stalle, la farmacia e i granai. Oltre che la zona del complesso dedicata al lavoro, questo era quasi l’unico luogo dove avveniva il contatto dei monaci con l'esterno.

Il Chiostro della Foresteria

Il chiostro della Foresteria risale ai rifacimenti cinquecenteschi. È costituito da un portico (con una fontana seicentesca posta al centro) e da un loggiato, da dove si scorge la Torre dell’orologio. La struttura si snoda su due livelli connessi da una maestosa scalinata ellittica a doppia rampa. Gli ambienti del piano superiore sono interamente adornati da cicli di affreschi, mentre il piano inferiore è caratterizzato da sculture in gesso. Il primo era utilizzato per ospitare le illustri personalità che soggiornavano nella Certosa, mentre il secondo conduceva ad altri ambienti, quali la chiesa e le ex celle dei monaci.

La Porta della Chiesa

Prima ancora di entrare negli spazi interni, la porta della chiesa merita una particolare attenzione. Costruita in legno del Libano, la porta è uno dei pochi reperti della struttura originale trecentesca giunti fino a noi. È ornata di cornici a rilievo rappresentanti lettere gotiche abbinate a episodi della vita di San Lorenzo.

La Chiesa

Attraversando la porta, la struttura interna dà un grande impatto scenografico in stile barocco. Costruita su un impianto gotico, la chiesa è decorata da preziosi marmi e un maestoso pavimento di maioliche. Inoltre, la struttura conserva numerosi e bellissimi affreschi risalenti al XVI, XVII e XVIII secolo. Il muro centrale divide la Chiesa in due aree: una, più piccola, riservata ai conversi che si accingevano ad intraprendere il cammino verso la clausura; l’altra, più grande, era riservata ai Padri, cioè i veri e propri monaci. Accanto alla chiesa, vi sono 4 maestose cappelle laterali: quella dell’Ecce Homo, quella del Crocifisso, quella delle Sante Reliquie e quella di San Giovanni Battista.

Il Chiostro del Cimitero

Il chiostro del Cimitero è così chiamato in quanto vecchio cimitero dei conversi ed è frutto di rifacimenti risalenti al XVIII secolo. Non a caso, l’ambiente è ricco di targhe, sculture, lapidi e rilievi. Qui, vi è anche la porta che conduce alla cappella del Fondatore, dedicata a Tommaso Sanseverino.

Il Chiostro dei Procuratori

Il chiostro dei procuratori risale al XVIII secolo ed è composto da un portico al piano terra e da un piano superiore. Nel primo, vi era situato il refettorio dei conversi, mentre nel secondo vi erano gli alloggi dei procuratori e l’antica biblioteca. Al centro del chiostro, si erge una graziosa fontana in pietra raffigurante un delfino e altri animali.

Il Chiostro grande

Il chiostro grande rappresenta uno dei punti di maggiore interesse dal punto di vista architettonico e artistico. Sviluppato su due livelli, il Chiostro grande risulta essere tra i più grandi d’Europa grazie ai suoi quasi 15.000 m2 di estensione. Fu costruito tra il XVI e il XVIII secolo come punto di congiunzione tra la zona di clausura e quella più esterna. Presenta due maestosi ordini di portici, lungo i quali si aprono le dimore dei certosini. In fondo, si raggiunge la bellissima torre ottagonale con lo scenografico scalone ellittico.

Il giardino

La Certosa è completamente avvolta dal verde: un meraviglioso giardino all’italiana, frutto di rifacimenti settecenteschi, la incorniciano rendendola ancora più maestosa. La struttura è a croce, con al centro posta una fontana risalente al XVII secolo. Questo magnifico spazio esterno era presumibilmente usato dai monaci di clausura per le loro rare uscite oppure dai monaci conversi per le loro attività commerciali con l'esterno.

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