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Monte San Giorgio è un Sito UNESCO davvero sorprendete: una laguna tropicale ricca di fossili risalente a 250 milioni di anni fa!

Preparatevi a scoprire un luogo antico ed entusiasmante che in un attimo saprà farvi tornar bambini: vivrete un’avventura alla ricerca di fossili di dinosauro, scoprirete sentieri, lagune dell’epoca tarassica, rocce magmatiche, cave di calcare e miniere abbandonate. In questo articolo vi racconteremo la storia di Monte San Giorgio, di come è diventato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO in ben due Stati e vi daremo alcuni utili consigli di viaggio per esplorare questo esaltante tesoro paleolitico.

Se i fossili sono ciò che resta di antichi organismi o delle tracce della loro esistenza, se cioè questi resti giunti fino a noi sono quello che rimane di animali e di piante un tempo effettivamente viventi, la paleontologia - la scienza che studia questi oggetti - diviene una scienza della vita, al pari della biologia, e deve porsi nei confronti dei fossili esattamente come se questi fossero organismi attuali.

G.Pinna

Monte San Giorgio

Monte San Giorgio è un imponente rilievo che si affaccia sul Lago di Lugano, al confine tra Lombardia e Svizzera. Il paesaggio che si ammira dalla vetta lascia l’osservatore senza fiato: si tratta infatti di un vero e proprio balcone naturale affacciato su gran parte delle Alpi occidentali italiane e sulla sottostante pianura torinese che estende a perdita d’occhio.

Gran parte delle pendici del Monte San Giorgio e del Parco Naturale che lo circonda sono state adibite a pascolo e i boschi scarseggiano. I colori preponderanti sono il verde, dato oltre che dalla vegetazione anche dalle pietre verdi e dalle rocce metamorfiche e il rosso dato dagli ossidi del ferro soprattutto in corrispondenza di cave e miniere.

Sembra incredibile che questo paesaggio così tipicamente montano ospitasse una laguna ricca di pesci, un ambiente tropicale e addirittura una barriera corallina!

Monte San Giorgio è un luogo davvero unico: esistono altre importanti aree fossilifere al mondo ma nessuna di questa rilevanza per quanto riguarda la vita marina. Grazie ai tesori incastonati nella roccia di monte San Giorgio si è riusciti a stabilire l’evoluzione del clima e della vita nella regione in un arco temporale di ben 15 milioni di anni.

Vediamo insieme come questi dati hanno attirato l’attenzione del comitato per la designazione dei Patrimoni Mondiali UNESCO.

Un patrimonio Unesco per due nazioni

Come accentato poco fa i fossili di Monte San Giorgio costituiscono la più importante testimonianza di vita marina del periodo Tarassico: grazie al loro ritrovamento è stato possibile studiare l’evoluzione delle specie marine in relazione ai cambiamenti climatici.

Il riconoscimento del valore paleontologico dell’area risale a metà del XIX secolo e nel 1862 iniziarono le prime attività di ricerca e analisi. Nel 2003 gli affioramenti triassici comparsi sul versante svizzero furono iscritti tra i Patrimoni UNESCO. Nel 2010 Monte San Giorgio ha completato il riconoscimento come sito naturale Patrimonio Mondiale UNESCO anche sul territorio italiano.

L’inclusione nella lista è motivata ufficialmente dal Criterio VIII: Il Monte San Giorgio è il singolo record più noto di vita marina nel periodo Triassico, e registra importanti resti di vita sulla terraferma come pure. La proprietà ha prodotto diversi e numerosi fossili, molti dei quali mostrano eccezionale completezza e conservazione dettagliata. La lunga storia di studio della proprietà e la gestione disciplinata della risorsa hanno creato un corpo ben documentato e catalogato di esemplari di eccezionale qualità, e sono la base per una ricca letteratura geologica associata. Come risultato, il Monte San Giorgio fornisce il principale punto di riferimento, rilevante per le future scoperte di resti marini del Triassico in tutto il mondo.

Questi frammenti di elementi naturali, pezzetti di pietra, fossili, schegge di legno, cose martirizzate dagli elementi, raccattate lungo il bordo del mare, […] che esprimono leggi fisiche, l'usura, l'erosione, lo scoppio, ecc., non solo hanno qualità scultoree, ma anche uno straordinario potenziale poetico.

Le Corbusier

Fauna e flora fossile

All’interno della laguna tropicale di Monte San Giorgio si sviluppò una vita marina estremamente diversificata: pesci, crostacei, ammoniti e piante acquatiche sono solo alcuni esempi. Il fondo marino stagnate e povero d’ossigeno ha creato un ambiente favorevole alla conservazione dei fossili acquatici.

La vicinanza alla terraferma tuttavia ha arricchito lo scenario di numerosi fossili terrestri: rettili, insetti, piante e lo scheletro di un esemplare di arcosauro chiamato Ticinosuchus.

Ad oggi si contano circa 21 mila esemplari fossili rinvenuti tra cui 30 specie di rettili, 80 specie di pesci e circa 100 specie di invertebrati. Alcuni scheletri fossili raggiungono i 6 metri di lunghezza come il Sangiorgiosaurus o il Ceresiosaurus.

Gli oltre 50 ritrovamenti di flora fossile ritrovata nei pressi della laguna testimoniano l’esistenza di vita terrestre: si tratta soprattutto di conifere. Un altro elemento a sostegno della presenza di vita terrestre oltre che aquatica è la presenza di diversi fossili di insetti: coleotteri, libellule e zanzare d’acqua dolce

La montagna ci offre la cornice, tocca a noi inventare la storia che va con essa.

N.Helmbacher

Sentiero geo-paleontologico

Ma leggere di questi stupefacenti ritrovamenti non è sufficiente: non vorreste trovarvi di persona sulle tracce di questo mondo perduto? Scoprire sulle rocce i segni di questa vita preistorica così affasciante e misteriosa?

Per aiutarvi a scoprire tutte le bellezze davvero imperdibili di Monte San Giorgio è stato creato un sentiero didattico circolare utile a ripercorrere la storia paleologica della regione.

Il punto di partenza si trova nell’incantevole borgo di Meride: qui la visita al Museo di Fossili è davvero un must. Si prosegue verso le frazioni di Fontana, Spinirolo e Crocefisso. Da qui potete imboccare la strada che conduce alla funivia di Brusino Arsizio che vi porterà in quota. Una volta giunti alla stazione di Serpiano proseguirete a piedi lungo un sentiero in leggera salita che vi condurrà verso un antico alpeggio circondato da castagni secolari: l’Alpe di Brusino a 670m, qui potrete riposarvi in un’antica grotta.

Da qui il cammino riprende prima in direzione di Gaggio e poi verso Pozzo: arrivati qui scenderete fino ad Albertina e poi nuovamente fino a Meride da dove avete iniziato il vostro percorso.

Una serie di tavole esplicative collocate lungo il percorso vi aiuteranno a conoscere la storia di questo luogo straordinario.

I migliori musei per i fossili di Monte San Giorgio

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Dopo questa affasciante escursione a piedi attraverso gli antichi alpeggi vi suggeriamo di visitare i musei che ospitano i fossili più spettacolari estratti da Monte San Giorgio.

Il Museo di Besano si trova nel cuore del paese omonimo, in una palazzina dei primi anni del Novecento. Al suo interno troverete uno spazio per l’accoglienza, una zona per i laboratori didattici e un bookshop.

Il Museo di Besano espone una parte molto significativa dei reperti del territorio: troverete splendidi ammoniti, pesci e rettili dalle forme bizzarre, l’enorme Besanosaurus (un grosso rettile) e un ittosauro di quasi 6 metri. Il “pezzo forte” è costituito dai resti di un Saltriosauro, unico scheletro di un dinosauro carnivoro rinvenuti in Italia.

Il Museo dei fossili del Monte San Giorgio a Merida, oltre ad essere il punto di partenza per il sentiero paleologico, è anche un luogo davvero unico dove scoprire tutto ciò che c’è da sapere sui fossili di Monte San Giorgio. Il Museo è stato ristrutturato ed ampliato nel 2012 ed è distribuito su quattro piani.

Al piano terra si trova il visitor center.

Al primo piano troverete i fossili più antichi delle prime campagne di scavo, modelli di grandi rettili marini, cortometraggi proiettai su un grande schermo e l’esperienza immersiva di realtà aumentata Triassic Park.

Al secondo piano si approfondisce la storia della regione, soprattutto quella mineraria. Al terzo piano invece sono esposti fossili provenienti dalle rocce giurassiche più giovani di 40 milioni di anni rispetto a quelli del primo piano: anche qui potrete sperimentare la realtà aumentata di un acquario di epoca tarassica.

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