Istituito quasi 30 anni fa, il No Diet Day rappresenta una lotta contro gli stereotipi di bellezza distorti e supporta chi ha subito discriminazioni a causa del peso, pagandone le conseguenze sulla propria salute. Scopri di più leggendo il nostro articolo!

"La tua dieta è un conto bancario. Le buone scelte alimentari sono buoni investimenti"

Bethenny Frankel

No Diet Day

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Accettazione del proprio corpo, sensibilizzazione sulle discriminazioni a cui va incontro chi ha problemi di peso e consapevolezza della probabilità che le diete non sempre possono riuscire: con queste premesse, nasce la giornata internazionale del No alla Dieta.

Forse è la prima volta che ne sentirete parlare, ma il No Diet Day esiste dal lontano 1992. La femminista britannica Mary Evans Young aveva sofferto di anoressia da adolescente e, crescendo, ha deciso di fare qualcosa per supportare tutte quelle persone in continua ossessione con il loro peso. La Young ha fondato l’associazione Diet Breakers e ha pubblicato il libro “Diet Breaking: Having it all without having to diet”, dove mette in guardia dalle diete fai-da-te o che promettono di cambiarti il corpo in pochissimo tempo, ma soprattutto cerca di guidare le persone con disturbi alimentari affinché accettino il loro corpo, al di là dei canoni estetici imposti dalla società.

Contrariamente a quanto possa far pensare la sua denominazione, infatti, il No Diet Day non è sinonimo di via libera all’obesità, bensì riguarda argomentazioni molto più ampie, tutte racchiuse nell’ambito dell’importanza della corretta alimentazione ai fini del proprio benessere fisico e mentale e dell’accettazione della propria immagine allo specchio.

Le motivazioni che portano una persona ad intraprendere un percorso dietetico possono essere molteplici e anche lecite. L’importante è che non si trasformi in un’ossessione se non si raggiungono i risultati o, peggio, se si vuole andare sempre oltre nel perdere peso, anche quando non ce n’è più bisogno.

Dunque, la parola chiave è educare a mangiare. Non c’è bisogno di statistiche per sapere cosa indica uno stile di vita errato che può comportare problemi di peso e – di conseguenza – di salute: vita sedentaria, consumo inappropriato di bevande e cibi ricchi di grassi e zuccheri, eccesso di quantità nei pasti principali e molti fuoripasto. Ed ecco che si ricorre alla dieta dell’ultimo minuto, perché vogliamo tutto e subito. Niente di più sbagliato. Una corretta alimentazione con conseguente rientro nel peso forma è un percorso da seguire con pazienza e dedizione.

In sostanza, quindi, il No Diet Day apre gli occhi sui pericoli della mania di perdere peso. A maggior ragione se è di natura sociale, fenomeno tristemente in crescita negli adolescenti.

Gli Italiani a tavola

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In fondo, mangiare è pura gioia. Chi più di un italiano può dirlo? Custodiamo uno dei patrimoni culinari più antichi e famosi al mondo. Per noi la cucina è sacra. Così come lo è mangiare bene. Non a caso, la nostra privilegiata posizione geografica ci ha permesso, insieme ad altri Paesi della zona mediterranea, di essere protagonisti del modello nutrizionale più indicato al mondo da seguire.

La Dieta Mediterranea prevede un’alimentazione ricca di prodotti che si coltivano nelle nostre terre. In primis, frutta e verdura, presenti in quantità sulle tavole italiane e variabili in base alla stagione. Tra le proteine da prediligere secondo questo stile alimentare vi è il pesce fresco, di cui i nostri mari dispongono in gran varietà. Infine, il condimento italiano per eccellenza, l’oro degli ulivi presente su tutte le tavole degli italiani: l’olio extra vergine di oliva, frutto di meticolose coltivazioni sparse nel Meridione.

Insomma, l’Italia è a tutti gli effetti patria della Dieta Mediterranea e i prodotti di alta qualità che la sua terra e i suoi mari regalano lo dimostrano.


Mangiare è gioia

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La Dieta Mediterranea

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Con una piramide alimentare ricca di prodotti autoctoni perfettamente integrati in una potenziale alimentazione equilibrata, la Dieta Mediterranea rappresenta un vero e proprio stile di vita sano da seguire. La sua fama internazionale è dovuta agli studi condotti tra gli anni ’50 e ’70 del secolo scorso da Ancel Keys, grazie ai quali il biologo e fisiologo statunitense diede per primo dignità medica e scientifica all’espressione Dieta Mediterranea. Nell’ampia indagine conosciuta come “Seven Countries Study” (studio dei sette paesi), Keys mise a confronto gli stili alimentari adottati da Finlandia, Stati Uniti, Italia, Grecia, Paesi Bassi, Giappone e Yugoslavia per verificarne l’incidenza con malattie cardiovascolari. Oggi considerato una pietra miliare della scienza della nutrizione, lo “studio dei sette paesi” ha dimostrato che proprio il tipo di alimentazione adottato dalle popolazioni dell’area mediterranea è tra le ragioni delle migliori condizioni di salute dei cittadini di questa zona. Partendo da questi presupposti, la Dieta Mediterranea ha cominciato ad espatriare, offrendosi come regime alimentare e, più in generale, stile di vita da seguire per poter migliorare le condizioni di salute delle popolazioni.

Nel 2010, la Dieta Mediterranea è entrata nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, rappresentando una filosofia di vita più che una semplice piramide di alimenti. Essa fornisce la base dell’identità culturale delle comunità dell'area Mediterranea. Qui regnano, in perfetta armonia, rispetto del territorio e della biodiversità e valori dell’ospitalità e del dialogo interculturale. Inoltre, nasce da una saggezza antica, che affonda le sue radici nel passato delle grandi culture e che può condurci verso un futuro sano e sostenibile.


La piramide alimentare della Dieta Mediterranea

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Lo stile di vita dettato dalla Dieta Mediterranea si fonda su una piramide di alimenti ben precisa, con indicazioni su preferenze di quantità di consumo giornaliere.
Alla base della piramide ci sono verdure, frutta e cereali. Poi, il latte e i suoi derivati a basso contenuto di grassi, come lo yogurt. La quantità di consumo indicata è di 2-3 porzioni da 125ml.
Il fiore all’occhiello della piramide è forse l’olio extravergine di oliva. Condimento prediletto e immancabile nelle ricette italiane, l’olio è un grasso buono, soprattutto se consumato a crudo. Attenzione, però, agli eccessi: 3-4 cucchiai al giorno è la dose ideale.
Al posto del sale, si consiglia il consumo di aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche come condimenti per i piatti in stile mediterraneo. Insieme a quelli dell’olio di oliva, anche i grassi della frutta a guscio sono previsti nella piramide alimentare, in una o due porzioni da non più di 30g al giorno.
Salendo verso il vertice della piramide, incontriamo gli alimenti il cui consumo è indicato settimanalmente. Tra le fonti di proteine, è consigliabile cercare di prediligere il pesce fresco e i legumi (almeno due porzioni alla settimana ciascuno), le uova (1-4 porzioni) , il pollame (2-3 porzioni) e i formaggi con porzioni non superiori ai 100g (50g se sono stagionati).
Infine, al vertice della piramide, troviamo gli alimenti che si consiglia di consumare con moderazione: le carni rosse (due porzioni da 100g a settimana), le carni processate come affettati e salumi (una porzione a settimana da non più di 50g) e i dolci elaborati, grassi e zuccherosi (ridurre il consumo al minimo).
Ovviamente non esiste una dieta universale, per questo la Dieta Mediterranea è intesa come uno stile di vita da abbracciare più che un rigido regime alimentare da seguire alla lettera.
Sentirsi bene con se stessi è il primo passo verso il sentirsi bene anche con gli altri e vivere sereni. L’immagine che abbiamo del nostro corpo è fondamentale in questo processo, per questo il No Diet Day vuole urlare basta ai prototipi di corpi perfetti, basta con l’ossessione per il peso, basta con le discriminazioni sui corpi.
Mangiare deve essere innanzitutto salutare e volersi migliorare deve essere un percorso esclusivamente di scelta personale, senza mai diventare una mania. Stare bene con se stessi ne sarà il naturale risultato.


Le Tradizioni Italiane legate alla Dieta Mediterranea

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L'importanza e la validità della Dieta Mediterannea è connessa ad una serie di tradizioni in Italia sia al nel Sud che ne Nord Italia. Per esempio: fare il passato di pomodori con i pomodori della propria terra. Tra luglio e settembre, in base alle regioni e al terreno, si raccolgono i pomodori. Una parte viene consumata subito per le insalata, un'altra viene usata per preparare il passato di pomodori per l'inverno. Per tale occasioni, si riuniscono tutti nelle famiglie: bambini, adulti ed anziani. Proprio quest'ultimi insegnano ai piccoli tutte le fasi: dal lavaggio alla pulizia dei pomodori, dall'inserimento della macchina all'imbottigliamento. 

Dieta Mediterranea e Turismo Sostenibile: parola all'esperta Giovanna Ceccherini

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Giovanna Ceccherini è una consulente turistica e ha nel tempo acquisito un'esperienza autentica nel luogo dove la Dieta Mediterrana è stata studiata per la prima volta da Ancel Keys: Nicotera in Calabria, esattamente in provincia di Vibo Valentia. Ha sposato un nicoterese e ha potuto apprendere dalla sua famiglia i segreti della cucina nicoterese, in connubio perfetto con il territorio: i prodotti della terra, il pesce fresco, l'allevamento della zona.
Abbiamo Chiesto a Giovanna Ceccherini: "Qual è la connessione tra dieta mediterranea e territorio?"
Giovanna: "Mi sono letteralmente innamorata della Dieta mediterranea in particolare per motivi personali e poi in seguito anche professionali. La Dieta Mediterranea, dopo quest'esperienza di Nicotera, è diventata quello che per me oggi è il sistema di ospitalità identitaria legata ai temi della sostenibilità che determina il mio lavoro attuale. Bisogna considerare la Dieta Mediterranea come l'antesignano della moderna sostenibilità. Antesignano perchè usi, costumi legati alla Dieta Mediterranea risalgono all'età greco - romana ed esiste una forte connessione tra il territorio e la Dieta Mediterranea. Questo è sancito dal Protocollo Unesco 884 con il quale essa diventa Patrimonio Intangibile dell'Umanità Unesco. I paesi del Mediterraneo hanno creato un retaggio di saperi, tradizioni e mestieri che rinforzano anche le attività attuali della pesca e dell'agricoltura. Questo sistema favorisce l'interazione sociale perchè il pasto comune con tutta la famiglia e gli amici durante le festività è un momento di scambio in cui si tramandano usi, costumi e tradizioni legati alla vita quotidiana e soprattutto al cibo. Questo aspetto del turismo sostenibile è anticipatore dell'AGENDA 2030. Il Mediterraneo è riconosciuto come culla della civiltà. Il BES, benessere eco sostenibile, è un indicatore a livello mondiale nei quali la cultura e la dieta mediterranea si rispecchiano perfettamente."


Per approfondimenti sulla dieta mediterranea: 
Giovanna Ceccherini è Ambasciatrice della Dieta Mediterranea di Riferimento di Nicotera
 

Turismo sostenibile: Associazione Aregai  

www.mediterraneaconsulab.com


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