Padova è piena di luoghi da vedere e da scoprire. In questo articolo vi daremo dei suggerimenti su come visitare in un giorno la città del “Santo senza nome”, del “Prato senza erba” e del “Caffè senza porte”, una città antica ricca di attrazioni culturali e di arte, meno conosciuta della vicina Venezia ma con una sua identità forte da assaporare in una passeggiata per le vie del centro.

Per il grande desiderio che avevo di vedere la bella Padova, culla delle arti sono arrivato (…) ed a Padova sono venuto, come chi lascia uno stagno per tuffarsi nel mare, ed a sazietà cerca di placare la sua sete.

William Shakespeare

Padova, una città da scoprire passo dopo passo

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Nella pianura del Veneto, a un’ora circa di auto dalla meravigliosa Venezia, Padova possiede sicuramente molti luoghi da vedere per chi ama osservare quella bellezza che diverse epoche storiche e celebri artisti hanno regalato a una città da scoprire lentamente, abbastanza grande da avere qualcosa da offrire anche ai più esigenti, ma abbastanza piccola da essere visitata a piedi.

Sarebbero veramente tante le attrazioni degne di nota, ma anche con un solo giorno a disposizione potrete scoprire una città che vi farà venire voglia di ritornare, sarà per l’atmosfera romantica delle facciate dei palazzi del centro, sarà per la vitalità delle sue piazze, sarà per il fatto che, con la pioggia o con il sole, passeggiando sotto i suoi portici possiamo scoprirla quasi tutta, passo dopo passo.


Padova, la città dei "TRE SENZA"

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Padova è chiamata così per il suo “Santo senza nome”, per il suo “Prato senza erba” e per il suo “Caffè senza porte”: essi sono, rispettivamente, Sant’Antonio, Prato della Valle e il Caffè Pedrocchi, tre luoghi da vedere assolutamente in una visita alla città.

Le cupole del Santo – così i padovani chiamano il loro protettore Sant’Antonio - si elevano sopra i palazzi circostanti e, se avrete l’occasione di ammirare Padova dall’alto, sarà facile riconoscerle. La basilica fu eretta tra il 1232 e la metà del Trecento ed è meta di pellegrinaggio di fedeli da tutto il mondo.

Non distante, Prato della Valle è la seconda piazza più grande d’Europa. È sicuramente uno dei luoghi più affascinanti della città ed è bello sempre, da quando la foschia della prima mattina si insinua fra i monumenti a quando la notte è illuminato con le luci artificiali. Ha forma ellittica con un’isola centrale circondata da un canale e da 78 statue che rappresentano i più illustri figli della città, padovani di nascita o d'adozione: la numero 44 raffigura Andrea Memmo, suo creatore.

Un altro simbolo di Padova è sicuramente il Caffè Pedrocchi, imponente edificio neoclassico, detto “senza porte” perché dall’inaugurazione nel 1831 al 1916 è rimasto aperto giorno e notte come “luogo dove nascevano le idee”, punto d’incontro per intellettuali, studenti accademici e personalità politiche.


Palazzo Bo, sede dell'Università

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Dal 1500 è la sede della storica università di Padova, fondata nel 1222 e nata in nome della libertà di pensiero e di opinione con il motto “Universa Universis Patavina Libertas” (tutta intera, per tutti, la libertà nell'Università di Padova). È il secondo ateneo più antico d’Italia dopo Bologna e nella sua lunga storia ha ospitato molti personaggi illustri, primo fra tutti Galileo Galilei che qui insegnò per ben 18 anni, la cui cattedra è conservata nella Sala dei Quaranta. Tra le sale più importanti di Palazzo Bo sono da ricordare anche il Teatro Anatomico e l’Aula Magna. 

Le Piazze e il Palazzo della Ragione

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Le piazze sono sempre state piene di vita, con il via vai della gente fra le bancarelle del mercato e chi si ritrova con gli amici a fare aperitivo con l’immancabile Spritz, un must a cui i padovani non sanno rinunciare. Fra Piazza della Frutta e Piazza delle Erbe si trova il Palazzo della Ragione, detto “Il Salone”, impresa architettonica che all’epoca non aveva eguali. Lungo 82 metri e largo 27 e con una particolare copertura a forma di carena di nave rovesciata, la sua prima realizzazione risale al 1219 e anticamente era la sede dei tribunali cittadini; la sala presenta un ciclo di affreschi medioevali e sicuramente colpisce l’attenzione il grande cavallo di legno alto quasi sei metri regalato alla città da uno dei nobili dell’epoca.

Oggi il Salone è utilizzato per mostre e manifestazioni, ma “non di sola cultura vive l’uomo”: al pian terreno le vecchie botteghe di generi alimentari deliziano i clienti con prodotti locali e novità gastronomiche per portare avanti le tradizioni del buon cibo locale.

Poco distante Piazza dei Signori, detta anche Piazza della Signoria, l’antico centro del potere di Padova, nelle sere d’estate si trasforma in un elegante salotto all’aperto, dove padovani e turisti si incontrano per chiacchierare seduti ai tavolini dei locali, ignorando il tempo che passa. La torre di Palazzo del Capitanio, invece, questo tempo lo conta da secoli con il suo orologio astronomico che segna non solo le ore e i minuti, ma anche il mese, il giorno, le fasi della luna e perfino il “luogo” astrologico.


La Cappella degli Scrovegni, il capolavoro di Giotto

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Questa cappella, che si trova lungo la strada che dal centro di Padova porta verso la stazione, è un capolavoro di Giotto, che la affrescò tra il 1303 e il 1305 su incarico di Enrico degli Scrovegni, esponente di una delle più potenti famiglia della città. Il padre era un noto usuraio dell’epoca e la costruzione della cappella doveva servire ad espiare le pene di una vita vissuta nel peccato, da cui anche Enrico voleva “mettersi al sicuro” facendosi raffigurare tra le schiere dei salvati. Gli affreschi ricoprono interamente le pareti con le vicende della Vergine e di Cristo, fino ad arrivare al grandioso Giudizio Universale con il quale si conclude la storia della salvazione dell’uomo. 

Padova, la Città dei Portici

Proprio i portici, all’ombra dei quali abbiamo fatto tanta strada, sono la prima attrazione di Padova. Essi, infatti, si ramificano per ben 25 chilometri i tutto il centro storico presentano delle particolarità che li distinguono da qualunque città d’Europa, come pitture, memorie di pietra, affreschi votivi e iscrizioni.

Possiamo quindi dire che Padova è una città colorata, viva, che non può fare a meno di raccontare se stessa a chi la visita e sa interpretarla, dove di bellezza se ne può scoprire davvero tanta, un passo dopo l’altro.


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