Padova è ricca di luoghi da vedere e da scoprire, famosa per il “Santo senza nome”, il “Prato senza erba” e il “Caffè senza porte

Nella pianura del Veneto, a circa 45 minuti di auto da Venezia e un’ora da Verona, Padova è una città vitale, ricca di attrazioni culturali e di arte, che possiede molti luoghi da vedere e molte curiosità da conoscere, e in un weekend potrete scoprire una realtà che vi farà venire voglia di ritornare. Diverse epoche storiche e celebri artisti le hanno regalato una Bellezza che si svela passeggiando lentamente, il tutto condensato in un centro storico abbastanza grande da avere qualcosa da offrire anche ai più esigenti, ma abbastanza piccolo da essere visitato a piedi.

Padova è un piccolo gioiello che si lascia esplorare passo dopo passo, con la pioggia e con il sole, camminando al riparo dei suoi portici fra l’atmosfera romantica dei palazzi storici e la vitalità delle piazze. È anche un luogo che offre un’infinità di scorci magici capaci di rapire l’attenzione di chi è abbastanza curioso da non limitarsi a seguire un itinerario, ma da voler scoprire la Bellezza dei dettagli passeggiando con il naso all’insù.

... per il grande desiderio che avevo di vedere la bella Padova, culla delle arti, sono arrivato (…) ed a Padova sono venuto, come chi lascia uno stagno per tuffarsi nel mare, ed a sazietà cerca di placare la sua sete.

William Shakespeare

Padova, la città dei Tre Senza

Prato della Valle, Padova

Padova è chiamata così per il suo “Santo senza nome”, per il suo “Prato senza erba” e per il suo “Caffè senza porte”: essi sono, rispettivamente, Sant’Antonio, Prato della Valle e il Caffè Pedrocchi, tre luoghi da vedere assolutamente in una visita alla città.

Le cupole del Santo – Sant’Antonio è noto, appunto, semplicemente come "Il Santo" - si elevano sopra i palazzi circostanti e, se avrete l’occasione di ammirare Padova dall’alto, sarà facile riconoscerle. La basilica fu eretta tra il 1232 e la metà del Trecento ed è meta di pellegrinaggio di fedeli da tutto il mondo.

Non distante, Prato della Valle è la seconda piazza più grande d’Europa. È sicuramente uno dei luoghi più affascinanti della città ed è bello sempre, da quando la foschia della prima mattina si insinua fra i monumenti a quando la notte è illuminato con le luci artificiali. Ha forma ellittica con un’isola centrale circondata da un canale e da 78 statue che rappresentano i più illustri figli della città, padovani di nascita o d'adozione: la numero 44 raffigura Andrea Memmo, suo creatore.

Un altro simbolo di Padova è sicuramente il Caffè Pedrocchi, imponente edificio neoclassico, detto “senza porte” perché dall’inaugurazione nel 1831 al 1916 è rimasto aperto giorno e notte come “luogo dove nascevano le idee”, punto d’incontro per intellettuali, studenti accademici e personalità politiche.

L'Orto Botanico di Padova, Patrimonio UNESCO

Orto Botanico di Padova

L’Orto Botanico dell'Università degli Studi di Padova, istituito nel 1545, è il più antico del mondo occidentale arrivato ai giorni nostri mantenendo la sua forma e la sua ubicazione originali. Il suo valore nella storia è enorme per il contributo dato ai progressi nel campo della botanica e della medicina (grazie alla produzione dei "semplici", cioè dei medicamenti che provenivano dalla natura), ma è anche un bellissimo esempio di architettura dei giardini secondo i canoni estetici del Rinascimento. Da luogo destinato alla sola coltivazione delle piante officinali, oggi si propone come “cantiere per la conservazione della biodiversità” e ospita circa 6.000 esemplari con 3.500 specie botaniche, un vero inno alla fantasia di Madre Natura.

Palazzo Bo, sede dell'Università

Cortile di Palazzo Bo, Padova

Dal 1500 è la sede della storica Università di Padova, fondata nel 1222 e nata in nome della libertà di pensiero e di opinione con il motto “Universa Universis Patavina Libertas” (tutta intera, per tutti, la libertà nell'Università di Padova). È il secondo ateneo più antico d’Italia dopo Bologna e nella sua lunga storia ha ospitato molti personaggi illustri, tra cui Galileo Galilei che qui insegnò per ben 18 anni, la cui cattedra è conservata nella Sala dei Quaranta. Tra le sale più importanti di Palazzo Bo sono da ricordare anche il Teatro Anatomico e l’Aula Magna

Antenore, scampato agli Achei, poté penetrare i golfi illirici, spingersi senza pericolo nei regni dei Liburni, oltre le sorgenti del Timavo… Qui egli fondò la città di Padova e stabilito una colonia troiana, dando il suo nome al popolo; qui ha appeso le armi d’Ilio, qui ora riposa composto in placida quiete.

Vergilius

La tomba di Antenore

Tomba di Antenore, Padova

Non distante da Palazzo Bo si trova un particolare monumento funebre a cui gli abitanti di Padova sono legatissimi. Nel 1274, durante i lavori per la costruzione di un edificio, fu ritrovata un’arca di marmo che conteneva una duplice bara. Le incisioni sull’epigrafe la indicavano come il luogo dove giacevano le spoglie del mitico fondatore della città, di cui Virgilio parla nell’Eneide. Così il sarcofago fu collocato all’interno di un’edicola medioevale e, nonostante studi recenti abbiano escluso che lo scheletro possa appartenere ad un uomo vissuto all’epoca della guerra di Troia, per i padovani quella è ancora “La tomba di Antenore”. 

Le piazze e il Palazzo della Ragione

Palazzo della Ragione Padova

Le piazze sono sempre state piene di vita, con il via vai della gente fra le bancarelle del mercato e chi si ritrova con gli amici a fare aperitivo con l’immancabile Spritz, un must a cui i padovani non sanno rinunciare. Fra Piazza della Frutta e Piazza delle Erbe si trova il Palazzo della Ragione, detto “Il Salone”, impresa architettonica che all’epoca non aveva eguali. Lungo 82 metri e largo 27 e con una particolare copertura a forma di carena di nave rovesciata, la sua prima realizzazione risale al 1219 e anticamente era la sede dei tribunali cittadini; la sala presenta un ciclo di affreschi medioevali e sicuramente colpisce l’attenzione il grande cavallo di legno alto quasi sei metri regalato alla città da uno dei nobili dell’epoca. Oggi il Salone è utilizzato per mostre e manifestazioni, ma “non di sola cultura vive l’uomo”: al pian terreno le vecchie botteghe di generi alimentari deliziano i clienti con prodotti locali e novità gastronomiche per portare avanti le tradizioni del buon cibo locale.

Poco distante Piazza dei Signori, detta anche Piazza della Signoria, l’antico centro del potere di Padova, nelle sere d’estate si trasforma in un elegante salotto all’aperto, dove padovani e turisti si incontrano per chiacchierare seduti ai tavolini dei locali, ignorando il tempo che passa. La torre di Palazzo del Capitanio, invece, questo tempo lo conta da secoli con il suo orologio astronomico che segna non solo le ore e i minuti, ma anche il mese, il giorno, le fasi della luna e perfino il “luogo” astrologico.

La Cappella degli Scrovegni, il capolavoro di Giotto Patrimonio UNESCO

Cappella degli Scrovegni, Padova

Questa cappella, che si trova lungo la strada che dal centro di Padova porta verso la stazione, è un capolavoro di Giotto che la affrescò tra il 1303 e il 1305 su incarico di Enrico degli Scrovegni, esponente di una delle più potenti famiglia della città. Il padre era un noto usuraio dell’epoca e la costruzione della cappella doveva servire ad espiare le pene di una vita vissuta nel peccato, da cui anche Enrico voleva “mettersi al sicuro” facendosi raffigurare tra le schiere dei salvati. Gli affreschi ricoprono interamente le pareti con le vicende della Vergine e di Cristo, fino ad arrivare al grandioso Giudizio Universale con il quale si conclude la storia della salvazione dell’uomo.

Nel 2021 l’UNESCO ha inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità la Cappella degli Scrovegni insieme ad altri siti all’interno delle mura di Padova che ospitano una selezione di cicli di affreschi del 1300 dipinti da diversi artisti. Fra questi, proprio il capolavoro di Giotto è identificato come l’inizio di una rivoluzione nella storia della pittura murale. Il sito “Padova Urbs Picta – Giotto, la Cappella degli Scrovegni e i cicli pittorici del Trecento” comprende, oltre alla Cappella di Giotto e alla vicina Chiesa degli Eremitani, il Battistero della Cattedrale, la Cappella della Reggia Carrarese, la Basilica e il Convento di Sant’Antonio, l’Oratorio di San Giorgio, l’Oratorio di San Michele e il Palazzo della Ragione.

I Musei Civici agli Eremitani

Cappella degli Scrovegni, Padova

Padova è ricchissima di palazzi che ospitano collezioni, musei e mostre. Fra questi il Museo Eremitani è il complesso museale più antico del Veneto. Comprende il Museo Archeologico e il Museo di Arte Medioevale e Moderna, entrambi collocati nei chiostri dell'ex convento dei frati Eremitani, e fanno parte del complesso anche la Cappella degli Scrovegni e Palazzo Zuckermann. Nel primo si possono osservare importanti collezioni di reperti archeologici di epoca paleoveneta, pre-romana e romana, oltre a una sezione egizia molto interessante. Il secondo è sede di una ricca pinacoteca dove sono esposte opere realizzate dai grandi maestri della pittura italiana tra il ‘300 e l’800. Sono presenti anche alcune postazioni multimediali che offrono ai visitatori un’esperienza appassionante e realistica: qui potrete consultare antichi disegni e documenti risalenti agli albori dell’archeologia italiana e conoscere il contesto artistico e storico in cui Giotto operò durante la realizzazione della Cappella. Interessante e fornitissimo anche il Gabinetto Fotografico. Palazzo Zuckermann si trova nei pressi delle altre strutture. Al pian terreno e al primo piano ospita il Museo di Arti Applicate e, al secondo piano, il Museo Bottacin che contiene una meravigliosa collezione privata d’arte e monete.

Padova, la Città dei Portici

Portici di Padova

Proprio i portici, all’ombra dei quali abbiamo fatto tanta strada, sono la prima attrazione di Padova. Essi, infatti, si ramificano per ben 25 chilometri in tutto il centro storico, secondi per estensione solo a quelli di Bologna, patrimonio UNESCO. I portici patavini presentano delle particolarità che li distinguono da quelli di qualunque città d’Europa, come pitture, memorie di pietra, affreschi votivi e iscrizioni. È un peccato che molte decorazioni siano andate perdute nei secoli, ma tutto questo fervore artistico ci dà l’idea di come Padova sia da sempre una città colorata e vitale. Tra le memorie di pietra, la celeberrima Canzone della Nave, incisa sulla lapide posta sul portico di Palazzo Giusti in Via San Francesco, è arrivata fino a noi.

"Nave, tu porti un carico

d’intemerata fede,

gente che spera e crede

nel sol di libertà.

Vai verso la vittoria

carica di catene,

navighi fra le pene

verso la libertà.

Fame, torture, scariche,

sibili di staffili,

non ci faranno vili:

viva la libertà!

Sorge la nuova Europa

in mezzo a tanti mali,

e un popolo d’eguali

nasce alla libertà".

Caffè Pedrocchi Padova

Possiamo quindi dire che Padova è una città colorata, viva, che non può fare a meno di raccontare se stessa a chi la visita e sa interpretarla, dove di Bellezza se ne può scoprire davvero tanta, un passo dopo l’altro. 

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