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Agrigento e il suo Parco archeologico: uno dei massimi esempi di straordinario patrimonio monumentale e naturale. CI racconta una storia lunga più di 2000 anni.

ORIGINE ED EVOLUZIONE

L’antica città di Akragas era immersa in un paesaggio agricolo primeggiato da ulivi e mandorli. Fu una delle più importanti colonie greche siciliane fondata nel 581 a.C. da coloni provenienti da Gela, originari delle isole di Creta e Rodi.

La città raggiunse il suo massimo splendore nel V secolo a.C.: epoca in cui furono costruiti i templi più importanti, distribuiti lungo la cinta muraria della città. Nella sua espansione verso la costa tirrenica, Akragas si scontrò con i Cartaginesi, e li sconfisse nella battaglia di Himera del 480 a.C. Dopo vari decenni Cartagine si vendicò distruggendo la città. Due secoli più tardi, la città fu conquistata dai Romani, che la ribattezzarono Agrigentum e le diedero una nuova epoca di splendore.

Agrigento, affascinante per i segni che la colonizzazione greca prima, per la conquista romana e normanna e spagnola poi, porta con se tutto il fascino di queste diverse civiltà insidiatesi in un territorio poliedrico.

A partire dal secondo dopoguerra, la città si è espansa in maniera disordinata, cambiando l’assetto fra il centro urbano medioevale, arroccato sulla collina, e le imponenti vestigia della città antica denominata “Valle dei Templi”. Nonostante queste trasformazioni, il centro storico conserva la sua importanza a carattere urbanistico e architettonico affiancando l’imponente patrimonio archeologico di questa città, che lo rende unico in Sicilia.


FAMA E LETTERATURA

Questo posto è famoso fin dall’antichità grazie ad opere di scrittori di età classica quali Pindaro, Diodoro Siculo, Polibio, poi con artisti e viaggiatori dell’800 come Denon, Houel, Brydone e Goethe che ha scritto pagine memorabili del Gran Tour.

Agrigento, o Girgenti così denominata fino al 1927, ha ispirato anche scrittori e poeti di vario genere: Tomasi di Lampedusa, Pirandello, Sciascia e Camilleri. Sono cresciuti nei luoghi agrigentini e qui sono nate le loro opere. Cosa li ha ispirati? La Valle dei Templi, la Cattedrale di San Gerlando e poi via via chiese, facciate barocche, vicoli e piazzette. Non dimentichiamo ciò che si trova nelle immediate vicinanze: la Scala dei Turchi, Sciacca ed Eraclea Minoa, la Riserva naturale di Torre Salsa


IL PARCO ARCHEOLOGICO

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Istituito nel 2000 il "Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento", che si estende per circa 1.300 ettari, include le aree archeologiche già nel 1997 dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È uno dei siti archeologici più grandi del Mediterraneo.

Il termine Valle dei templi è relativo al territorio circostante la Valle e la collina, includendo anche le necropoli e i santuari fuori dalla mura della città.

Attraversato da strade di collegamento tra la città e il mare, il Parco dei Templi è suddiviso in diverse zone. Entrando nella Valle dei templi di Agrigento vi sembrerà di fare un tuffo nel passato, come se il tempo si fosse fermato.

La Valle dei Templi, immerso in un paesaggio agricolo di rara bellezza prevalentemente costituito da ulivi centenari e mandorli. Estesa circa 450 ettari, sorge a circa 3 km dal mare, sulla sommità di due colline.

La Valle dei Templi è importante per i suoi Templi ben preservati e costruiti in onore delle divinità greche.

La Valle dei Templi è formata dai resti di undici templi i, tre santuari, necropoli; opere idrauliche; fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico e importanti luoghi di riunione.

La maggior parte dei templi della valle furono danneggiati dal tempo e saccheggiati per riutilizzare i materiali.

Quello meglio conservato è il Tempio della Concordia, costruito nel V sec. A.c. Il tempio della Concordia si è salvato perché nel VI secolo d.C. fu convertito in chiesa cristiana.

Il Tempio di Giunone, anch’esso del V sec. a.c., fu costruito per celebrare le nozze. Suggestivo nelle sue immediate vicinanze la presenza di un ulivo secolare.

Il tempio di Eracle, costruito alla fine del VI secolo a. C., è il più antico. Restano solamente nove colonne sulle 38 originarie, ricostruite mettendo insieme, pezzo per pezzo originali rinvenuti nell'area.

Camminando in questo luogo davvero potrete ammirare la magnificenza dell’antica civiltà greca, in un contesto naturale mozzafiato che in particolar modo poco prima del crepuscolo serale, quando la luce viva filtra fra le colonne dei templi, crea atmosfere uniche e assume connotati mistici, sognanti.

È un luogo dove camminare piano piano, ascoltando il silenzio e godendo della vista degli immensi spazi.

Da non perdere una visita anche al Museo Archeologico Regionale "P.Griffo" nella Contrada San Nicola, che espone 5688 reperti che risalgono dalla preistoria fino alla termine dell’età greco-romana.


PAESAGGIO E SCORCI

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Il paesaggio di Agrigento è caratterizzato in inverno dal verde e dai numerosi mandorleti in fiore che annunciano la primavera, e nella stagione calda dal giallo intenso della terra bruciata dal sole.

E’ davvero suggestivo percorrere le strade che costeggiano la Valle. Dalla strada adiacente si vedono ergersi i templi a strapiombo sulla cinta muraria, e viene da pensare “wow, io come gli antichi percorro queste strade e osservo la storia. Sono nella storia”.

Per non parlare della parte più alta che si percorre provenendo da ovest. Si può ammirare dall’alto la vallata, la sua maestosità e la sua eleganza storica.

Si vede la valle che man mano va a sposarsi con il mare e domina tutta l’area.


MITI E LEGGENDE

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Vari studiosi affermano l’esistenza dei giganti ad Agrigento e nel resto della Sicilia, designandoli come i primi abitanti di queste terre. I giganti sarebbero arrivati subito dopo il diluvio universale, e che con la loro forza avrebbero realizzato maestosi edifici monumentali. Negli archivi di Agrigento si trovano diversi documenti che menzionano ritrovamenti di enormi scheletri in più punti del territori avvenuti durante gli scavi per procedere alla costruzione di vari edifici.


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