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La Villa Romana del Casale a Piazza Armerina (Enna), oggi inserita all’interno del Parco Archeologico della Villa Romana del Casale e delle Aree Archeologiche di Piazza Armerina e dei Comuni limitrofi, rappresenta uno degli esempi più eccelsi e meglio conservati di villa romana di lusso di epoca tardoimperiale insieme ai suoi eccezionali ed unici mosaici.

«La Villa del Casale di Piazza Armerina è un sublime esempio di lussuosa villa romana, che illustra graficamente la prevalenza delle strutture sociali ed economiche del suo tempo. I mosaici che la decorano sono eccezionali per la loro qualità artistica e la novità dell’ampiezza».

Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco/ Unesco World Heritage Commitee
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Il sito, denominato Villa Romana del Casale è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1997, nel corso della 21a riunione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO tenutasi a Napoli (Italia). 

Storia e Luogo

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A Piazza Armerina (Enna) si trova il più importante esempio di villa romana di lusso di epoca tardo imperiale, una grande tenuta attorno la quale si svolgevano le attività tipiche dell’economia rurale dell’Impero d’Occidente. Oltre per la disposizione della struttura architettonica la Villa è degna di nota per i mosaici su pavimento che decorano quasi ogni stanza; essi sono i migliori mosaici in situ in qualsiasi parte del mondo romano.

In precedenza, si pensa che, sul luogo dove è stata costruita la villa tardo-romana, ci fosse insediamento rurale, una fattoria, anche se le prove sono scarse. Il suo orientamento era lo stesso di quello dei bagni della casa, e le sue fondamenta sono state scoperte sotto la villa. La villa presenta un’organizzazione funzionale degli spazi tipica dell’architettura romana tardoantica, caratterizzata dalla disposizione delle strutture in base all’andamento orografico del terreno, che ha determinato il posizionamento a ventaglio dei diversi complessi edilizi e la loro sistemazione terrazzata. La struttura, composta in origine da quarantotto ambienti (tra cui cortili, gallerie, bagni, locali residenziali e di servizio, le terme e la basilica) in 3500 metri quadri di superficie, è costituita da quattro diversi complessi edilizi.

Dall’ingresso monumentale (già dal primo ambiente si capisce il rango sociale del proprietario che probabilmente aveva dei contatti diretti con la corte imperiale ) ci si immetteva in un vestibolo poligonale; da esso si accedeva alla palestra e all’articolato sistema delle terme, costituito dal frigidarium (sala fredda) a pianta ottagonale, il tepidarium (sala tiepida) e da tre calidaria (bagni caldi). Il corpo centrale della Villa, costituito dall’imponente peristilio quadrangolare, presenta lungo tutti i lati un prima parte del famoso pavimento musivo con raffigurate una serie di ghirlande d’alloro con teste di animali appartenenti a specie diverse; all’interno si trova un giardino con una grande vasca, su cui si aprono una serie di ambienti disposti sui lati lunghi del cortile (cucine, camere da letto e un piccolo santuario absidato). A sud-ovest di quest’ultimo si trova il terzo complesso della villa, articolato attorno ad un peristilio su pilastri di forma ellittica e, sul fondo, una grande sala quadrata con tre absidi (trichora), con i mosaici che raccontano la mitologia classica, in particolare con le storie di Ercole. Il quarto complesso si trova ad est del peristilio principale ed è collegato dal lungo corridoio contenente il noto ciclo figurativo denominato della “Grande Caccia”, uno dei mosaici pavimentali più celebri e giustamente ammirati e studiati, raffigurante la cattura di diversi animali, attraverso le differenti tecniche del tempo. Questo gruppo comprende anche la basilica, una grande sala di rappresentanza che ha conservato pressoché inalterata l’originaria pavimentazione in marmo. La maggior parte delle piccole stanze in questa parte del complesso conserva mosaici pavimentali raffiguranti attività di carattere ludico e domestico. Si nota che negli ambienti residenziali il lusso e l’attenzione alle decorazioni cresce proporzionalmente all’importanza delle stanze ed ad i suoi usi, mentre la parte destinata ai servizi è caratterizzata da pavimenti rustici o meno spesso mosaicati, con pitture parietali contenenti figure di piccole dimensioni.
La Villa continuò ad essere abitata anche In epoca bizantina e altomedievale (V-VII secolo) e nel periodo arabo-normanno (X-XII secolo) poi sfruttata come emporio e centro agricolo. Tra il XIV e il XV secolo, dopo le devastazioni dei secoli precedenti, si costituì un nuovo centro agricolo denominato il Casale, da cui proviene l’odierna denominazione dell’area archeologica. A seguito di successivi danneggiamenti, alluvioni e smottamenti che colpirono la zona, l’antico insediamento romano fu abbandonato definitivamente ma è proprio grazie a questa stessa copertura che, nel tempo, l’eccezionale apparato musivo della Villa si è conservato per giungere fino ai nostri giorni.

I Criteri

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Tale bene culturale e artistico è stato iscritto nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO sulla base di tre criteri poiché la Villa Romana del Casale rappresenta un capolavoro del genio creativo umano (Criterio I); essa è una testimonianza unica del modus vivendi di una civiltà scomparsa con le proprie tradizioni, usi e costumi attraverso i racconti che emergono dal tesoro musivo del IV secolo d. C (Criterio III) ed è anche un esempio di edificio che illustra uno stadio significativo dell’evoluzione della storia umana (il periodo tardoimperiale, Criterio IV).

Il ciclo di Mosaici

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Il tesoro musivo della Villa Romana del Casale testimonia le abitudini di vita della classe dominante romana e mostra le influenze reciproche tra le culture e gli scambi nel Mediterraneo antico, tra mondo romano e area nordafricana. Essi sono distribuiti tre le camere della nobiltà ed ognuno di essi racconta una tradizione familiare o socioculturale di quel periodo storico.

Teste di animali cinte da foglie di acanto (come ad esempio un leone), decorano l’arcata sul triclinio a tre absidiUlisse offre il vino al ciclope Polifemo in un’anticamera a nord.La corsa delle quadrighe precede l’ingresso alle terme. Il tema della caccia è molto frequente in diverse stanze (ad esempio vi è una scena di una battuta di caccia al cinghiale). Le giovani che giocano a palla con una tenuta simile al bikini.Gli amanti che si abbracciano, probabilmente Cupido e Psiche, si trova nelle stanze private per i coniugi a nord.Un bambino lega un’anatra per il collo in uno dei cubicula. La corsa di carri trainati da uccelli nell’altro cubiculm. I cupidi che pescano sono nei cubicula che danno sul peristilio ovale.Una processione di nereidi, tritoni e un’ampia varietà di animali marini si snoda nella sala absidata alla quale si accede attraverso un grande portico semicircolare.Le dodici fatiche di Ercole sono il motivo che decora il lussuoso triclinio dove probabilmente si tenevano banchetti fastosi organizzati dal ricco proprietario della villa (forse Lucio Aradio Valerio Proculo Populonio, governatore della Sicilia tra il 327 e il 331 d.C.).

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