Da alcuni mesi in Italia si può viaggiare più o meno liberamente spostandosi da una regione all'altra. Ecco qual è la situazione per chi invece arriva dall'estero.

È stata una strada lunga, che ha richiesto molti sacrifici, ma dopo quasi due anni di restrizioni l'Italia è finalmente tornata ad essere un paese piuttosto sicuro. Con un numero di casi relativamente basso in rapporto alla stagione e un monitoraggio costante, le attività quotidiane si svolgono ormai in maniera abbastanza normale.

Lavoro, intrattenimento e vita sociale sono ripresi già da tempo, ma sempre tenendo presente alcune regole di sicurezza. Anche viaggiare da una regione all'altra è possibile, ma cosa succede ai visitatori in arrivo dall'estero? Anche in questo caso le notizie sono buone: le frontiere italiane sono aperte da diversi mesi, tuttavia non esiste ancora una regola unica per tutti. Molto dipende dallo stato della pandemia nel paese di provenienza e dalla presenza o meno di certificati vaccinali o affini.

Il regolamento attuale fra l'altro non è permanente, resterà in vigore fino al 15 dicembre, quando verrà rivisto e se sarà necessario aggiornato. 

Chi può venire in Italia

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Per scoprire se puoi venire in Italia basta consultare degli elenchi in continuo aggiornamento presenti sul sito del Ministero della Salute italiano. Per rendere le cose più semplici e chiare, infatti, i paesi del mondo sono stati suddivisi in tre grandi gruppi.

  • Il gruppo C comprende i paesi dell'Unione Europea, più Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Andorra e Principato di Monaco. Da notare che sono inclusi in questa lista anche quei territori che, pur non trovandosi sul suolo europeo, appartengono a Spagna, Portogallo, Francia e Danimarca, per esempio le Azzorre, la Guyana o le Isole Faroe.
  • Il gruppo D è invece quello che include alcuni paesi extraeuropei, tra cui il Regno Unito, Australia, Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Canada. Da poche settimane sono entrati a far parte di questa lista anche Brasile e India.
  • Il gruppo E, in fine, comprende il resto del mondo.
  • E i gruppi A e B? Del primo fanno parte solo Città del Vaticano e Repubblica di San Marino. Il gruppo B invece è al momento vuoto, ma in un futuro che tutti speriamo sia prossimo includerà paesi a rischio epidemiologico molto basso.

Cosa fare prima di partire

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Le valigie sono pronte, l'entusiasmo è alle stelle, ma ricorda che a tutti i viaggiatori in arrivo in Italia è richiesto di compilare un'autocertificazione in cui si dichiara, fra l'altro, il paese di provenienza e lo stato di salute attuale. Il modulo è reperibile sul sito del Ministero degli Esteri italiano.

Se arrivi da uno dei paesi inclusi nel gruppo C devi essere in possesso anche di un certificato vaccinale, documento che garantisce che hai eseguito un ciclo completo di vaccino da almeno due settimane. In alternativa puoi eseguire un tampone entro le 72 ore precedenti l'arrivo in Italia. In realtà si può entrare in Italia anche senza nessuno di questi due documenti, ma in tal caso è necessaria un periodo di cinque giorni di isolamento fiduciario a cui deve obbligatoriamente seguire un test.

Anche se arrivi da uno dei paesi del gruppo D devi esibire prova del vaccino oppure di aver eseguito il test. In particolare se arrivi dal Canada, dagli Stati Uniti o da Giappone puoi presentare anche un certificato di guarigione dal virus invece del certificato vaccinale.
Una particolarità da notare se provieni dal Regno Unito: il test deve essere stato eseguito entro 48 ore dall'arrivo in Italia, invece che entro 72 ore.
Come per il gruppo precedente, anche in questo caso vale la stessa alternativa: in assenza di questi documenti si può comunque varcare la frontiera italiana, ma bisogna sottoporsi a isolamento fiduciario per cinque giorni, al termine dei quali occorre eseguire un tampone.

Un po' più complessa è la situazione per chi arriva da uno dei paesi del gruppo E. In questo caso le frontiere italiane sono aperte solo in caso di viaggi essenziali, ad esempio per motivi urgenti di lavoro o salute. È inoltre d'obbligo un test entro 72 ore dall'arrivo, a cui seguiranno 10 giorni isolamento fiduciario e un nuovo test.

Alcune semplici regole per la tua vacanza in Italia

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Una volta in Italia, per goderti a pieno e in sicurezza tutte le bellezze che il paese ti saprà offrire, dovrai ricordarti si seguire solo poche regole molto semplici.

Le mascherine vanno indossate sempre nei luoghi pubblici al chiuso e sui mezzi di trasporto. All'aperto al momento non c'è obbligo di mascherina anche se passeggiando per strada noterai che molte persone scelgono di utilizzarla ugualmente, soprattutto nei luoghi di particolare interesse o nelle vie dello shopping.

Le regole del distanziamento sociale sono ancora in vigore anche se musei, teatri e cinema adesso possono essere riempiti al massimo della capienza. I locali notturni al chiuso, invece, possono essere riempiti solo fino al 50%, al 75% quelli all'aperto.

Generalmente per entrare in luoghi come musei, ristoranti al chiuso o cinema occorre il Green Pass o un test eseguito entro le precedenti 48 ore.

La regola è la stessa per i voli interni, i treni ad alta velocità, navi e traghetti. Per questo motivo questi mezzi di trasporto sono autorizzati già da qualche tempo a viaggiare al massimo della capienza.

Un certificato vaccinale o l'attestato di guarigione ottenuto in uno dei paesi dell'UE può sostituire senza problemi il Green Pass.
Lo stesso vale per i certificati rilasciati a chi si è vaccinato in Canada, negli Stati Uniti, in Giappone o nel Regno Unito.
 

E i bambini?

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Le regole per i piccoli viaggiatori sono semplici.

In linea di massima i bambini non vaccinati devono seguire le stesse direttive previste per gli adulti. Se il genitore ad esempio è tenuto a restare in isolamento per alcuni giorni, lo stesso vale per il bambino. 

I bambini al di sotto dei sei anni, però, non devono eseguire nessuno dei test previsti per gli adulti.

Gli adolescenti con più di 12 anni, invece, hanno bisogno del green pass come gli adulti.

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