Ogni 17 marzo si festeggia l'anniversario dell'Unità d'Italia, un percorso lungo e faticoso che è durato secoli...

L'Unità d'Italia: un percorso durato secoli

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L'Italia è uno dei paesi più conosciuti e visitati al mondo, grazie alla bellezza del suo paesaggio e alle tante opere d'arte testimoni della sua storia millenaria. Tutti al mondo riconoscono l'Italia per la sua caratteristica forma a stivale, quasi come se fosse stata la natura stessa a dettarne i confini: al Nord la catena montuosa delle Alpi, a Sud, ad Est e ad Ovest il mare. Ma costruire l'unità politica del Belpaese non è stata impresa facile ed è stato un percorso che è durato secoli, dalla dissoluzione dell'Impero Romano fino al 1861. Secoli che hanno visto la dominazione di tante popolazioni, dai Longobardi ai Saraceni, dai Normanni agli Spagnoli, dai Francesi agli Austriaci, popoli che con la loro presenza, però, hanno contribuito a rendere la cultura italiana così tanto ricca ed eterogenea. Alcuni tra questi hanno anche accarezzato l'idea di riunificare in un solo stato la penisola italiana, ma questo sogno è stato coltivato soprattutto dai grandi intellettuali e scrittori come Dante e Guicciardini per citarne alcuni tra i più importanti e rappresentato ai massimi livelli dal linguaggio artistico di Giotto, Leonardo, Michelangelo etc...

Come non vedere, infatti, nelle loro opere, l'espressione più alta del genio italico? Le lingue di Dante e di Giotto hanno creato le basi di uno stato italiano unitario prima della politica e della guerra.

Sembra doveroso, quindi che tutti, visitatori e turisti compresi, si rendano conto di quanti sacrifici si celino dietro l'unità politica del nostro paese: ed è per questo che il 17 marzo, anniversario dell'Unità d'Italia, è una delle ricorrenze più importanti per ogni cittadino italiano e per tutti gli amanti del "Giardino d'Europa".


Il 17 marzo si celebra l'Unità d'Italia. Come festeggiare l'evento nel 2021?

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Il 17 marzo 1861, infatti, nasceva ufficialmente il Regno d'Italia, con la promulgazione della legge n. 4671 del Regno di Sardegna. Fu Vittorio Emanuele II di Savoia ad assumere per la prima volta il titolo di re d'Italia, portando a termine il lungo e sanguinoso cammino risorgimentale: furono ben tre, infatti, le cosiddette Guerre d'Indipendenza. Con quell'atto burocratico si premiavano, così, gli sforzi di uomini come Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Cavour e l'impegno e il sacrificio dei tanti patrioti italiani, spesso rimasti anonimi. Ma si rendeva giustizia anche ai tanti personaggi storici di cui si accennava in precedenza, che tanto avevano amato il sogno di un Italia libera ed unita. Un percorso millenario che  nel 1861  non era ancora concluso, perché il processo di unificazione terminò solo nel 1918 con l'annessione del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia. Ed è per tutti questi motivi che la ricorrenza del 17 marzo è stata sempre commemorata con grandi onori, soprattutto in occasione degli anniversari numero 50, 100 e 150. Commemorazione molto sentita dal popolo e dallo Stato Italiano, spesso avvenuta nei luoghi topici del processo di unificazione.  Purtroppo anche quest'anno, come nel 2020, i festeggiamenti saranno molto limitati a causa dell'epidemia di Covid-19 che sta mettendo in ginocchio l'intero pianeta. Forse però, è proprio questo il momento per celebrare con maggiore intensità l'unità del paese per superare insieme questo momento difficile. Indipendentemente dalle iniziative che verranno prese, vi suggeriamo un modo per onorare l'avvenimento, sempre nel rispetto delle normative vigenti. Recatevi, se potete, nei pressi di un monumento, di una chiesa o di un palazzo del vostro paese, comune, città. Restate in silenzio, per qualche minuto, al cospetto di quelle patrie testimonianze. E ricordate che ogni pietra di quelle antiche vestigia è una pietra che ha costruito, con duro impegno  e sacrificio il nostro paese.  

Storia e spiegazione della bandiera italiana

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Protagonista assoluta di tutte le celebrazioni ufficiali, comprese quelle sportive, è, ovviamente, la bandiera italiana. Il vessillo ha anche una propria festa specifica, il 7 gennaio, in memoria del 7 gennaio del 1797, quando a Reggia Emilia Napoleone proclamò la Repubblica Cispadana, adottando come simbolo del nuovo stato una bandiera molto simile a quella francese. Un tricolore bianco, rosso e verde, in luogo del blu di quella d'Oltralpe. Una bandiera già utilizzata in precedenza da Napoleone per le proprie legioni, che da quel giorno acquistò sempre più importanza, al punto da essere utilizzata anche dalla Repubblica Cisalpina. La bandiera in seguito divenne il simbolo della Repubblica Italiana e del Regno Italico,  della Giovine Italia e di tutti i carbonari e fu successivamente introdotta da Garibaldi in America. Nel 1848 Carlo Alberto di Savoia scelse il tricolore per il proprio stato inserendo nella bandiera lo scudo savoiardo bordato di blu. E fu proprio quella bandiera a sventolare trionfante il 17 marzo del 1861, quando Vittorio Emanuele II proclamò la nascita ufficiale del regno italiano. Fu soltanto il 2 giugno del 1946, con la proclamazione della Repubblica, che il simbolo savoiardo fu estromesso dal tricolore. 

Ma qual è il significato della bandiera italiana? Perché proprio quei tre colori?

Secondo un'antica leggenda il verde avrebbe rappresentato i bei prati della penisola, il bianco le candide nevi delle Alpi e il rosso il sangue dei tanti italiani caduti in guerra. Una tradizione ripresa in qualche modo anche dal grande Giosuè Carducci, anche se l'interpretazione più attendibile è quella che identifica i tre colori quali simboli della giustizia, dell'uguaglianza e della fratellanza: i valori  patrocinati dalla Rivoluzione Francese e dalla Francia napoleonica da cui ha avuto origine la nostra bandiera.

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