A coloro che rappresentano le nostre origini e la nostra memoria, sarà dedicata la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che da quest'anno celebrerà l'importanza di queste figure fondamentali nella nostra vita.

La generazione più giovane è la freccia, la più vecchia è l'arco

John Steinbeck

Il Papa sancisce l'importanza del ruolo dei nonni e degli anziani

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Si terrà per la prima volta, a partire da quest'anno, ogni quarta domenica del mese di luglio la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani istituita da Papa Francesco durante l'Angelus il 31 gennaio 2021. Il Pontefice ha voluto ribadire il fondamentale ruolo dei nonni e degli anziani nella società e nella famiglia celebrandoli proprio in prossimità della festa liturgica di Santi Gioacchino e Sant'Anna, nonni di Gesù, il 26 luglio.

Quest'anno la quarta domenica di luglio cadrà, infatti, proprio il 25 luglio per ricordare i nostri nonni e gli anziani in generale, coloro che ci hanno tramandato la vita e che ci trasmettono i valori, le tradizioni e ci testimoniano i pezzi di un passato spesso dimenticato. Guerre, fame, periodi storici molto complessi e duri hanno caratterizzato le loro vite di duro lavoro e stenti, sacrifici che hanno permesso a noi generazioni successive di condurre una vita più agiata, comoda e piena di privilegi.

In Italia, esiste già una Festa dei Nonni, il 2 ottobre, che non coincide ovviamente con la ricorrenza in altre parti del mondo e, dunque, Bergoglio ha voluto unificare in un unico giorno a livello mondiale questa giornata carica di amore e rispetto per queste figure fondamentali.

La figura del nonno nella società

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Da sempre nella storia, la figura dell'anziano è stata sinonimo di saggezza, custode del sapere, il pilastro del nucleo familiare su cui si fonda la stessa società. Ciò è vero soprattutto nel bacino del Mediterraneo, in particolare in Italia dove il legame con i nonni è molto sentito e profondo. Senza tornare troppo indietro nel tempo basta guardare al XX secolo e, nella fattispecie, alla struttura delle famiglie contadine dove si viveva tutti insieme.  L'anziano, quale capo famiglia, dava le direttive e le linee guida per la gestione del ménage quotidiano. In realtà, se ci soffermiamo sul termine nonno dal latino "nonnus" significa monaco, balio, in senso più ampio anziano che, a sua volta, da "anteanus"/"antianus", vuol dire più vecchio, più antico degli altri ma anche con maggiore dignità ed autorità. Tuttavia, al di là di tutte queste premesse, è innegabile l'importanza dei nonni e degli anziani nella vita di ciascuno di noi in qualità di nipoti o di individui facenti parte della società. Le nostre radici, la ragione di ciò che siamo grazie a loro, la nostra memoria e soprattutto un affetto incondizionato e smisurato. Il nonno, in Italia, è una figura generalmente coccolata al pari dei bambini all'interno di una famiglia, il fulcro della stessa e il collante che ci tiene uniti finché loro sono in vita. La casa dei nonni, soprattutto la domenica e in occasione delle feste comandate, si trasforma in punto di ritrovo di figli, generi, nuore, nipoti, pronipoti per rinnovare le antiche usanze di condividere un rito tutto il italiano: il cibo.

La nonna è simbolo indiscusso e portatrice di segreti in cucina, di specialità rigorosamente realizzate in casa per tutti noi e di amore sconfinato verso figli e nipoti. La nonna italiana è inevitabilmente associata alla merenda per antonomasia e alla tipica domanda che come un ritornello ci chiede: "Hai fame? Hai mangiato?" Nonno, nel nostro Paese, è sinonimo di conforto, coraggio, rifugio, abbracci, favole, aneddoti e proverbi: una ricchezza ed un patrimonio inestimabile da custodire. Essi sono senso di appartenenza, tradizioni e riflettono la nostra identità, le nostre origini e il nostro modello.

Anziani da tutelare non abbandonare: benefici a 360° per noi

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La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, considerati degli autentici anelli di congiunzione tra le generazioni, nasce come monito per non dimenticare e non mettere in posizione marginale un anziano solo perché anziano. "La vecchiaia è un dono, istituisco una giornata dedicata ai nonni" sono le testuali parole del Papa che ci invita ad ascoltare "la loro voce preziosa". La fragilità dell'anziano non va dunque intesa come punto debole o difetto, soprattutto perché un ciclo della vita verso cui tutti prima o poi approdiamo, ma come esempio da seguire e ricchezza umana e spirituale che si tramanda di generazione in generazione. La fase della vecchiaia, che fa parte dell'esistenza stessa, non può essere evitata, allontanata o evitata ma va accolta con lo stesso amore con cui un nonno tratta un nipotino. Soprattutto oggigiorno, i nonni sono diventati porto sicuro e sostentamento economico per tante famiglie in difficoltà, factotum, accompagnatori a scuola o alle varie attività, compagnia quando i bambini sono ammalati, sempre pronti a risolvere i problemi di ogni natura e sorta. Chi di noi non è mai corso tra le braccia di nonno/nonna per sfuggire a un rimprovero dei genitori o per i piccoli e primi dispiaceri da bambini? Ciò che anche il Santo Padre ha raccomandato è di non lasciare soli gli anziani che, per primi, si sono sacrificati per noi e che proprio durante la pandemia hanno pagato il prezzo più alto di tutti dovendo vivere in isolamento e lontano dagli affetti. Essenziale la reciproca presenza dei nonni nella vita dei nipoti e viceversa, dove i più piccoli riempiono le vite di allegria e i più anziani rappresentano la protezione. Un affetto, quello dei nonni, genuino e disinteressato che favorisce e facilita lo sviluppo emotivo e psicologico del bambino. Studi scientifici hanno dimostrato che vivere i propri nonni è di primaria rilevanza in quanto chi cresce chi cresce a contatto con loro, in un ambiente rassicurante e circondato da amore, diventerà un adulto capace di amare, sicuri di sé e in grado di resistere meglio allo stress. 

I nonni nella letteratura e nella tv in Italia

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A riprova di quanto detto poc'anzi, anche la letteratura vanta opere in cui emerge chiaramente la figura dei nonni. Ne L'incendio nell'oliveto di Grazia Deledda (1918), l'anziana nonna Agostina, descritta con grande abilità dall'autrice sarda, è attaccata alla famiglia e ai nipoti e cerca a tutti i costi e con tutte le forze di mantenere insieme la famiglia e il buon nome. Un'anima profonda e dalla grande personalità che rappresenta la vera protagonista. Uno dei massimi capolavori della Deledda che ci racconta la società matriarcale e l'attaccamento al tessuto familiare e sociale dell'epoca.

Non possono mancare, poi, due simboli considerati i nonni italiani per eccellenza, il compianto Gino Bramieri e l'amatissimo Lino Banfi nei loro rispettivi personaggi di Nonno Felice e Nonno Libero.

Nonno Felice, protagonista dell'omonima sit-com degli anni Novanta, è il patriarca a capo della famiglia milanese Malinverni a cui è affidato il compito di educare i suoi tre nipotini Federico e le gemelline Eva e Morena. L'assenza per lavoro dei loro genitori, in un certo senso, non lascia scelta simpaticissimo Gino Bramieri che deve occuparsi dei piccoli tra mille peripezie.

La serie più moderna de "Il medico in Famiglia" (1998-2016), vede invece Lino Banfi nel ruolo di nonno Libero. La trama di questo sceneggiato è pressoché simile, ma ritrae una famiglia più complessa e più moderna con problematiche più attuale dove nonno Libero, ferroviere in pensione, è alle prese con suo figlio Lele, vedovo, e i suoi 3 figli. Fin qui, la famiglia Martini potrebbe sembrare una famiglia ordinaria e comune, ma non è tutto. L'altra figlia di Libero, la sua consuocera Elvira (che diventerà poi sua moglie) rendono la gestione della famiglia tutt'altro che facile. Anche qui, Lino Banfi interpreta magistralmente le vesti di un nonno mediatore, custode di segreti e dispensatore di soluzioni capace di proteggere sempre tutti.

Celebre la dichiarazione di Lino Banfi a seguito dell'esperienza emozionante e a tu per tu con il vescovo di Roma. "L'istituzione di una giornata mondiale dedicata ai nonni mi ha fatto piacere. Vorrei ribadire la mia gratitudine nei confronti di Papa Francesco che ho conosciuto a dicembre dello scorso anno. Mi è rimasto talmente impresso, abbiamo parlato poco ma già allora dicemmo che i nonni sono importanti. Mi disse che sapeva che mi chiamano il nonno d'Italià - continua l'attore pugliese - gli risposi nella sua lingua 'Santità, se io sono il nonno d'Italia, lei è l'abuelo del mundo. Lui fu molto contento di questo, mi mise la mano sulla schiena, poi gli dissi che abbiamo la stessa età, anzi sono più vecchio di lui di cinque mesi. E mi disse che meli portavo bene i miei anni.  Era ora che un Papa si occupasse così da vicino degli anziani, i nonni sono stati definiti l'anello di unione tra le generazioni".


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