A Viareggio, sul lungomare della Toscana, si festeggia ogni anno un Carnevale fra i più spettacolari del mondo. Dalla sua prima edizione nel 1873, l’evento è cresciuto fino a diventare famoso dovunque per i suoi maestosi carri allegorici, un intero mese di feste di giorno e di notte sotto la benedizione delle due maschere simbolo: Burlamacco e Ondina.

LA STORIA DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO: UN PO’ DI DATE

Era il 1873 e fra i giovani della Viareggio bene nacque l’idea di mettere in scena una sfilata per festeggiare il giorno di Martedì Grasso. Da qui in poi la fama del Carnevale di questa cittadina della Toscana è cresciuta parallelamente con quella dei suoi carri allegorici, sempre più maestosi, costruiti in legno, scagliola e juta dai Maestri Carristi. Nel 1921 nacque la prima canzone ufficiale, attuale inno della manifestazione - “Coppa di Champagne” - e nello stesso anno una band animò per la prima volta uno dei carri con la sua musica; nel 1923 il Pierrot fu il primo carro a muovere testa e occhi e, due anni dopo, la tecnica della cartapesta permise di realizzare costruzioni sempre più imponenti. Dopo lo stop delle due guerre mondiali il Carnevale ripartì, nel 1954 venne trasmesso sulla neonata RAI e quattro anni dopo la sua fama raggiunse luoghi sempre più lontani grazie all’Eurovisione.

Ecco come il Carnevale di Viareggio è diventato internazionale, un evento che attira pubblico da tutto il mondo e che offre un mese di festeggiamenti, sfilate e rassegne varie. L’edizione 2021, a causa della pandemia da Covid-19, si svolgerà dal 18 settembre al 9 ottobre.


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LE DUE MASCHERE SIMBOLO: BURLAMACCO E ONDINA

Ogni evento che si rispetti ha i suoi protagonisti: Burlamacco e Ondina sono comparsi per la prima volta insieme su un manifesto del 1931 e da lì in poi sono rimasti sempre uniti, maschere simbolo del Carnevale di Viareggio. Burlamacco nacque nel 1930 dalla fantasia del pittore, grafico e scenografo Umberto Bonetti e, dalla sua stessa penna, l’anno successivo prese vita Ondina, con le sembianze della bagnante tipica della stagione estiva. Il desiderio dell’artista era quello di creare un personaggio che racchiudesse in sé le due anime della vita viareggina: quella del Carnevale e quella dell’estate. Ecco perché Burlamacco ha questo aspetto: si ispira alle maschere della Commedia dell'Arte ma è vestito con una tuta a scacchi che riprende il bianco e il rosso degli ombrelloni del litorale.

Così grande è l’importanza di Burlamacco e Ondina che nel 1998 venne istituito il Burlamacco d’Oro, Premio della Fondazione Carnevale, il quale rappresenta il riconoscimento che ogni anno Viareggio assegna scegliendo tra gli uomini e gli artisti del mondo dello spettacolo e della comunicazione, mentre per le donne dello stesso settore c’è il premio Ondina d’Oro.


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LA SIGNORA DEI CARRI: LA CARTAPESTA

Vi state chiedendo come sono fatti i carri del Carnevale di Viareggio? Quelle strutture mastodontiche sono realizzate in cartapesta, alte anche 20 metri e larghe una decina, e avanzano in mezzo alla folla sui Viali a mare per stupirla con il loro impatto scenico, i loro movimenti e i loro colori. Tutto questo, in realtà, è nato da poche cose semplici: modelli in creta, calchi in gesso, fogli di carta di giornale e una colla fatta di acqua e farina, oltre a tanta abilità e fantasia; pochi ingredienti che, messi nelle mani giuste, creano qualcosa di straordinario. Sono oltre 25 le ditte artigiane (e più di mille le persone al lavoro) in cui i Maestri costruttori tramandano quest’arte di generazione in generazione, sperando ogni anno di aggiudicarsi il primo premio assegnato dalla giuria.


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A SPASSO PER VIAREGGIO: FRA LA VITALITÀ DEL LUNGOMARE E VILLE IN STILE LIBERTY

Viareggio, in realtà, merita di essere conosciuta anche per la sua bellezza oltre che per il suo Carnevale: è una famosa località balneare della Toscana che offre edifici storici in stile Liberty ed esempi di Art Decò. La strada pedonale e ciclabile che segue il lungomare, Passeggiata Margherita, è la più ricca sotto tale punto di vista, e qui, in mezzo a bar, gelaterie e ristoranti affollati, si potrà ammirare uno snocciolarsi di architetture di pregio del primo Novecento; fra queste sicuramente attirerà subito l’attenzione il Gran Cafè Margherita con le sue due torrette sormontate da cupole in piastrelle gialle e verdi. Un tempo il cafè era il locale più elegante di Viareggio, frequentato dall’alta società e dal maestro Giacomo Puccini, e adesso ospita un ristorante, una caffetteria e una libreria. Sempre nella zona vicino al lungomare incontreremo l’Hotel Liberty, il Bagno Balena con il suo portale d’epoca, la Torre dell’Orologio e la statua del Burlamacco.

Meritano una visita anche Villa Argentina, uno degli esempi più belli di architettura Liberty in Italia, e Villa Paolina, dimora di Paolina Bonaparte. La prima apparteneva a una ricca proprietaria terriera di origine argentina di nome Francesca Racca Oytane e offre dipinti di grandi artisti dell’epoca e decorazioni in stucco dorato sul soffitto e sulle pareti, oltre a preziosi pavimenti come quello in marmo nero del Belgio della sala a piano terra. Villa Paolina era la dimora dove Paolina Bonaparte accoglieva il suo amante; oggi ospita i Civici Musei e alcuni importanti uffici, ma sono ancora visitabili i suoi appartamenti, utilizzati per ospitare mostre. L’edificio è un bellissimo esempio di stile neoclassico e il suo impianto propone una nuova interpretazione della domus romana, con un bellissimo colonnato fronte mare e tutte le camere da letto e i salotti rivolti alla spiaggia.


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LA CITTADELLA DEL CARNEVALE E IL MUSEO DEL CARNEVALE

È nella Cittadella del Carnevale che i carri prendono forma e vita: inaugurata nel 2001 è la più grande area tematica in Italia dedicata alle maschere e comprende laboratori e hangar oltre ad ospitare una grande raccolta di documenti storici. Al suo interno troviamo il Museo del Carnevale di Viareggio dove la statua del Burlamacco accoglie i visitatori che potranno ammirare i modellini dei carri allegorici premiati nelle ultime edizioni e scoprire, tra le altre cose, le fasi della realizzazione delle opere in cartapesta per poi divertirsi nel creare piccoli manufatti. 

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“Sul palcoscenico del mondo non siamo altro che miseri attori, e talvolta è utile riuscire a mascherare i nostri tristi ruoli.”

Carl William Brown

Il Carnevale di Viareggio è una grande festa colorata, rumorosa e caotica che non ha paura di prendere in giro il mondo in cui viviamo attraverso la lama tagliente della satira e che parla dei grandi temi della nostra contemporaneità tramite rappresentazioni ridicole e grottesche, con la convinzione che abbiamo tutti bisogno di leggerezza. I manifesti che dal 1925 presentano ogni edizione sono sempre pieni di colori, allegri, a volte esagerati, come per dirci che, se non la smetti di prenderti sul serio almeno a Carnevale, non lo farai mai. 

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