Sia che si arrivi in auto, in autobus o in treno, Ostuni appare come una visione bianca in un mare di olivi verdi. Il centro storico della cittadina si presenta come un'isola di case bianche che si erge sulla collina e racchiusa da mura bianche che le abbracciano e le proteggono dai priori.

La cinta muraria

Le mura che circondano la città sono state costruite tra gli inizi del 1400 e il 1500, allo scopo di proteggerla da invasioni nemiche e, soprattutto, dai pirati saraceni che, in quel periodo, imperversavano nel Mediterraneo saccheggiando e devastando i paesi della costa e le campagne.

Delle originarie mura medievali, oggi, è conservato un largo tratto che circonda la porzione di Ostuni che si affaccia sul mare ed è molto suggestivo passeggiare lungo la strada che le costeggia godendo del panorama della valle degli ulivi secolari che digrada verso il mare.

Il centro storico

Il centro della vita sociale e della movida della città è Piazza della Libertà, frequentata dai nostri concittadini così come dai visitatori che, all’ombra della guglia di Sant’ Oronzo che dall’alto protegge la comunità, possono trovare svago e divertimento nei molti pub, ristoranti e locali, rendendo più che piacevoli le calde serate estive.

Di fronte Piazza della Libertà, si inerpica via Cattedrale che ci conduce d’un tratto nel centro storico, l’Ostuni vecchia con il suo reticolo di viuzze e vicoli bianchi circondati dai palazzi con portali barocchi. Il labirinto bianco di strade avvolge il visitatore proiettandolo in un tempo lontano, nel quale poter ancora sentire i profumi e i suoni del passato. La cittadina si riesce ad esplorare molto facilmente seguendo le strade che salgono e scendono, si intersecano e si interrompono d’un tratto, rivelandone al visitatore – come uno scrigno che a mano a mano gli si schiude davanti agli occhi ed al cuore – il fascino e l’unicità di una Città Bianca senza tempo, con i suoi cortili, le piazzette, le scalinate e le terrazze affacciate su una valle degli ulivi che contende solo al mare, distante non più di 5 km, la bellezza del paesaggio.

Molte sono le botteghe di artigianato presenti nel centro storico: dalla bottega che vende sandali di cuoio fatti a mano ad artigiani del legno di ulivo che lo utilizzano per i più diversi manufatti (mobili, arredi, cucchiai per la cucina e tanto altro), per non ricordare la maestria nella pittura su pietra e su vetro, sulle confezioni e sui souvenir, assolutamente unici e irripetibili - sarà molto difficile scegliere il ricordo di viaggio più bello da portare a casa.  

Il Museo Archeologico

Oltre agli splendidi portali barocchi ricchi di decorazioni da fotografare, ad Ostuni ci sono molte chiese interessanti. Da sempre contenitori d’eccellenza di cultura italiana, le chiese e le cattedrali del Sud non fanno eccezione. Due di queste sono le punte di diamante della vita spirituale e culturale della città. La prima è la chiesa di San Vito Martire che oggi ospita il Museo archeologico di Ostuni, custode dei resti scheletrici di una sepoltura del Paleolitico Superiore chiamata Ostuni 1. La donna di circa 20 anni e incinta di 8 mesi che conserva ancora nel suo grembo i resti del feto, non trova riscontri ed eguali in nessun’altra parte del mondo: è la Grande Madre, la Madre di Tutti, la più antica donna incinta mai rinvenuta, datata a circa 28.000 anni fa. Fu scoperta nel 1991 dal prof. Donato Coppola in una grotta alle pendici dei colli di Ostuni che, oggi, è parte integrante del Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano, luogo dalla bellezza ancestrale e custode di una secolare ritualità dedicata alla maternità, alla femminilità e alla fecondità che sfida i secoli affascinando ogni visitatore.

La Cattedrale di Ostuni

La chiesa più suggestiva della città è la Basilica - Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. La sua particolarissima facciata la rende unica, con le sue decorazioni tardo-gotiche su una facciata di impianto romanico, sembra quasi decorata con un merletto di pietra. Il rosone principale è l’elemento decorativo che attira maggiormente l’attenzione del visitatore. Grande e molto decorato, spiega simbolicamente il concetto di Cristo come origine e fine di ogni cosa, l’alfa e l’omega. La figura di Cristo bambino, infatti, è al centro di tre cerchi concentrici ciascuno composto da un numero di elementi che simboleggiano il tempo, scandendone la sua misura: 24 colonnine, 12 capitelli e 7 cherubini. Un simbolismo immediato con cui cercare di riconnettersi al ‘Cielo’ e che, nel 1500, esprimeva appieno la spiritualità che informava la vita ‘sacra’ così come anche quella quotidiana, degli antichi abitanti di Ostuni.

Molti luoghi nascosti sono lì in attesa di essere scoperti nella “città bianca” di Puglia, chiamata in questo modo per la tradizione di completare la costruzione degli edifici con un’imbiancatura fatta con il latte di calce, un vero e proprio rito al quale ogni abitante del centro storico partecipa appena arriva la bella stagione per pulire e preparare la città alla luce e al calore dell’estate.


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