Ecco dove vedere i luoghi della Seconda Guerra Mondiale nel Lazio, 7 tappe storiche tra Roma e Cassino.

Domenica, 4 giugno 1944

Il cielo è limpido sopra Roma, una fresca giornata di tarda primavera.

Il generale Clark guida le truppe americane nella liberazione di Roma, arrivando nel cuore della città fino al Vittoriano, luogo simbolo delle adunate mussoliniane. I romani scendono in strada per festeggiare gli Alleati.

I tedeschi del feldmaresciallo Albert Kesselring battono in ritirata, risparmiando altre devastazioni a Roma e al Lazio. La Seconda Guerra Mondiale è quasi finita.

Se vi siete mai chiesti dove vedere i luoghi della Seconda Guerra Mondiale nel Lazio, siete nel posto giusto. Abbiamo selezionato 7 luoghi storici tra Roma e il basso Lazio che testimoniano la violenza del conflitto in questa regione nevralgica per l'Italia.

Sette tappe laziali per un ideale percorso della memoria, un viaggio per vedere le cicatrici della guerra e non dimenticarne l'assurdità.

Il fenomeno del turismo di guerra nei luoghi della Seconda Guerra Mondiale è molto cresciuto negli ultimi anni: va considerato non una semplice attività ricreativa, ma un momento di studio e riflessione su un periodo storico le cui conseguenze riecheggiano forti ancora oggi.

7. Anzio

Il luogo prescelto per lo sbarco delle truppe anglo-americane sono state le graziose cittadine portuali di Anzio e Nettuno, riunite all’epoca in un’unica municipalità chiamata Nettunia.

Le truppe toccarono terra nel gennaio 1944 nelle spiagge a nord di Anzio: la spiaggia di Levante (nome in codice X-Ray e riservata agli americani) e la linea costiera che va da Tor Caldara a Tor San Lorenzo (Peter Beach, presa dagli inglesi).

Il Museo dello Sbarco di Anzio offre invece un'interessante ricostruzione storica dello sbarco e dei feroci combattimenti dei mesi seguenti, mostrando oggetti d’epoca, armi, veicoli e uniformi, il tutto spesso ripescato dal fondale antistante la città.

Il museo è ospitato nelle sale della bellissima Villa Adele, a 400 metri dalla stazione del treno, ed è diviso in quattro sezioni (inglese, americana, italiana e tedesca). L’ingresso è gratuito e si possono prenotare tour guidati: una interessante pausa di riflessione per chi non ha vissuto i duri anni della guerra.

Il Paradiso sul Mare è invece un palazzo storico in stile liberty. Nato come casinò, fu poi scelto dal Generale Clark come sede del comando alleato dopo lo sbarco. Nel dopoguerra il Paradisino fu usato come set cinematografico per capolavori come Amarcord di Fellini e Polvere di stelle di Alberto Sordi. 

Anzio è anche menzionata nel testo della canzone dei Pink Floyd "When the tiger broke free", dedicata al padre del cantante Roger Waters che morì proprio subito dopo lo sbarco alleato.

Potete raggiungere Anzio e Nettuno in treno da Roma Termini, un perfetto day trip per gli amanti della storia e del mare (e dei ristoranti di pesce, di cui le città sono piene). 

6. Nettuno

La cittadina di Nettuno, con il suo delizioso borgo medievale fortificato, è visitata ogni anno da frotte di turisti americani e inglesi in visita al Cimitero Americano di Nettuno.

Molti dei turisti sono veterani di guerra con famiglie al seguito, che vengono sul litorale a commemorare i compagni caduti. Il cimitero è immerso nel verde e molto ben curato: visitare questo sacrario è un'esperienza emozionante, in particolare la vista delle migliaia di croci bianche perfettamente allineate lungo il viale.

Qui riposano le salme di quasi 9.000 soldati caduti nelle diverse battaglie della campagna d’Italia, un’ode all’assurdità della guerra.

Il cimitero ha ospitato anche i presidenti americani Bush e Clinton, che tennero qui i loro discorsi durante vari Memorial Day.

Nettuno sorge a poche centinaia di metri da Anzio, ed è raggiungibile in treno da Roma Termini in solo un’ora (con circa 5€), rendendola un perfetto day trip dalla Capitale per gli amanti del mare e della storia.

5. Bunker del Monte Soratte

Il Bunker del monte Soratte è stato costruito nel 1937 per volere di Benito Mussolini ed oggi è divenuto parte del museo diffuso "Percorso della Memoria", testimone della seconda guerra mondiale e della guerra fredda.

Gli oltre 4 km di complesse gallerie del bunker vennero scavate all’interno del versante sud del monte Soratte, nel comune di Sant’Oreste (50 km da Roma). 

Questa capolavoro di ingegneria militare ha avuto negli anni diverse funzioni: prima della guerra era un rifugio antiaereo per le alte cariche del Governo, poi dal 1943 il Feldmaresciallo Kesselring lo trasformò nel centro nevralgico per il “Comando Supremo del Sud” delle forze naziste in Italia. Nel dopoguerra divenne prima un magazzino dell’Esercito e, infine, un rifugio antiatomico.

Il tour guidato conduce i visitatori in questo dedalo di tunnel di cemento a 300 metri di profondità, utilizzando filmati e materiali recuperati nel bunker, rendendo molto coinvolgente la visita a questa base militare rimasta segreta fino a pochi anni fa.

Ciliegina sulla torta è la Sala di Guerra con le sue enormi mappe: utilizzata dalla NATO e dall’Aeronautica come centro operativo, questa era la war room da cui l’Italia avrebbe gestito le fasi successive ad un attacco atomico.

Il bunker è oggi visitabile esclusivamente su prenotazione con un tour guidato al costo di 10€ a persona (reso possibile dall'associazione di volontari "Bunker Soratte"). Il paese di Sant’Oreste, perfetta base per la visita, dista un’ora di auto da Roma, ma lo si può raggiungere dalla Capitale anche con il bus o il treno, passando per Viterbo.

4. Museo di Piana delle Orme a Latina

Il Museo di Piana delle Orme è un parco tematico che raccoglie 60.000 reperti che raccontano storie della Seconda Guerra Mondiale. Segue il corso della storia locale dalla bonifica dell’Agro Pontino fino alla liberazione di Roma.

La chicca del museo è il carro armato americano M4 Sherman, utilizzato per lo sbarco del 1944, ripescato dal fondale di Anzio nel 2002 e addirittura prestato a Roberto Benigni per girare la scena finale de La vita è bella.

Il museo sorge a Borgo Faiti (vicino Latina) all’interno di un agriturismo, e nacque nel 1997 dalla collezione personale di Mariano De Pasquale.

Piana delle Orme si dirama in un Percorso di Guerra e uno di Pace, con una collezione segue fedelmente lo sviluppo del conflitto: si parte dalla dichiarazione di guerra di Mussolini, passando per le deportazione degli ebrei, fino ad arrivare ai momenti più cruenti tra el-Alamein, Montecassino e Anzio. Diorami, modellini, veicoli d’epoca, ed effetti sonori rendono l’esperienza interessante e suggestiva.

Il Percorso di Pace è invece dedicato alla vita contadina e alla bonifica delle paludi pontine degli anni ‘30.

Il museo è adatto anche ai bambini e il biglietto costa 13€: consigliamo 3-4 ore per una visita completa. È anche possibile mangiare nel ristorante dell'agriturismo o comprare gadget d’epoca dal negozio del museo.

3. Abbazia di Montecassino

Arroccata a 516 metri, l'abbazia di Montecassino è un monastero benedettino che domina la piana del fiume Liri, vicino la città di Cassino.

La struttura è maestosa e vanta al suo interno un museo, una cattedrale, un elegante chiostro rinascimentale e una spettacolare vista panoramica.

Secondo monastero più antico d'Italia (dietro Santa Scolastica a Norcia), il monastero fu fondata nel 529 d.c. da San Benedetto da Norcia. Nel Medioevo divenne un importante centro religioso e culturale medioevale, vivendo un un susseguirsi di eventi turbolenti, tra cui un terremoto e il saccheggio da parte dei Saraceni.

L’abbazia fu teatro di una delle più tragiche battaglie della Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1944, infatti, gli Alleati credettero erroneamente che le truppe tedesche fossero trincerate dietro le sue possenti mura e così bombardarono senza pietà la struttura, radendola al suolo e uccidendo molti civili lì rifugiati. Il risultato fu l’uccisione di decine di migliaia di soldati e più di cento civili: un disastro inutile.

L’abate di allora e il colonnello tedesco salvarono miracolosamente quasi tutti i preziosi codici antichi conservati nel monastero; si dice, però, che alcune opere siano state recapitate a Herman Göring come regalo di compleanno.

L’Abbazia di Montecassino venne ricostruita dopo la guerra e oggi ospita gli ultimi monaci Benedettini, che i visitatori possono incontrare all’interno del monastero.

Potete raggiungere Cassino in circa 2 ore di auto, sia da Roma che da Napoli, oppure in treno (per poi prendere la navetta per l’abbazia). Il chiostro e la basilica sono gratuiti, mentre l’ingresso al museo costa 5€.

2. Il Museo della Liberazione e il Ghetto di Roma

Ogni angolo di Roma è una finestra su diverso periodo storico: gli anni della Seconda Guerra Mondiale hanno lasciato cicatrici profonde sia nell’urbanistica che nell’anima della Capitale.

Un ideale percorso della Memoria nel cuore di Roma non può che iniziare dal Museo della Liberazione (aperto tutti i giorni e gratuito) al celebre indirizzo di Via Tasso 145, tristemente noto come il luogo dove gli antifascisti romani furono detenuti dai nazisti.

Questo museo è il mezzo perfetto per la trasmissione della Memoria alle nuove generazioni, grazie al suo patrimonio di documenti originali relativi all’occupazione e al restauro delle celle usate dai tedeschi per le torture.

A poca distanza dal museo c’è San Lorenzo, il quartiere che ha più sofferto nei bombardamenti del luglio del ‘43, dove nel “Parco Caduti del 19 Luglio 1943” sono commemorate le numerose vittime di quei giorni.

Nel rione Sant’Angelo, invece, sorge il Ghetto di Roma, il secondo ghetto più antico d’Italia. Questa zona della Capitale è apprezzata da turisti e locali per la sua vitalità culturale e per i suoi particolari ristoranti che offrono cucina romano-ebraica (da provare i celebri carciofi alla Giudia).

Da visitare assolutamente il Tempio Maggiore, una meravigliosa sinagoga punto di riferimento per la comunità ebraica locale e che ospita l’interessante Museo Ebraico di Roma. Se passeggiate per le vie del Ghetto, tenete gli occhi aperti per le pietre d’inciampo, dei piccoli blocchi che ricordano i nomi dei cittadini deportati nei campi di sterminio dai nazisti.

1. Via Rasella e Fosse Ardeatine a Roma

Infine, per completare un viaggio della Memoria, consigliamo di visitare Via Rasella e il Sacrario e il Museo delle Fosse Ardeatine

Via Rasella è il luogo di una delle più importanti azioni dei partigiani, una bomba che esplose al civico 139 colpendo un reparto nazifascista il 24 marzo 1944. Sui muri tra via del Boccaccio e via Rasella ci sono ancora i segni dei mitragliatori tedeschi che fecero fuoco in risposta all’attentato.

La risposta nazista a questo attacco fu la rappresaglia delle Fosse Ardeatine, dove furono uccisi 335 cittadini romani nelle omonime cave di pozzolana, fatte poi saltare con la dinamite per coprirne le tracce.

Il Sacrario è stato edificato nel 1949 e comprende le grotte dell’eccidio e il mausoleo dove sono sepolte le salme. La visita alle Fosse Ardeatine è un’esperienza toccante e fortemente educativa, per non dimenticare gli anni tragici della Seconda Guerra Mondiale.

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