Le torri sono una delle firme più caratteristiche dell’architettura toscana. Durante il Medioevo e nel Rinascimento in moltissime città italiane vengono innalzate torri e campanili, sia con funzione militare o pubblica, che come simbolo di ricchezza e nobiltà. In Toscana ce ne sono alcune talmente famose da essere simboli dell’arte italiana in tutto il mondo. Diamo uno sguardo alle più particolari

Campanile di Giotto

Il campanile di Giotto è uno dei simboli di Firenze. Testimonia lo sviluppo dell’architettura gotica del ‘300. Si trova in Piazza Duomo ed è la torre campanaria di Santa Maria del Fiore, cioè il Duomo della città. La sua costruzione comincia nel 1298, ma dal 1334 inizia a lavorarci Giotto. Nonostante la morte del grande maestro avvenga solo 3 anni dopo, il suo progetto verrà rispettato fino al completamento del campanile nel 1359. La decorazione esterna in stile giottesco ne fa un’opera quasi pittorica e secondo molti lo rende il campanile più bello d’Italia.  

Torri di San Gimignano

San Gimignano è un bellissimo borgo in provincia di Siena, famoso proprio per le sue torri. A partire dal Medioevo le famiglie facoltose arrivarono a costruirne 72. Oggi ne restano appena 14. Torre Rognosa, del 1200, è la più antica, conosciuta anche come Torre dell’orologio. Mentre la più alta è Torre Grossa, con i suoi 54 metri. Le più caratteristiche sono le Torri Gemelle, costruite dalla famiglia guelfa dei Salvucci per rivaleggiare con la coppia di torri degli Ardinghelli. Passeggiando potete scoprirne molte altre fuse all’interno degli edifici moderni.

Torri difensive di Monteriggioni

Monteriggioni è un minuscolo borgo toscano rimasto fermo nel tempo. La struttura medievale è intatta, come anche le mura, rimaste praticamente quelle originali. La città infatti non fu mai espugnata. E quasi tutte le torri difensive sono ancora in piedi. Sono 14 e circondano l’intero perimetro della cittadella. Attraverso il percorso di ronda è possibile visitarle, passeggiando sulle mura ed affacciandosi sulle postazioni di vedetta per godere anche di un bel panorama. Il borgo è stato reso famoso in tutto il mondo anche grazie al videogioco Assassin’s Creed

Torre Guinigi (Lucca)

Torre Guinigi è la torre più caratteristica di Lucca. Fa parte di una costruzione voluta dalla famiglia Guinigi, ricchi mercanti che nel XIV secolo dominavano la città. È l’unica rimasta delle oltre 250 torri private erette nel borgo durante il Medioevo. È costruita in pietre e mattoni ed è alta più di 44 metri. Sulla sua sommità c’è un giardino pensile, dove sono impiantati dei grandi lecci, oggi secolari. Vi si può salire percorrendo più di 200 gradini, per godere di una splendida vista su borgo e colli lucchesi. 

Torre di Pisa

La Torre pendente di Pisa non ha bisogno di presentazioni. È uno dei monumenti simbolo dell’Italia nel mondo. L’inclinazione di quasi 4 gradi dovuta a cedimenti del terreno è ciò che la rende celebre. Si tratta in pratica del campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta, alto 57 metri e costruito nell’arco di due secoli a partire dal 1173. Il suo fascino è accresciuto dalla leggenda secondo cui Galileo Galilei la utilizzò per il suo esperimento sulla “caduta dei gravi”, cosa che in realtà non avvenne mai. Ma la torre non ha mai smesso di stupire, motivo per cui è stata proposta come una delle Sette Meraviglie del mondo moderno. Non vi siete mai fotografati fingendo di sorreggerla?

Torre del Mangia (Siena)

La torre del Mangia è la torre civica del Palazzo Comunale di Siena che si trova in Piazza del Campo. Iniziata nel ‘300 fa parte delle più antiche torri d’Italia. È alta circa 88 metri, a base quadrata ed è realizzata in mattoni, con la parte terminale e le merlature in marmo. Il suo nome deriva da un personaggio singolare: Giovanni di Balduccio, uno dei primi campanari che scandivano le ore, prima dell’installazione del meccanismo automatico dell’orologio. Costui era detto il Mangiaguadagni o semplicemente il Mangia per i suoi famosi sperperi e vizi legati alla cucina. Gli fu dedicata anche una statua che, persa per secoli, fu ritrovata e restaurata ed ancora oggi è visibile nel cortile del Palazzo Pubblico

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