Sant’Angelo è uno dei borghi più affascinanti e caratteristici dell’Isola d’Ischia, il luogo ideale per distaccarsi dalla frenetica routine cittadina e ritrovare la propria serenità immergendosi a pieno nella lenta e rigeneratrice vita isolana.

L'isola d'ischia, i sei comuni e il borgo di Sant'Angelo

20210421195659Sant'Angelo Madonnella.jpg
L'isola d'ischia è la maggiore delle isole del Golfo di Napoli e offre una grande varietà di alloggi e di opportunità di vacanza: pur avendo una superfice di circa 47 chilometri quadri, è divisa in sei comuni diversi con amministrazioni differenti: Forio, Ischia, Lacco Ameno, Casamicciola, Serrara Fontana e Barano.
Il borgo di Sant'Angelo fa parte del Comune di Serrara Fontana che comprende sia parte dell’unica montagna dell’isola, il Monte Epomeo, che uno sbocco sul mare con il promontorio di Sant’Angelo.
Il piccolo paesino si divide idealmente in due parti: Sant’Angelo bassa e la Madonnella.
L’area ai piedi del promontorio denominata Sant’Angelo bassa comprende la piazzetta ricca di boutique lussuose e locali d’intrattenimento, l’isolotto accessibile tramite una piccola lingua di terra ed infine il caratteristico porticciolo, dove in estate è possibile ammirare numerosi yacht e barche private appartenenti ai turisti, spesso provenienti dall’estero, che raggiungono l’isola con le proprie imbarcazioni per godersi i mesi estivi in questa location da sogno dal mare cristallino. Arroccato su un lato della montagna in discesa verso il mare abbiamo l’area della Madonnella, formata da un costone di tufo che comprende la parte alta del paesino dove troviamo la Parrocchia di San Michele, il cimitero e numerosi hotel di lusso. Le case, addossate l’una all’altra, sono per la maggior parte di colore bianco, ma è possibile scorgere qualche macchia di colore rosa o gialla che richiama lo stile dei paesini mediterranei. Tutte le abitazioni sono curate nei minimi dettagli, infatti ognuna di esse è adornata con mattonelle in ceramica finemente decorate con motivi floreali e frutta, poste al fianco di ogni portoncino in legno o cancelletto dove sono indicati indirizzi e nome degli inquilini o semplicemente un nome particolare dato a quell’abitazione. Infine cascate di fiori ricoprono i muretti, balconi e terrazzi e con i loro colori vivaci danno vita a tutto il borgo.

Passeggiando per le strade del borgo

20210421200554case colorate sant'angelo.jpg
Passeggiando per Sant’Angelo è facile perdersi tra gli infiniti vicoletti che si snodano tra le case della Madonnella e spesso senza volerlo è facile sbagliare strada, anche per chi è nativo dell’isola, e ritrovarsi a scoprire nuovi scorci e terrazzini da cui godere di una vista mozzafiato. Quando cala il buio l’intreccio di stradine si accende, illuminato dalle numerose lampadine poste lungo il percorso che insieme alle luci delle case danno al borgo un’atmosfera magica e surreale. Osservando questo spettacolo da lontano si ha la percezione di ammirare una vera e propria cartolina.
Qualcosa di cui si rimane di certo colpiti appena arrivati a Sant’Angelo, è la completa assenza di auto che rende il borgo il luogo ideale per lunghe passeggiate e giri in bici, immergendosi nei suoni della natura, dalle onde che si infrangono sulla scogliera al soffio del vento. Gli unici veicoli a motore a cui è permesso circolare sono delle piccole auto elettriche utilizzate per rifornire le attività commerciali del luogo di materie prime, che hanno sostituito i muli che in passato erano utilizzati dagli abitanti del luogo per gli spostamenti ed il trasporto di merci.

Storia di Sant’Angelo, un antico borgo di pescatori

20210421203050barche pescatori.jpg
Sant’Angelo è stato sin dall’antichità un borgo di pescatori che facevano del pescato la loro principale fonte di sostentamento sia alimentare che economica, poiché era una preziosa merce di scambio da utilizzare con le contrade che si trovano nell’entroterra che fornivano loro vino, carne e prodotti della terra.
Inoltre la presenza del mare ha favorito lo sviluppo di scambi commerciali, infatti materie come il vino venivano esportate grazie al piccolo porticciolo con grandi battelli. Gli scambi tra la popolazione dell’entroterra e coloro che provenivano dalla terra ferma erano regolati da figure chiamate “O sanzaro”, mediatori che si occupavano di mettere in contatto venditori e compratori e delle loro trattative. Questo ruolo era solitamente ricoperto da abitanti di Sant’Angelo che resero il piccolo porto una vera e propria via comunicazione per tutti coloro che avevano interesse ad acquistare i prodotti delle contrade interne. Molto insolito era lo scambio del vino, il quale veniva portato dalle contrade vicine e conservato in grandi cisterne rivestite di mattonelle in vetro e poi travasato nelle botti in legno. In seguito, poiché le imbarcazioni erano troppo grandi per entrare nel piccolo porto, restavano a largo e persone addette trasportavano a nuoto le botti con il vino, che galleggiando sull’acqua, permettevano loro di trasportarle fino ai battelli. Questa particolare pratica veniva messa in atto poiché le piccole imbarcazioni dei pescatori non erano adatte a trasportare le grandi e pesanti botti in legno che potevano raggiungere anche 300 chilogrammi di peso l’una. Oggi solo alcuni abitanti imbottigliano ancora il vino e principalmente per uso personale, anche se ci sono ancora strutture che offrono ai loro ospiti vini di produzione propria.

Succhivo, una contrada d’altri tempi

20210421202019sant'angelo.jpg
A meno di un chilometro da Sant'Angelo si trova un altro piccolo borgo: Succhivo. Fra le contrade che producevano vino in passato c’erano Serrara, Fontana, il Ciglio e Succhivo dove oggi passeggiando tra i suoi vicoletti, “e curtegl” in dialetto ischitano, si possono osservare splendidi agrumeti ed orti rigogliosi. Poi la chiesa di Santa Maria di Montevergine fondata nel 1684 dalla famiglia Mattera e poi custodita da due eremiti. Proprio in questa frazione qui circondata da un’atmosfera d’altri tempi che si trova l’Hotel Villa Tre Sorelle. Una struttura a conduzione familiare il cui nome riconduce alle tre sorelle Angela, Maria e Brigida figlie del fondatore. Qui sarete accolti calorosamente ed insieme al confortevole soggiorno avrete la possibilità di gustare la tipica cucina Ischitana con ingredienti freschi e genuini a chilometro 0, come frutta di stagione, pane, uova ed il pescato della giornata sapientemente elaborati dallo Chef Massimo ed arricchito con erbe aromatiche che crescono sull’Isola. Inoltre sulle loro tavole troverete il Vino Ischitano che come in passato è prodotto da vigneti autoctoni e vincitori di numerosi premi e manifestazioni Enologiche. In questo piccolo angolo di Paradiso godrete anche dei benefici delle acque termali, uno dei tanti tesori che offre l’Isola d’Ischia.
L’Hotel Villa Tre Sorelle è a soli 15 minuti dal Borgo di Sant’Angelo e mentre passeggerete per le strade di Succhivo sarete accompagnati dalla meravigliosa vista del borgo, di giorno con i suoi allegri colori e la sera dalle sue suggestive luci.

PER PRENOTARE LA TUA VACANZA A SANT'ANGELO CLICCA QUI

Piaciuto l'articolo? Faccelo sapere

Potrebbe interessarti

Unisciti alla Community più Esclusiva di Amanti dell'Italia nel Mondo