In Italia la danza ha una sua importante storia. Ripercorriamola insieme per la Giornata Internazionale della Danza

La danza è una delle tante forme di comunicazione che sin dall’antichità ha permesso di esprimersi e talvolta completare ciò che non si riusciva a spiegare con le parole. Con il tempo le persone di tutto il mondo l’hanno plasmata trasformandola in una vera e propria arte in grado di raccontare e guidare attraverso storie che trasportano sia il ballerino che lo spettatore in luoghi straordinari nei quali si vorrebbe rimanere per sempre.

Già dalla Preistoria la danza era presente ancora prima del linguaggio, e al ritmo di strumenti rudimentali, i nostri antenati danzavano per celebrare molti avvenimenti, dalla caccia al sorgere del sole o alla semplice caduta della pioggia.
Nel corso dei secoli la danza ha continuato ad essere parte della cultura di tutti i popoli ed è stata sempre un momento di aggregazione per rafforzare i rapporti sociali e si è sviluppata nelle più svariate forme come le danze tradizionali l’hip hop il contemporaneo e la danza classica. Proprio di quest’ultima parleremo più nel dettaglio.

“Imparare a camminare ti rende libero. Imparare a danzare ti dà la libertà più grande di tutte: esprimere con tutto il tuo essere la persona che sei.”

Melissa Hayden

La nascita del balletto classico

Teatro La Scala Milano

Il balletto classico inizia a prendere forma nell'Ottocento, le ballerine che in precedenza erano sostituite dagli uomini anche nelle rappresentazioni delle parti femminili, oscurarono i ballerini e ci furono molti cambiamenti anche nell’abbigliamento che in precedenza era molto ingombrante e limitava i movimenti.

Il gonnellino divenne più corto e si trasformò nel tutù ed iniziarono ad apparire le scarpette da punta, la cui tecnica venne avviata dalla ballerina italiana Amelia Brugnoli.

Nel 1828 vennero inserite per la prima volta le prese della danzatrice da parte del partner e con l’avvento del Romanticismo che dà più importanza alle emozioni le storie raccontate nei balletti iniziano a narrare di amori infelici e malinconici ambientati in due luoghi complementari il mondo reale ed un universo magico e fantastico.

Il primo balletto romantico fu la Sylphide, rappresentato per la prima volta all’Opéra di Parigi il 12 marzo 1832 dalla grande ballerina italiana Maria Taglioni e coreografata da suo padre Filippo Taglioni. Questo balletto ha un altro primato poiché la ballerina fu la prima ad eseguire l’intero spettacolo sulle scarpette da punta.

Una figura molto importante dell’epoca fu il ballerino, coreografo e insegnante di danza Carlo Blasis, direttore dell’Accademia di Ballo della Scala. Blasis è considerato il padre della tecnica del balletto e nel suo Trattato sull’arte della danza diede le fondamenta a un vero e proprio metodo della danza classica.

Al suo interno parla dell’importanza dell’unione delle arti nella danza e che la bravura di un ballerino non risiede solo nel saper danzare, ma anche nella conoscenza di tutte le arti che si avvicinano alla danza. A lui dobbiamo l’invenzione della posizione attitude, ispirata all’atteggiamento della statua del Mercurio dello scultore Giambologna.

Le compagnie di balletto nei principali teatri d'Italia come la Scala di Milano ed il Teatro San Carlo di Napoli, impiegavano in media da quattro a dodici ballerini, ma molte compagnie impiegarono da ottanta a cento ballerini per la realizzazione dei loro spettacoli.

Il balletto classico ai giorni nostri in Italia

Nel corso del Novecento la danza classica ha avuto un drastico calo ed è stata sopraffatta dalla nascita di nuovi modi di interpretare la danza come la danza moderna, hip hop e contemporanea, ed il grande e numeroso pubblico che in precedenza si recava nei teatri per assistere agli spettacoli è iniziato a diminuire.

L’Italia nel corso della storia ha potuto vantare molti importanti nomi nel mondo della danza quali Carla Fracci ed Alessandra Ferri, che con il loro straordinario talento hanno conquistato il mondo del balletto internazionale. Nei tempi più recenti, invece troviamo nomi come Eleonora Abbagnato e Roberto Bolle, che continuano a valorizzare questa meravigliosa e affascinate forma d'arte nei teatri italiani e di tutto il mondo.

La danza classica per alcuni potrà sembrare una disciplina rigida ed ormai sorpassata, ma ancora oggi, dopo alcuni secoli, continua ad appassionare sempre più giovani che la scelgono come stile di vita e a cui si dedicano con passione. Inoltre anche per gli spettatori è ancora un mezzo per farsi trasportare e guidare attraverso luoghi straordinari ricreati dall'insieme di coreografie, luci e dagli incantevoli fondali che rendono il tutto ancora più suggestivo.

Possiamo, quindi, assolutamente dire che andare a teatro per partecipare alla rappresentazione di un balletto classico è di certo una perfetta occasioni per lasciarsi coinvolgere nelle storie narrate e anche se solo per una sera per distaccarsi dalla propria quotidianità, immergendosi a pieno in questo mondo magico e talvolta surreale che è la danza classica.

Giornata Internazionale della Danza

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Il 29 aprile è la Giornata Internazionale della Danza promossa dall'International Dance Council dell'UNESCO. Una giornata di festa che accomuna tutti i paesi del mondo e che celebra la danza e la sua importanza. 

La commemorazione è istituita nel 1982 per il Comitato Internazionale della Danza – C.I.D. dell'Istituto Internazionale del Teatro (ITI-UNESCO). La data commemora la nascita di Jean-Georges Noverre (1727-1810), che fu il più grande coreografo della sua epoca, il creatore del balletto moderno. Nel 2013 si è celebrato il quarantesimo anniversario del C.I.D..

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