La danza è una delle tante forme di comunicazione che sin dall’antichità ha permesso di esprimersi e talvolta completare ciò che non si riusciva a spiegare con le parole. In Italia la danza ha una sua importante storia.

La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. Le qualità necessarie sono tante. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande vocazione, la tenacia, la determinazione, la disciplina, la costanza.

Carla Fracci

La danza come forma di comunicazione

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Melissa Hayden è stata una ballerina canadese che per diversi anni fu prima ballerina al New York City Ballet ed in questo modo si riferiva all’arte che l’accompagnò per tutta la vita, ritenendola un modo per completare se stessi.

La danza è una delle tante forme di comunicazione che sin dall’antichità ha permesso di esprimersi e talvolta completare ciò che non si riusciva a spiegare con le parole. Con il tempo le persone di tutto il mondo l’hanno plasmata trasformandola in una vera e propria arte in grado di raccontare e guidare attraverso storie che trasportano sia il ballerino che lo spettatore in luoghi straordinari nei quali si vorrebbe rimanere per sempre.

Già dalla Preistoria la danza era presente ancora prima del linguaggio, e al ritmo di strumenti rudimentali, i nostri antenati danzavano per celebrare molti avvenimenti, dalla caccia al sorgere del sole o alla semplice caduta della pioggia.
Nel corso dei secoli la danza ha continuato ad essere parte della cultura di tutti i popoli ed è stata sempre un momento di aggregazione per rafforzare i rapporti sociali e si è sviluppata nelle più svariate forme come le danze tradizionali l’hip hop il contemporaneo e la danza classica. Proprio di quest’ultima parleremo più nel dettaglio.

“Imparare a camminare ti rende libero. Imparare a danzare ti dà la libertà più grande di tutte: esprimere con tutto il tuo essere la persona che sei.”

Melissa Hayden

ROBERTO BOLLE

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La nascita del balletto classico

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Il balletto classico inizia a prendere forma nell'Ottocento, le ballerine che in precedenza erano sostituite dagli uomini anche nelle rappresentazioni delle parti femminili, oscurarono i ballerini e ci furono molti cambiamenti anche nell’abbigliamento che in precedenza era molto ingombrante e limitava i movimenti. Il gonnellino divenne più corto e si trasformò nel tutù ed iniziarono ad apparire le scarpette da punta, la cui tecnica venne avviata dalla ballerina italiana Amelia Brugnoli. La ballerina durante lo spettacolo diventava quasi una creatura eterea e grazie alle punte sembrava che quasi non toccasse terra e riusciva a trasportare completamente lo spettatore nella storia narrata. Nel 1828 vennero inserite per la prima volta le prese della danzatrice da parte del partner e con l’avvento del Romanticismo che dà più importanza alle emozioni le storie raccontate nei balletti iniziano a narrare di amori infelici e malinconici ambientati in due luoghi complementari il mondo reale ed un universo magico e fantastico.

Il primo balletto romantico fu la Sylphide, rappresentato per la prima volta all’Opéra di Parigi il 12 marzo 1832 dalla grande ballerina italiana Maria Taglioni e coreografata da suo padre Filippo Taglioni. Questo balletto ha un altro primato poiché la ballerina fu la prima ad eseguire l’intero spettacolo sulle scarpette da punta.

Una figura molto importante dell’epoca fu il ballerino, coreografo e insegnante di danza Carlo Blasis, direttore dell’Accademia di Ballo della Scala. Blasis è considerato il padre della tecnica del balletto e nel suo Trattato sull’arte della danza diede le fondamenta a un vero e proprio metodo della danza classica. Al suo interno parla dell’importanza dell’unione delle arti nella danza e che la bravura di un ballerino non risiede solo nel saper danzare, ma anche nella conoscenza di tutte le arti che si avvicinano alla danza. A lui dobbiamo l’invenzione della posizione attitude, ispirata all’atteggiamento della statua del Mercurio dello scultore Giambologna.

Le compagnie di balletto nei principali teatri d'Italia come la Scala di Milano ed il Teatro San Carlo di Napoli, impiegavano in media da quattro a dodici ballerini, ma molte compagnie impiegarono da ottanta a cento ballerini per la realizzazione dei loro spettacoli.


Il balletto classico ai giorni nostri in Italia

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Nel corso del Novecento la danza classica ha avuto un drastico calo ed è stata sopraffatta dalla nascita di nuovi modi di interpretare la danza come la danza moderna, hip hop e contemporanea, ed il grande e numeroso pubblico che in precedenza si recava nei teatri per assistere agli spettacoli è iniziato a diminuire.

L’Italia nel corso della storia ha potuto vantare molti importanti nomi nel mondo della danza quali Carla Fracci ed Alessandra Ferri, che con il loro straordinario talento hanno conquistato il mondo del balletto internazionale. Nei tempi più recenti, invece troviamo nomi come Eleonora Abbagnato e Roberto Bolle, che continuano a valorizzare questa meravigliosa e affascinate forma d'arte nei teatri italiani e di tutto il mondo.

La danza classica per alcuni potrà sembrare una disciplina rigida ed ormai sorpassata, ma ancora oggi, dopo alcuni secoli, continua ad appassionare sempre più giovani che la scelgono come stile di vita e a cui si dedicano con passione. Inoltre anche per gli spettatori è ancora un mezzo per farsi trasportare e guidare attraverso luoghi straordinari ricreati dall'insieme di coreografie, luci e dagli incantevoli fondali che rendono il tutto ancora più suggestivo. Possiamo, quindi, assolutamente dire che andare a teatro per partecipare alla rappresentazione di un balletto classico è di certo una perfetta occasioni per lasciarsi coinvolgere nelle storie narrate e anche se solo per una sera per distaccarsi dalla propria quotidianità, immergendosi a pieno in questo mondo magico e talvolta surreale che è la danza classica.


Giornata Internazionale della Danza

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Il 29 aprile è la Giornata Internazionale della Danza promossa dall'International Dance Council dell'UNESCO. Una giornata di festa che accomuna tutti i paesi del mondo e che celebra la danza e la sua importanza. 

La commemorazione è istituita nel 1982 per il Comitato Internazionale della Danza – C.I.D. dell'Istituto Internazionale del Teatro (ITI-UNESCO). La data commemora la nascita di Jean-Georges Noverre (1727-1810), che fu il più grande coreografo della sua epoca, il creatore del balletto moderno. Nel 2013 si è celebrato il quarantesimo anniversario del C.I.D..

Il messaggio della Giornata Internazionale della Danza 2021 del ballerino tedesco Friedemann VOGEL

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Ogni anno un messaggio di un coreografo o ballerino eccezionale viene diffuso in tutto il mondo. L'autore del messaggio è selezionato dal Comitato Internazionale di Danza dell'ITI e dal Consiglio Esecutivo dell'ITI. Il messaggio viene tradotto in numerose lingue.
Quest'anno la Commissione ha scelto Friedemann VOGEL, un ballerino tedesco. Ecco il suo messaggio: "Tutto inizia con il movimento - un istinto che abbiamo tutti - e la danza è un movimento raffinato per comunicare. Per quanto una tecnica impeccabile sia importante e impressionante, è alla fine è ciò che il ballerino esprime all'interno del movimento che è l'essenza. Come ballerini, siamo costantemente in movimento, aspirando a creare questi momenti indimenticabili. Indipendentemente dal genere di danza, è ciò che ogni ballerino cerca di ottenere. Quindi, quando all'improvviso non ci è più permesso di esibirci, con teatri chiusi e festival annullati, il nostro mondo si ferma. Nessun contatto fisico. Niente spettacoli. Niente pubblico. Mai nella storia recente la comunità della danza è stata così collettivamente sfidata a rimanere motivata, a trovare la nostra raison d'être.
Eppure, è proprio quando qualcosa di prezioso ci è stato portato via che apprezziamo veramente apprezzare quanto sia vitale quello che facciamo, e quanto la danza significhi per la società in generale. I ballerini sono spesso celebrati per la loro abilità fisica, quando in realtà siamo sostenuti ancora di più dalla nostra forza mentale. Credo che sia questa combinazione unica di agilità fisica fisica e psicologica che ci aiuterà a superare, a reinventarci per continuare danzare e a continuare a ispirare."
Un meraviglioso messaggio non solo per il mondo della danza ma per tutta la società. 


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