Siena è patrimonio dell’UNESCO dal 1995, quando le è stato appunto riconosciuto questa sua straordinaria abilità nel conservare e questa sua autenticità storica che permette a chi la visita di compiere quasi un viaggio nel tempo e nella storia d’Italia.

Una città che ha fissato la sua anima medievale nel tempo in maniera infinita e indelebile, preservando architetture, culture e tradizioni attraverso i secoli. Siena è patrimonio dell’UNESCO dal 1995, quando le è stato appunto riconosciuto questa sua straordinaria abilità nel conservare e questa sua autenticità storica che permette a chi la visita di compiere quasi un viaggio nel tempo e nella storia d’Italia. 

Il centro della città e della cultura senese: Piazza del Campo

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Per conoscere al meglio la bellezza di questo luogo è consigliabile iniziare dalla monumentale piazza del Campo, il vero fulcro della vita cittadina. Facile da riconoscere per la sua iconica forma a conchiglia, leggermente in discesa: è il luogo dove si tiene il famoso palio di Siena.

Ecco una breve parentesi sul palio di Siena ci può aiutare a comprendere cosa significa “preservare” nel tempo una tradizione. Essa è una corsa di cavalli che si tiene due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto. Entrambe le date sono scelte per usanze religiose e per celebrazioni di culto cristiano. A queste possono ovviamente aggiungersi altre date straordinarie legate ad eventi di diversa natura.

Il palio nasce appunto in epoca medievale e metteva in competizione tutte le “contrade” della città di Siena: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone

Questa è una delle tante cose che rendono Siena, Siena. Il suo storico legame con il medioevo non indica affatto una mancanza di modernità ma piuttosto un sano attaccamento ai valori positivi di secoli e secoli di storia.

A facilitare questo “viaggio temporale” anche il numero della popolazione attuale composta all’incirca di 50mila abitanti non è troppo lontana da quello delle grandi città del XI e XII secolo.

Da qui si comprende una vita che scorre a velocità diversa, più a misura d’uomo rispetto a quella delle metropoli italiane ed europee.

Ecco il valore del tempo che è stato è perfettamente conservato in città in maniera genuina e autentica dai suoi abitanti che hanno un altro straordinario (e storico) punto di forza: la bellezza dell’Arte.


Le architetture iconiche della città e la straordinaria Arte Senese

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Essendo una città duecentesca è molto abbondante e prevaricante l’arte e la cultura romanica e gotica in città. In questo stile una delle più belle attrazioni da non perdere a Siena; parliamo ovviamente del Duomo cittadino, in cui hanno lavorato sia maestranze eccellenti che artisti del calibro di Michelangelo, Donatello, Giovanni e Nicola Pisano.

Dallo stile architettonico inconfondibile che la vede elevarsi con forza verso l’alto presenta ciononostante uno dei pavimenti più belli dell’intera storia dell’arte Italiana a cui lavorarono diversi artisti senesi tranne che per Pinturicchio (che veniva da Perugia). A sorprendere sono le tecniche utilizzata nella realizzazione di questo pavimento: quella del “graffito” e del “commesso marmoreo”. La prima di questa prevedeva un tratteggio sopra lastre di marmo bianco; così venivano creati dei solchi con trapano e scalpello che poi venivano riempiti di stucco nero. Il commesso marmoreo invece è la tecnica successiva in cui si aggiungevano i marmi colorati in maniera simile alla tarsia lignea. Chi arriva al Duomo di Siena pensa a perdere lo sguardo verso l’alto mentre invece il tesoro più prezioso sta proprio sotto i suoi piedi.

Una piccola parentesi deve aprirsi per forza di cose sull’Arte Senese, una “scuola” che tra XIII e il XV sec. Ha dato natale a personaggi illustri come: Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti, Stefano di Giovanni (detto il Sassetta) e tanti altri.

Questi ultimi erano dei veri e propri rappresentanti della città che così divenne un centro artistico famoso in Europa prima dell’egemonia della vicina Firenze (soprattutto dal Rinascimento).

Anche per questo il centro storico di Siena è costellato di bellezze architettoniche e storico artistiche di grandissimo valore: pensiamo alla Torre del Mangia (Così chiamata per il suo primo custode Giovanni di Duccio detto il Mangiaguadagni) al Palazzo Pubblico (Che oggi ospita un bellissimo Museo Civico) al Battistero (dove hanno lavorato Donatello, Jacopo della Quercia, Lorenzo Ghiberti e altri) o al Palazzo Buonsignori (che ospita la Pinacoteca Nazionale di Siena, un autentico gioiello).

Una ultima parentesi va aperta proprio sui Musei, perché questa piccola città oggi può mostrare con precisione cosa significa “conservare e proteggere attraverso la musealizzazione”. Le tantissime opere straordinarie che nei secoli erano tenute in palazzi pubblici, chiese e altri luoghi rischiavano di essere perdute per sempre o anche solo estrapolate dal loro contesto. Grazie alla realizzazione di Musei, alcuni di rilevanza statale si può oggi proteggere, conservare, preservare, esporre e insegnare a tutti quelli che verranno a proposito della bellezza di un luogo unico, capace di far restare i suoi visitatori senza parole.


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