Lunga complessivamente 7,2 chilometri, Napoli-Portici è la prima linea ferroviaria d’Italia. L’infrastruttura è stata inaugurata nel 1839 in presenza di Re Ferdinando II, sovrano di quello che fu uno degli stati più potenti d’Europa, il Regno delle Due Sicilie. Ripercorriamo la storia di uno dei capolavori dell’ingegneria italiana.

Storia della ferrovia

L’idea di costruire una linea ferroviaria che collegasse i paesi vesuviani alla città di Napoli divenne concreta nel 1936. I lavori vennero affidati all’ingegnere Armando Giuseppe Bayard de la Vigtrie che portò a compimento l’opera in soli tre anni. La locomotiva a vapore che per prima percorse i binari della ferrovia, venne chiamata Vesuvio in onore al vicino vulcano. Il treno godeva di una capienza di 258 passeggeri e riusciva a percorrere la tratta Napoli-Portici in soli dieci minuti con una velocità di 50km orari. Una velocità niente male per l’epoca. Il primo viaggio avvenne il 3 ottobre 1839, il Re si recò nella villa del Carrione al Granatello di Portici dove era stato allestito il padiglione reale, lì ricevette il costruttore Bayard e la sua squadra di ingegneri al suo seguito e insieme presero posto sul convoglio inaugurale verso Napoli. La locomotiva partì a mezzogiorno in punto per volere del sovrano.

La prima linea ferroviaria era parte di un progetto ben più ampio che avrebbe collegato l’attuale capoluogo campano alle città di Pompei, Angri, Pagani, Nocera Inferiore e Castellammare. Negli anni successivi all’inaugurazione, il progetto venne ampliato ma non fu mai portato a termine del tutto e subì numerose modifiche dovute dovute a problemi strutturali e burocratici. Nel 1860, Giuseppe Garibaldi entrò a Napoli viaggiando sulla linea ferroviaria inaugurata vent’anni prima. La stazione Bayard di Napoli rimase attiva fino al 1943, quando subì gravi danni a causa dei bombardamenti che si abbatterono su Napoli durante la seconda guerra mondiale.


La nascita di un’industria

L’importanza della Napoli-Portici risiede negli effetti benefici che ebbe sull’industria ferroviaria. L’inaugurazione della tratta sancì l’inizio di quella che oggi è la ferrovia italiana. Nel 1842, quello che dapprima era una fabbrica di cannoni, divenne la prima officina adibita alla costruzione e all’assemblaggio di locomotive. Si tratta delle Officine di Pietrarsa che nel 1860 contavano una forza lavoro di più di 1200 unità e che rappresenta la prima industria metalmeccanica in Italia. Oggi, le officine sono diventate la sede del Museo Nazionale Ferroviario di Petrarsa, un luogo di cultura e arte industriale nel quale è possibile ripercorrere la storia delle ferrovie campane e italiane.

Re Ferdinando II è stato uno dei sovrani che ha messa la firma sullo sviluppo industriale del sud Italia. “Re Ferdinando II di Borbone, che regnò dal 30 al 59, diede una grande spinta alla costruzione di infrastrutture soprattutto nella Capitale del Regno delle Due Sicilie” ha dichiarato lo studioso Alfredo Buccaro. Nel diciannovesimo secolo, Napoli divenne la terza città più importante d’Europa dopo Londra e Parigi.

La Napoli-Portici oggi

Oggi, la storica linea ferroviaria è confluita nella tratta regionale Napoli-Salerno, mentre i paesi vesuviani si possono raggiungere attraverso la Circumvesuviana. Uno dei treni campani più utilizzati dai turisti che ogni anno si recano a Napoli, Pompei e in costiera per vedere con i propri occhi le meraviglie della Campania.

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