Con il suo quartiere medievale, le sue numerose chiese e le sue fontane, la città di Viterbo è uno dei luoghi più suggestivi dell'Alto Lazio. Perdersi fra i suoi vicoli è il modo migliore per assaporarne la storia e godere dei suoi monumenti. E per concludere non può mancare una visita ai suoi antichi bagni termali, famosi sin dall'epoca etrusca.

Viterbo è una città con una storia importante. Il suo passato si respira fra le chiese, e fontane e le sue scale. Un’occasione per tornare indietro nel tempo e godere della sua antica maestosità.

La storia di Viterbo

Benchè di origini molto antiche, la città di Viterbo diventa un vero e proprio centro urbano in epoca etrusca.

Il nome etrusco della città, Surina, era dovuto alla presenza, secondo le loro credenze, del Dio Suri. La città ben presto si espanse fino al periodo romano quando prese il nome di Sorrina Nova diventando un importante centro latino.

Con la caduta dell’impero romano nel territorio si stabilizzarono i Longobardi che creano il Castrum Viterbii per rafforzare la difesa del loro regno.

Durante il Medioevo l’importanza della città continuò a crescere e, nel 1145, fu persino scelta come sede papale da Eugenio III.

Il XIII secolo sarà quello di massimo splendore della città di Viterbo. Ancora una volta il papa Alessandro IV nel 1257, spostò qui la corte pontificia. Con la venuta dei papi, vennero costruite nuove chiese come Santa Maria in Gradi e la Chiesa della Santissima Trinità, ma anche strutture pubbliche come il Palazzo dei Consoli e il Palazzo del Capitano del Popolo e il celebre Palazzo Papale.

Con il rinascimento Viterbo aumentò le proprie bellezze. Porte, fontane (Fontana della Rocca), chiese (Basilica di santa Maria della Quercia) e residenze (Villa Lante a Bagnaia) arricchirono la città.

In seguito all’Unità di Italia, Viterbo così perse autonomia e divenne un comune della provincia di Roma fino a che non fu istituita la provincia viterbese di cui ne è attualmente capoluogo.


Le chiese, i palazzi e le fontane

Ovviamente nella città dei papi non possono mancare le chiese. Fra queste, impossibile non citare il Duomo duecentesco dove furono incoronati gli 8 papi eletti a Viterbo e dove fu scomunicato Corradino di Svevia, erede di Federico II. Da visitare anche la chiesa e il monastero di Santa Rosa da cui, ogni 3 settembre, parte la “Macchina di Santa Rosa”, una processione in cui un baldacchino alto 30 metri con in cima la statua della santa viene portato per la città. Anche la piccola Chiesa di San Silvestro, costruita prima dell’anno 1.000, merita una visita così come la chiesa di Santa Maria Nuova dove si tenevano le adunanze del popolo e si conservavano le finanze comunali. Viterbo è famosa anche per le fontane. La maggior parte delle fonti pubbliche di Viterbo risale al periodo medievale. Costituivano il fulcro dell'abitato e ce ne sono tuttora di vari tipi: quelle a vasca rettangolare usate come abbeveratoi, poste in prossimità delle porte di accesso della città; o quelle a forma monumentale situate nel punto di separazione tra l'area di pertinenza della parrocchia ed il percorso viario.

Fra i palazzi, il più celebre è sicuramente il Palazzo dei Papi, costruito alla metà del 1200 e decorato da una bellissima loggia chiamata anche “delle benedizioni” perché i papi si affacciavano da qui per benedire il popolo. Il Palazzo dei Priori è reso celebre dalla cinquecentesca Sala Regia e dai suoi bellissimi affreschi.


Il quartiere medievale

Viterbo ha il centro storico medievale più grande d’Europa. Si può accedere al quartiere di San Pellegrino da Piazza San Carluccio. A destra della fontana di San Carluccio si apre la via di San Pellegrino, ovvero il principale asse viario del quartiere medioevale. Caratteristica del quartiere sono i “profferli”, particolari scale esterne che conducono al pianerottolo di accesso delle dimore e la cosiddetta "casa a ponte": un tipo di abitazione che unisce due fabbricati, separati dalla strada, all'altezza del primo o del secondo piano, creando suggestivi passaggi.

Sulla piazza di San Pellegrino si affacciano il Palazzo degli Alessandri, costruito nella prima metà del XIII sec. e la Chiesa di S. Pellegrino di undicesimo secolo. Una passeggiata nel quartiere è d’obbligo per poter cogliere la vera essenza del borgo antico.


Le terme

Legate alla leggenda che Ercole che conficcò in terra un enorme palo scaturendone acqua pura, le terme di Viterbo hanno origini antichissime. Già in epoca etrusca i bagni termali erano molto famosi, ma fu sotto i romani che divennero sempre più in voga soprattutto fra le famiglie dei ricchi patrizi. Dopo una parentesi di abbandono in epoca medievale, l’uso delle sorgenti riprese nel XIII secolo a scopo terapeutico. Si dice che lo stesso Dante Alighieri si trovò a passare per Viterbo e, colpito dalla grandiosità dei bagni viterbesi ne parlò nella Commedia ("Inferno", XIV, 79-81). L’uso delle terme è continuato fino ad oggi. Tuttora, fra le sorgenti più importanti, citiamo: le Terme del Masso o Massi di S. Sisto, le Terme degli Ebrei, le Terme delle Zitelle e le Terme del Bacucco.

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