La Via degli Dei è un emozionante percorso in più tappe alla scoperta di una delle zone più belle dell’Appennino dove potrete godere di paesaggi mozzafiato, camminare letteralmente sulle antiche strade etrusche, immergervi nel verde dei boschi e gustare i prodotti tipici e l’ospitalità tosco-emiliana.

Viandante, sono le tue orme il sentiero e niente più; viandante, non esiste il sentiero, il sentiero si fa camminando.

A.Machado

IL TURISMO ESPERIENZIALE

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Sia che voi siate esperti di trekking sia che per voi sia la prima volta, sappiate che il cammino della Via degli Dei sarà un’esperienza unica, un viaggio in mezzo alla natura e dentro voi stessi che non dimenticherete. Poggerete gli scarponi su una strada che prima di voi milioni di persone hanno calpestato nel corso dei secoli a partire dagli Etruschi nel VII secolo a.C., e sotto le foglie di migliaia di autunni continuerete a scorgere le tracce di tutta questa umanità: mulattiere, fornaci, antichi acquedotti, monasteri abbandonati, borghi nascosti e toponimi che raccontano storie misteriose. Mentre attraverserete paesi e cascine fermatevi a parlare con gli abitanti del luogo che non vedono l’ora di raccontarvi la storia del loro angolo di mondo, di consigliarvi piccole deviazioni verso luoghi segreti e imperdibili, d’indicarvi il luogo panoramico più spettacolare o l’osteria dove cucinano i migliori ravioli: è proprio visitando i luoghi turistici minori che si contribuisce a mantenere vivo il territorio. Parlate con gli altri camminatori che incontrerete lungo il percorso, potrete così confrontare le vostre esperienze, scambiarvi consigli di viaggio e darvi coraggio a vicenda prima d’iniziare l’ennesima salita. È il contatto umano con gli altri camminatori e con gli abitanti del luogo che farà la differenza tra un tipo di turismo che è solo spostarsi da un luogo all’altro e vivere un’esperienza di valore che porterete con voi per tutta la vita

Immaginare la meta pregustando il caffè non fa bene allo spirito. Bisogna imparare a fidarsi del sentiero, senza mettere nello zaino troppe aspettative, perché la tenda va smontata ogni mattina e il futuro è una lingua di terra in mezzo all’oceano dove si sta in equilibrio solo camminando.

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PREPARARE LO ZAINO E PIANIFICARE L’ITINERARIO

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La Via degli Dei è un trekking che non presenta eccessive difficoltà, tuttavia si tratta comunque di un percorso sulle montagne caratterizzato da molte salite e molte discese e svolgendosi quasi completamente all’interno dei boschi è importante scegliere bene le tappe. Ricordatevi che ciò che conta non è arrivare alla fine velocemente ma godersi il cammino per cui il nostro consiglio è di non esagerare con i chilometri giornalieri, inserite magari una tappa in più e datevi il tempo per fermarvi ad ammirare il panorama e per scattare delle foto. L’importante è trovare il proprio passo, il proprio stile. La montagna ha le sue regole, voi dovrete trovare le vostre. Cercate sempre d’iniziare il cammino la mattina presto in modo da gestire al meglio la giornata: se poi doveste arrivare a destinazione con un po' di anticipo avrete più tempo per riposarvi, metabolizzare la vostra esperienza, studiare il percorso del giorno successivo e magari per gustare un meritato aperitivo! Lungo la Via degli Dei ci sono molti luoghi dove fermarsi a dormire (campeggi, B&B, pensioni, ostelli) vi consigliamo comunque di prenotare, soprattutto nei periodi di alta stagione.

In montagna il meteo è un fattore da non sottovalutare. Per evitare le temperature più estreme i mesi migliori per mettersi in cammino sono maggio, giugno, settembre e ottobre, tuttavia questo non garantisce che non vi troverete a camminare sotto un acquazzone o ad immergere gli scarponi nel fango; in questo caso ricordate il motto dei boyscout: non esiste cattivo tempo, solo cattivo equipaggiamento!

Cosa portare quindi nello zaino? Vediamolo insieme!

• la borraccia con l’acqua

• una bevanda calda se in inverno

• una giacca a vento o un kway adeguato al periodo

• un telo termico

• un cappello o berretto

• una crema protettiva

• un mini-kit di pronto soccorso (bende, cerotti di varia misura e anti vescica, salviette disinfettanti, garze sterili, forbicine, pinza leva zecche, guanti in lattice, farmaci…)

• una torcia frontale

• eventualmente abbigliamento di ricambio in base alle condizioni meteo.

• Cellulare e caricabatterie

• Mappe della zona

• Snack da viaggio

Si consiglia uno zaino da 30L e un marsupio per gli oggetti di uso frequente.


SEGNALETICA E CREDENZIALI

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Vi consigliamo di procurarvi delle mappe della zona da consultare per la preparazione del viaggio, potrete così farvi un’idea dei dislivelli che vi attendono e delle tipologie di strade che incontrerete. Per ogni dubbio circa percorso, condizioni meteorologiche e viabilità del sentiero potrete fare riferimento alle sezioni bolognesi e fiorentine del CAI (Club Alpini Italiani).

La Via degli Dei è molto bene segnalata lungo tutto il percorso da due tipologie di cartelli, quelli principali e quelli secondari.

La segnaletica principale è verticale ed è costituita dalle tabelle poste all'inizio del sentiero e agli incroci più importanti che contengono informazioni sulle località indicando nome e quota del luogo di partenza o dei luoghi di destinazione con i tempi di percorrenza e il numero di sentiero. La segnaletica secondaria è orizzontale ed è formata da segnavia a vernice di colore bianco-rosso dipinti solitamente all'inizio e lungo il sentiero, su sassi o piante, utilizzati per offrire l'informazione di continuità e conferma del percorso.

Vi consigliamo vivamente di non fare affidamento sul cellulare per l’orientamento: la maggior parte dei sentieri non sono segnalati sulle cartine di Google inoltre in montagna esistono diverse zone d’ombra in cui il wi-fi non funziona: orientatevi con le indicazioni delle cartine e con la segnaletica, non potrete sbagliarvi!

La Credenziale, se vorrete acquistarla, è una sorta "passaporto del pellegrino", il vademecum del viaggio che state per intraprendere: lungo il vostro percorso troverete in ogni struttura convenzionata il timbro personalizzato con cui dovrete compilare la Credenziale, a prova e ricordo del cammino compiuto. Una volta terminato il cammino vi potrete recare presso uno dei punti autorizzati per ritirare in omaggio il "Souvenir ufficiale" della Via degli Dei.


L’Appennino è tutt’altro che puro, figlio bastardo delle divinità della terra mentre le Alpi sono una progenie celeste di dei olimpici e folgoranti e i loro animali totemici sono agili e leggeri: l’aquila, il camoscio, lo stambecco. La spina dorsale dell’Italia invece è il regno del cinghiale, che si rotola nel fango e grufola al crepuscolo, in cerca di tuberi e radici.

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LE TAPPE

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Come accennato precedentemente vi esortiamo a creare un vostro itinerario organizzando le tappe con i tempi di percorrenza che vi sono più congeniali. Qui sotto vi forniremo un esempio di tragitto di circa una settimana. Ovviamente il cammino si può percorrere anche in senso inverso, da Firenze a Bologna.

Tappa 1 – Bologna / Badolo (23 km, dislivello 750m)

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Il cammino inizia da Piazza Maggiore a Bologna, attraversa l’Arco del Meloncello e conduce fuori dal cerchio urbano attraverso una delle 12 porte della città. Da qui inizierete la via porticata che conduce al Santuario di San Luca (I 666 archi che conducono al santuario rendono quello di San Luca il portico più lungo del mondo). Proseguite verso il Parco della Chiusa e la passerella sul fiume Reno fino al cimitero di Vizzano. Noterete a questo punto che esistono due tipi di percorso: quello per le mountain bike e quello per i camminatori. In entrambi i casi giungerete a Sasso Marconi e dopo circa un’ora e mezzo di cammino passerete per Nova Arbora (dove c’è un bellissimo giardino botanico): a questo punto vi resteranno meno di 2 chilometri a Badolo.

PRIMA DI PARTIRE PER QUESTO SPLENDIDO TOUR, NON PERDERTI LE ATTRAZIONI DI BOLOGNA

Tappa 2 – Badolo / Madonna dei Fornelli (28 km, dislivello 1100m)

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Imboccato il sentiero che conduce a Monte del Frate supererete presto una valletta e da li parte la salita al Monte Adone: durante il cammino potreste scorgere per terra schegge di bombe della Seconda guerra mondiale color ruggine riconoscibili per le macchie ferrose che lasciano sul terreno e un buon numero di conchiglie fossili. Una volta arrivati in cima dedicate un’occhiata e una firma al quaderno di vetta. La seconda salita della giornata è quella al monte Monterumici dove potrete scorgere le trincee scavate dai tedeschi per difendere la Linea Gotica. Da qui in avanti, fino a Madonna dei Fornelli, incontrerete diversi piccoli borghi e boschi di pioppi e castagni.

Tappa 3 – Madonna dei Fornelli / Passo della Futa (17 km, dislivello 580m)

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Da Madonna dei Fornelli iniziano le vere montagne, boschi più fitti, case più rade, silenzi, paesaggi selvatici e solitari. Attraverso strade sterrate e boschi di abeti si raggiunge il confine che separa l’Emilia-Romagna dalla Toscana. A questo punto ci sono le indicazioni per percorrere la strada romana fino ai magnifici prati dei Capannoni: superato il casolare si svolta a sinistra e si prosegue fino alla Piana degli Ossi dove potrete vedere alcune fornaci romane per la produzione della calce. Si prosegue nel bosco di faggi fino a raggiungere la cima Le Banditacce, da qui in avanti troverete molti cartelli a segnalare l’antica Via Flaminia Militare. Il cimitero Militare Germanico segnalerà chiaramente il vostro arrivo al passo della Futa. Nel 1955, dieci anni dopo la fine della guerra, Italia e Germania firmarono un accordo per la sepoltura dei soldati tedeschi caduti sul territorio italiano. Al passo della Futa vennero accolti più di 32.000 soldati della Wermacht, accoppiati sotto 16.000 lastre di granito e 12 ettari di prato. Un cartello ci ricorda che i sepolcri dei caduti sono i grandi predicatori della pace.

Tappa 4 – Passo della Futa / San Piero a Sieve (27km, dislivello 770m)

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Con questa tappa della Via degli Dei entrerete in una vera e propria Cattedrale Arborea: castagni, faggi, abeti, ginestre e pruni spinosi vi accompagneranno durante tutto il percorso. Percorrete il sentiero di rocce e argilla fino al passo dell’Osteria Bruciata: si tratta di un incrocio di antiche strade diventate sentieri di epoca etrusca sconosciute ai romani., la strada Flamina Miltirare romana infatti segue la via della Futa ad alcuni chilometri di distanza. Si racconta che Annibale sia passato di qui nel 217 a.C con l’unico elefante sopravvissuto all’inverno. Durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini il passo era controllato dalla famiglia degli Ubaldini, fieri avversari del comune di Firenze: forse furono proprio i fiorentini a mettere in giro la voce che l’Osteria del vecchio passo era poco accogliente, e gli avventori rischiavano di sfamarsi con un bollito di carne umana, prima di finire a loro volta in padella. Ora dell’antica Osteria non rimane quasi nulla salvo una lapide triangolare a commemorarne l’esistenza. Da qui la discesa verso Sant’Agata è molto ben segnalata ma noi consigliamo una piccola deviazione verso il convento di Bosco dei Frati: un luogo molto suggestivo in mezzo al bosco, scenario di molte leggende su san Bonaventura. Da qui attraverserete le tenute degli Schifanoia per giungere a San Piero a Sieve dove, se avrete ancora energie da spendere, vi consigliamo di visitare la pieve e la fortezza mediecea.

Tappa 5 – San Piero a Sieve / Bivigliano (15km, dislivello 900m)

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Da qui in avanti proseguirete nella valle del Mugello e non vi sarà difficile riconoscere il paesaggio tipico della Toscana caratterizzato da alti cipressi, ulivi e i primi pini marittimi con la chioma ad ombrello che anticipano la Maremma. Se vi trovate a passare da queste parti di domenica è quasi sicuro che sentirete il ronzio delle moto che sfrecciano lungo l’autodromo del Mugello nel periodo della MotoGp. Durante questa tappa affronterete due delle salite più impegnative della Via degli Dei: la prima alla Badia del Buonsollozzo e la seconda al Monte Senario. La Badia del Buonsollazzo è un grandioso monastero dedicato a San Bartolomeo dove soltanto i cipressi godono di buona salute e tutto il resto va in rovina. La leggenda dice che venne fondata prima dell’anno 1000 da Ugo il Grande che si perse in questi boschi e fece voto di edificarvi un’abazia se si fosse salvato. Ora è inutilizzato da almeno 30 anni e i suoi ruderi conservano un indubbio fascino decadente. La salita al Monte Senario è preceduta da un cartello che recita così: SUPERATO IL PURGATORIO, AMMIRATE IL PARADISO. In effetti i boschi di cedri fanno da cornice a una ripida mulattiera, forse la salita più impegnativa dell’intero percorso: si tratta di 600 metri di dislivello da percorrere in 7km. Sulla cima troverete ad aspettarvi il Santuario del Senario e potrete rinfrancarvi con le ottime birre prodotte dai monaci e col loro distillato alle erbe “Gemma d’Abeto” che v’infonderà una vigorosa sferzata di calore ed energia: le gambe continueranno a camminare da sole lungo la discesa verso Bovigliano.    

Tappa 6 – Bivigliano / Firenze (20km, dislivello 300m)

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Partiti da Bovigliano si raggiunge dopo pochi chilometri Vetta alle Croci che, a parere di chi scrive, è il luogo più spettacolare di tutta la Via degli Dei e uno dei panorami più incredibili di tutta Italia. Ci si ritrova in quota, immersi in ventilati prati tempestati di margherite, e di fronte a voi lungo la linea dell’orizzonte due basse colline si aprono come un sipario sulla bellissima città di Firenze, riconoscibile fin da qui per la sottile lingua argentea dell’Arno e la maestosa cupola del Brunelleschi. Quando riuscirete ad abbandonare questo panorama mozzafiato potrete proseguire verso la cima di Poggio Pratone che offre una bella vista e di lì si scende verso Fiesole. A questo punto avrete lasciato dietro di voi i boschi e la natura per reimmergervi in borghi e strade asfaltate ma questo dispiacere verrà ripagato dagli incredibili scorci di Firenze che si faranno via via più numerosi man mano che scendete dalle colline verso la città. Gli ultimi chilometri vi porteranno verso Piazza della Signoria, il termine ultimo del vostro viaggio, dove farete la foto di rito insieme ad altri viaggiatori con lo zaino sulle spalle che hanno condiviso con voi questa incredibile esperienza. 

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