Come arrivare ad Aci Castello ed Acitrezza

Catania, rinomata città della Sicilia, famosa per il buon cibo, il bel mare e il vulcano che la domina sovrano (l'Etna), non è solo il centro città. È anche quell'insieme di paesini limitrofi che compongono la così detta provincia. Al suo interno spiccano, chi per bellezza, chi per fama letteraria, Aci Castello ed Aci Trezza. Questi possono essere facilmente raggiunti prendendo la linea di autobus numero 534. La corsa parte da Piazza Borsellino e percorre tutto il lungomare di Catania per poi intraprendere la strada che, costeggiando tutta la scogliera, porta prima ad Aci Castello (fermata C.Colombo), poi ad Aci Trezza (fermata Piazza Scuole). I più intraprendenti possono, però, noleggiare un'automobile o uno scooter e godersi con più calma tutta la splendida costa che offre il Mar Ionio.

La strada che porta dalla Circonvallazione di Ognina ad Aci Castello è molto particolare in quanto, sulla destra, offre un connubio che pochi paesaggi al mondo regalano: in un solo scenario si mischia il verde della vegetazione mediterranea, il nero della roccia lavica e l'azzurro del Mar Ionio. Non a caso vi sono - oltre diversi lidi, dove d'estate si può andare per prendere il sole e fare un bagno - diversi luoghi dove potersi fermare per ammirare questo paesaggio. 

Aci Castello: il castello normanno

Proseguendo sulla via Pezzana, si giunge alla piazza principale di Aci Castello: la piazza Castello. Entrando, sulla destra, affacciandosi dalla ringhiera che costeggia il marciapiede, si può ammirare un strapiombo sul mare mozzafiatio. Alzando lo sguardo, invece, ci si accorgerà certamente del Castello Normanno che domina, dalla sua imperiosa altezza, la piazza. Il promontorio su cui questo sorge è interamente composto da roccia lavica e risale a più di 500.000 anni fa. Ad unirlo alla costa fu un'eruzione datata 1169 d.C. Di origine ancora dibattuta, il castello fu soggetto alla signoria di Ruggero di Lauria durante i Vespri Siciliani. Ad oggi ospita un museo civico. Al centro del suddetto si trova una torre di forma quadrangolare e, al suo interno, si trovano diversi reperti, soprattutto sottomarini. Poco dopo l'ingresso del castello, sulla sinistra, si giunge alla fine della piazza: ivi si trova un punto panoramico che mostra tutto il resto del lungomare e da cui si vedono i faraglioni di Aci Trezza. Bar e ristoranti riempiono la parte sinistra della piazza, diametralmente opposta al castello.

Aci Trezza: terra dei Malavoglia

Successivamente, proseguendo o in autobus o mediante mezzo noleggiato, si giunge ad Aci Trezza "Terra dei Malavoglia" (come recita il cartello all'entrata del paesino). Scendendo a Piazza Scuole, bisognerà percorrere un breve tratto a piedi, imboccando una stradina di fronte la fermata del bus. Qui, superate le case che fanno da diaframma tra la strada interna e la costa, ci si troverà dinanzi i famosi faraglioni di Aci Trezza. Il lungomare è pieno di bar e ristoranti, dov'è possibile gustare deliziosi piatti di pesce fresco. Lungo la costa, si trova anche un chiosco: qui potrete assaggiare alcune tra le più tipiche bevande catanesi, come il seltz limone e sale (fatto con acqua seltz e limone spremuto condito da un cucchiaino di sale), il mandarino al limone ( preparato con acqua seltz, sciroppo di mandarino, limone spremuto) o ancora il tamarindo (fatto con acqua seltz, sciroppo di tamarindo e limone spremuto). 

Ad Aci Trezza si trova anche la famosa casa del Nespolo. C'è ovviamente un motivo per cui il cartello all'ingresso del paese, definisce la località terra dei Malavoglia. È qui che l'autore siciliano Giovanni Verga ambientò il suo capolavoro letterario "I Malavoglia". Ubicata vicino la chiesa di San Giovanni Battista, non è altro che una piccola abitazione composta da due stanze. Il cortile della casa, come lascia intendere il nome, si affaccia su un nespolo. Al suo interno è stato allestito un museo. Aci Trezza è famosa anche per essere lo scenario del film di Luchino Visconti "La terra trema", pellicola girata con attori non professionisti, abitanti del luogo.

"Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev’essere. Veramente nel libro della parrocchia, si chiamavano Toscano, ma questo non voleva dir nulla, poiché da che il mondo era mondo, all’Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull’acqua, e delle tegole al sole"

Giovanni Verga

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